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Le risorse strategiche

Le risorse strategiche sono un elemento costitutivo della strategia e sono l’insieme di elementi tangibili e intangibili. Si parla di risorse strategiche e non di risorse perché il termine strategico serve per distinguere questo tipo di risorse da tutte quelle risorse che un territorio può avere.

Le risorse devono essere strategiche, cioè rilevanti e fondamentali per raggiungere il vantaggio competitivo rispetto agli altri STL: deve essere qualcosa presente in un STL e che gli altri non hanno e su cui si può far leva. È importante averle perché sono necessarie e in più sufficienti, hanno un valore aggiunto, determinano il potenziale di sviluppo di un territorio e sono importanti perché sono scarse. Sulla presenza della risorsa in un territorio rispetto all’assenza in un altro si gioca il vantaggio competitivo. Non basta avere risorse ma è importante avere risorse strategiche.

Tutte le risorse facilmente reperite dal mercato, come capitale e manodopera, sono necessarie ma non sufficienti e quindi non strategiche.

Categorie di risorse strategiche

  • Risorse endogene
  • Risorse esogene

Le risorse possono essere materiali e immateriali e devono essere sempre abbinate alle competenze, cioè alla capacità di gestire le risorse per produrre sviluppo per il territorio. Le risorse hanno valore zero se non ci sono le competenze. Non tutte le competenze sono strategiche: se è distintiva nel senso che distingue quel STL da tutti gli altri, allora rappresenta una risorsa strategica che va diffusa, sviluppata, valorizzata e innovata. Queste competenze sono alla base della cosiddetta capacità market driving cioè la capacità di competere sul mercato.

Punti di forza

Le risorse strategiche sono anche di un territorio che vengono individuati insieme ai punti di debolezza, opportunità e minacce nell’ambito della SWOT Analysis, che serve per capire qual è la situazione in cui verte il territorio.

Le risorse endogene

Le risorse endogene sono le risorse che già esistono all’interno di un STL in quanto prescindono dal fatto che questo STL interagisca o meno con gli altri, quindi sono interne. Possono esistere anche in una situazione di assenza di relazioni tra un STL e un altro.

Capacità produttiva

Rappresentano la capacità del STL e ne determinano il potenziale di sviluppo. Comprendono:

  • Infrastrutture
  • Fattori localizzativi
  • Economie agglomerative
  • Struttura settoriale

Le infrastrutture

Le infrastrutture sono una risorsa endogena. Rappresentano lo stock di patrimonio (ciò che è presente in termini di risorse infrastrutturali all’interno di un territorio). Difficilmente sono prodotte dal libero mercato: nel senso che i privati sono coinvolti nella loro produzione ma c’è sempre un intervento sostanziale da parte dello Stato perché devono rimanere nel loro DNA infrastrutture per il bene pubblico e per evitare il rischio che siano prodotte esclusivamente dai privati.

Lo Stato ricorre a sostegni finanziari dei privati per una questione di convenienza economica. Per esempio, il rischio può essere quello di costruire un’autostrada e di mettere il pedaggio molto elevato perché i privati pensano al profitto. Allora la sola presenza del rischio è sufficiente per dire che è lo Stato che decide sostanzialmente se farle o meno proprio perché devono servire allo sviluppo del territorio e quindi a tutti coloro che vivono e lavorano all’interno del territorio. Più che dalla capacità di intervento dei privati, le infrastrutture sono l’esito di politiche di spesa pubblica.

Caratteristiche delle infrastrutture

  • Indivisibili: Producono utilità collettiva nel senso che sono utili per tutti anche se utilizzabili in maniera diversa. Un soggetto che prende l’aereo due volte a settimana trae un’utilità personale maggiore di chi invece non lo usa ma ha un negozietto e quest’ultimo soggetto in ogni caso trae un’utilità diversa da zero. L’utilità collettiva è un elemento fondamentale delle infrastrutture.
  • Non sostituibili: Non possono essere rimpiazzate a basso costo da un’altra risorsa. L’aeroporto non può essere sostituito da un porto perché la loro utilità è diversa.
  • Immobili: Non possono essere spostate dalla loro localizzazione ad un’altra.
  • Polivalenti: Possono essere utilizzate da tutti ma in vari modi. L’aeroporto è utilizzato sia da chi va in vacanza sia da chi va al lavoro. Sono utilizzi parimenti legittimi ma diversi. Se si fa riferimento al porto, c’è il porto commerciale, di trasporto merci o di persone.

Tipologie di infrastrutture

  • Fisiche: Sono le prime che vengono in mente (ferrovie, porti, aeroporti, autostrade, ecc.). Rientrano nel concetto di infrastrutture anche quelle tecnologiche, in capitale umano e di imprenditorialità.
  • Tecnologiche: Sono in parte materiali e nella restante parte immateriali. Si fa riferimento al sapere scientifico presente nel territorio e ai centri di ricerca, composti da elementi tecnologici (macchinari, PC) e da team di scienziati (parte intangibile). Nelle città universitarie, a differenza di quelle industriali come Terni, la percentuale di giovani è elevata. La presenza dell’università in una città ha un impatto sociale (c’è vita culturale) e ha un impatto dal punto di vista tecnologico del sapere scientifico (è importante avere scienziati e ricercatori). Alcune città, come San Giovanni Rotondo, sono famose per la presenza di un policlinico all’avanguardia nella cura dei tumori, inteso come sapere scientifico e non come struttura.
  • In capitale umano: Si fa riferimento al sistema educativo che comprende tutti gli istituti (università, scuola di II° grado, media, elementare, dell’infanzia). L’università è a cavallo tra queste due perché qualora un’università non avesse facoltà scientifiche non sarebbe presente in quelle tecnologiche ma sarebbe presente in quelle di capitale umano. È importante investire sulla formazione a tutti i livelli perché si formano le menti di domani, del futuro. Purtroppo in Italia si investe sei volte meno rispetto all’Europa e agli USA. Spesso queste infrastrutture sono sottovalutate e quelle fisiche senza il capitale umano non sarebbero funzionali. Lo scienziato nella norma è l’esito di un processo di educazione che parte dalla scuola dell’infanzia. Nessuno nasce scienziato e bisogna fare un percorso di studi.
  • Di imprenditorialità
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Scienze economiche e statistiche SECS-P/08 Economia e gestione delle imprese

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher biscottino91 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Marketing territoriale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università del Salento o del prof Peluso Alessandro.
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