SOCIOLOGIA DEL DIRITTO
In Italia è una disciplina recente che viene introdotta negli studi di giurisprudenza solo
negli anni 70, la prima cattedra di sociologia -Milano- è del 74 il titolare era Renato
Treves (fondatori della nostra disciplina italiana).
Mentre negli USA è un filone di studi legato ad una grande tradizione ‘law and society’
ma anche in Germania data la presenza di Max Veber.
Ritardo in Italia siccome Italia sopravvive una cultura giuridica di tipo formalista e la
sociologia del diritto è vedere il diritto in modo anti-formalista.
Il formalismo -ideologia- è un insieme di orientamenti teorici, ideologie che nascono
con i processi di codificazione -inizio del 800-. Si riassume in tre dogmi -credenze-:
- Coerenza del sistema giuridico, l’idea che il codice contenga il metodo di
risoluzione delle antinomie.
- Completezza del sistema giuridico, non vi sono lacune o casi non regolati, che il
diritto sia completo.
Nel Codice civile attraverso interpretazione si trovano i principali criteri di
risoluzione delle lacune. Le lacune si risolvono attraverso l’analogia -legis o
iuris- per cui l’interprete usa casi analoghi oppure il codice indica come
soluzione l’analogia iuris quindi il riferimento ai principi generali
dell’ordinamento giuridico.
-cod. civil inizi dell’8oo accoglie tutto il diritto naturale in un testo scritto che è il
sigillo dell’autorità politica-
L’intento dei codificatori è quello di limitare la discrezionalità dei giudici.
- Piano interpretativo: il giudice è la bocca della legge. Deve limitarsi
all’interpretazione letteraria
-assenso della volontà del legislatore- non è concepibile una concezione
creativa dell’interpretazione effettuata dai giudici.
Formalismo interpretativo cioè una concezione non creativa dell’interpretazione
ma meccanicistica. Il giudice si limita a far conoscere l’unica interpretazione
possibile delle disposizioni giuridiche.
Ad ogni disposizione legislativa corrisponde un solo significato -una sola
interpretazione-.
Il giudice si limita a dichiarare.
I cc contengo l’idea di un giudice soggetto alla legge. La discrezionalità
giudiziale sia limitata al massimo.
Tra la fine 800 e il 900 si sviluppano dei movimenti anti-formalisti che mettono in
discussione i tre dogmi
-radicati nella cultura giuridica-. Dogmi che investono non solo il ruolo del giudice ma
anche il ruolo della dottrina, accademia.
Francia: Napoleone -ad emanare il cod. civil-. In quel periodo la scuola più importante
è quella delle esegesi -la dottrina fa solo esegesi- quindi una esegesi, commento
attaccata al tratto letterale delle disposizioni normative. Napoleone fa una riforma alle
università in cui i professori di diritto civile affermano che insegnano il Codice civile.
In Italia si avverte meno forte l’influenza dei movimenti anti-formalisti.
Il movimento anti-formalista più importante negli USA è il realismo giuridico -si
sviluppa negli USA ma anche una versione nel nord Europa. In Italia con Giovanni
Tarello, avvocato, giurista, sociologo è uno dei fondatori del realismo giuridico
italiano-.
Elemento in comune del realismo giuridico: critica dei tre dogmi del formalismo
giuridico. In particolare, sul terzo punto Tarello critica ferocemente l’idea che ad ogni
disposizione corrisponda una sola interpretazione (siccome nella maggior parte dei
casi il diritto è ambiguo, le disposizioni legislative esprimono più significati. I giudici 1
scelgono una di queste interpretazioni quella che sembra più corretta e sono tenuti a
motivare le sentenze -fatto e diritto-.)
La certezza del diritto è una chimera siccome il diritto è incerto, lacunoso, conflittuale
contro l’idea del formalismo giuridico.
In Italia l’influenza del formalismo giuridico è molto forte nella cultura giuridica questo
spiega la difficoltà della sociologia ad affermarsi.
La sociologia del diritto è legata a due assunzioni:
- Prima: il diritto è un prodotto sociale che non ha una vita indipendente rispetto
al contesto sociale, politico, economico in cui si colloca. Il diritto si colloca in un
certo contesto ed è importante capire perché gli attori giuridici attribuiscono un
certo significato alle disposizioni.
- Seconda: -deve al giusrealismo- è la consapevolezza della distanza tra il diritto
di carta ed il diritto in azione (law in books and law in actions). Il diritto
effettivamente seguito dai suoi destinatari a confronto del diritto scritto.
Origini della sociologia:
- i sociologi che hanno un grande interesse per il diritto. Uno dei propulsori della
sociologia del diritto è un francese, Durkheim, sociologo che inciampa sul diritto
siccome gli sembra che il diritto spiega dei fenomeni sociali (in particolare
solidarietà sociale). Secondo lui il diritto penale (tutela i beni giuridici
fondamentali come la vita) afferma, contiene i valori che tengono unita una
società.
- Giuristi ad esempio: giurista santi e romano -diritto pubblico- ha un approccio di
tipo sociologico al fenomeno giuridico. Quando si occupa di ordinamento
giuridico lo metto in contatto con l’ordinamento sociale. Ha una visione
sociologica. 2
Sociologia la sua natura epistemologica (tipo di conoscenza) esistono due grandi
famiglie di orientamenti:
- Primo: considera la sociologia del diritto come una branca specialistica della
sociologia generale che si occupa di un fenomeno sociale particolare, il diritto, e
che persegue dei fini autonomi e utilizza dei metodi propri della scienza sociale
(rispetto alla scienza giuridica, si occupano entrambe del diritto ma con
approcci diversi).
Da Max Veber è un grandissimo giurista e sociologo tedesco, muore nel 1920
ma è un autore novecentesco.
Ha l’idea di distinguere l’approccio della dogmatica giuridica – validità ideale del
diritto, approccio dei giuristi- e quello dei sociologi del diritto -validità reale,
cosa di fatto motiva i comportamenti sociali e gli individui. Come il diritto
condiziona il comportamento sociale degli individui-. Opera fondamentale in cui
si trovano gli elementi più importanti della sociologia - “economia e società” -
pubblicata postuma.
Orientamento eterogeno al suo interno.
Ha al suo interno diverse varianti almeno tre:
-Prima: la sociologia è quella scienza sociale che studia i rapporti fra diritto e
società. Dove i termini diritto e società sono intesi in una sorta di endiadi allo
scopo di designare due identità distinte ma che si influenzano reciprocamente.
Ad esempio, law and society nel sistema anglosassone.
-Seconda: -più diffusa in UE occidentale- La sociologia del diritto si occupa di
studiare il sottosistema giuridico inteso come parte del sistema sociale
complessivo.
A differenza della prima versione il termine diritto (sottosistema giuridico e
sistema sociale) e società non sono separate ma il diritto sta dentro la società.
Ad esempio una versione che soprattutto in Germania ha trovato un grande
seguito grazie Luhman (più importante ideatore della teoria dei sistemi, vede
sistemi che interagiscono fra di loro) che scrive un libro “diritto della società” in
polemica all’idea diritto e società.
-Terza: considera il diritto come una modalità di azione sociale. Intende che la
sociologia del diritto studia come il diritto -insieme delle norme giuridiche-
incide nel nostro comportamento in società
-orientano il nostro agire sociale- (indica il comportamento che teniamo nelle
relazioni sociali).
Quando parliamo di diritto come agire sociale non è il diritto ad agire ma gli
individui. Il nostro comportamento è condizionato dal diritto (prodotto del nostro
agire sociale).
Freedman -sociologo- mette il diritto al centro, sopra l’input (insieme degli
interessi, aspettative che si hanno nei confronti del diritto, che incidono sulle
norme giuridiche) e sotto gli output (quello che incide sui comportamenti della
società). È un circolo di ciò.
Diritto come agire sociale in realtà sono gli individui a decidere ed essere
condizionati dalle norme giuridiche.
Il fatto che in un ordinamento le persone riconoscono come diritto determinate
istituzioni, prescrizioni da lì le persone agiscono per conformassi al diritto. 3
Il diritto non è soggetto dell’azione sociale è lo strumento è la motivazione
dell’agire. Il diritto diventa una modalità (motiva, orienta) l’agire sociale -come e
con quali effetti-.
Risale a Max Veber.
- Secondo: vede la sociologia del diritto come parte integrante della scienza
giuridica.
Orientamento minoritario.
Legittima l’insegnamento della sociologia nelle facoltà di diritto.
Condizionato dal tipo di concezione -idea- di scienza giuridica.
Giovanni Tarello
I sociologi del diritto si occupano di cinque ambiti:
- Diritto e delle sue funzioni (diritto in via generale, onnicomprensiva) ed i
rapporti del diritto
-sottosistema sociale- con altri sottosistemi sociali quali economia, politica,
cultura.
- Singole istituzioni sociali che hanno carattere giuridico (nascita, modifiche e per
effetto di cosa o la scomparsa).
- Efficacia e no delle norme giuridiche. Rapporto tra contenuti delle previsioni
normativi ed i comportamenti seguiti. Efficacia deriva dal fatto che i
comportamenti della società seguono le norme.
Analizza i processi decisionali a livello giurisprudenziale che definiscono i
comportamenti come leciti o non illeciti.
- Sociologia delle professioni legali lo studio dei ruoli socioprofessionali, ad
esempio, si studia le ideologie professionali nell’ambito della magistratura
condizionate dal modo in cui i giudici sono reclutati.
- Conoscenza e delle opinioni del pubblico sul contenuto delle norme giuridiche e
sui valori che vi sono o dovrebbero esservi sottotesi. Ad esempio, cosa i
destinatari della norma pensano della stessa.
Sociologia in generale
è un termine recente nella cultura occidentale coniata nella prima metà 800 da August
Cont, padre del positivismo filosofico, orientamento volto a spezza i ponti con la fede
ed a propone un metodo di studio dei fenomeni sociali basata sull’osservazione diretta
della realtà sociale (studio dei mutamenti dei fenomeni sociali) accompagnata da una
convinzione che è possibile e si debba studiare i fenomeni sociali con lo stesso
atteggiamento scientifico, oggettivo, neutrale con cui si studiano i fenomeni naturali.
Il modello di scienza che ha in testa Cont – modello positivista di scienza- è unitario
siccome tende a comparare i fenomeni sociali con i fenomeni naturali.
Cont: opera più famosa “corso di filosofia positiva” (ancorata all’idea positivistica
secondo cui i fenomeni sociali possono essere studiati con lo stesso approccio
scientifico con cui si studiano i fenomeni naturali).
Questo aspetto sarà espresso nel lavoro metodologico di Durcani -positivista- opera “le
regole del metodo sociologico” affermerà che l’oggetto della sociologia sono i fatti
sociali anche se non sono cose (entità materiali) non di meno questi fatti devono
essere studiati come se fossero delle cose.
Idea: basta idee legate della fede sganciate dalla realtà.
Positivismo avrà molte critiche pur nell’idea di rompere i ponti con la fede rimane
ancorato ad una fede per cui la realtà sociale può essere studiata come gli studiosi 4
della fisica studiano le leggi della fisica. Non è la stessa cosa non esiste una realtà
sociale precostituita sganciata dai soggetti -società-.
I fenomeni sociali non sono fenomeni esterni agli individui– come inteso da Cont e
Durcani-.
Positivismo importantissimo per la sociologia del diritto siccome orienta il primo
sociologo del diritto cioè Durcani.
Punto di vista metodologico delle teorie sociologiche:
- Coerenti -non è una caratteristica esclusiva della sociologia-
- Generalità deve trattarsi di teorie generali. Le preposizioni che formano la teoria
sociologiche sono generali siccome si riferiscono a fenomeni ricorrenti, dotati di
una certa stabilità che li rende riconoscibili da parte di chi li osserva.
Non interessano, quindi, gli eventi unici, irripetibili -singola battaglia, episodio-
siccome non si lascia catturare dall’ambito sociologico – interessa, invece, alle
teorie storiografiche-.
Interessa cogliere delle tendenze generali, elementi che si ripetono.
- Le teorie sociologiche hanno l’obbiettivo di scrivere, spiegare i fenomeni sociali
– giuridici- e le preposizioni che le formano sono -almeno in linea di massima-
suscettibili di essere verificate, testate sul piano empirico -sul campo- (non è
sempre così siccome non tutte possono essere verificate sul piano empirico).
Quando si elabora una teoria sociologica prima formulo una ipotesi teoria sulla
spiegazione di un certo fenomeno. Poi l’ipotesi deve essere verificata attraverso
la verifica sul campo che porteranno al verificare o falsificare le ipotesi teoriche.
Questa caratteristica è importante siccome è servita a distinguere questa
disciplina dalla filosofia
-non sono suscettibili di essere verificate sul piano empirico siccome sono
pensieri individuali che si muovono normativo su come dovrebbe andare il
mondo e non come effettivamente va-. 5
Tre macroaree della sociologia generale:
- Ordine e coesione sociale (cosa unisce/divide la società? cosa fonda l’ordine
sociale e garantisce la coesione di individui diversi?)
Studio di Durcani che è interessato a vedere i come funzionano i legami di
solidarietà sociale, si pone una domanda: come si modificano nel tempo? Cosa
consente alle società contemporanee diversificate a tenerle assieme?
La sua risposta: se si vogliono vedere i valori che uniscono la società bisogna
andare a vedere il Codice penale.
Problema di Durcani è la coesione sociale -solidarietà sociale- ed ha un
approccio per cui cerca di descrivere i fatti realmente accaduti quindi non
esprime un giudizio di valore.
- Conflitto sociale spiegare quali sono i conflitti che attraversano la società, come
nascono e come modificano la società in cui nascono.
Centrali nel pensiero di Mars -si occupa di diritto- sovrastruttura economica che
condiziona tutto il resto ad esempio la politica.
Centrali anche con Veber che afferma che i conflitti sociali non attraversano solo
sfera economica -come per Mars- ma tutte le sfere religiosa, politica, morale.
Conflitto è la cifra dei rapporti sociali. Le varie sfere attraversate dal conflitto
non sono in un rapporto di dipendenza funzionale -come per Mars- ma neppure
autonome l’una dall’altra.
Veber afferma, inoltre, che i conflitti non sono patologici ma un elemento
strutturale di ogni società che non sono destinati ad essere superati in una
sintesi finale -come per Mars- ma producono mutamento sociale anche in modo
imprevedibile per gli attori convolti.
Molti effetti sociali che derivano dai conflitti sono effetti intenzionali –non li
avevano in testa gli attori-.
Veber il suo obbiettivo è un obbiettivo di spiegazione dei fenomeni sociali.
- Rapporto (biunivoco) tra agire sociale e struttura sociale. Tra il comportamento
che gli individui tengono nella società e la struttura sociale dato dall’insieme dei
valori, aspettative, modelli di comportamento -norme sociali di cui fanno parte
anche le norme giuridiche- che compongono la struttura sociale che condiziona
il comportamento degli individui.
Molto rilevante per la sociologia del diritto. 6
La struttura sociale condiziona l’agire sociale che a sua volta influisce su
affermazione delle determinate norme, valori, modelli di comportamenti.
L’idea che la struttura sociale -contesto sociale, economico, culturale- condizioni
il nostro comportamento è molto importante per la sociologia. Idea chiamata
tesi determinismo sociale in base alla quale il comportamento umano è
condizionato dalla struttura sociale, ha delle cause sociali.
Questa tesi può avere diverse varianti -gradazioni-:
Versione forte dove esiste una società -struttura sociale- che sta fuori
o dagli individui e che condiziona in maniera determinate il destino delle
persone. L’idea che i soggetti nascono in una struttura sociale che ci
preesiste e questa ci plasma condizionando le nostre scelte di vita, i
nostri valori, le nostre credenze con la conseguenza che i destini degli
individui sono prevedibili rispetto al contesto sociale.
Versione più debole dove la struttura sociale è determinate ma vi è uno
o spazio di libero arbitrio degli individui. La struttura sociale condiziona le
scelte degli individui anche nelle scelte che consideriamo personalissime,
ad esempio, le scelte religiose -Durcain e Veber si occupano di religione
come fatto sociale e mettendo in evidenza come la scelta religiosa
risenta del contesto, ad esempio, l’esistenza del credo più diffuso in Italia
è la regione cristiana- -nel 900 studi sociologici che mettono in evidenza
come anche i gusti estetici dipendono dalla struttura sociale-.
In ambito sociologico giuridico la consapevolezza del determinismo
sociale è importante, ad esempio, nello studio della criminalità per lungo
tempo nello studio scientifico dei comportamenti criminali ha prevalso il
determinismo biologico -idea che i comportamenti criminali sono
riconducibili a cause biologiche. Un medico italiano nel 800 scrive una
tesi che deriva dall’osservazione positivista che fece nelle carceri venete
e afferma che vi sono delle cause bio antropologiche al crimine. Con gli
studi sociologici vi è un ribaltamento nel senso che si afferma è il
contesto sociale a determinare il comportamento criminale -Satterlan
“delinquenti non si nasce ma
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