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INTRODUZIONE

Un Sistema Informativo è un insieme di elementi interconnessi che raccolgono, elaborano, memorizzano

dati e distribuiscono informazioni per supportare le attività decisionali, di coordinamento, di controllo dei

manager aziendali, al momento e nel luogo giusti.

IT = hardware + software

ICT = IT + TLC

SI = ICT + processi aziendali

Classificazione dei SI in base alle caratteristiche:

→ SI formale: basato su delle procedure operative esplicite e ben definite (formali) in relazione alle

attività di acquisizione, elaborazione e distribuzione dei dati e delle informazioni

→ SI informale: basato su delle procedure operative implicite e non ben definite (informali) in relazione

alle attività di acquisizione, elaborazione e distribuzione dei dati e delle informazioni

→ Computer based IS (CBIS): basato su hardware e software nello svolgimento dell’attività  SI formale

È un insieme formalizzato di elementi collegati per raccogliere, elaborare, archiviare e distribuire le

informazioni al fine di supportare i processi decisionali e di controllo di un’impresa, utilizzando

tecnologie computer-based

→ Sistema manuale: sistemi informativi basati sulla tecnologia della penna e matita

Architettura informatica: è costituita dalla forma concreta che il SI assume in un’azienda per soddisfare

sia le esigenze funzionali, sia quelle dei diversi livelli aziendali

Infrastruttura IT: è costituita dall’insieme di elementi che rappresentano la base tecnologica del SI (CBIS

 HW, SW, NW, data & storage technology). È importante che soddisfi i business requirement, e

permetta la gestione integrata del SI (deve quindi supportare l’integrazione aziendale)

Dati: fatti riferiti ad eventi interni o esterni all’azienda, che nella forma attuale non sono immediatamente

utili e/o significativi

Informazioni: dati trasformati in una forma significativa ed utile per i decisori aziendali

Che cosa fa un sistema informativo?

Vantaggi dei sistemi informativi Svantaggi dei sistemi informativi

Automatizzando le attività che in precedenza

Possono svolgere calcoli o elaborare documenti erano svolte dalle persone, i SI possono eliminare

cartacei molto più velocemente delle persone intere figure professionali

Possono aiutare le aziende ad apprendere di più Consentono alle aziende di raccogliere dettagli

sui modelli d’acquisto e le preferenze dei propri personali sulle persone tali da violare la loro

clienti privacy

Garantiscono nuovi livelli di efficienza tramite Vengono utilizzati in così tanti aspetti della vita

servizi quali gli sportelli bancari automatici, i quotidiana che un guasto di sistema può

sistemi telefonici o i sistemi di controllo provocare il blocco di intere attività o di servizi di

computerizzato di aeroplani e terminali aerei supporto, paralizzando le comunità

Hanno reso possibili nuovi miglioramenti in campo I grandi utilizzatori di SI possono soffrire da stress

medico in chirurgia, radiologia e nel monitoraggio da ripetitività, tecnostress e altri problemi

dei pazienti

Internet distribuisce le informazioni Internet può essere utilizzato per distribuire copie

istantaneamente a milioni di persone in tutto il legali di software, libri, articoli e altre proprietà

mondo intellettuali

I sistemi informativi e le aziende sono caratterizzate da una relazione di carattere reciproco, si

influenzano l’un l’altro. Tale interazione è influenzata da diversi fattori di mediazione (ambiente, cultura,

struttura organizzativa, meccanismi operativi, processi di business, caso).

Il concetto di azienda fa riferimento a due visioni: una tecnica (struttura sociale stabile, entità legale ben

definita) e l’altra comportamentale (struttura sociale instabile, caratterizzata da conflitti e risoluzione degli

stessi).

CAPITOLO 1 – L’EVOLUZIONE DEL RUOLO STRATEGICO DEI SISTEMI INFORMATIVI: IL VALORE

DI BUSINESS DEL PORTAFOGLIO IT

1.1 Il ruolo organizzativo dei sistemi informativi in azienda

Un approccio organizzativo e strategico ai sistemi informativi e all’Information Technology (SI/IT) si rivela

significativo per comprendere l’evoluzione del ruolo dei sistemi informativi nelle aziende.

Numerosi fattori influenzano la frequenza e l’efficacia dei progressi nell’utilizzo dei SI/IT per incrementare

il valore di business delle aziende. Tra di essi vi sono i seguenti:

• le capacità “abilitanti” dei SI/IT;

• le economie derivanti dall’implementazione dei SI/IT;

• il portafoglio applicativo disponibile sul mercato;

• le competenze disponibili per sviluppare/personalizzare le applicazioni;

• le competenze e la propensione, interne all’azienda, all’uso delle applicazioni;

• le pressioni aziendali o di settore dirette al miglioramento delle performance.

L’IT e i sistemi informativi in azienda: i primi modelli

I modelli sviluppati sul ruolo dei sistemi informativi e sulla loro evoluzione attesa erano in passato

pesantemente fondati sui concetti di centralizzazione e di integrazione. Il più noto di questi modelli è

quello sviluppato da Gibson e Nolan, ed è basato sul modello di portafoglio applicativo gerarchico

descritto da Anthony, il quale ha definito una struttura per i sistemi informativi in azienda stratificando

l’attività di gestione in pianificazione strategica, controllo di gestione e controllo operativo.

Il modello evolutivo di Nolan e Gibson conteneva inizialmente 4 fasi, a cui Nolan ne aggiunse 2:

1)

1) Inizializzazione

2) Contagio Da un punto di vista più generale, il modello di Nolan si può suddividere in

due macro-fasi, separate da un punto di transizione, posizionato tra la fase 3

3) Controllo e la fase 4, cioè la fase di management dei computer (data processing, DP) e

-------------------------------------- ***

4) Integrazione quella di management dei sistemi informativi aziendali.

5) Amministrazione dei

dati

6) Maturità

Il portafoglio applicativo inizialmente è molto ridotto, cresce lentamente e la tecnologia informatica

utilizzata è semplice e meno evoluta, gli schermi organizzativi supportati sono semplici.

Successivamente, a mano a mano che l’uso dei sistemi informativi si diffonde, in azienda si manifestano

richieste via via crescenti di nuove applicazioni, la tecnologia adottata diviene più avanzata e complessa

e gli schemi organizzativi supportati sono sempre più complessi. Da un certo punto in poi la domanda di

applicazioni si stabilizza e ci si orienta all’ottimizzazione / rinnovo delle applicazioni esistenti.

Alla fine di questo ciclo di vita diventano possibili due alternative:

• declino: obsolescenza tecnologica del portafoglio applicativo e del sistema informativo globale;

• spostamento verso l’alto della curva che rappresenta il ciclo di vita, con nuovi traguardi da

raggiungere.

La validità e l’utilità del modello a sei fasi sono state analizzate da molti ricercatori.

Drury sostenne che la valutazione non considerava adeguatamente le fasi come proposte dal modello

originale; in particolare, le ultime fasi sembravano semplici e non in grado di riflettere la complessità del

mondo reale.

King e Kraemer credevano che l’evidenza empirica per ciascuna fase era inconsistente e molte delle

assunzioni erano troppo semplicistiche per essere utili.

La debolezza e la semplicità del modello probabilmente sono allo stesso tempo la chiave della sua

notorietà.

*** Nelle fasi iniziali la preoccupazione dei manager era rivolta alla gestione delle attività operative, di

programmazione, di raccolta dati e così via, quindi gli sforzi erano focalizzati prevalentemente sulle

difficoltà tecniche e applicative piuttosto che sul valore di business delle applicazioni.

L’orientamento a un sempre maggiore valore di business dei sistemi informativi è invece il cardine della

fase di management dei sistemi informativi. Si tratta di una fase in cui è prioritaria la comprensione del

ruolo dei sistemi informativi nell’azienda che, a sua volta, dipende dal ruolo dei sistemi informativi

nell’ambiente esterno.

Alcune ricerche hanno studiato i problemi connessi al management dei sistemi informativi in azienda. I

problemi di tale gestione sono stati descritti facendo riferimento a un modello a tre fasi:

1) erogazione dei servizi applicativi: i problemi dei SI sono principalmente interni alla funzione sistemi

informativi. Si tratta di problemi prevalentemente connessi alla capacità di erogazione dei servizi e al

supporto dei sistemi informatici. Si tratta dei requisiti minimi che assicurano la credibilità nei confronti

del top management, ma che non sempre assicurano la soddisfazione delle esigenze funzionali degli

utenti;

2) ridefinizione dell’orientamento: è la fase in cui è necessario stabilire buone relazioni con le principali

funzioni aziendali e con gli uomini di business. Il focus sui problemi si estende all’esterno della

funzione sistemi informativi e gli obiettivi diventano quelli di fornire servizi e applicazioni ad alto

valore aggiunto per le diverse funzioni aziendali;

3) riorganizzazione: è la fase in cui l’elevato livello di consapevolezza creato, sia a livello di top

management sia a livello di singola funzione o di middle management, determina la necessità di una

riorganizzazione/revisione delle responsabilità con l’obiettivo di integrare/sincronizzare gli

investimenti in SI sia con la strategia aziendale, sia con quella delle varie funzioni aziendali.

Dagli anni ’60 ai primi anni ’80, i SI e l’IT e la loro diffusione nelle aziende hanno visto il più importante

processo di transizione, riconducibile a tre stadi fondamentali:

• dal 1960 al 1970, il management dei computer (CM) o data processing (DP);

• dal 1970 al 1980, il management dei sistemi informativi (MIS);

• dal 1980, la fase dei sistemi informativi strategici (SIS) o di governance dei sistemi informativi (GIS).

In sintesi, tre sono stati sostanzialmente gli elementi di contesto la cui evoluzione ha consentito lo

sviluppo della concezione dei sistemi informativi e, dunque, il passaggio da un concetto di CM/DP a uno

di MIS:

hardware : i sistemi informativi risultano più a portata di mano grazie, da una parte, alla riduzione del

 costo e della dimensione dell’hardware e, dall’altra, al miglioramento dell’affidabilità e della

connettività;

software : è possibile sviluppare applicazioni aziendali più rapidamente, con maggiore precisione,

 anche utilizzando personale non necessariamente esperto. Questo grazie all’evoluzione dei software

di base, divenuti più flessibili e con maggiori funzionalità, al miglioramento dei linguaggi di sviluppo e

di programmazione e allo sviluppo dei software per la gestione delle basi dati.

Inoltre, si verifica un aumento della disponibilità di pacchetti applicativi già pronti da installare e

utilizzare;

metodologia : modi di organizzare ed eseguire diverse attività, in modo più coordinato, sincronizzato

 ed efficiente, facilitando/abilitando sia l’implementazione di sistemi più complessi, sia la gestione di

progetti di dimensioni maggiori.

L’evoluzione progressiva dei tre elementi di contesto determina numerose conseguenze con riferimento

ai due approcci. L’approccio del computer management (CM) o dell’elaborazione dei dati (DP),

prevalentemente orientato a migliorare l’efficienza aziendale attraverso l’automazione delle singole

attività di business, rileva i suoi limiti:

• nello sviluppo di una visione informativa globale a livello aziendale;

• nell’assenza di una serie pianificata di legami tra le diverse procedure applicative;

• nell’uso di un approccio di programmazione, test e documentazione più strutturato;

• nella produttività aziendale e non solo nella singola procedura.

L’approccio di management dei sistemi informativi (MIS), prevalentemente focalizzato sul valore di

business delle applicazioni, presenta dei limiti in merito:

• alla difficoltà di giustificare il ritorno sull’investimento con parametri alternativi a quelli economico-

finanziari;

• alla necessità di intraprendere grandi progetti di revisione delle architetture informative orientate alla

creazione di un’unica base dati;

• alla necessità di coinvolgere un congruo numero di utenti chiave nei progetti applicativi;

• all’orientamento del passaggio dell’erogazione di un servizio applicativo a quello di on-demand

information in cui ogni utente ha a disposizione la possibilità di accedere/configurare le informazioni

secondo le proprie esigenze;

• alla necessità di basare lo sviluppo del SI su linee guida organizzative e non solo tecnologiche.

Per superare tali problemi evolutivi e per controllare e coordinare le diverse esigenze complesse e in

crescita, furono introdotte procedure, pianificazione e strutture organizzative e processi di sviluppo dei

sistemi.

I sistemi informativi strategici

Nei primi anni ’80 si afferma il modello dei “sistemi informativi strategici”. Secondo questa nuova

concezione dei sistemi informativi, scopo degli investimenti in SI/IT è quello di migliorare la competitività,

cambiando la natura o il modo di condurre il business, creando una fonte di vantaggio competitivo. Tale

scopo include gli obiettivi delle precedenti due fasi (che sono quindi un sottoinsieme dell’obiettivo dei

SIS, cioè il miglioramento della competitività):

→ migliorare l’efficienza operativa automatizzando l’elaborazione dei dati connessi ai processi basati

sulle informazioni;

→ aumentare l’efficacia di gestione attraverso una maggiore disponibilità di informazioni a supporto dei

processi decisionali.

Mentre l’obiettivo dei SIS è immediatamente riflesso nei risultati di business, non si ha uguale

immediatezza nel caso degli obiettivi del DP e del MIS, nonostante possano contribuire notevolmente al

successo del business.

Così come un buon MIS fa affidamento su un buon sistema DP per avere informazioni accurate e al

momento opportuno, un SIS fa affidamento su buoni DP o MIS per ottenere le informazioni o le

elaborazioni necessarie.

Come i vantaggi strategici dell’uso dell’IT risultano dal maggiore grado di cambiamento (e quindi di

rischio) del business  tre tipologie di utilizzo rivoluzionario dell’IT, le quali richiedono trasformazioni

significative in termini di quello che l’azienda fa o di come lo fa:

• ridefinizione dei processi di business: i SI/IT consentono di riallineare le attività di business e le loro

relazioni per migliorare le performance  livello business;

• ridefinizione delle relazioni aziendali: cambiando sia il modo in cui l’azienda e i suoi partner

commerciali utilizzano le informazioni, sia il modo con cui il settore esegue/gestisce i processi che

forniscono valore aggiunto  livello aziendale;

• ridefinizione degli obiettivi di business: estendendo il mercato o l’insieme dei prodotti offerti, basati

sulle informazioni o cambiando il ruolo dell’azienda nel settore di appartenenza  livello di settore.

Livello business

L’IT offre nuove abilità per:

ridurre i costi  leadership di costo, gestione della supply chain, risposte efficienti ai clienti

 Con riferimento alla catena del valore, l’IT abilita una migliore gestione delle attività dovuta ad un

migliore coordinamento, sia interno sia con i partner (clienti e fornitori).

Il modello della catena del valore vede l’azienda come una catena di attività (primarie e di supporto)

che aggiungono un margine di valore a prodotti e servizi.

Inoltre, l’IT abilita la creazione di reti del valore in cui aziende indipendenti si coordinano per produrre

insieme un prodotto o un servizio. Si creano quindi ecosistemi di business dinamici sincronizzando i

processi di business di tutti i partecipanti.

Le reti del valore abilitano i sistemi di gestione della supply chain e i sistemi di risposta efficiente ai

clienti. Richiedono forti investimenti ma permettono di passare ad un sistema di produzione guidato

dalla domanda.

Volendo sintetizzare potremmo dire che l’IT ha un forte impatto sia sui processi intra-organizzativi sia

su quelli inter-organizzativi;

innovare  differenziazione, diversificazione

 L’IT ed i sistemi informativi possono permettere di creare nuovi prodotti o servizi sganciandosi dalla

concorrenza di costo (aggiungere informazioni ai prodotti esistenti ; nuove informazioni, servizi on-

line, nuovo canale di distribuzione, servizi innovativi per i prodotti nuovi);

focalizzare meglio il target, analizzare e personalizzare  focalizzazione

 L’IT ed i sistemi informativi possono favorire la strategia di focalizzazione attraverso l’analisi di dati e

l’incrocio degli stessi con altre fonti. Le aziende che usano in modo intelligente i dati sui clienti si

concentreranno sull’identificazione dei clienti più importanti e utilizzeranno i dati tratti da varie fonti

per conoscere le loro esigenze. In tal modo le aziende potranno adattare con precisione le

campagne pubblicitarie e di marketing a mercati sempre più piccoli o fare cross-selling di altri

prodotti.

Livello aziendale

promuovere sinergie tra divisioni diverse della stessa azienda o tra aziende del gruppo;

 migliorare le core competence promuovendo la condivisione ed il trasferimento della conoscenza tra

 le diverse divisioni.

Livello di settore

A livello di settore l’IT e i sistemi informativi permettono di spostare il baricentro dal concetto di

competizione a quello di cooperazione.

Partenership informativa: le aziende possono unire le proprie forze condividendo le informazioni.

 L’IT contribuisce ad aumentare la collaborazione con altre aziende, aumentando così le barriere

all’ingresso e riducendo le probabilità di sostituz

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/07 Economia aziendale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher saraa91 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Management dei sistemi informativi e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università Commerciale Luigi Bocconi di Milano o del prof Morabito Vincenzo.
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