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Sistemi informativi e trend digitali

Lezione n. 1 – 03/10/2018

Il venerdì non c’è lezione a meno che per il recupero!

Esame: test al computer con 30 domande multiple a risposta chiusa.

  • 1 pt.: giusta
  • 0 pt.: se non rispondo
  • -0,75 pt.: se sbagliata

Il voto viene visualizzato subito al termine dell’esame. Al voto vengono aggiunti 3 pt. per evitare troppe penalizzazioni. Al termine della prova è possibile verbalizzare il voto o accedere a una prova orale il cui esito fa media aritmetica con quello dello scritto.

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Lezione n. 2 – 04/10/2018

Capitolo 1 – ICT e sistemi informativi

Tecnologie e innovazione nei mercati digitali

Tecnologia: Letteralmente trattato sistematico sull’arte. Qualsiasi strumento che sia al servizio di un’arte (intesa come tutti i campi di conoscenza dell’umanità). Qualsiasi mezzo meccanico e/o elettrico destinato a supplemento, estensione o sostituzione dell’essere umano nelle operazioni manuali o nei dispositivi.

Informatica: Scienza della risoluzione dei problemi con l’aiuto dei computer. Nel 1962, dal francese Information + Automatique → Informatique. Disciplina giovane che con il tempo è divenuta autonoma.

  • Precedentemente associata all’elettronica e alla matematica (nel dopoguerra).

Le tecnologie dell’informazione (IT) si riferiscono a tutti quei macchinari tecnologici che sono controllati o che fanno uso di un flusso informativo (sistemi di elaborazione dei dati) (non solo computer anche televisori, cellulari).

Noi ci occupiamo di tecnologie dell’informazione e della comunicazione (ICT) che raggruppa tutti gli strumenti e le applicazioni che combinano le capacità di elaborazione e immagazzinamento dei dati proprie degli elaboratori elettronici con la capacità di trasmissione dei dati e delle informazioni fornita dai mezzi telematici.

L’acronimo ICT è anche rappresentativo del cosiddetto processo di convergenza digitale il quale ha visto un avvicinamento, nelle teorie e nella pratica, tra tecnologie informative (IT) e delle telecomunicazioni (TLC).

Trasformazione della realtà analogica in forma digitale: Opportunità derivanti dalla convergenza digitale: ogni elemento multimediale può essere trasformato in formato digitale per la trasmissione a dispositivi di diversa natura. Oggi quasi tutto il patrimonio informativo della società o nasce digitalmente o viene immediatamente convertito in digitale.

Tale processo vive oggi una seconda fase che coinvolge anche i media (ICMT). L’evoluzione nel settore delle ICT ha profondamente mutato il modo di lavorare delle organizzazioni così come il modo di pensare e vivere degli individui.

Mercati: Luogo dove si incontra domanda e offerta e avviene lo scambio di beni e servizi.

  • (Per il marketing): popolazione di riferimento (es. faccio campagna pubblicitaria rivolta a uno specifico mercato).

Mercato digitale (digit: cifre): Luogo virtuale dove avviene uno scambio di beni o servizi e dove il luogo, i soggetti, lo scambio o i beni e/o servizi non sono materiali ma sono digitali. (Es. piattaforma parzialmente digitale Amazon, piattaforma completamente digitale Spotify, Netflix).

Sistema informativo (SI): Insieme di persone, applicazioni, processi, dati e strumenti che servono a un’organizzazione per disporre delle informazioni di cui ha bisogno nel momento in cui ha bisogno (ergo trasformazione di dati in informazioni), consentendo la produzione e gestione dell’informazione.

Spesso, ma in maniera impropria, si fanno coincidere i sistemi informativi con i sistemi informatici o i computer, ma questo non è esatto. Infatti, i sistemi informativi possono benissimo esistere senza supporti di automazione ed essi nascono molto tempo prima delle tecnologie digitali (di fine anni ’50), essendo necessario gestire le informazioni (es. per servizio militare).

Es. biblioteca IULM, oggi utilizza sistema informativo automatizzato, informatizzato.

  • Persona: bibliotecario
  • Applicazione: sistema di prenotazione libro digitale
  • Strumenti: il computer e la necessità di dover andare a prendere materialmente il libro

Un tempo...

  • Persona: bibliotecario
  • Applicazione: cassettino con tutte le lettere iniziali dei libri per vedere se il libro è già stato prenotato
  • Strumenti: matita e carta con cui bisognava compilare una prenotazione cartacea del libro

Altri esempi di sistema informativo:

  • Il tempo residuo che vediamo per aspettare la metro
  • Autostrade
  • Ilmeteo.it
  • London Stock Exchange
  • Ministero degli Esteri e Polizia di Stato (es. per controllo dei passaporti)
  • Sistema del Sistema Sanitario Nazionale
  • Sistemi di gestione degli incassi (es. McDonald’s, supermercati)
  • Sistema che permette ai corrieri di verificare dove consegnare il pacco
  • Sistema che utilizza Foodora per il pagamento e la consegna del cibo

Per fare un es. di sistemi informativi deve esserci un’organizzazione e un bisogno informativo. Nel sistema informativo per adesso il ruolo dell’uomo c’è sempre o nell’erogazione o nel ricevimento dell’informazione, anche se ci si sta dirigendo verso l’intelligenza artificiale.

Perché è cambiato il nome del corso – da ICT a Sistemi informativi e trend digitali?

ICT era più inerente all’informatica e non rappresentava pienamente ciò che era fondamentale capire nel corso. Noi infatti ci occupiamo di ICT ma non di tutte le ICT. Ci occuperemo di capire come funzionano i sistemi informativi nelle organizzazioni, legati alle tecnologie dell’informazione e della comunicazione, e le invenzioni che hanno il potenziale di trasformarsi in innovazioni (trend digitali).

Innovazione: Applicazione, utilizzo e implementazione dell’invenzione con successo in uno specifico contesto (es. utilizzo del treno a vapore che contribuisce al progresso della società).

Invenzione: Scoperta scientifica, qualcosa che non c’era (es. treno a vapore). Se un tempo era matematico capire quali invenzioni sarebbero diventate innovazioni, oggi invece la rapidità di sviluppo e la pervasività sia a livello sociale che aziendale delle ICT in un mondo globalizzato rendono oggi estremamente complesso il compito di formulare previsioni su quanto potrà accadere in questo settore nei prossimi anni (es. Che ne sarà di Facebook, Instagram, Uber tra 5 anni? Esisteranno ancora?).

Il problema di tutte le interpretazioni sbagliate nel corso degli ultimi decenni è aver male interpretato in maniera eccessiva o riduttiva la complessità del passaggio tra invenzione e innovazione. Una corretta valutazione del “se” e del “come” un’invenzione avrà o meno la capacità di trasformarsi in innovazione andrà quindi affrontata con un trittico di variabili interpretative di tipo tecnologico, economico e socio-culturale a cui sempre più spesso andrà affiancato anche un quarto strumento di analisi di tipo normativo.

Dato, informazione, conoscenza

I dati sono la materia prima che i sistemi informativi elaborano per produrre informazioni. La loro funzione è quella di rappresentare determinati accadimenti, fenomeni, eventi o entità tramite simboli come lettere, numeri e altri caratteri speciali. Di per sé i dati non hanno tipicamente nessun significato a meno che non subiscano un processo di elaborazione. Esso quindi rappresenta l’elemento neutro al quale deve essere applicato un processo di elaborazione e interpretazione al fine di trasformarlo in informazione. Es. “28”, in sé non ha nessun significato. Se si abbina il 28 a “/30” in questo caso le cose cambiano.

Caratteristiche del dato:

  • Completezza: garantire una rappresentazione precisa e non frammentata del fenomeno
  • Omogeneità: i dati che rappresentano un fenomeno devono essere rilevati e rappresentati con le stesse modalità
  • Sincronia: devono essere riferiti nello stesso istante temporale

L’informazione invece può essere definita come la manipolazione dei dati al fine di ottenere la loro trasformazione in una forma significativa. A volte è sufficiente una semplice manipolazione come l’aggiunta di un contesto, tuttavia nelle grandi aziende è spesso necessario svolgere complesse elaborazioni di grandi quantità di dati e senza i sistemi informativi e il supporto della tecnologia ciò risulterebbe più difficile. Inoltre, l’informazione presenta un carattere di relatività riconducibile alla sua particolare destinazione (anche temporale) e finalizzazione. Ciò che può essere informazione per un attore, in un determinato contesto organizzativo, può essere un dato per un altro attore che ha diversi scopi o necessità conoscitive e che, quindi, necessita di diverse elaborazioni.

La conoscenza potrebbe rappresentare l’ultimo stadio di un possibile processo evolutivo che, all’interno di un contesto organizzativo, muove dal dato, passa attraverso l’informazione fino a diventare conoscenza. La conoscenza appare tuttavia un concetto difficile da definire nonché arduo da gestire da parte dei sistemi informativi, in quanto fortemente collegato alla soggettività della rielaborazione dell’informazione. Es. 28/30, potrebbe essere considerato un successo per uno studente e un insuccesso per un altro studente. Successo e insuccesso rappresentano diversi elementi di conoscenza estratti da un’unica informazione.

Lezione n. 3 – 10/10/2018

La nuova era digitale: i problemi

  • Inquinamento digitale: Consumo di energia che il pianeta spende per trasmettere le nostre informazioni. Solo le ricerche di Google costano quanto mantenere una popolazione di 2.000.000 di persone per un anno.
  • Overload (sovraccarico) informativo: sovrabbondanza di informazioni. Si stima che una settimana del New York Times contiene più informazione di quella che una singola persona abbia potuto incontrare durante tutta la sua vita nel 20esimo secolo. Nel 2018 gli esseri umani avranno generato 40 exabyte di nuova informazione, più di quanto sia stato generato nei precedenti 5000 anni ed ogni due anni essa raddoppierà.
  • Etica e sicurezza: Pensando di essere totalmente in controllo di quello che vediamo, Google fa vedere solo il 0,6% (in decrescita) di ciò che cerchiamo su Internet, ergo l’informazione che noi vediamo è ciò che Google vuole farci vedere. Arriverà un giorno in cui la quantità di informazione sarà talmente tanta che Google avrà sempre più maggior potere di scegliere le informazioni da poter visualizzare.

Rappresentazione analogica: Variazione continua dei valori di una grandezza fisica (es. temperatura, pressione). Segnali analogici: I valori che rappresentano il segnale analogico sono continui (infiniti). Sono paragonabili a un’onda e trasmettono un ampio spettro di informazioni. Sono molto sensibili alle interferenze.

Digitale (Digit: cifra, numero). Informazione in formato digitale = Informazione in formato numerico. Rappresentazione digitale: Successione di due stati rappresentabile mediante sequenze di 0 e 1. Segnali digitali: 0 (assenza di corrente elettrica) e 1 (presenza di corrente elettrica). Audio digitale: trasformazione dell’audio in una serie di cifre binarie per poterlo ascoltare su un computer o inserirlo in un contesto multimediale. Es. La voce, formato nativamente analogico, esce sotto forma di onde nello spazio. La voce su formato WhatsApp è in formato digitale e viene ritrasformata in onde quando la ascoltiamo.

Il sistema binario

Tale sistema riconosce ed elabora solo dati e istruzioni in una delle seguenti forme:

  • 0 (assenza di corrente elettrica)
  • 1 (presenza di corrente elettrica)

Le informazioni sono tradotte in codice binario per consentire al computer di elaborarle e memorizzarle.

1. BIT

Più piccola unità d’informazione che il computer è in grado di elaborare. Quanti stati può assumere un bit? 2, o 0 o 1.

2. BYTE

Formato da 8 bit. Rappresenta l’unità fondamentale del linguaggio degli elaboratori elettronici; è la più piccola unità di memoria in grado di contenere un carattere. 8 bit possono differenziare 256 (28) combinazioni di 0 e 1 diverse. Tabella ASCII standard: sono rappresentate tutte le 256 possibili combinazioni di 0 e 1 e ad ognuna di queste combinazioni è associata una specifica lettera dell’alfabeto.

Es. quanti bit occupa la parola “ciao” sul mio computer? 32. Quanti byte occupa la parola “ciao” sul mio computer? 4. Ma come fanno i giapponesi a scrivere con i loro simboli?

Tabella Unicode: Usa 2 byte (16 bit) per ciascun carattere al posto del singolo byte. Tale codice può gestire 65.536 (216) caratteri differenti. Difatti in tanti dispositivi quest’ultima tabella non è presente e di conseguenza se si visualizza un sito in giapponese si vedono dei semplici quadratini. Misure di memoria: Kbyte, MByte…

Lezione n. 4 – 11/10/2018

Prof.ssa Gemmo Vanessa

Infrastruttura dei sistemi informativi – hardware, software e reti (Capitolo 2 – eText)

  • Classificazione degli elaboratori
  • Hardware
  • Software
  • Reti di comunicazione

Sistema informativo: Insieme di persone, strumenti/tecnologie e processi che permettono di disporre delle informazioni di cui ha bisogno nel momento in cui ha bisogno.

  • Persone: Coloro che si scambiano informazioni (es. studenti e professori di una università).
  • Processi: Una sequenza di attività finalizzate a trasformare input in output. Il processo è molto importante per un’azienda e ne costituisce un vantaggio competitivo nel caso in cui sia efficiente e il più compatto possibile (es. Amazon, processo di acquisto in un unico click, ha assottigliato il tempo tra la necessità di acquistare e l’acquisto). L’idea dei processi della business unit non viene scelta dai tecnici informatici che supportano la tecnologia, ma da noi stessi.
  • Strumenti: Tecnologie in senso lato, oggi declinate nelle cosiddette tecnologie informatiche, ma possono essere anche considerate tecnologie la carta e la penna (tecnologie manuali).

Persone e processi sono importanti per comprendere le implicazioni organizzative e di gestione aziendale legate al sistema informativo (se il sistema informativo effettivamente funziona in quell’ambito, se può arrecare un vantaggio competitivo oppure far fallire l’azienda). Queste ultime due caratteristiche non possono mai essere gestite esclusivamente dagli informatici, i quali sono solo di supporto, ma devono essere gestite a monte dalla direzione.

Classificazione degli elaboratori

  • Supercomputer: Computer enormi ed estremamente potenti che vengono utilizzati per la ricerca scientifica (es. studio del DNA, dell’universo, dei cambiamenti climatici).
  • Mainframe: Elaboratori ad uso aziendale. Grandi e potenti macchine (paragonabili a frigoriferi) che vengono utilizzate soprattutto negli headquarter delle aziende per svolgere tutta l’attività di elaborazione e di analisi di una massiccia quantità di dati collegata alle attività aziendali. Spesso queste macchine possono avere il ruolo di server, ma ciò dipende dal ruolo che quest’ultimi hanno.
  • Minicomputer (workstation): Elaboratori con caratteristiche fisiche simili a quelle di un personal computer (microcomputer) ma più potenti e performanti di quest’ultimi. Essi vengono utilizzati in un ambito puramente professionale (es. studi di architettura, progettazione grafica, etc.).
  • Microcomputer: Tutti quegli elaboratori sia ad uso aziendale che ad uso privato che hanno capacità elaborative medie e supportano l’operatività personale del singolo (es. tablet, personal computer).
  • Microcontroller: Microelaboratori che noi non vediamo ma che sono inseriti ed inglobati dentro altri elaboratori (es. lavatrice, lavastoviglie). Essi sono in grado di supportare le attività dell’elaboratore in cui sono inseriti. Si differenziano in base alle caratteristiche fisiche e a come queste macchine vengono utilizzate. Alcune hanno un utilizzo solo aziendale, altre vengono utilizzate anche dai privati.

Come funzionano? Queste macchine lavorano e analizzano i dati seguendo un ciclo di cinque fasi:

1. Input (immissione dei dati)

Fase in cui qualcuno immette i dati all’interno del computer.

Periferiche di input: tecnologie hardware di supporto che consentono l’inserimento di dati in formato digitale (utilizzando 0 e 1).

  • Tastiera
  • Dispositivi di puntamento
  • Scanner
  • Webcam
  • Microfono
  • Fotocamera
  • Lettori di codici a barre
  • RFID: Radio Frequency Identification

Consente a degli oggetti (anche in movimento) di dialogare direttamente con altri oggetti, connessi tramite una rete, tramite un microchip che contiene dati relativamente a quell’oggetto. Questi microchip possono essere intercettati quando l’oggetto passa attraverso dei gate dove dei lettori recepiscono i dati provenienti dal microchip, li raccolgono e li utilizzano per vari scopi (es. telepass, movimento di merci all’interno di magazzini).

Internet of Things (Internet delle cose): Possibilità di fare interagire parti del mondo fisico tra loro attraverso la Rete. Oggetti di diverso tipo (braccialetto fitness, elettrodomestici…) che in un futuro non tanto lontano potranno dialogare.

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Scienze matematiche e informatiche INF/01 Informatica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher vally32 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Sistemi informativi e trend digitali e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Libera Università di Lingue e Comunicazione (IULM) o del prof Carignani Andrea.
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