Che materia stai cercando?

Anteprima

ESTRATTO DOCUMENTO

APPUNTI: SOCIETA’ E PROCESSI CULTURALI

1 SISTEMI, SOCIETA’ E COMUNICAZIONE

1.1 LIVELLO DI ASTRAZIONE E CONCETTI FONDAMENTALI

- Nella società odierna esistono vari sistemi sociali (diversi per ogni circostanza quotidiana).

- La teoria dei sistemi sociali è una particolarità della teoria dei sistemi (meccanici, psichici, fisici, ecc.).

- Primo livello di astrazione:

• Il sistema sociale è differente dagli individui (cioè dal gruppo sociale) che lo compongono, poiché essi

possono essere sostituiti senza che il sistema cambi e quindi essi non fanno il sistema sociale.

Es. La lezione universitaria (interazione): Non dipende dagli individui, si può entrare ed uscire senza che il

sistema d’interazione cambi.

• Il luogo costituisce il frame, cioè la cornice tramite cui capisci come comportarti (nasce una reciprocità

di aspettativa).

- Max Weber è il primo a tentare di definire la “società” e quando un fenomeno si può definire “sociale”

nell’opera Economia e società (1921).

- Weber definisce i concetti fondamentali della sociologia distinguendo tra comeportamento-azione e

fare-tralasciare e la teoria dell’azione sociale deriva proprio da questo schema:

COMPORTAMENTO Passato (VENDETTA)

FARE/TRALASCIARE Sociale Presente (DIFESA)

Futuro (PREVENZIONE)

AZIONE Non sociale

- Quando al comportamento si attribuisce un valore soggettivo è un’azione, ma orientandoci in base agli

altri (co-orientamento) se serve ad agire è sociale.

- Secondo una specifica dinamica, ad una sorpresa può corrispondere un’aspettativa delusa:

Aspettativa normativa Continuo a pensare di non aver sbagliato io ad aspettarmi qualcosa

SCELTA Aspettativa cognitiva Rivedo la mia aspettativa perché ho sbagliato io a crearmela

- Parson traduce Weber nel 1937 pubblicando La struttura dell’azione sociale, arrivando poi a Habermas

che nel 1981 pubblica La teoria dell’agire comunicativo.

- Evoluzione della teoria di Weber:

Weber Parson Habermas

1921 1937 1981

1

APPUNTI: SOCIETA’ E PROCESSI CULTURALI

- Weber ebbe due intuizioni geniali:

• Il compito del sociologo è studiare il senso dell’agire.

• L’agire diventa sociale quando c’è coorientamento tra le persone.

- Perché le persone si comprendano e condividano il senso dell’agire utilizzano l’intersoggettività (il senso

condiviso tra i soggetti) unito però alla comunicazione, poiché i sistemi sociali sono principalmente sistemi

di comunicazione.

- Il sistema sociale è una connessione di senso di azioni sociali riferite le une alle altre che si lascia

delimitare da un ambiente di azioni che non fanno parte del sistema (secondo Luhmann).

- Dietro a questa definizione di sistema sociale sono presenti le condizioni elaborate da Weber, poiché si

pone sempre un problema di senso dell’agire che si connettono tra di loro poiché unite le une dalle altre.

- Questa connessione, in termini di senso dell’agire, si lascia comunque delimitare dall’ambiente e da altre

azioni sociali (delle quali però non teniamo immediatamente conto) e occorre tracciare un limite per non

perdersi in una marea di azioni.

- Il sistema sociale, quindi, favorisce una riduzione di complessità e non si lascia identificare nello spazio.

- Secondo livello di astrazione:

• I sistemi non si lasciano identificare nello spazio.

Es. Il figlio va in vacanza in America e la madre aspetta che, appena atterrato, le telefoni.

Dov’è dunque il sistema sociale della famiglia? In Italia o in America? Da nessuna parte, è astratto.

Non è il dormire sotto lo stesso tetto che determina una famiglia ma il frame ci orienta su quale sistema

sociale indirizzarci .

- I luoghi determinano i frame, tuttavia possono rimanere gli stessi pur cambiando il frame (per esempio

una palestra che diventa ricovero temporaneo per i terremotati).

1.2 SOCIOLOGIA COME TEORIA DEI SISTEMI SOCIALI

- La sociologia è un sottosistema della teoria generale dei sistemi (viventi, sociali, psichici) ed è’ una

disciplina recente che si sviluppa tra la prima e la seconda metà del ‘900.

- Il fondatore della teoria generale dei sistemi fu il biologo tedesco Ludwig von Bertalanfey nel 1967.

- Ludiwig propone una distinzione tra sistemi aperti e sistemi chiusi, rinunciando alla distinzione tutto-

parti in favore di sistema-ambiente. 2

APPUNTI: SOCIETA’ E PROCESSI CULTURALI

- Newmann sostiene che la sociologia è una “disciplina indisciplinata” perché si limita a ricerche

empiriche o a studi su ciò che la stessa sociologia ha creato sul piano storico e non teorico ed inoltre tale

disciplina non possiede un linguaggio specifico o ridondanze.

- In America, contemporaneamente, da alcune conferenze sulla cibernetica nasce il concetto di sistemi

auto-organizzati con l’idea che i sistemi complessi siano autoreferenziali (cioè fanno riferimento a sé

stessi).

- Negli anni ’70 due biologi (Mathurana e Vareia) provano ad elaborare una teoria degli organismi viventi,

supponendo che la vita sia un processo cognitivo derivato da sistemi di autopoiesi, cioè che produce sé

stesso a partire da sé stessi.

- La teoria generale dei sistemi parte dal fatto che, essendo tutti sistemi, posseggano qualcosa in comune

che li determini come tali.

- La totalità è diversa dalla universalità, ma la teoria deve essere in grado di fornire una legge particolare

per ogni cosa.

- Le leggi isomorfiche (introdotte da Bertalanfey) sono leggi con la stessa forma a prescindere dalla natura

degli elementi da cui il sistema è composto.

- Le leggi isomorfiche prevedono:

• Sistemi aperti e chiusi (quelli aperti scambiano energia e materia con l’ambiente esterno, mentre

quelli chiusi sono entropici e non scambiano niente con l’esterno).

• Equifinalità (i sistemi possono partire da cose differenti per percorsi diversi, ma arrivare comunque ad

uno stesso stato finale).

• Lo stato finale è di equilibrio-dinamico (come l’organismo umano).

1.3 SISTEMI BANALI E SISTEMI NON BANALI

- Un sistema è banale quando l’input che riceve e l’output che produce non variano, sono quindi sistemi

prevedibili.

- Se qualcosa si rompe, il sistema ci sorprende e in quel caso va di nuovo trivializzato (o banalizzato) è

quindi un sistema tipico delle macchine.

- Nei sistemi non banali input e output sono variabili, pertanto sono basati sulla soluzione con la fiducia

(si fa riferimento alla coscienza)

- Gli organismi, le coscienze e la società sono sistemi non banali.

3

APPUNTI: SOCIETA’ E PROCESSI CULTURALI

- Schema dei sistemi di Luhmann, 1984:

SISTEMI Interazioni, presenza ed

inclusioni

(famiglia, scuola)

Organizzazioni formali

Organismo Coscienze

Macchine Sociali (per riprodurre decisioni)

(vivente, organico) (psiche) SOCIETA’ (include tutto

ciò che ha a che fare con

la comunicazione)

VITA COSCIENZA COMUNICAZIONE

Gli organismi non Le coscienze non La comunicazione

vivono e non vivono e non non vive e non è

comunicano, vivono comunicano (Non cosciente e produce

(Utilizzo di linguaggio riproducono cellule solo comunicazione

non verbale e e non condividono

percezione) informazioni)

- I sistemi sociali, dunque, non sono individui (uomini) in quanto non sono organismi con coscienza.

- C’è un ostacolo epistemologico nel definire lo studio della psicologia come studio dei sistemi sociali, in

quanto non è sbagliata la descrizione, ma il concetto usato per descrivere.

- Questi ostacoli (o errori) sono:

• La società è costituita da esseri umani (concezione dell’umanesimo come condivisione di valori e

complementarietà degli scopi) e ciò va in contrasto col primo livello di astrazione.

• Le società sono distinte tra loro sul piano territoriale (Italia, Danimarco o nord-sud) e ciò va in

contrasto col secondo livello di astrazione.

• La società può essere osservata e descritta dall’esterno (i fatti sociali possono essere osservati come

“cose”) ma ogni osservazione cade dentro alla società.

1.4 AUTOLOGIA ED ETEROLOGIA

- La comunicazione è un evento improbabile (com’è possibile la comunicazione?), per spiegarla dobbiamo

prima trasformare l’evidenza in problema.

- L’evidenza è tutto ciò che verifica la coerenza della nostra esperienza mentre il contrario, cioè il non

evidente, è sorprendente.

- All’inizio del ‘900 Grelling concepisce un paradosso:

• Ciò che è autologico è ciò che parla di sé e descrive sé se stesso.

• Ciò che è eterologico è ciò che parla di altro, all’infuori di sé.

- Ci sono aggettivi autologici ed aggettivi eterologici, analizziamo però gli stessi aggettivi “autologico” e

“eterologico”: 4

APPUNTI: SOCIETA’ E PROCESSI CULTURALI

• L’aggettivo “autologico” è una aggettivo autologico (descrive sé stesso).

• L’aggettivo “eterologico” è sia autologico, perché il suo significato sarebbe attribuibile a se stesso, ma

allora anche eterologico per via del suo significato attribuibile ad altro.

• Russell risolse il problema attraverso la Teoria dei tipi logici, ossia introducendo una sorta di ordine

gerarchico tra la classe ed i suoi elementi ed in questo modo “eterologico” non può essere classificato

in una delle due classi (autologico o eterologico), in quanto di ordine gerarchico superiore agli

elementi che contengono.

- Se l’autologia intesa come descrizione di un oggetto consiste in una operazione dell’oggetto descritto,

allora:

• La descrizione di un oggetto è in realtà una auto descrizione.

• Nella realtà ci sono cose capaci di auto descriversi.

• La descrizione dell’oggetto mentre descrive l’oggetto deve co-descrivere la capacità dell’oggetto di

produrre auto descrizione.

• L’osservatore è incluso sempre nell’orizzonte della propria osservazione (la società).

1.5 EVIDENZA

- L’evidenza rappresenta ciò che ci appare ridondante e sempre uguale a sé stesso e tutto ciò conferma la

coerenza della nostra esistenza.

Esito sorprendente

Elezioni (MA) Procedura ridondante

Notizie nuove

Giornale (MA) Hanno sempre la caratteristica di essere nuove

- Per i primi quotidiani del 1600-1700 era sconvolgente che tutti i giorni accadesse qualcosa degno di

nota, mentre oggi questo è evidente poiché probabile.

- La normalità, quindi, occulta l’improbabilità di ciò che accade.

- Bisogna ragionare in termini contro intuitivi e controevolutivi.

- Si parla di termini controevolutivi perché l’evoluzione rende probabile l’improbabile, mentre noi

ricerchiamo l’improbabilità nell’evidenza (cioè in tutto ciò che è così probabile da essere reale).

- L’uomo che filosofeggia è mosso dalla meraviglia, ovvero si chiede perché le cose siano così come sono e

non diversamente.

- Tutto ciò che è un fenomeno sociale è comunicativo e tutto ciò che accade con la comunicazione è un

fenomeno sociale. 5

APPUNTI: SOCIETA’ E PROCESSI CULTURALI

1.6 LA COMUNICAZIONE

- La comunicazione è un fenomeno emergente ed una realtà a sé stante che non dipende dalla realtà degli

organismi e non dipende o deriva dalle coscienze.

- E’ quindi un qualcosa di più della semplice somma delle parti poiché si tratta di un evento reale

riferendosi ad una realtà.

- Attraverso la comunicazione la società tematizza sé stessa rendendosi tema della comunicazione.

- La comunicazione quindi:

• Quando esiste è un evento reale

• Si riferisce alla realtà e parla di un tema

- La comunicazione è possibile come sintesi di 3 selezioni:

1) Atto del comunicare

2) Informazione

3) Comprensione

- Atto del comunicare:

• Qualcuno agisce in modo comunicativo.

• Qualcuno parla o scrive e sostiene la responsabilità di averlo fatto.

• Chi ascolta può attribuirne un’intenzione o un motivo.

• L’atto del comunicare è inseparabile dall’atto di attribuzione.

- Anche quando qualcuno non comunica possiamo attribuire un agire comunicativo poiché delude

l’aspettativa, in quanto ci aspettavamo che parlasse o dicesse qualcosa e in quel modo comunica di non

voler comunicare (omissione).

- L’informazione è una selezione autonoma poiché il valore dell’informazione non dipende da chi la

comunica, ma dal livello di quanto siamo sorpresi.

- Comprensione:

• Non vuol dire comprendere il senso di qualcosa, poiché possiamo non comprendere ciò che ci viene

comunicato pur capendo che l’altro sta comunicando.

• E’ importante osservare la realtà utilizzando la differenza tra l’atto del comunicare e la comprensione

del significato di ciò che viene comunicato.

• Per noi c’è comunicazione ogni volta che comprendiamo che qualcuno ha voluto comunicarci qualcosa

• Il fraintendimento è una forma di comprensione.

- La comprensione tiene insieme la sintesi che non c’è comunicazione se non c’è comprensione e quindi

tutto comincia dalla comprensione stessa. 6

APPUNTI: SOCIETA’ E PROCESSI CULTURALI

- Ego e Alter:

EGO Atto comunicativo Normalmente

ALTER Comprensione

Ma se tutto comincia dalla comprensione, per noi la storia s’inverte

EGO Comprensione Tutto comincia se noi capiamo che l’altro ha

ALTER Atto comunicativo intenzione di comunicare

- E’ importante notare che Alter è anche Ego in quanto comprende di stare agendo e Ego è anche Alter

perché sa di poter comunicare a sua volta e grazie a questo paradigma è possibile comunicare.

1.7 L’ATTO DEL COMUNICARE

- Un atto comunicativo informativo avviene quando qualcuno informa su qualcosa che ci sorprende

poiché non ne eravamo a conoscenza.

- L’atto del comunicare può informare o su ciò che viene comunicato o su colui che comunica (ironia).

- L’atto del comunicare co-comunica il modo di comprendere ciò che ci viene comunicato (ironia).

- L’atto del comunicare è informativo in merito di colui che sta comunicando.

• Segreto: ci comunica che si fida di noi (noi ≠ loro)

• Uno sconosciuto che ci rivolge la parola: ci informa di voler comunicare con noi nonostante non ci

conosca.

• Il marito dice alla moglie di voler andare al club: informa la moglie di voler andare contro le sue

aspettative.

- Quando accade la comunicazione si apre la biforcazione accettare/rifiutare e questo non esiste nel

mondo prima della comunicazione.

- Chi accetta la comunicazione può farlo solo per rendere noto il rifiuto a continuarla e dunque il conflitto

unisce e non separa offrendo così occasioni per continuare la conversazione.

- Se la società lasciasse al caso la scelta di accettare o rifiutare, non esisterebbe la stessa società.

- Esistono tre improbabilità:

• Che si comprenda (tramite l’espediente del linguaggio)

• Che raggiunga altri destinatari

• Che si diffonda 7

APPUNTI: SOCIETA’ E PROCESSI CULTURALI

1.8 PERCEZIONE E COMUNICAZIONE

- La percezione (intesa come il sapere di sentire) non è correlata alla sensazione e alla comunicazione

stessa.

- Senza percezione, tuttavia, non c’è comunicazione.

- Entrambi sono processi di elaborazione di informazioni, ma la comunicazione è un processo più

ambizioso e pretenzioso che esclude molto di ciò che percepiamo e può anche parlare di ciò che non può

essere percepito.

- Ciò che manca alla percezione è la possibilità di imputare l’atto comunicativo a qualcuno.

- Mentre la percezione lavora coi segni, la comunicazione lavora coi simboli.

1.9 AZIONE E COMUNICAZIONE

- La comunicazione è l’unione di tre elementi ed è elementare in quanto non scomponibile poiché se

troviamo uno di questi elementi, troviamo anche gli altri due.

- La comunicazione è l’elemento su cui sono costituiti tutti i sistemi sociali.

- Un evento accade e poi scompare, non ha durata.

- Se un evento comunicativo avesse durata dovremmo aspettare che esso finisca prima di allacciarne un

altro e in questo modo non ci sarebbe un sistema sociale.

- I sistemi sociali (composti da comunicazione) hanno bisogno di osservare le azioni, cioè:

• Vedere le azioni come elementi costituenti del sistema sociale.

• Vedere i sistemi sociali come costituenti delle azioni (tra le due l’unica accettabile).

- Sorge un sistema sociale solo quando qualcuno comprende che qualcun altro agisce, imputandogli

l’azione.

- Attraverso la riduzione della complessità valutiamo che non tutto può essere collegato a tutto e non

tutto può essere collegato con tutto contemporaneamente.

- La riduzione della complessità raggiunge due scopi che stanno alla base di un sistema sociale:

• Identificare in modo puntuale un atto comunicativo.

• Relazionare l’atto comunicativo ad altri (collegabilità)

- Tutti i sistemi sociali sono, quindi, riduzione della complessità della realtà.

8

APPUNTI: SOCIETA’ E PROCESSI CULTURALI

1.10 COSCIENZA E COMUNICAZIONE

- La comunicazione non è un evento psichico, ma può comunicare uno stato di coscienza (è il tema, cioè di

cui si parla).

- Quando si legge si comunica, ma in questa comunicazione basta una sola coscienza che stia attenta e

concentrata nella lettura poiché senza almeno una coscienza non c’è comunicazione.

- Comunicazione e coscienza sono processi separati, ma sono entrambi operazioni in grado di elaborare

senso (utilizzando entrambi i simboli).

- La comunicazione irrita la coscienza (le permette di autoprodurre informazioni) e la coscienza irrita la

comunicazione.

- La comunicazione sollecita all’apprendimento tramite autoapprendimento.

- La coscienza può agganciarsi o sganciarsi dalla comunicazione.

- La comunicazione comunica sempre di meno di ciò ch c’è nella coscienza delle persone, ma anche di più

(come nel caso di viaggi mentali sul pensiero di altre persone).

1.11 ACCOPPIAMENTO STRUTTURALE

- Per accoppiamento strutturale s’intendono tutte quelle condizioni ambientali che permettono al sistema

di riprodurre sé stesso e le proprie operazioni.

- L’accoppiamento strutturale si trova fra coscienza e comunicazione.

- Nel caso di contratto e assicurazione (che può esserci solo con un contratto) l’accoppiamento strutturale

è tra il sistema giuridico ed economico poiché si fa riferimento alla condizione giuridica che permette

all’economia di produrre opportunità economiche.

- Anche nella costituzione è presente un accoppiamento strutturale poiché il sistema giuridico permette

alla politica di fare politica.

- Caratteristiche dell’accoppiamento strutturale:

• E’ selettivo, poiché ci sono fattori non importanti e questo lo vediamo dalla struttura.

• Avviene senza farsi notare e senza fare rumore (il linguaggio non fa rumore finché funziona bene).

• Ha peso sulla teoria dell’evoluzione (il sistema accoppiato all’ambiente è adattato e si co-evolve con

l’ambiente) e finché il sistema è adattato ed opera, quando cambia l’ambiente, cessa di operare.

9

APPUNTI: SOCIETA’ E PROCESSI CULTURALI

1.12 IL LINGUAGGIO

- Il linguaggio non è un sistema (non riproduce operazioni) ma uno strumento che permette alla coscienza

di partecipare alla comunicazione.

- E’ quindi una forma improbabile di rumore, che attira la nostra attenzione e ci spinge a capire

automaticamente che qualcuno ha intenzione di comunicare con noi.

- Questa elevata improbabilità del linguaggio rende probabile l’improbabilità di comprendere che

qualcuno vuole comunicare.

- Il linguaggio è quindi un condensatore di attenzione e per questo una geniale conquista evolutiva.

1.13 CHIUSURA OPERATIVA

- Solo il sistema può riprodurre le proprie operazioni (le persone non comunicano, i corpi non comunicano

e le coscienze non comunicano ma solo la comunicazione comunica).

- Le conseguenze delle operazioni del sistema sono altre operazioni dello stesso sistema (il sistema non ha

effetto sull’ambiente e viceversa), la comunicazione quindi produce altri eventi comunicativi e la vita

produce altra vita.

- Il sistema non può superare mai su piano operativo i confini che separano il sistema dall’ambiente.

- L’ambiente non potrà mai entrare nel sistema e riprodurre operazioni sistemiche (può solo produrre

rumore e disturbare).

- L’attività dell’intelletto non è una operazione transitiva.

1.14 RICORSIVITA’

- La ricorsività non è una ripetizione, né ripetizione dell’identico.

- Le operazioni del sistema hanno dietro di sé altre operazioni dello stesso tipo a cui fare riferimento, e

anche davanti ne avranno, a cui verrà fatto riferimento.

- Chi parla compie un atto che si costituisce come unità della differenza tra un riferimento al passato e un

riferimento al futuro. 10

APPUNTI: SOCIETA’ E PROCESSI CULTURALI

- Chi parla fa un riferimento ad eventi passati e usa il tatto, cioè anticipa le conseguenze della

comunicazione.

- Esempio di gioco sociale, gli scacchi:

• I due giocatori sono partner comunicativi (alter e ego) ed ogni giocatore è avversario.

• Le operazioni, cioè le mosse, sono eventi comunicativi poiché chi muove lo fa tenendo conto delle

conseguenze che le mosse precedenti hanno avuto sul gioco e tiene conto delle sue mosse in quanto

cambiano le mosse che l’avversario attuerà.

Strutture (accoppiamento selettivo a certe condizioni ambientali)

SISTEMI Operazioni (chiusi)

Senso (aperti)

1.15 CERTEZZA ED INCERTEZZA

- Un sistema operativamente chiuso (che non ha contatti con l’esterno) compensa la mancanza di contatti

con l’esterno attraverso delle prestazioni interne.

- I sistemi sociali, ad esempio, non hanno contatti con l’esterno perché non sappiamo cosa faranno gli

altri, pertanto il futuro è ignoto e vi è uno stato di incertezza e la loro prestazione interna è costituita da

strutture di aspettative.

- Il sistema non potrà mai sfondare i propri confini, quindi l’incertezza non potrà mai essere trasformata in

qualcosa di certo, ma può essere compensata attraverso la certezza delle aspettative (cioè strutture

sociali).

- Il sistema, tuttavia, reagisce a sé stesso e alle aspettative.

- Per quanto riguarda il diritto, per esempio, non sappiamo cosa farà l’altro ma ci aspettiamo che sia

qualcosa di lecito (e l’aspettativa può essere delusa).

1.16 AUTOPOIESI E ALLOPOIESI

- Se il sistema è operativamente chiuso (quindi conosce solo l’interno) può percepire l’esterno attraverso

la forma, cioè l’unità di differenza tra forma e sfondo.

- L’ambiente, il mondo e la realtà però non contengono informazioni poiché abbiamo un’informazione

quando tracciamo una distinzione. 11

APPUNTI: SOCIETA’ E PROCESSI CULTURALI

- La distinzione tiene assieme e separa i due lati della distinzione (paradossalmente non abbiamo destra

senza la sinistra) e ciò costituisce l’unità di differenza.

NESSUNA INFORMAZIONE DISTINZIONE FIGURA-SFONDO

NESSUN SFONDO SOLO SFONDO

- Attraverso il rientro, il sistema fa rientrare se stesso in una distinzione sistema-ambiente e guarda sé

stesso sapendo di essere sistema in un ambiente.

- Da qui nasce la possibilità di un’autologia poiché l’ambiente è una costruzione del sistema.

Q

- I sistemi psichici e sociali sono chiusi e selettivi, cioè autopoietici.

- L’autopoiesi vale per i sistemi viventi, psichici e sociali.

- Il concetto nasce all’inizio degli anni settanta in un contesto biologico grazie a Maturana e Varela che

costruiscono una Teoria della vita.

- Questi due studiosi notano che i sistemi organici possono riprodurre i propri elementi solo da altri

elementi dello stesso sistema.

- Tramite autopoiesi, quindi, il sistema si produce sé stesso da sé.

- Le principali caratteristiche dell’autopoiesi sono due:

• Si tratta di un principio aut-aut poiché il sistema o è vivente o non lo è (anche la malattia è una forma

di vita poiché devi essere vivo per essere malato e permettere ai virus di riprodursi), quindi il sistema

riproduce le proprie operazioni o cessa di esistere (non c’è via di mezzo).

• Nei sistemi autopoietici è presente un inizio ad una fine che non sono eventi reali ma uno schema che

serve all’autodescrizione dei sistemi che tuttavia non avviene in un sistema autopoietico chiuso poiché

non può fare esperienze di inizio o di fine; tuttavia in questo modo abbiamo un problema di

incompletezza.

- Nei sistemi allopoietici, invece, il sistema produce altro da sé ed è prodotto da altro da sé (per esempio

le automobili producono movimento e sono prodotte dall’uomo quindi non sono sistemi auto poietici.

12


ACQUISTATO

5 volte

PAGINE

27

PESO

1.02 MB

AUTORE

Loril90

PUBBLICATO

+1 anno fa


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze della comunicazione
SSD:
A.A.: 2014-2015

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Loril90 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Società e processi culturali e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Modena e Reggio Emilia - Unimore o del prof Cevolini Alberto.

Acquista con carta o conto PayPal

Scarica il file tutte le volte che vuoi

Paga con un conto PayPal per usufruire della garanzia Soddisfatto o rimborsato

Recensioni
Ti è piaciuto questo appunto? Valutalo!

Altri appunti di Società e processi culturali

Appunti Riassuntivi - Società e processi culturali
Appunto
Appunti Riassuntivi - Società e processi culturali
Appunto
Appunti - Sociologia della Comunicazione (Libro consigliato: Teorie delle Comunicazioni di Massa, M. Wolf, Parte 3)
Appunto
Appunti - Sociologia della Comunicazione (Libro consigliato: Oralità e Scrittura, W.J. Ong)
Appunto