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Conviene aprire uno studio di consulenza a Lecce e non nel basso Salento perché cambia il macro

ambiente di riferimento che per com’è fatto e per l’attività svolta da molte più opportunità

rispetto all’alternativa. LA STRUTTURA SETTORIALE

La STRUTTURA SETTORIALE è una risorsa endogena e rappresenta il peso relativo che ciascun

settore dell’economia ha all’interno del STL.

Il settore PRIMARIO comprende agricoltura, pesce, caccia, etc.

Il settore SECONDARIO è quello dell’industria manifatturiera, petrochimica, tessile, etc.

Il settore TERZIARIO è quello dei servizi come la nettezza urbana, trasporti, comunicazioni, attività

bancari e creditizie.

Il settore QUATERNARIO è quello dei servizi avanzati più la pubblica amministrazione. L’università

fa parte del settore quaternario perché offre servizi ad elevato valore aggiunto, tra cui la

formazione.

SALENTO

Il è un territorio che storicamente ha nel dna l’agricoltura quindi il settore primario ha

sempre avuto un peso maggiore rispetto al secondario e al terziario.

I STL, storicamente agricoli, dove l’agricoltura sta rivivendo una seconda giovinezza hanno una

marcia in più rispetto alle altre aree.

Difficilmente si può avere un ritorno o un avvio verso l’agricoltura in quelle zone che da sempre

sono state industrializzate proprio perché manca l’aspetto culturale.

Ecco perché i territori sono organizzazioni, perché è molto importante l’aspetto culturale delle

persone.

Il futuro dei territori non è l’aspetto geografico fisico ma economico e sociale. Le imprese sono

portate avanti dalle persone che più collaborano meglio è.

Il destino non dipende dal fatto che esistano nuove infrastrutture ma contano gli aspetto culturali

all’interno del sistema. È importante rinnovare e non abbandonare le proprie tradizioni perché

vorrebbe dire rinnegare la propria cultura.

LE RISORSE ESOGENE

Le RISORSE ESOGENE sono quelle risorse che esistono solo in ragione dell’esistenza di una

relazione tra un STL e gli altri.

Rappresentano fattori di potenziale sviluppo del STL.

Nell’ipotesi in cui il STL fosse chiuso, autarchico e sufficiente a se stesso, esse non ci sarebbero

perché nascono esclusivamente da queste relazioni tra i STL.

Sono di due tipi:

1. esportazioni

2. economie di rete

Nell’ipotesi in cui il STL fosse chiuso, autarchico e sufficiente a se stesso, esse non ci sarebbero

perché nascono esclusivamente da queste relazioni tra i STL.

LE ESPORTAZIONI

Le ESPORTAZIONI sono un tipo di risorsa esogena.

Qui per esportazione non si intende necessariamente l’esportazione a livello internazionale ma

rientra in questo concetto qualunque forma di scambio di beni e servizi tra STL.

Lo scambio di beni e servizi tra il STL Lecce e il STL Entroterra è già una forma di esportazione.

Lo sviluppo dei STL, poiché relativamente piccoli, può esser incentivato solo da fattori esterni

come la domanda di esportazioni.

L’ideale sarebbe una situazione in cui esse siano rivolte verso altri STL non necessariamente

adiacenti ma in un’ottica più internazionale.

Il loro ruolo è tanto più importante quanto più è piccolo geograficamente parlando il STL.

Infatti a livello mondiale le economie per le quali le esportazioni contano di più sono quelle dei

Paesi più piccoli.

Esse sono considerate una risorsa perchè hanno dei benefici sull’economia dei singoli STL.

L’internazionalizzazione dei mercati produce una serie di effetti diretti e indiretti/producono degli

effetti diretti e indiretti sull’economia locale.

I benefici possono essere articolati in due tipi:

• BENEFICI DIRETTI

Se le imprese all’interno del STL esportano, fanno fronte ad una domanda di beni e servizi.

Se tanto più esportano, tanto più devono produrre e tanto più creano occupazione sul territorio.

Quindi il beneficio diretto della crescita delle esportazioni sull’economia locale si esprime sotto

forma di aumento dei livelli di occupazione e del potere d’acquisto (quantità di beni e servizi che

ogni individuo può acquistare con il proprio stipendio).

Conta l’aumento reale e non nominale del salario. Infatti secondo alcuni economisti dovrebbe

esserci un adeguamento periodico dei salari all’aumentare del livello dei prezzi: se l’inflazione

aumenta del 2%, per garantire il potere d’acquisto, bisognerebbe aumentare anche i salari del 2%.

• BENEFICI MEDIATI O INDIRETTI

Sono benefici che a loro volta dipendono dalla crescita delle esportazioni. È come se fosse una

reazione a catena.

Questo aumento produce una maggiore domanda interna quindi maggiori consumi e maggiore

necessità di produzione.

Tutto questo fa bene alle imprese locali.

I STL che sono forti sul fronte delle esportazioni tendono ad avere questi vantaggi rispetto alle

economie che non hanno questa forte propensione alle esportazioni.

LE ECONOMIE DI RETE

Le ECONOMIE DI RETE rappresentano una risorsa esogena.

Le imprese rappresentano il motore dell’economia di un STL, piccolo o grande che sia, sia che si

tratti di imprese manifatturiere sia che si tratti di un STL a vocazione turistica: di fatto ristoranti,

alberghi sono imprese.

Le economie di rete dipendono dal network di relazioni che si instaurano tra imprese

appartenenti a più STL.

Quando si parla di risorsa endogena e quindi di economia di agglomerazione si osserva il

fenomeno dell’agglomerazione di imprese all’interno di un unico STL.

In questo caso si allarga il punto di vista osservando come le imprese, che si trovano in diversi STL

sono collegate tra di loro relativamente al Salento ma nulla vieta di allargare il punto di vista e

guardare la Puglia, l’Italia, l’Europa.

Le forme reticolari di imprese nascono talvolta come una rete informale: due imprenditori amici

collaborano senza la necessità che ci sia un contratto.

Questa forma di network si è evoluta negli anni e per consentire agli imprenditori che non si

conoscono di collaborare perché hanno reciproca convenienza, è nato un istituto giuridico, il

contratto di rete.

Le imprese possono trovare convenienza alla collaborazione perché derivano possibili benedici di:

• COMPLEMENTARIETÀ:

Due imprese sono specializzate nel fare cose diverse ma complementari e c’è una convenienza

alla collaborazione. Una produce componenti di automobili e l’altra impresa è specializzata

nell’assemblaggio. L’una senza l’altra non ha grande futuro. Oppure una è specializzata nella

produzione e l’altra nella commercializzazione di un prodotto.

Sono sostanzialmente due imprese la cui specializzazione è complementare quindi se si mettono

assieme si crea una sinergia.

• SINERGIA:

Due imprese specializzate nello stesso settore, nella stessa fase del processo produttivo creano

sovrapposizione perché producono gli stessi prodotti.

Anche qui c’è convenienza alla collaborazione.

Due imprese, se sono piccole e nessuna pesa singolarmente, non possono competere a livello

internazionale. Allora, il network serve per creare potere contrattuale.

Questo fenomeno si è riscontrato molto nella storie recente con riferimento alle imprese

commerciali italiane. Infatti fino a qualche decennio fa le piccole imprese commerciali italiane non

avevano alcun potere di mercato quando contrattavano con le grandi imprese manifatturiere che

impongono i propri prezzi della fornitura.

Il piccolo supermercato, per esempio, non ha alcun potere di mercato quando va a contrattare

con Barila, grande multinazionale. Questo ha comportato effetti negativi per le piccole imprese

che erano costrette ad accettare quelle situazioni contrattuali, quei prezzi imposti pur di avere

quei prodotti sui propri scaffali, a costo di riservar per se stesse un margine di lucro minimo.

Da qui è nata l’esigenza di mettersi in rete e creare un network e sono nate associazioni di

imprese commerciali.

Oggi Barilla e le imprese commerciali di grandi dimensioni (come Ipercoop e Auchan) quando

stipulano il contratto di fornitura giocano ad armi pari perché anche per Barilla è importante

essere presenti in queste grandi catene.

FARE SISTEMA vuol dire che i piccoli imprenditori si mettono assieme anche s producono lo

stesso prodotto creando per esempio un polo per la produzione di scarpe.

In questo modo riuscirebbero ad avere un potere contrattuale nei confronti dei committenti e

avrebbero la capacità di competere ad un livello superiore rispetto che competere a livello locale

proprio perché la globalizzazione dell’economia sposta il baricentro delle dinamiche economiche a

livello globale.

• INNOVAZIONE:

sono benefici derivanti dal fatto che le imprese appartenenti a più STL, operano in settori diversi e

facilitano l’adozione di determinate innovazioni. Visto che operano in settori diversi non ci

potrebbero essere benefici di sinergia e complementarietà.

Nonostante ciò può essere conveniente collaborare anche in questa situazione quando la

collaborazione per esempio è finalizzata allo sviluppo di una particolare innovazione.

Tra Un’impresa calzaturiera e uno studio di grafica non c’è complementarietà, non c’è sinergia ma

possono collaborare allo sviluppo di un software che disegna scarpe. Questo è un beneficio di

innovazione.

L’impresa che opera nel settore della grafica crea innovazione che trova immediata applicazione

nei settori industriali.

Un elemento che ostacola la nascita di nuove imprese è la mancanza di fiducia degli imprenditori

che hanno paura di collaborare.

Il contratto di rete serve a stipulare una sorta di pacifica convivenza e collaborazione tra le parti

prevedendo determinate clausole (ripartizione degli utili secondo determinate percentuali o

durata di almeno X anni).


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in gestione delle attività turistiche e culturali (Facoltà di Economia e di Scienze Politiche, Sociali e del Territorio) (LECCE)
SSD:
A.A.: 2015-2016

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher biscottino91 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Marketing territoriale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Salento - Unisalento o del prof Peluso Alessandro.

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