Sociologia generale
Teorie sociologiche
Neuroscienziati hanno scoperto dei neuroni specchio che si attivano nelle aree del cervello per una determinata attività; questi si attivano quando non facciamo nulla ma vediamo qualcuno che lo fa. Ad esempio, vedo qualcuno che fa qualcosa (attività manuale) e con l’osservazione comprendiamo e impariamo a farla (senza farla nello stesso momento) (ripeto quello che vedo = neurone specchio). Ci sono affetti, suoni, intenzioni (madre bambino appena nato) che fanno già capire al bambino che è al sicuro. (Elemento di scambio che avviene quasi come comportamenti intuitivi non volontari).
Interazione e comunicazione
Interagiscono: come fa il bambino ad interagire? Si crea un contesto comunicativo preverbal: sistema di scambio con lessico di affetti ed emozioni e suoni. Il bambino ha un’esperienza di relazione per la prima volta (programma non di esame ma solo lettura).
Mead: socializzazione primaria e secondaria
Siamo a cavallo tra 800/900. Come filosofo, psicologo e sociologo, Mead ha formulato due concetti di socializzazione primaria e secondaria. La socializzazione è essenziale per la comunicazione umana e la comunicazione umana è il mezzo per stimolarla. La comunicazione è un qualcosa che accade anche involontariamente (comunicazione non verbale).
Logica circolare: data dalla vita sociale, qualcosa accade perché qualcuno coglie uno scambio di stimoli e risposte. Il gesto di A produce un feedback di B; con una parola o un gesto evoco in B un tipo di situazione sulla base della sua esperienza pregressa. Il neonato però non ha esperienze pregresse, in questo caso il suo corpo reagisce e capisce per lui.
Socializzazione primaria
È il processo dell’individuo immerso nelle relazioni sociali. L'uomo ha un corpo che richiede molto tempo per iniziare ad interagire con i resti del mondo, a livello di sviluppo (cranio, vista, ossa, sviluppo sessuale, parola). Tutto ciò che comprende lo sviluppo umano è dovuto all’integrazione sociale. Gli esseri umani producono il linguaggio anche solo mediante il respiro. Il linguaggio, quindi, non nasce dalla volontà.
Socializzazione secondaria
È quel processo attraverso il quale gli individui interiorizzano le competenze sociali e il comportamento per osservazione-imitazione. Avviene grazie all’interazione con la famiglia, con i pari ecc.
Teoria di socializzazione secondo Mead
Mead si pone la domanda: in che modo gli esseri umani sviluppano le relazioni? Studia il pensiero dello psicologo Wundt, che studiò le capacità sociali: le capacità sociali sono collegate allo sviluppo della mente. Mead spiega lo sviluppo del sé (capacità di relazione) nel contesto sociale della relazione. L'individuo viene messo nel contesto sociale della comunicazione anche prima che possa comunicare. L'esperienza è il presupposto (se nessuno ci parla noi non parleremo). Quindi per lui la relazione si sviluppa se viene messa in contatto con situazioni che la richiedono. Si crea un campo di reciprocità. Ci sono dei feedback (reazione istintiva) istintivi che partono comunque da uno stimolo.
Autori come Hobbes e Rousseau sostenevano che il neonato non avesse capacità sociali. Le neuroscienze invece (come Mead) ci dicono che l’interazione parte dalla nascita. Abbiamo delle dinamiche non consapevoli che si attivano alla nascita. La coscienza emerge dal comportamento. L'atto sociale, quindi, è un presupposto della coscienza.
Istinto e emozioni
Istinto e percezione: possono sembrare attività naturali. Per Mead invece, questi aspetti emergono dal processo della comunicazione. L'istinto umano deve essere studiato basandosi sul carattere sociale. Parte tutto da un feedback, uno scambio di gesti. (il bambino cerca il seno per latte senza consapevolezza). Gli umani comunicano con il corpo: stimolo -> risposta, dove la risposta è un adattamento (anche inconsapevole). L'istinto sorge solo perché l’altro comunica qualcosa.
Conversazione di gesti
Struttura di comunicazione data da stimolo - risposta (a e b stimolano e rispondono). L'esperienza di situazione: un bambino piange, l’altro bambino pure, un cane abbaia, l’altro pure. Gli esseri umani hanno da subito una logica adattiva, coppia stimolo -> risposta. L'adattamento è inconsapevole.
Emozioni come atti troncati
La reazione istintiva è data da un atto di qualcun altro. Le reazioni (rabbia, paura) sono istinti che una volta avevano un continuo, sono i resti di comportamenti che abbiamo imparato a bloccare o quanto meno a controllare. Secondo Mead i cambiamenti del corpo (arrossare, sbiancare) sono dati dagli stimoli esterni che provocano queste emozioni, la reazione nasce inevitabilmente dentro una dinamica comunicativa. La reazione del corpo di chi prova l’emozione è lo stimolo per la persona che le ha provocate, esprimono un'emozione. Gli atti troncati, quindi, proseguono evocando nell’altra persona una reazione.
Costruzione di oggetti sociali
La situazione e la costruzione di oggetti sociali: l’emozione sorge in una situazione sociale. Le emozioni sono importanti perché ci danno una percezione di noi stessi. Conoscenza emozionale: è il percepirsi in questa variazione con consapevolezza. Per formarci abbiamo bisogno di imparare a capire le nostre emozioni per poi gestirle (se un bambino piange, la sua mamma gli spiegherà come stare meglio, in questo modo il pianto è un oggetto sociale che sta nella mamma e che impara il bambino). L'oggetto sociale si trova nell’adulto perché l’ha già provato e sa come gestire l’emozione e lo spiega al bambino creando un feedback. Il bambino a questo punto è capace a sua volta di consolare un amico che piange -> materia della coscienza sociale. In strada di fronte a sconosciuti riusciamo a capire in maniera generale cosa provano, perché è un comportamento e un sentimento (feeling -> indizio) che abbiamo già visto nella nostra esperienza e lo riconosciamo. Questi scambi emozionali con gli altri permettono che il materiale emotivo diventi oggetto della nostra consapevolezza. Questo processo fa parte della costruzione del sé.
Percezione ed esperienza
Capacità di evocare in sé esperienze vissute, la percezione come atto. Concetto di atto: impulso, percezione, ma può essere anche dato mediante l’esperienza: se vedo un muro so che è duro perché la mia esperienza mi ricorda la sua durezza. Prima fase? Seconda fase? Esperienza di contatto (terza fase) manipolazione. La percezione nella 2 e 3 fase, fa vedere che gli elementi fisiologici non sono separati dall’esperienza sociale. Abbiamo preso visione della foto sulla percezione due; volti/vaso (se non ho mai visto un vaso non posso vederlo nell'immagine, se non ho mai visto due volti non posso riconoscerli). Mead esplicita lo scontato. La distinzione tra percezione ed evocazione avviene contemporaneamente. Con l’esperienza, il tatto e la manipolazione ci danno poi la percezione del mondo fisico. L'oggetto che percepiamo si può ricollegare ad un comportamento (esperienza sociale che ha messo in atto per conoscerlo, non solo esperienza fisiologica). Conclusione: lo sviluppo del sé deve partire dalla comunicazione. Si evoca l’esperienza sociale (anche se oggetto) negli stimoli che abbiamo memorizzato e vissuto in passato. Lo stimolo genera una reazione di feedback ma il feedback deve trovare un adattamento -> sia per chi prova l’emozione sia per chi assiste alla reazione.
Il gesto: terza parte
Atto troncato: studiato nel processo sociale della comunicazione: dinamica di stimolo che evoca nell’altro un tipo di risposta (divento rosso -> interlocutore ha una reazione). Mediazione sociale: medio un’emozione con stimoli e feedback a qualcuno (coscienza emozionale di quell’ emozione prende una certa emozione) se mi rassicuri imparo a convincerci se invece non mi insegni a gestirla vivo male quel momento. L'emozione dell’altro è orientata dal mio feedback.
Stimolo: ho qualcuno che mi dà un feedback (un gesto senza feedback non è uno stimolo). Lo stimolo e il feedback possono non essere volontari ma dobbiamo per forza avere due esseri viventi che comunicano. È come un codice binario, due elementi adiacenti.
Mancanza di empatia: mancanza di risposte alle mie emozioni, controllo delle emozioni nella mente non sentendole a livello fisico (è comunque una modalità di risposta).
Confronto tra Mead e Wundt
Origine linguaggio: trasformazione astratta delle emozioni (Wundt) con l’imitazione le emozioni vengono risvegliate su un’altra persona. Qualsiasi stimolo trova feedback differenti in persone differenti. Per Wundt quando non c’è il linguaggio ci sono le emozioni (uomo primitivo) senza linguaggio abbiamo gesti come mimi. Le emozioni passano da una persona all’altra in maniera simile (emozioni simili) quando il linguaggio parlato prende sopravvento sui gesti.