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I concetti guida dei salti

Principi base dei salti

  • La velocità del centro di gravità (CDG) dello stacco
  • L'altezza del CDG allo stacco
  • L'angolo d'involo del CDG allo stacco
  • L'equilibrio e le diverse rotazioni che intervengono durante la fase di volo

Tutti i salti sono caratterizzati da una rincorsa, che termina con un’azione di stacco che imprime al CDG un impulso verso l’alto. La velocità di uscita allo stacco (velocità risultante) e l’angolo di proiezione del CDG (α) determinano la prestazione.

La VR viene determinata dalla VO (velocità orizzontale) che l’atleta possiede al momento dello stacco e dalla VV (velocità verticale) impressa dall’impulso dell’atleta.

Da cui la seguente formula: VR = √[VO2 + VV2]

Conoscendo VR e VO possiamo determinare l’angolo di proiezione dalla formula: cosα = VO / VR

Se α è compreso tra 90° e 45° significa che VV è maggiore di VO (salto in alto). Sotto i 45° VO è maggiore di VV.

Nel lungo, triplo, asta, α si aggira tra i 16-24° per cui il rapporto tra VO e VV, per esempio nel lungo, è di 2.6/2.8 : 1.

Es: nel lungo. VO = 9.5 m/sec e VV = 5.5 m/sec per atleti di alto livello; oppure VO = 8.5 m/sec e VV = 3 m/sec per atleti medi.

Con VO si intende la V orizzontale al momento dello stacco, non quella d’entrata poiché, nella fase di caricamento, va perso un 10-15%.

Elementi tecnici comuni

  • La rincorsa.
  • Il caricamento, avviene nel penultimo appoggio e sarà più o meno marcato.
  • L’ultimo passo: più corto e più rapido del penultimo.
  • Posizionamento del piede di stacco: deve avvenire sempre avanti al bacino (proiezione del CDG); avverrà di tallone e poi pianta nel salto in alto e di pianta negli altri salti.
  • Lo stacco (impulso). La durata e intensità dello stesso determineranno, con la VO, la prestazione.
  • La sospensione (o volo)
  • La caduta (o atterraggio)

Velocità allo stacco

La prestazione è in larga misura influenzata dalla velocità allo stacco. Un atleta nella transizione tra rincorsa e volo, è in balia di due forze distinte, la VO e la VV. Obiettivo fondamentale (3 salti): Ridurre al minimo la perdita di VO mentre sviluppiamo VV.

Il problema sta nel fatto che, per produrre la componente verticale, le anche devono abbassarsi. Abbassare il CDG significa diminuire la VO. Questa diminuzione di VO è dovuta:

  • All’azione di freno del piede allo stacco (posizione avanzata rispetto a quella del CDG)
  • Dalla posizione bassa del CD, che non consente un’azione di corsa veloce.

Durante la corsa:

  • Ad ogni contatto del piede con il terreno si crea un freno
  • Ad ogni fase di spinta si crea un’accelerazione

L’arto libero nell’avvicinarsi al terreno, verrà tirato verso dietro. Un contatto troppo avanzato determina un abbassamento della velocità. Tutto ciò è riassumibile con il termine di azione graffiante: È essenziale non allungare il passo e sviluppare una sostenuta azione del piede e della gamba di stacco verso indietro (ricerca attiva o azione graffiante).

Altezza delle anche allo stacco

Il secondo fattore essenziale in tutti i salti è ottenere la massima altezza del CDG allo stacco. Non appena l’atleta lascia il terreno, per via della gravità, in pratica “inizia a ricadere”. Per questa ragione, quanto più in alto sarà il CDG, tanto maggiore sarà il potenziale di salto. Un CDG alto significa maggior tempo di volo.

Contributo dei segmenti corporei

Segmento Salto in lungo Salto in alto Salto triplo Asta
Estensione braccia e gambe 15.8% 14.3% 16.1% 18.9%
Oscillamento degli arti 69.8% 70.2% 70.5% 67.9%
Movimento pendolare 14.4% 15.5% 13.4% 13.2%

L’angolo di stacco

La traiettoria descritta dal CDG nella fase di stacco determina l’angolo di stacco. La traiettoria di volo è predeterminata dall’istante dell’abbandono del terreno. Una volta in volo l’atleta non potrà più modificare la struttura della traiettoria. L’angolo di stacco è funzione della velocità.

Equilibrio e rotazioni

Gli ultimi aspetti meccanici dei salti sono l’equilibrio e le rotazioni che avvengono in volo. L’obiettivo dell’atleta è quello di bilanciare, con opportune azioni dei diversi segmenti del corpo in volo, la rotazione in avanti dopo lo stacco. Come già ricordato in precedenza, la parabola del volo non muta finché l’atleta è in aria, sebbene i movimenti di alcuni segmenti, implichino reazioni contrarie da parte di altri. La velocità angolare aumenta o diminuisce, con l’allungamento.

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-EDF/02 Metodi e didattiche delle attività sportive

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