Che materia stai cercando?

Anteprima

ESTRATTO DOCUMENTO

Del resto tutte le iniziative riguardo l’imprenditoria femminile e giovanile, per lo sviluppo delle

start up o di attività turistiche culturali sono tutte ispirate alla logica BOTTOM UP.

Se la proposta supera lo screening viene dato il finanziamento il quale va utilizzato per realizzare il

progetto.

La gestione dei fondi è affidata agli attori pubblici e privati locali che in partnership gestiscono i

fondi per mettere a frutto i progetti che essi stessi hanno creato. I cittadini sono coloro che

conoscono al meglio i problemi del territorio.

Durante l’esecuzione del progetto, si effettuano dei controlli in modo tale da dimostrare che quei

fondi sono utilizzati per quello scopo e non per altri altrimenti sarebbe un reato.

Il passaggio dalla logica TOP DOWN alla logica BOTTOM UP è stata una grande rivoluzione nella

gestione dei territori.

PRINCIPIO DI SUSSIDIARIETÀ

Cardine è il secondo il quale esiste una piramide in cui l’organo

centrale non deve intervenire nella gestione operativa dei territori a livello locale soprattutto

quando questi sono in grado di andare avanti da soli. Semmai l’intervento è necessario quando c’è

una manifesta incapacità.

E’ un regime partecipativo in cui l’attore pubblico coinvolge i privati affinchè ci sia un loro

contributo alle strategie che gli riguarderanno poi in prima persona.

Senza questo coinvolgimento, il solo attore pubblico, oltre ad essere in pericolo, corre il rischio

che le decisioni e le strategie di MT non siano ben accolte perché non coerenti con / non

rispondono alle esigenze delle imprese.

Al tavolo di concertazione su cui nasce il soggetto strategico, l’attore pubblico deve consentire alle

imprese di perseguire i loro fini egoistici di profitto ma allo stesso tempo di fare del bene per il

territorio e per la collettività. Il problema nasce quando si persegue il profitto e si fa del male al

territorio. PARTNERSHIP

Quindi opera in situazione di per raggiungere lo sviluppo del sistema.

La partnership che si crea tra pubblico e privato non sempre è formale: a volte fanno un accordo e

diventano formalmente partner, altre volte i privati intervengono nello sviluppo delle strategie di

MT inconsapevolmente. Per esempio, l’azione di protesta delle aziende di fronte all’introduzione

di una particolare norma sulla gestione dei rifiuti influenza l’azione dell’attore pubblico e

trasforma la partnership in un conflitto. Vince chi ha più forza contrattuale.

Le interazioni tra pubblici e privati possono essere distese, cioè di consapevole collaborazione, in

altri casi sono forme di collaborazione inconsapevoli, semmai forme di interazioni.

JOINT VENTURE GOVERNANCE

La partneship assume la forma di (a livello pratico) e di (a

livello teorico) che non è un soggetto che comanda ma è un insieme di regole e norme di condotta

che disciplinano l’operato, lo stile e le attività poste in essere dai soggetti coinvolti all’interno

dell’organizzazione, sia che si tratti di un’azienda sia che si tratti di territori.

Il coinvolgimento delle aziende nelle decisioni a livello perché reputate soggetti importanti per il

territorio è un elemento di governance.

Il GOVERNMENT che è l’intero vero e proprio governo è rappresentato solo dall’attore pubblico

quindi dall’amministrazione locale di competenza.

Non c’è una corrispondenza tra governo e governance perché il governo è colui che

istituzionalmente è investito della responsabilità di formalizzare le decisioni; la governance invece

è il complesso di regole che guida le interazioni tra il governo (le amministrazioni locali) e tutti gli

altri soggetti territoriali. INTELLIGENZA REGOLATRICE

Dalla governance (insieme di regole e norme) nasce una sorta di

che è un modo di operare che prescinde dalla qualità dei singoli e che rimane stabile nel tempo

per la presenza delle norme. Questo si nota nei sistemi di grandi dimensioni: il modo di operare è

sempre lo stesso perchè ci sono le norme, la governance.

Come sistema di governance l’Italia non è dietro agli altri Paesi e nella peggiore delle ipotesi è allo

stesso livello. La Costituzione è una delle più moderne. Il problema è rispettare le regole.

Se le norme di comportamento fossero osservate l’Italia sarebbe all’apice o nei posti più alti in

termini di sviluppo economico e di uguaglianza sociale.

GLI ATTORI PUBBLICI

Gli ATTORI PUBBLICI contribuiscono alla formazione del soggetto strategico insieme agli attori

privati. Fanno parte per definizione.

Devono perseguire in maniera diretta il bene comune perché sono soggetti di diritto pubblico.

Dovrebbero prendere una decisione è presa nell’interesse della collettività altrimenti viene meno

la natura pubblica dell’ente.

Quando si parla di gestione del territorio, il bene comune si declina in SVILUPPO SOSTENIBILE che

include le sue accezioni:

➢ SVILUPPO economico SOSTENIBILE , crescita economica e controllo dei conti pubblici per

evitare interessi passivi insostenibili

➢ SVILUPPO sociale SOSTENIBILE, riduzione di disoccupazione, disuguaglianze e tensioni

sociali quindi tutto ciò che ha a che fare con la pacifica convivenza delle persone

➢ SVILUPPO ambientale SOSTENIBILE, utilizzo delle risorse in maniera sana e sviluppo senza

distruggerle; l’ideale sarebbe aumentare quelle a disposizione.

Sono Regioni, Province, Comuni.

PLANNER

Assumono il ruolo di (di pianificatore strategico) direttamente con le amministrazioni

locali e indirettamente con gli enti che ne derivano, le agenzie. Quindi sicuramente si occupa dello

sviluppo dei piani e crea le condizioni affinché ci sia un’interazione con gli altri soggetti (in primis

le altre agenzie di natura pubblica e le imprese).

L’attore pubblico pone in essere dei meccanismi di controllo, crea normative e regolamentazioni

affinchè l’attività economica delle imprese, benchè orientata naturalmente alla massimizzazione

del profitto, sia per lo meno compatibile con lo sviluppo sostenibile (creare profitto senza

inquinare, senza sfruttare la manodopera, senza indebitarsi per poi fallire).

L’AIA è un’autorizzazione di cui le aziende necessitano affinché l’attività non sia dannosa per

l’ambiente oppure ci sono i sistemi di controllo in modo tale che non sfruttino la manodopera

(verifiche contro il lavoro nero).

Si pone il problema di capire quanto conta il contributo dei singoli attori privati e quanto conta il

contributo dell’attore pubblico nella gestione dei territori. Questi attori operano nel STL con una

RAZIONALITÀ DOMINANTE

diversa preponderanza a seconda della . La realtà è talmente

complessa che non esiste un modello universale.

Non è scontato che abbiano lo stesso peso ed è una situazione che manifesta caso per caso: ci

possono essere delle situazioni in cui l’attore privato conta di più dell’attore pubblico o viceversa.

Può succedere che l’attore pubblico prenda una decisione formalmente in totale autonomia ma

maturata sulla base di pressioni arrivate da qualche privato che ha contribuito in maniera

importante verso quella direzione. Formalmente si ha una decisione pubblica ma nella sostanza

chi ha contribuito in maniera importante verso quella direzione è l’attore privato.

E’ un regime partecipativo in cui l’attore pubblico coinvolge i privati affinchè ci sia un loro

contributo alle strategie che gli riguarderanno poi in prima persona.

Senza questo coinvolgimento, il solo attore pubblico, oltre ad essere in pericolo, corre il rischio

che le decisioni e le strategie di MT non siano ben accolte perché non coerenti con / non

rispondono alle esigenze delle imprese.

Al tavolo di concertazione su cui nasce il soggetto strategico, l’attore pubblico deve consentire alle

imprese di perseguire i loro fini egoistici di profitto ma allo stesso tempo di fare del bene per il

territorio e per la collettività. Il problema nasce quando si persegue il profitto e si fa del male al

territorio.

L’attore pubblico può assumere diverse forme:

1. amministrazioni locali,

2. struttura meta-direzionale,

3. gruppo di pianificazione strategica e

4. agenti di sviluppo. LE AMMINISTRAZIONI LOCALI

Le amministrazioni locali sono una forma di attore pubblico perché costituiscono il governo di un

territorio (GOVERNMENT) e sono preposte alla formalizzazione delle decisioni. Quindi è il soggetto

ch formalmente (non è detto anche sostanzialmente) prende le decisioni.

Sono rappresentate dalle istituzioni, come Regioni, Province e Comuni.

Si distinguono dalla GOVERNANCE in quanto insieme di interazioni che danno luogo a scelte di

governo.

Hanno un ruolo importante che è quello di stabilire le condizioni di partenza su cui costruire

l’interazione futura con gli attori privati.

Non ci potrebbe essere sviluppo sostenibile in un mondo in cui esiste solo l’amministrazione

pubblica. Se non ci sono le imprese, sarebbe un mondo povero perché privo di capitale

intellettuale e con tensioni sociali da parte della gente disoccupata.

Quindi non è possibile né immaginabile un territorio che non contenga il coinvolgimento dei

privati nel soggetto strategico. Le imprese sono fondamentali e vanno coinvolte nell’azione di

sviluppo delle strategie di MT.

Il coinvolgimento dei privati nel soggetto strategico comporta / L’esistenza di rapporti di

collaborazione e competizione tra gli attori del STL ha provocato un forte cambiamento nelle

TOP DOWN

modalità di gestione del territorio: dalla logica (dall’alto verso il basso) alla logica

BOTTOM UP (dal basso verso l’alto).

La prima è più efficiente da un punto di vista tecnico: il soggetto strategico formato da soli attori

pubblici sviluppa e impone il sistema di regolamentazione a tutti i privati (cittadini e imprese).

In questo modo da un lato costringe a massimizzare le attività e l’output è funzionale al bene

comune alla luce delle risorse disponibili, dall’altro lato non si risolvono le esigenze dei privati in

generale (cittadini e imprese).

Da qui diventa importante coinvolgerli per capovolgere la logica di gestione del territorio e farla

passare dal basso verso l’alto. In questo modo, con la logica BOTTOM UP l’attore pubblico, colui

che ha la vocazione al bene comune, deve creare le condizioni affinchè i privati si responsabilizzino

e siano essi stessi a suggerire le iniziative / le proposte per raggiungere lo sviluppo sostenibile.

PROGRAMMAZIONE NEGOZIATA

La è l’implementazione concreta della logica BOTTOM UP.

L’UE mette a disposizione delle risorse e crea dei bandi quindi non impone: sono i privati,

affiancati dagli attori pubblici, che avanzano delle proposte progettuali all’UE o all’organo centrale.

Le proposte avanzate sono sottoposte ad un vaglio di fattibilità, validità, sostenibilità economica.

Del resto tutte le iniziative riguardo l’imprenditoria femminile e giovanile, per lo sviluppo delle

start up o di attività turistiche culturali sono tutte ispirate alla logica BOTTOM UP.

Se la proposta supera lo screening viene dato il finanziamento il quale va utilizzato per realizzare il

progetto.

La gestione dei fondi è affidata agli attori pubblici e privati locali che in partnership gestiscono i

fondi per mettere a frutto i progetti che essi stessi hanno creato. I cittadini sono coloro che

conoscono al meglio i problemi del territorio. CONTROLLI

Durante l’esecuzione del progetto, si effettuano dei in modo tale da dimostrare che

quei fondi sono utilizzati per quello scopo e non per altri altrimenti sarebbe un reato.

Il passaggio dalla logica TOP DOWN alla logica BOTTOM UP è stata una grande rivoluzione nella

gestione dei territori.

PRINCIPIO DI SUSSIDIARIETÀ

Cardine è il secondo il quale esiste una piramide in cui l’organo

centrale non deve intervenire nella gestione operativa dei territori a livello locale soprattutto

quando questi sono in grado di andare avanti da soli. Semmai l’intervento è necessario quando c’è

una manifesta incapacità.

In un mondo ideale bisognerebbe pensare al concetto di Regione non in senso amministrativo ma

funzionale: se ci si focalizza sulle omogeneità di natura sociale, economica e geografica si scopre

che alcune parti per esempio di Matera possono essere oggetto delle strategie di MT della Puglia

piuttosto che della Basilicata. È anche vero che non si può fare una strategia di MT a beneficio

della Basilicata con i fondi della Puglia.

STRUTTURA META-DIREZIONALE

La struttura meta-direzionale è il ruolo assunto dall’attore pubblico per promuovere le condizioni

perché altri possano intraprendere quanto occorre per lo sviluppo del STL e si pone al di sopra

delle singole iniziative imprenditoriali.

LEADERSHIP

In questo ruolo deve esprimere una , cioè fare da arbitro in questo gioco di

interazione tra attori pubblici e attori privati evitando per esempio che nascano dei conflitti.

Se la pressione fiscale su un territorio aumenta perché magari l’attore pubblico ha preso una

determinata decisione, gli attori privati (cittadini e imprese) possono legittimamente protestare e

lo sciopero è un diritto.

Nasce un conflitto ed è un problema, non dei privati che hanno diritto di far valere i propri

interessi, sempre nell’ambito di proteste pacifiche ma è un problema degli attori pubblici di

competenza, i quali devono preoccuparsi di evitare che si creino condizioni di sciopero e situazioni

di mal di contento cercando per esempio di dialogare con le parti interessate (per esempio con i

tavoli di concertazione).

Qui può nascere una situazione paradossale e spiacevole di ricatto (tipica dell’Italia).

Spesso si cerca di correre al riparo creando delle norme ad hoc che evitino il blocco dei servizi

essenziali: è vietato per esempio bloccare l’entrata di un ospedale qualunque sia la ragione perchè

sarebbe impedimento all’esercizio del servizio pubblico.

Ecco che le amministrazioni locali hanno un ruolo importante che è quello di stabilire le condizioni

di partenza su cui costruire l’interazione futura con gli attori privati.

GRUPPO DI PIANIFICAZIONE STRATEGICA

Esiste un altro concetto che è quello di gruppo di pianificazione strategica.

È il ruolo che potrebbe assumere l’attore pubblico, composto da enti locali e regionali al quale

aggregare cittadini e imprese per evidenziare l’importanza della collaborazione tra pubblico e

privato.

L’amministrazione locale svolge il ruolo di leadership però può collaborare con altri soggetti del

territorio: per esempio con i Gal, con le Proloco o con più amministrazioni Comunali.

Alla luce di queste collaborazioni tra attori pubblici, nasce il gruppo di pianificazione strategica che

si pone 3 obiettivi:

1) studiare la situazione del STL di appartenenza,

2) sviluppare una visione di lungo termine

3) definire il quadro delle politiche di marketing, cioè una cornice di riferimento all’interno

della quale sviluppare le politiche di MT e non decidono, perché la decisione formale

spetta alle amministrazioni locali.

Per esempio Monteroni e Arnesano sono due Comuni che hanno due amministrazioni (comunali?)

e visto che sono vicini possono pensare di creare insieme un evento.

Lo stesso vale per due Comuni del STL Costiero collaborano per studiare in maniera sistemica un

STL turistico.

Le amministrazioni locali / i singolo Comuni, in quanto decisori formali, deliberano nella direzione

del quadro delle politiche di marketing che è stato definito.

AGENTI DI SVILUPPO

L’AGENTE DI SVILUPPO costituisce la figura professionale delegata a svolgere i compiti del

soggetto pubblico. Oggi va molto di moda. La Regione Puglia e lo stesso governo italiano creano

spesso delle agenzie che sono delegate per fare marketing del territorio.

A livello locale c’è Puglia turismo e Puglia sviluppo. Sono al 100% di proprietà della Regione Puglia

e sono dei rami d’azienda che si occupano di far promozione.

La prima fa promozione turistica, veicola l’immagine della Puglia nel mondo e nella logica

BOTTOM up crea le condizioni affinchè i privati possano avanzare delle iniziative progettuali per

far promuovere il turismo; la seconda fa innovazione e porta avanti il discorso dello sviluppo

imprenditoriale.

Si occupano molto dell’internazionalizzazione delle imprese pugliesi e rappresentano il braccio

operativo delle regione. FIGURA IDEALTIPICA

In Italia sono tante le agenzie di sviluppo le quali sono una nel senso che

non esiste una definizione esatta e assume concrete determinazioni in riferimento alle esigenze

del STL. È una categoria molto ampia e ogni agenzia ha un proprio statuto e regolamento.

FUNZIONI PRINCIPALI

Le delle agenzie di sviluppo sono 3: di mediazione, di animazione e di

raccolta e/o costruzione del consenso, in senso positivo.

Dovrebbero essere libere da orientamenti politici poiché sono un organo tecnico del territorio,

non politico tant’è vero che la loro gestione dovrebbe avvenire in linea di massima secondo

principi aziendali.

FUNZIONE DI MEDIAZIONE

1. : dato che rappresentano il braccio operativo dell’organo

politico dovrebbero preoccuparsi di fare da PONTE tra pubblico e privati. Per esempio

mettere su dei tavoli di discussione in cui invitano gli imprenditori più importanti e che

hanno una rilevanza strategica nel territorio.

L’agente di sviluppo è un mediatore sociale: capisce il conflitto (se c’è un conflitto) e

ascolta le istanze delle parti interessate per mettere insieme le iniziative pubbliche

dell’amministrazione con le iniziative private degli imprenditori.

FUNZIONE DI ANIMAZIONE

2. : è importante perché si manifesta la competenza tecnica

di chi lavora in queste agenzie di sviluppo che stanno crescendo molto.

L’animatore è una figura professionale molto preparata che si occupa di studiare le

condizioni affinchè i privati siano incoraggiati a intervenire e a prendere iniziative.

A capo di Puglia Promozione ci sono persone esperte (grandi imprenditori piuttosto che

professori universitari o persone che sono preparate su questi temi; non sono gli unici e c’è

uno staff).


ACQUISTATO

1 volte

PAGINE

21

PESO

628.79 KB

PUBBLICATO

+1 anno fa


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in gestione delle attività turistiche e culturali (Facoltà di Economia e di Scienze Politiche, Sociali e del Territorio) (LECCE)
SSD:
A.A.: 2015-2016

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher biscottino91 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Marketing territoriale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Salento - Unisalento o del prof Peluso Alessandro.

Acquista con carta o conto PayPal

Scarica il file tutte le volte che vuoi

Paga con un conto PayPal per usufruire della garanzia Soddisfatto o rimborsato

Recensioni
Ti è piaciuto questo appunto? Valutalo!

Altri appunti di Marketing territoriale

Riassunto esame marketing territoriale, docente Guido, libro consigliato Il marketing territoriale, Caroli
Appunto
Appunti prima parte Marketing territoriale
Appunto
Appunti terza parte marketing territoriale
Appunto
Appunti marketing territoriale ambito strategico
Appunto