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-Enunciati di stasi: sono nel modo dell’ESSERE. Quest’ultimo

può comunicare o l’identità di un esistente o una delle sue qualità,

ad esempio i tratti.

La differenza tra narrazione vera e propria, cioè il racconto di un

evento, e rappresentazione, cioè la sua presentazione non mediata

corrispondente alla distinzione classica fra diegesi e mimesi, che in

termini moderni sono narrare e mostrare.

La differenza tra racconto vero e proprio e rappresentazione è

evidente nelle due forme del discorso del personaggio: diretta

oppure indiretta.

- Diretta: richiede necessariamente una persona che racconta.

- Indiretta: è la persona stessa che racconta.

Un enunciato di stasi è o non-mediato, può cioè esporre, oppure

mediato, cioè presentare, e può o identificare o qualificare.

Tutte le enunciazioni sono “mediate”, poiché sono fatte da

qualcuno.

Si deve distinguere tra il narratore o il parlante, quello che

racconta la storia, che può essere un vero personaggio, oppure

esterno, o assente, e l’autore, il creatore dell’opera.

- NARRATORE:

Il narratore di un testo può essere:

-onnisciente , se conosce alla perfezione situazioni del presente,

passato e futuro, conosce la psicologia dei personaggi, ciò che

pensano, come agiscono, perché agiscono;

-esterno alla storia , se non è coinvolto nella trama e si limita a

raccontarla. Generalmente i narratori esterni alla storia sono

onniscienti;

-interno alla storia , se ne è un personaggio (il protagonista o un

personaggio secondario). Di solito i narratori interni alla storia non

sono onniscienti.

All'interno di uno stesso testo narrativo il narratore può adottare

diversi punti di vista e, in tal caso, si parla di diverse

focalizzazioni:

-focalizzazione zero : si ha unicamente quando il narratore è

esterno, eterodiegetico e onnisciente; in tal caso lo spettatore è

messo nelle condizioni di dominare tutta la narrazione, essendo

informato di tutto da un narratore onnisciente che penetra nei

pensieri dei personaggi e si trova in più posti diversi

contemporaneamente;

-focalizzazione interna: quando il narratore adotta un punto di

vista interno, cioè simile a quello che può avere un personaggio che

conosce solo determinate vicende e non tutti i pensieri dei suoi

coprotagonisti.

-focalizzazione esterna : quando il narratore adotta un punto di

vista esterno e ne sa meno dei personaggi stessi riguardo a una

determinata vicenda; un esempio tipico è il romanzo poliziesco e,

più in generale, quegli stili in cui deve prevalere la suspance del

pubblico.

Se il narratore rielabora quanto gli è stato detto da un altro

personaggio, si parla di:

-narratore di primo grado , cioè chi comunica direttamente con il

lettore e che ha rielaborato la storia;

-narratore di secondo grado , cioè la persona che ha comunicato

la vicenda a quello di primo grado;

allo stesso modo possono esistere narratori di terzo, quarto grado.

- NARRATORE ETERODIEGETICO, estraneo alla vicenda che

narra, descrive la vicenda in terza persona,può essere di due tipi:

NARRATORE ONNISCENTE, PALESE, A FOCALIZZAZIONE

ZERO e NARRATORE NASCOSTO, A FOCALIZZAZIONE

ESTERNA, [popolare]

- NARRATORE PALESE

Palese = racconta i fatti in terza persona, ma a volte interviene,

narrando in prima persona.

Nascosto = racconta solo in terza persona e non da interpretazioni

soggettive.

In alcuni testi ci possono essere anche più narratori (di primo grado,

di secondo grado, ecc...). Un ottimo esempio è quello del

Decameron, nel quale la narrazione è affidata a dieci narratori.

- DIEGESI

diegesi

Per si intende il contenuto di una qualsiasi narrazione.

Vi sono due possibilità fondamentali: il narratore è interno alla

vicenda narrata, ne è partecipe o almeno testimone. In questo caso

si parla di narratore intradiegetico.

Se invece il narratore si colloca al di fuori della storia narrata, si

parla di narratore extradiegetico. autodiegetico

Il narratore intradiegetico, a sua volta, può essere ,

allodiegetico

quando riporta fatti inerenti a se stesso, oppure ,

quando racconta fatti relativi ad altri personaggi.

Questo tipo di differenziazione si applica anche alla funzione della

musica nel cinema e nel teatro. In questo caso la musica

intradiegetica è quella che costituisce parte della vicenda, e che

poiché tale, è udita anche dai personaggi, mentre quella

extradiegetica ha funzione di commento o di sottolineatura sonora e

implica di conseguenza la presenza di un narratore.

- MIMESI μίμησις

Mimesi viene dalla parola greca (derivata a sua volta dal

μιμεîσθαι

verbo ), che significa imitazione. In particolar modo ci si

riferisce all'imitazione della realtà e della natura che è il

fondamento, secondo l'estetica classica, della creazione artistica.

Ogni forma d'arte sarebbe così un'attività di mimesi.

- L’ IO: è il soggetto narrante, può anche non riferirsi a se stesso,

cosicchè non è necessario che il pronome “io” compaia.

- AUTORE REALE /IMPLICITO/

NARRATORE/NARRATARIO/

LETTORE REALE/LETTORE IMPLICITO

autore reale

1) L’ , lo scrittore è esterno al testo narrativo, nel

quale proietta sempre e comunque una propria immagine letteraria,

più o meno vicina a quella dell’uomo. Per autore reale s’intende la

persona storica dello scrittore, su cui si può essere informati dalla

biografia o da documenti storici.

Per autore implicito

2) s’intende l’immagine dell’autore creata

attraverso la lettura dell’opera, l’idea di autore che il lettore desume

dal testo.

Per narratore

3) s’intende chi racconta in prima o in terza persona

le vicende, chi è responsabile dell’atto di enunciazione (possono

essere presenti vari tipi e livelli di narratore). Vi è un solo narratore

esterno alle vicende che perciò parla in terza persona ed è

onnisciente.

Per narratario

4) s’intende il personaggio che compare nel testo

come eventuale destinatario di ciò che il narratore enuncia.

Un certo tipo di narratore tende ad evocare un tipo corrispondente

di narratario: il narratore palese evoca un narratario palese e così

via. Ci si può riferire al narratario col semplice pronome di seconda

persona, come il narratore si riferisce a se stesso con la prima. O si

possono impiegare degli epiteti familiari (sostantivo, aggettivo o

locuzione che s’aggiunge a un nome per qualificarlo) “caro

lettore” o “lettore mio”.

Il narratario come il narratore può cambiare nel corso della

narrativa, sia perché si modifica come individuo sia perché viene

sostituito da un altro individuo. Può anche accadere che il narratore

perda le tracce del suo narratario, e trovi difficoltà a decidere chi sia

esattamente. Forse il caso + interessante è quello in cui narratore e

narratario si identificano, o quello in cui si scambiano le funzioni.

Come il narratore, anche il narratario può essere inattendibile.

Il narratario ha anche un’altra funzione, definire più chiaramente il

narratore stesso.

Il lettore implicito

5) è colui che corrisponde all’idea di pubblico

implicato dalle scelte linguistiche, stilistiche e contenutistiche.

Il lettore reale

6) tutti coloro che leggono l’opera, anche quelli

che l’autore non avrebbe potuto prevedere

- I FUMETTI

I fumetti senza dialogo, didascalia, sono esempi di narrativa sotto

forma di immagini e proprio per questo illustrano bene lo schema

della situazione narrativa.

- LEGGERE E INFRALEGGERE

Il fumetto è un tipo di lettura differente da quella comune. Le figure

arbitrarie, come le cornici, le nuvolette di fumo che indicano

velocità, i “fumetti” per il dialogo o il pensato, sono apprese senza

sforzo anche dai bambini piccoli.

Da un livello di narrativa superficiale si raggiunge il livello narrativo

+ profondo. Questo è il processo chiamato “infraleggere”,

operare fra i livelli, mentre il semplice “leggere” significa operare

dentro un livello.

2 – STORIA: GLI EVENTI

- INTRECCIO:

In narratologia indica la disposizione delle vicende narrative

nell’ordine in cui sono date dalla narrazione.

L’intreccio conduce le cose alla conclusione. Gli eventi di una storia

costituiscono l’intreccio, e vengono trasformati in intreccio dal

discorso, cioè dal modo in cui vengono presentati. Il discorso può

realizzarsi in diversi tipi di media. Nell’intreccio l’ordine degli

avvenimenti non è uguale a quello della storia. L’autore può

comporre gli atti o i fatti di una storia in molti modi, decidendo di

trattarne alcuni dettagliatamente, e menzionarne oppure ometterne

altri, può rispettare la sequenza cronologica o distorcerla, usando

messaggeri o flashback. Ogni disposizione produce un intreccio

differente, e persino dalla stessa storia si possono fare un gran

numero di intrecci.

- EVENTI

Gli eventi sono azioni (atti) o avvenimenti, ed entrambi sono

cambiamenti di stato.

- Un’azione è provocata da un agente o subito da un paziente,

chiamati personaggi. Il personaggio è il soggetto narrativo.

I principali tipi di azioni che un personaggio o altri esistenti possono

compiere sono atti fisici non verbali, discorsi, pensieri, e sentimenti,

percezioni, e sensazioni.

- Un avvenimento comporta che il personaggio o un altro

esistente in primo piano è l’oggetto narrativo: ad esempio La

tempesta mandò Peter alla deriva.

E’ oggetto narrativo chi subisce non chi compie l’azione.

Gli eventi si connettono fra loro per formare una narrazione

attraverso la casualità o la contingenza (situazione, circostanza

fortuita) o ecc.

- SEQUENZA

Successione ordinata di fatti o cose. Nel cinema è la serie di

inquadrature successive sullo stesso episodio o argomento.

La sequenza degli eventi non è semplicemente lineare ma

causativa. Nelle narrative classiche gli eventi sono collegati l’uno

all’altro con un rapporto di causa e di effetto, e gli effetti a loro

volta provocano altri effetti, fino all’effetto finale.

Genette distingue fra la sequenza normale, in cui storia e discorso

hanno lo stesso ordine (1,2,3,4,) e le sequenze “anacroniche”.

Un’anacronia può essere di due tipi: retrospezione (analessi), in cui

il discorso rompe il flusso della storia per richiamare eventi

precedenti (2 1 3 4) e anticipazione (prolessi) in cui il discorso fa un

salto in avanti, a eventi successivi a quelli intermedi.

L’anticipazione differisce dal satellite anticipatorio perché

quest’ultimo comporta necessariamente un nucleo.

Inoltre Genette distingue fra la “portata” di un’anacronia e la sua

“ampiezza”. La “portata” è l’intervallo tra l’ADESSO (analessi o

prolessi) e l’inizio dell’anacronia, l’”ampiezza” è la durata

dell’anacronia stessa.

- VEROSIMIGLIANZA

Caratteristica di ciò che è simile o conforme al vero. La nozione di

“naturalezza” è assai vicina a quella di verosimiglianza, l’antico

richiamo al probabile piuttosto che all’effettuale. La verosimiglianza

non riguarda ciò che è accidentalmente reale ma ciò che è

essenzialmente ideale, ovvero “non le cose come sono state ma

come avrebbero dovuto essere”.

-NUCLEI E SATELLITI

Gli eventi narrativi non solo hanno una connessione logica ma una

gerarchia logica. Alcuni sono + importanti di altri.

Gli eventi + importanti sono chiamati nuclei, mentre quelli

secondari satelliti.

I nuclei sono i nodi della struttura, che indirizzano un movimento

verso una, fra due, o più possibili strade.

I nuclei non possono essere tolti, altrimenti si distrugge la narrativa

logica.

I satelliti non sono essenziali nella stessa maniera, richiedono

necessariamente l’esistenza dei nuclei, mentre i nuclei non

richiedono l’esistenza dei satelliti. La loro funzione è di completare,

elaborare, terminare il nucleo.

- STORIE E ANTISTORIE

Le antistorie o le”antinarrative”, mettono in discussione proprio la

logica narrativa, il fatto cioè che una cosa conduca a un’altra, e così

via. Ciononostante esse contengono l’intreccio.

- SUSPENSE E SORPRESA

Stato d’animo di apprensione, di ansiosa incertezza. In un film, un

racconto, è la situazione che induce nello spettatore o nel lettore un

sentimento di sospensione, di attesa.

Generalmente la suspense è una mescolanza di dolore e piacere.

Suspense e sorpresa sono termini complementari non

contraddittori. Entrambe possono funzionare insieme nelle

narrazioni un evento può avere inizio con una sorpresa,

trasformarsi in un intreccio, e poi terminare in una sorpresa.

Entrambe operano sia a livello della storia sia al livello del discorso.

-SORPRESA

Cosa o avvenimento che giunge inaspettato e che suscita

meraviglia, stupore.

- TEMPO

Le narrative stabiliscono l’impressione del presente, un ADESSO

narrativo per così dire.

Se la narrativa è palese, vi sono due ADESSO, quello del discorso (il

momento occupato dal narratore), al presente e quello della storia

(il momento in cui l’azione comincia ad avere luogo), generalmente

al passato.

Se il narratore è assente o nascosto, il tempo della narrazione è il

passato, eccetto il presente del dialogo, e il monologo esterno e

interno.

-ORDINE, DURATA E FREQUENZA

Gerard Genette distingue tre categorie di relazioni temporali fra il

tempo della storia e quello del discorso: ordine, durata, frequenza.

1) ORDINE: Il discorso può riordinare gli eventi della storia,

purché la sequenza della storia rimanga percepibile. Altrimenti

l’intreccio manca di “unità”.

- L’ESPOSIZIONE: consiste nel fornire le informazioni relative ali

personaggi e agli eventi che esistono prima che cominci l’azione

vera e propria di una storia.

2) DURATA: riguarda la relazione fra il tempo che ci vuole a

leggere una narrativa e il tempo su cui si estendono gli eventi della

storia.

Esistono 5possibilità : riassunto, ellissi, scena, estensione, pausa.

- RIASSUNTO: Gli enunciati narrativi riassumono un gruppo di

eventi. Ha la funzione di offrire la sintesi del comportamento e

delle azioni all’interno delle scene. Il mezzo più comune per

riassumere nella narrativa contemporanea consiste nel

lasciarlo fare ai personaggi.

- ELLISSI: il discorso si ferma, benché il tempo continui a

passare nella storia. Viene identificata talvolta con lo “stacco”

fra inquadrature nel cinema, che consiste nel passaggio fra

due inquadrature giustapposte. Il che dà l’impressione,

durante la proiezione, che la prima inquadratura sia sostituita

immediatamente dalla seconda (stacco si riferisce

all’operazione compiuta dal montatore che taglia il film al

bordo del fotogramma dell’inquadratura A e all’inizio della B e

poi li incolla). La differenza fra “ellissi” e “stacco” è di livello.

L’ellissi riguarda la discontinuità narrativa fra storia e discorso,


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flaviael

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DESCRIZIONE APPUNTO

Appunti su Seymour Chatman critica letteraria del professore Muzzioli Francesco.
Gli appunti di critica letteraria su Seymour Chatman contengono un'introduzione alla storia e al discorso, per passare poi alla narrativa poetica e agli eventi storici.
Gli appunti di Seymour Chatman del professore Muzzioli continuano poi esaminando gli spazi della storia e del discorso e delle parti non narrate.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in lettere classiche
SSD:
A.A.: 2011-2012

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher flaviael di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Critica letteraria e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università La Sapienza - Uniroma1 o del prof Muzzioli Francesco.

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