Spazio e sicurezza
Capitolo 1
La città medievale
1. La paura del sopranaturale
La natura è principale fonte della paura. Essa può provocare la carestia e diffondere l’indigenza. In più c’è il timore per etnie estranee e devastatrici (Saraceni, Normanni, Ungari che saccheggiano l’Europa). Anche la paura dell’eresia vista come la rottura della comunità. Anche lo spazio suscita paura. Il vuoto, l’assenza di presenza umana suscita terrore. L’uomo medievale compie la scelta dell’esistenza strettamente aggregata.
2. La città e la sicurezza
Due fattori della genesi della città medievale: a) economico e b) politico:
- Economico: La città sorge come sede del mercato. Sono stati commercio e industria a rendere le città medievali ciò che furono.
- Politico: La città rappresenta un ambiente di libertà. "L’aria di città rende liberi".
Due dimensioni di sicurezza a) fisica e b) simbolica:
- Fisica: La struttura della città fatta di barriere esterne ed interne, urbanistiche ed architettoniche per inibire l’invasione.
- Simbolica: Gli ordinamenti giuridici urbani che regolano la pace.
3. Uno strumento di protezione
Le mura della città hanno doppio significato: pratico (un baluardo contro nemico, permettono di selezionare coloro che entrano nella città) e simbolico (rappresentano l’unità della città).
4. Il disorientamento dell’aggressore
Lo schema della città è radiofonico (complesso sistema delle strade). La struttura disorienta nemico, stranieri, aggressori. La dimensione delle strade riduce la possibilità di ricorre all’arma bianca. La rete dei passaggi favorisce il nascondiglio e il ricovero.
5. La casa difesa
Stretto rapporto della casa con la strada. La proiezione all’esterno della casa è favorita dalla cultura del vicinato e delle solidarietà sociali. L’importanza della casa e del cassone per la sicurezza domestica.
6. Il tempo
La sicurezza legata anche alla divisione del tempo. Il giorno è il tempo del mercato, della vita pubblica, relazioni formali, vita religiosa. Nella notte la città si fa deserta. Ci si rinchiude nella propria casa. Circolare durante la notte è una scelta rischiosa. Il rischio è strettamente calcolabile.
7. Solidarietà e cooperazione
Il primo livello della sicurezza è rappresentato dalla religione comune. Il secondo dalle relazioni di vicinato, confraternite e corporazioni. Ci sono anche veri e propri organi di polizia. Ogni nucleo familiare è tenuta a fornire un uomo per la guardia notturna.
8. Il depotenziamento della violenza
Il crimine turba la pace ma non incrina la sicurezza perché si manifesta come spiegabile, razionalizzabile, in qualche modo gestibile dalla collettività.
9. La protezione del “sacro”
La differenza sociale e di reddito non si traduce in una differenza di collocazione nello spazio. Non esiste zonizzazione. Ci sono luoghi specializzati che seguono la logica del mestiere. Ci sono luoghi di sicurezza rafforzata: quelli dell’autorità secolare e quelli religiosi. Le differenze economiche e di status non incidono sulla distribuzione della sicurezza. Contro la paura del sovrannaturale, la città radiocentrica si sviluppa attorno ad un edificio di culto. La città come un labirinto che ha un duplice senso: sacro e profano. Sacro e profano si mescolano nella natura simbolica della città medievale.
Capitolo 2
La città industriale
1. La secolarizzazione della paura
La paura assume caratteristiche prevalentemente secolari. Si afferma il primato dell’individuo. Scompare la legge ultraterrena. Paure legate alla gerarchia sociale. Le paure delle classi operaie 4 dimensioni:
- La macchina che divora il lavoro umano
- L’incertezza per il futuro e le stabilità del rapporto di lavoro
- Impoverimento dei saperi del lavoro
- Mondo proprietario
Le paure delle classi possidenti:
- La paura del contagio fisico (malattia, epidemia)
- La paura del contagio morale – il gruppo considerato produttore del vizio
- La paura della rivolta e dell’eversione del sistema di distribuzione della ricchezza
2. La separazione delle classi
Aumento della popolazione in tutta Europa, espulsione dalla campagne, potere attrattivo dell’industria. La città industriale nella fase nascente: sovrappopolazione, la povertà delle strutture, la carenza dei servizi. La città industriale si afferma in base al principio di separazione dei gruppi sociali, degli interessi, delle classi. Le classi più agiate si ritirano nei sobborghi.
3. La prevenzione del contagio
Il grado di igiene dipende dalla scala sociale e del reddito. La divisione in zone omogenee alimenta la crescita di deviazioni morali.
4. La trasparenza e il panottico
Strumenti per esorcizzare fantasmi e paure antagonistiche.
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