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18/09/17

SISTEMI INFORMATIVI

(LEZ 1 – INTRODUZIONE AL RUOLO DELL’ICT)

1. INTRODUZIONE AL CORSO

A. Professoressa Cinzia Cappiello

i. No prove in itinere;

ii. Progetto vale massimo 2 punti (da prova sufficiente) ed entro il 25 ottobre

(registrazione gruppi)

2. ESAME

Parte A (superamento di A consente di fare B)

 10 domande da rispondere in 10 minuti (domande a crocette);

 per superare la parte A servono almeno 6/10 pt;

 Le domande sono mirate a capire se si è pronti su tutto il programma.

 1 pt risposta corretta;

0 pt no risposta;

-0.33 pt risposta sbagliata.

Parte B

 2.30/3 h;

 3 domande di teoria (12-15 pt);

 un esercizio prima parte corso (base di dati);

 un esercizio seconda parte corso (BPMN).

3. OBIETTIVI DEL CORSO

 componenti tecnologiche di base

Business ing.

Gestionale IT

obiettivi che IT

deve sviluppare permette alle 2

parti di

comunicare

Cos’è un sistema informativo?

Insieme di componenti tecnologici e non, per gestire al meglio i dati.

Il ruolo maggiore lo ricoprono le persone.

Organizzazione + persone + competenze + conoscenza.

4. DATI E INFORMAZIONI

I dati e le informazioni non sono la stessa cosa.

Dati registrazione di fatti ed eventi

 

Dati elementari

 Registrati in ogni dettaglio

Informazione la registrazione dei dati

 

Do un valore ai fatti

Il dato diventa informazione quando estraggo un fatto per dargli un valore.

Se uso un dato per analizzare qualcosa, il dato diventa informazione.

PIRAMIDE DELLA CONOSCENZA:

WI

SD I dati possono essere aggregati, prendono

O quindi il nome di analisi.

Parto dall’informazione e la analizzo di nuovo,

M ottengo quindi delle aggregazioni più precise

CONOSCENZ  previsioni

A WISDOM(saggezza) = conoscenza + potere

decisionale e saggezza delle persone

Più salgo di livello più l’autonomia dell’IT

diminuisce IT nel livello WISDOM è al

INFORMAZIONI minimo

DATI

IT autonomo

5. RISORSE

Risorsa è tutto ciò con cui un’organizzazione opera, sia materiale che immateriale, per perseguire i suoi

obiettivi. Le risorse sono classificate come:

Risorse esterne

 Ambiente sociale ed economico

 Mercato

 Clienti

Risorse interne

 Risorse di scambio: prodotti (beni o servizi)

 Risorse di struttura: finanze, persone ed infrastrutture

 Risorse di gestione: norme, organigrammi, deleghe, piani, informazioni.

2

6. PROCESSI

Processo è l’insieme di attività che l’organizzazione nel suo complesso svolge per gestire il ciclo di vita di

una risorsa, o di un gruppo omogeneo di risorse, per raggiungere un risultato definito e misurabile

(prodotto/servizio). I processi sono classificabili secondo diversi modelli di classificazione:

La piramide di Anthony

 La catena del valore di Porter

Classificazione dei processi secondo la piramide di Anthony: Nel modello di Anthony si distinguono tre

livelli(che lavorano in modo diverso ed utilizzano anche strumenti diversi), legati alla struttura

dell’organizzazione: un livello operativo, detto anche operazionale, in cui si considerano le attività di tipo

operativo dell’azienda, un livello di programmazione e controllo, in cui si considerano le attività tattiche

quali la programmazione delle risorse disponibili e il controllo sul conseguimento degli obiettivi

programmati, e un livello di pianificazione strategica, dove si collocano le attività legate alla scelta degli

obiettivi aziendali e alla definizione delle politiche aziendali.

Livello operazionale: attività operative che tengono conto del prodotto/servizio dell’azienda.

Obiettivo principale produzione/progettazione/vendita/contabilità/gestione delle

 

risorse umane/gestione della struttura/gestione dei fornitori.

Attività giornaliere.

Livello programmazione e controllo: fissano obiettivi operativi, danno direttive al livello operazionale e

controllano (monitoraggio). 

Livello pianificazione strategica: prende decisioni di alto livello e a lungo termine devo guardare come

sta andando il mercato esterno.

3

Anche qui come per la piramide della conoscenza più vado in alto e più l’umano diventa fondamentale.

Esempi di processo presso una pubblica amministrazione

 Operativo: contabilizzazione dei pagamenti dei cittadini, manutenzione delle strade.

 Controllo: controllo dei pagamenti, solleciti, confronti mensili tra entrate previste ed effettive,

monitoraggio inquinamento.

 Strategico: verifica dei costi e dei ricavi relativi ai servizi sociali, definizione di nuove tariffe,

piani regolatori.

Presso una banca, esempi di processo ai tre livelli sono:

 Operativo: gestione movimenti dei conti correnti, prelievi bancomat (ATM).

 Controllo: revisione degli scoperti concessione di un mutuo.

 Strategico: verifica dell’andamento di un servizio, decisione di aprire nuovi servizi.

Esempi di processo presso una azienda:

 Operativo: registrazione costi delle commesse e gestione magazzino.

 Controllo: controllo scostamenti settimanali tra preventivo e consuntivo.

 Strategico: scelta delle aree di mercato + convenienti

Classificazione dei processi secondo la catena del valore di Porter: Un secondo tipo di classificazione molto

adottato in letteratura si basa sulla catena del valore (value chain) proposto da Porter (in figura) che

considera esclusivamente i processi di livello operazionale. Secondo questa classificazione, le funzionalità

sono suddivise in attività primarie, sono orientate direttamente agli obiettivi principali dell’organizzazione e

normalmente caratterizzano le aziende nei loro settori di riferimento e le attività secondarie o di supporto,

che assicurano il corretto funzionamento dei processi primari.

4

19/09/17

SISTEMI INFORMATIVI (LEZ 2 – BASI DI DATI)

1. DEFINIZIONE E RUOLO DI UN SISTEMA INFORMATIVO

Il sistema informativo è l’insieme di processi/procedure, persone e tecnologia che ci permette di trasformare

dati in informazioni utili per prendere decisioni.

Sistema informatico IT

Sistema informativo IT + regole + persone (e la loro conoscenza)

Punti chiave:

 Gestione dell’informazione;

 Secondo regole e obiettivi aziendali (massimizzare efficacia ed efficienza);

 Utilizzare tecnologia;

 Per una (o più) organizzazioni

5 Alt (analisi temporali e previsionali in base a serie storiche)

a

dir

ezi

on

e (numero di operazioni giornaliere)

Direzioni

funzionali (registrare eventi, fare riferimento a dati passati)

Personale esecutivo

2. CLASSIFICAZIONE DEI SISTEMI INFORMATIVI

Una prima classificazione di questi sistemi informativi è possibile prendendo a riferimento la piramide di

Anthony e che permette di distinguere i sistemi informativi in: sistemi informativi operazionali e i sistemi

informativi decisionali (detti anche Management Information Systems o, da alcuni autori, sistemi

informazionali).

 Sistema operazionale: la finalità di questi sistemi è di svolgere operazioni di base, quotidiane, di normale

amministrazione. Le parti fondamentali di un sistema informativo operazionale sono la base di dati

operazionale e le funzioni operative.

 Sistema informazionale: sistemi informativi a supporto delle attività decisionali e strategiche aziendali,

in risposta all’esigenza di sfruttare il patrimonio dei dati per identificare le informazioni utili al

processo decisionale. Con l’aumentare della quantità dei dati disponibili è anche aumentata la

richiesta di estrazione di informazioni strategiche. I sistemi informazionali/decisionali rispondono

appunto a questa esigenza con strumenti che si sono sempre più evoluti con il passare del tempo.

In un’azienda il primo obiettivo consiste nel risparmiare tempo e denaro (Efficienza aziendale), questo

implica quindi l’implementazione di un sistema operazionale; mentre un secondo obiettivo consiste nella

rielaborazione dei dati raccolti dai sistemi operazionali (Efficacia aziendale) nascita dei sistemi

informazionali. DATI FONTI

ESTERNE SISTEMA INFORMAZIONALE

DATI DIRETTIVE

PIANI

SISTEMA OPERAZIONALE

3. BASI DI DATI

Le basi di dati possono essere definite come collezioni di dati utilizzati per rappresentare le informazioni di

interesse per un sistema informatico. Le collezioni di dati devono però avere certe proprietà:

coerenti semantica;

I dati devono essere e hanno

6 utenti applicazioni;

Si hanno accessi da parte di un insieme di e un insieme di

 indipendente

La rappresentazione dei dati deve essere dall’applicazione che accede

 alla base di dati; scalabile

La base di dati deve essere (ovvero il volume di dati può crescere);

 persistente

I dati devono essere memorizzati in maniera (ovvero devono sopravvivere

 per lunghi periodi di tempo); l’accesso condiviso.

La base di dati deve garantire

 

DBMS (Database Management System) sistema di gestione di basi di dati. Le principali funzioni dei

DBMS sono quelle di garantire il mantenimento della corretta strutturazione dei dati nei

diversi database gestiti e di facilitare l’accesso delle applicazioni ai dati, tramite opportune istruzioni

impartite al sistema operativo. A queste funzionalità di base si aggiungono quelle di interrogazione (query) e

modifica del database e la possibilità di produzione di documentazione di sintesi per il controllo delle

MYSQL/ACCESS/H2

operazioni.

Progettazione concettuale

 Progettazione logica

 Progettazione fisica

Modelli logici dei dati:

supportano una elaborazione dei dati che può essere elaborata dal sistema (DBMS);

 vengono mappati facilmente sulle strutture fisiche di memorizzazione

 modello relazionale

4. MODELLO RELAZIONALE

Progetto relazioni/tabelle per affinità (elementi omogenei tra di loro). Nel modello relazionale:

i dati sono rappresentati come sequenze di valori di attributi;

 i dati caratterizzati dalle stesse sequenze di attributi sono raggruppati in tabelle;

 le associazioni tra i dati sono ottenute associando valori di attributi in diverse tabelle.

7 attributo istanza

In questo modello, le tabelle (che prendono il nome di relazioni) hanno un ruolo fondamentale,

costituiscono le “basi” dell’intera struttura.

Altri concetti fondamentali:

 lo schema, ossia la prima riga delle relazioni, un insieme di attributi in cui viene indicato “cosa” deve essere

riportato al di sotto;

 le tuple o le istanze, ossia le righe della relazione;

 gli attributi, ossia le colonne della relazione

 il dominio, ossia il tipo di dato;

 la cardinalità, ossia il numero di tuple della relazione;

 il grado, ossia il numero di attributi della relazione.

Un modello relazionale è quindi “basato sui valori”: i riferimenti fra dati in relazioni diverse sono

rappresentati per mezzo di valori dei domini che compaiono nelle tuple.

Rispetto a un modello basato su record e puntatori, il modello relazionale presenta diversi vantaggi:

 esso richiede di rappresentare solo ciò che è rilevante dal punto di vista dell’applicazione;

 permette di ottenere l’indipendenza fisica dei dati;

 “trasferibilità” dei dati da un contesto ad un altro.

Le “basi” del modello relazionale possono essere arricchite mediante:

 Chiave: è un insieme di attributi utilizzato per identificare univocamente le tuple di una relazione.

La chiave possiede le seguenti proprietà:

- Unicità, non esistono 2 tuple con una stessa chiave;

- Minimalità, in quanto sottraendo un qualsiasi attributo alla chiave si perde la proprietà di unicità.

Si possono dare anche delle definizioni formali:

8 - “un insieme K di attributi è superchiave di una relazione r se r contiene due tuple distinte t1 e t2 con

t1[K] = t2[K]”;

- “K è chiave di r se è una superchiave minimale di r, cioè non esiste un’altra superchiave K’ di r che

sia contenuta in K come sottoinsieme proprio”.

 Un vincolo di integrità referenziale (foreign key) fra un insieme di attributi X di una relazione R1 e un’altra

relazione R2 è soddisfatto se i valori su X di ciascuna tupla dell’istanza di R1 compaiono come valori della

chiave (primaria) dell’istanza di R2. La definizione precisa richiede un po’ di attenzione, in particolare nel

caso in cui la chiave della relazione riferita sia composta di + attributi e nel caso in cui vi siano più chiavi.

20/09/17

SISTEMI INFORMATIVI (LEZ 3 – BASI DI DATI

SQL)

1. ALGEBRA RELAZIONALE

L’attributo che dipende dalla chiave nel collegamento referenziale è detto chiave esterna Perché potrei andare + volte

nello stesso albergo

ALBERG NUMER

O O

... ...

9 ALBERGO NUMERO CF DATA

... ... ... ...

chiave Chiave esterna

Posso aggiungere dei vincoli locali:

Ad esempio per il voto di un esame 17 < VOTO < 31;

 “not null” ricordando però che la chiave primaria non può mai essere nulla;

 

veicolo {moto, auto};

Transazioni: attività (creazione, aggiornamento...) che faccio su un dato (acronimo CRVD); ovvero

rappresenta il processo che contiene al suo interno una o più operazioni sulla base di dati.

 le operazioni di modifica di una base di dati sono operazioni atomiche: si suppone che l’operazione non si

interrompa durante l’esecuzione;

 il DBMS garantisce che, in situazioni di errore la base di dati venga riportata in uno stato stabile (non

inconsistente).

Le transazioni hanno un inizio e una fine e godono di proprietà fondamentali chiamate proprietà acide o

ACID:

 Atomicity (Atomicità): la transazione viene completata integralmente o fallisce integralmente;

 

Consistency (Consistenza): la transazione deve rispettare i vincoli di integrità sui dati se cambio un dato

nella tabella della chiave vengono aggiornati anche i valori nella tabella della chiave esterna;

 Isolation (Isolamento): sebbene molte transazioni avvengano contemporaneamente, ogni transazione è

indipendente dalle altre;

 

Durability (Persistenza): il risultato delle transazioni deve essere permanente devono durare nel tempo, se

aggiorno un dato deve restare quello.

Algebra relazionale linguaggio procedurale, basato su concetti di tipo algebrico

Le operazioni possono essere:

 Unarie σ

o Selezione ( ): è un’area, lavora su una tabella ≥

σ A attributo valore

seleziona tuple che soddisfano il predicato di selezione (p oppure

p ≤

attributo attributo ).

≤ σ ESAME ≥

Esempio: prende la tabella ed estrae le righe con voto a 18, avrà

VOTO ≥18 ≤

quindi grado uguale ma cardinalità rispetto alla tabella selezionata (si possono ottenere anche

tabelle vuote). π

o Proiezione ( ): è un’area, lavora su una tabella

π A

attr 1

. ha come pedice un elenco

… di attributi

attr u π ESAME  

Esempio: taglia la tabella verticalmente ottengo una tabella composta

MATRCOLA

solo dalla colonna matricola. Elimina i duplicati nella tabella risultato, ossia quella che ottengo.

10 π

NB: si fa sempre prima la selezione perché la proiezione elimina dei dati: (

MATRCOLA , DATA

¿

σ ESAME

MATRICOLA=234

DATA

 Binarie ¿

o Unione (

o Differenza (-)

o Join ( )

Intersezione tra schede: tuple in comune;

Unione tra schede: insieme delle tuple, tranne quelle in comune;

Differenza tra schede: dipende dall’ordine, prende la prima e toglie le tuple che hanno in comune

Moltiplicazione tra schede: costruisce un insieme considerando tutte le possibili coppie, ossia una tabella

che affianca le 2 schede e poi prende le tuple dalla prima e le accoppia ad ogni tupla della seconda tabella.

Le uniche tuple utili sono quelle con la chiave uguale perché ho più informazioni relative allo stesso utente

nella stessa tabella. Cancello tuple che non ha senso unire (ad esempio stesso esame svolto da 2 persone

diverse) per evitarlo posso fare una selezione dove impongo il vincolo che mi interessa.

STUDENTE . MATR=ESAME . MATR ( STUDENTE × ESAME)

¿

Esempio: [ ]

σ ¿

11 Devo scrivere in che scheda è MATR perché ho 2 notazioni

uguali (se sono diverso posso non scriverlo)

Questa operazione è definita JOIN ( ): ossia una

selezione di un prodotto, si scrive:

⋈ Esempio: nome e cognome di studenti

ESAME . MATR ≥

gestionali con voti 24

¿

( )

STUDENTE . MATR ⋈

VOTO ≥ 24 ESAME. MATR

STUDENTE ESAME

n CORSO=GEST ¿

¿ STUDENTE . MATR

σ ¿ ¿

π NOME

COGNOME

L’algebra viene descritta come linguaggio procedurale, ossia siamo noi a dover identificare l’ordine delle

operazioni. 

SQL (Structured Query Language) è un linguaggio non procedurale

2. SQL

Query: interrogazione

SELECT: estrae gli attributi dalla tabella che seguo nel FROM, se metto * seleziono tutti

 gli attributi; π A

SELECT attr1, attr2, ..., attr 1

attru .

FROM A (tabella) attr u

[SELECT = proiezione algebrica]

LIKE: città LIKE “M%” (tutte le città che iniziano con M);

 WHERE: devo mettere il predicato di selezione

 [WHERE = selezione algebrica]

BETWEEN: voto BETWEEN 24 AND 28

 ORDER BY: è sempre l’ultima riga, serve per ordinare la tabella. Devo inserire il nome

 del

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I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher pizzini.alessandro di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Sistemi informativi e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Politecnico di Milano o del prof Cappiello Cinzia.
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