APPUNTI DI SOCIOLOGIA GENERALE
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Università di Perugia - Lezioni Prof. D’Andrea- Testo di Riferimento ELEMENTI DI SOCIOLOGIA,
Mogardini-
ESAME – Sociologia Generale
Università- Perugia- Unipg
Corso di Laurea – Scienze per l’investigazione e la sicurezza (Narni)
SSD Scienze politiche e sociali SPS/07 SOCIOLOGIA GENERALE
Rielaborazione di appunti dalle lezioni, studio e approfondimenti personali relativi al testo di riferimento
SOCIOLOGIA GENERALE
1- Cultura attiva, farsi del sapere, questioni di autostima, costellazione simbolica dell’auto
SOCIOLOGIA – significato del Termine = DISCORSO SULLA SOCIETA’
La sociologia si occupa dello studio degli eventi storici e sociali sia per come sono in sé stessi sia in relazione a ciò che
producono o possono produrre tra gli uomini.
I sociologi più importanti sono Georg Simmel, Max Weber e Emile Durkheim, ma la sociologia può spaziare anche in
campi di ricerca diversi, come l’antropologia, la filosofia, ecc.
Simmel in particolare ha studiato la sociologia della relazione. Un’azione è il risultato dell’interazione di più fattori, sia
tecnologici che umani. Un sociologo non può spiegare perché avviene un’azione (non si può prevedere cosa una persona
fa), ma può analizzare le diverse forma che un’azione può avere .
Esempio della macchina. La macchina è uno strumento tecnologico costruito per avere delle prestazioni (camminare ad
una certa velocità, permettere di spostarsi ecc.). quando è un uomo a guidare la macchina si viene a costituire un
“sistema” che non è solo la semplice somma delle azioni dell’uomo rispetto alla macchina ma contiene anche un
versante emozionale ed imprevedibile (ciò che la persona farà alla guida della macchina; es. guidare secondo le regole
oppure schiantarsi perché è ubriaco).
Il sociologo deve osservare ciò che avviene nella realtà, nella società e nella cultura e cercare di comprendere i diversi
fenomeni sia nel loro aspetto più evidente che in quelli meno evidenti (es. spot macchine dove la pubblicità invece di
sottolineare le caratteristiche tecniche, il prezzo, i consumi o altro, mette le auto in relazione con idee ed immagini
accattivanti di bei posti, di prestazioni speciali che però nella realtà non hanno nulla a che vedere con la macchina. Se tu
ti compri la macchina x continuerai a fare la tua vita, andare a scuola o al lavoro, quella macchina non cambierà la tua
realtà né il tuo modo di essere).
Il sociologo deve affrontare e studiare le distonie della realtà, cioè quello che in un determinato momento storico non
corrisponde alla realtà effettiva.
Es. il mondo del lavoro. Più avanza la tecnologia più si perdono professionalità e capacità lavorative oltre che posti di
lavoro. Il bancomat fa sì che la banca debba avere meno impiegati , per cui se tu hai studiato per fare il ragioniere in
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banca ad un certo punto questa tua capacità non sarà più in sintonia con il mondo del lavoro che avrà sostituito i
ragionieri con il bancomat.
Da questo la necessità di conoscere i vari aspetti delle cose (anche quelli non immediatamente visibili) e pensare sulle
cose (organizzare cioè un ragionamento specifico) per evitare l’analfabetismo di ritorno(se rimango fermo a quello che
ho studiato nel 2000 all’università e non continuo a vedere quello che si sta scoprendo nel 2015 non sarò più in grado di
comprendere i significati complessi delle cose e continuerò ad essere convinto di sapere le cose)
Il pensiero va continuamente allenato e messo alla prova, soprattutto per valutare diversi punti di vista ed avere la
capacità di esprimerli (conoscere molte parole). In questo modo si ha l’opportunità di sapere su quali basi si fanno le
scelte proprie e come vengono costruiti i modelli (culturali, politici, ecc.) che la società ci propone.
E’ necessario osservare il mondo in un’ottica “inclusiva”, l’ottica del “ET…ET”, cioè la possibilità di vedere le cose da più
punti di vista diversi e non fermarsi solo alla prima immagine o all’apparenza.
Simmel parla di “SGUARDO SOCIOLOGICO”, cioè osservare tutta la realtà che ci circonda dal punto di vista sociologico,
quindi ampio e polivalente.
Es. spot delle macchine dove il messaggio trasmesso dalla pubblicità va a stimolare la nostra parte emotiva, immaginaria
ed irrazionale senza nessun concreto aggancio con la vera realtà intrinseca dell’auto (un insieme di lamiere con funzioni
meccaniche). Si devono quindi capire le funzioni dei diversi oggetti presenti nel nostro mondo e studiarli dal punto di
vista sociologico. Asd esempio le macchine oltre a servire per gli spostamenti, incidono comunque anche sull’ambiente,
tempo, sullo spazio; e tutto questo va considerato.
La pubblicità fa leva sulla volontà delle persone di sentirsi uniche o diverse, appartenere ad un’elite (macchine in quanto
status symbol) : è quella che Erwin Goffmann chiama “STRATEGIA DI COMUNICAZIONE DEL SÉ”, cioè fondare la
comunicazione su strumenti di promozione soggettiva. Per Goffmann non esiste nessuna verità vera, ma solo
interpretazioni delle realtà che sono vere per ciascun individuo.
Ogni oggetto ha diversi aspetti (et…et), ma non tutti questi aspetti vengono immediatamente comunicati(es. la
macchina è bella, veloce, ti fa andare in posti bellissimi ma non si dice che inquina). Quindi nella comunicazione NON
C’E’ TUTTO. In questo senso la sociologia studia le relazioni e le interazioni tra gli oggetti, il mondo e gli individui,
perché ognuno per vivere nella società deve interagire con gli altri, valutare gli oggetti e gli effetti e le conseguenze
legati alo loro uso (ogni oggetto in sé non è né buono né cattivo, dipende da quello che si fa. Con il coltello puoi tagliare
il pane o uccidere ma questo non dipende dal coltello in sé ma da chi lo usa.
La tecnologia crea oggetti ma l’uso che se ne fa è imprevedibile. E’ quello di cui Edgar Morin parla DELL'ECOLOGIA
DELL'AZIONE.
L'azione, dice, è decisione, scelta, ma è anche scommessa. E nel concetto di scommessa vi è la coscienza del rischio e
dell'incertezza. Interviene qui il concetto di ecologia dell'azione. Dal momento in cui un individuo intraprende un'azione,
quale che sia, questa comincia a sfuggire alle sue intenzioni. L'azione entra in un universo di interazioni e, alla fine, è
l'ambiente che se ne impossessa nel senso che essa può divenire contraria all'intenzione iniziale.
2- Cultura e sicurezza, sapere di vita e filtro auto costruito, questione ambientale e cenni di ecologia dell’azione
Uno dei problemi più importanti dell’attuale società è la mancanza di cooperazione e condivisione. Abbiamo molti canali
per comunicare, ma poche cose da dire (U. Eco). Il silenzio è l’anticamera del nulla ed è quello che non permette la
partecipazione e la condivisione (delle cose, delle idee, delle esperienze). Il mondo moderno non è basato sul concetto
di condivisione. La mentalità corrente è fondata sulla contrapposizione del singolo contro gli altri, mentre il concetto
fondamentale dell’inclusione è io+ gli altri.
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Il vissuto sociale attuale è di tutti contro tutti. Al contrario la cooperazione è il motore dell’evoluzione (es. il corpo
umano e la vita è un insieme di microorganismi che finchè sono in equilibrio tra loro mantengono la salute e la vita,
quando si rompe l’equilibrio non c’è più vita).
Il modello NON COOPERATIVO si rifà alla logica dell’AUT…..AUT, contrapposta a quella dell ET…..ET
Secondo il modello AUT…..AUT il mondo è descrivibile come un sistema di opposizione binaria
NOI LORO
Questo modello è falsamente oggettivo, perché non ci sono due parti (noi e loro) effettivamente equivalenti, il
messaggio trasmesso è che comunque ci sia una parte “migliore” di un altro (noi siamo meglio di loro) e quindi esprime
un GIUDIZIO DI VALORE.
Se riflettiamo sugli abituali modi di descrivere la qualità degli oggetti vediamo che questa descrizione è fatta per lo più in
termini VALUTATIVI.
Se ci si rifà al 2° principio della termodinamica
QUALUNQUE SISTEMA ABBANDONATO A SE STESSO TENDE A PORTARSI IN UNA CONDIZIONE DI MASSIMA
PROBABILITA’. POICHE’ LA CONNDIZIONE DI MASSIMA PROBABILITA’ COINCIDE CON QUELLA DI MASSIMO
DISORDINE NE SEGUE CHE
QUALUNQUE SISTEMA EVOLVE SPONTANEAMENTE VERSO LO STATO DI MASSIMO DISORDINE.
Lo stato di disordine di un determinato sistema si esprime tramite un’unità di misura definita ENTROPIA.
In quest’ottica quello che tiene insieme tutto l’universo è una minima energia diffusa, che rappresenta lo stesso
modello formale cioè TUTTO SI DIVIDE.
Chiaramente ci sono anche scenari rappresentati da forze che nascono e si organizzano (quindi non necessariamente il
disordine assoluto).
Però finora le cose sono state osservate da un punto di vista parziale, mentre è importante avere più punti di vista.
Prendiamo la SICUREZZA. La sicurezza permette la ricostruzione di rapporti, la certezza di relazioni, l’affidabilità della
cultura
Prima di tutto va distinta la sicurezza come problema culturale, dalla percezione della sicurezza che ognuno di noi ha.
Io mi sento sicuro quando sono in grado di prevedere quello che mi può accadere. Quindi la Sicurezza è Assenza di
sorprese. C’è necessità di bilanciare sicurezza ed insicurezza. Quest’ultima andrebbe anche considerata come una
risorsa. Strettamente legata alla sicurezza è l’idea di CONTROLLO. Per controllare una cosa devo prima conoscerla. In
realtà noi ci comportiamo come se conoscessimo le cose ma in realtà non è così. Tra l’altro sapere e conoscere lecose
non vuol dire necessariamente comportarsi nel modo più corretto e razionale (sul pacchetto di sigarette c’è scritto IL
fumo uccide, ma io lo compro e fumo lo stesso). Quindi il problema non è tanto nel sapere le cose ma nel come si
prendono le decisioni relativamente alle cose che si sanno.
La sicurezza ha a che fare con tutti gli ambiti della vita (lavoro, ambiente, ecc) ed è legata alla capacità di valutazione di
quello che potrà succedere in questi ambienti. In ognuno di questi ambienti possiamo trovare degli INDICATORI che ci
permettono di fare queste previsioni.
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In sociologia un INDICATORE è un fenomeno che segnala i processi culturali più importanti e serve a valutare se
quello che si prevede in teoria si avvera in pratica.
Altro concetto importante è quello dell’AUTOSTIMA. In genere questo concetto è molto semplificato, ed è legato ad una
sensazione soggettiva. Chi ha una buona autostima si comporta da “soggetto compiuto”, cioè è una persona che ha
delle sue opinioni precise, le difende e si adopra per realizzarle.
In generale si decide cosa è giusto o buono in termini solo QUANTITATIVI. Il nostro pensiero è un pensiero semplice
(definito da U. eco Neobarbarie), caratterizzato da rozzezza, cioè mancanza di strumenti di dialogo e confronto.
Se prendiamo l’esempio delle guerre, vediamo che fino alla II guerra mondiale la guerra era una cosa lontana dai
cittadini civili, si combatteva su determinati campi di battaglia, si dichiarava secondo regole stabilite e condivise. Dopo la
II guerra mondiale si è passati alla totale brutalità, dove non ci sono più regole.
Altra cosa importante in ogni cultura sono le FONTI DI INFORMAZIONE. Non esiste una fonte di informazione
assolutamente oggettiva. Ognuno tende a scegliere le fonti più in sintonia con le proprie opinioni, però poiché nessuno
può dirti cosa devi pensare, è opportuno farsi una propria idea leggendo di tutto, anche quello con cui non si è
d’accordo. Più riusciamo a formarci un pensiero libero ed indipendente, meno saremo controllabili.
Più ci omologhiamo a quello che fanno o pensano gli altri più siamo condizionabili e tocchiamo quelle che Heidegger
definisce le zone grigie della società ; Max Weber parla di AZIONE TRADIZIONALE, lo faccio perchè lo fanno gli altri,
perché così ho l’approvazione di tutti: questo è il CONFORMISMO.
SOLIDARIETA’. Nella nostra cultura del tutto contro tutti il valore del concetto è stato molto svuotato. Poiché si ragiona
in termini puramente economici, la solidarietà che ti porta a condividere senza avere nulla in cambio è il contrario
dell’atteggiamento razionale basato sul concetto dell’economia , cioè faccio la cosa che mi da il massimo beneficio.
Nonostante questo atteggiamento dominante, molte persone perseguono i valori della solidarietà. Questo perché i
valori non dipendono dalla razionalità, ma agiscono dentro di noi a livelli molto più profondi ed emotivi. Per questo alla
fine in tutte le culture c’è un recupero ed una ricostruzione di valori,tramite percorsi individuali. Si deve comprendere
che parlare senza agire non ha senso.
Se predico i valori della solidarietà li devo anche mettere in pratica. Le comunicazioni efficaci sono quelle dove c’è
corrispondenza tra parola e azione. Quindi se l’ottica corrente è iL tempo è denaro, usare il tempo senza avere
guadagno non avrebbe senso.
Questo dimostra la differenza tra economia (faccio solo ciò che mi da un guadagno) ed ETICA (faccio ciò in cui credo e
che per me è un valore).
I valori non si insegnano razionalmente. Noi non siamo razionali. I valori sono sollecitati da desiderio, paura, simboli,
inconscio. Ci vuole l’esempio concreto perché si mettano in pratica, e solo tramite l’esempio si da sostanza a quello che
si dice.
la vita normale non si affronta in termini puramente economici. Mongardini parla di ECONOMIA COME IDEOLOGIA,
cioè non c’è coincidenza tra l’uomo normale (che vive anche applicando i suoi valori) e l’uomo economicus (quello che in
teoria dovrebbe fare solo ciò che è conveniente).
4 3- Nascita della sociologia, la fine del XVIII sec e le rivoluzioni che vi avvengono, cambiamenti negli equilibri di
potere a seguito dell’industrializzazione, la nascita della proprietà privata e il valore del lavoro, tempo
naturale, industriale le libero.
La sociologia, assieme alle altre scienze sociali, come antropologia, etnologia, psicologia, ecc, che propongono nuovi
modi di comprendere il mondo, nasce nella seconda metà dell’ottocento, a seguito di quei cambiamenti epocali che
erano iniziati dalla seconda metà del seicento (invenzione dell’orologio e quindi nuovo concetto di tempo, scoperta del
calcolo da parte di Newton e Leibnitz e quindi possibilità di calcolare le “probabilità” e prevedere eventi), e dalle grandi
rivoluzioni (americana, francese, industriale e scientifica) che iniziano nella seconda metà del 7oo-
Auguste Comte, un filosofo francese di scuola positivista (modo di intendere la realtà basandosi sui dati oggettivi) tiene
nel 1835 il primo corso di “sociologia Positiva” cominciando a porsi le domande che sono ancora oggi alla base della
sociologia “Cosa studia la sociologia? Se l’oggetto di studio è la società cosa è la società?” Comte partiva dal
presupposto di trovarsi davanti un nuovo mondo, quello scaturito dalla caduta dell’ancien regime (dopo la rivoluzione
francese) e di doverlo capire ed interpretare da nuovi punti di vista. Egli stesso definisce la sociologia “scienza della
società” ed addirittura scienza delle scienze. In quel periodo molti filosofi, economisti cominceranno ad occuparsi di
sociologia. Uno dei più importanti filosofi italiani, vissuto tra la seconda metta dell’ottocento e morto nel 1923), di
formazione ingegnere e poi economista decide di dedicarsi alla sociologia dopo essersi reso conto che solo una piccola
parte delle azioni umane (il 10%) avviene secondo la razionalità economica (faccio quello che è più conveniente),
mentre tutte le altre azioni non sono fatte secondo la logica. E quindi va studiato e capito il perché.
Alla fine del 700 crolla l’Ancien Regime e tutti i suoi valori sociali. All’epoca la società era divisa in sole tre classi
Aristocrazia (che viveva delle proprietà terriere in modo parassitario e non maneggiava denaro)
Clero (quindi monasteri, abazie, chiese ecc. con le loro regole e sistemi di vita)
Terso stato (che comprendeva tutti, dai servi ai mercanti che costituiscono l’ossatura delle classe sociale che diventerà
poi dominante nel secolo successivo, la borghesia).
Il borghese,per quanto ricco, in questo periodo non è considerato socialmente, perché il denaro era considerato solo
uno strumento per ottenere cose. Quindi il denaro non era un iNDICATORE di prestigio, mentre lo eranol e proprietà
terriere.
Ciò non di meno, la nascente borghesi mercantile continua ad organizzare i suoi commerci., anche grazie alle nuove
scoperte del tempo. Per esempio il calcolo delle probabilità aveva favorito la nascita di assicurazioni e borse, rispetto ai
traffici mercantili c’era bisogno di conoscere percorsi, tempi di consegna, durata dei viaggi per procurarsi le materie
prime), c’era quindi bisogno di una nuova impostazione politica internazionale che fino ad allora l’Ancien Regime non
aveva avuto, in quanto la politica era completamente scollata dal’economia.i mercanti volevano avere più peso nelle
decisioni politiche ed essere considerati per quello che erano ed avevano,
Per questo alla rivo
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