Che materia stai cercando?

Appunti riassuntivi di storia delle dottrine politiche Appunti scolastici Premium

Appunti di Storia delle dottrine politche basato su appunti personali del publisher presi alle lezioni della professoressa Calabrò, dell’università degli Studi di Firenze - Unifi, Facoltà di Scienze politiche, del Corso di laurea in Scienze politiche. Scarica il file in formato PDF!

Esame di Storia delle dottrine politiche docente Prof. V. Calabro'

Anteprima

ESTRATTO DOCUMENTO

quello che meglio rappresenta la natura, il diritto di governare è dei più forti. La

forza dell’uomo civilizzato è la ricchezza, è più forte chi è riuscito , in quanto

essere superiore, a ritagliarsi un posto preminente nella società, cioè non ci

sono valori a cui appigliarsi riguardo una forma di governo, è la forza. La

democrazia è una insorgenza dei deboli che sono molti contro i forti che sono

pochi, per fondare un regime politico contronatura, cioè un regime dei peggiori.

Vi è un elemento ancora più perverso, si presuppone che le leggi siano

indirizzate al bene comune. Socrate respinge quaesta obbiezione, perché il

suuo ideale è la virtù e il bene comune, per platone non vi è differenza tra virtù

privata e virtù pubblica. L’ideale è un unomo che riesce a far prevale re la

ricerca della massima virtù spirituale, curando anima e intelligenza, la propria

educazione, l’ideale della paideia, che non è semplice istruzione, è un ideale di

formazione dell’uomo che si basa su un percorso educativo nel quale il futuro

cittadino non sviluppa solo le proprie capacità “tecniche” è qualcosa di più. È

un tipo di formazione che deve incidere nell’indole dei futuri cittadini, anche sul

piano della civiltà. Bisogna riuscire a contenere gli appetiti, sia quelli più

materiali, sia quelli di potere. Platone è un’anti-democratico, si ritrova a vivere

il periodo di crepuscolo della democrazia. Persa la guerra del peloponneso

Sparta batte Atene e impone il regime dei trenta tiranni. Pochi anni dopo vi è

un colpo di mano democratico,incattivito nella lotta di classe e condanna a

morte Socrate con l’accusa di empietà e corrompimento dei giovani. Socrate

era un corruttore e contrario all’eguaglianza. Platone avrà un interrogativo che

lo accompagnerà sempre, qual è la forma di governo che si avvicina di più alla

forma ideale? Il punto è il ruolo essenziale del filosofo. Egli cerca di vivere

secondo virtù. Come abbiamo detto non vi era distinzione tra virtù privata e

pubblica. Non vi era neanche differenza tra teoria e pratica di un filosofo, era

inconcepibile che si predicasse bene e razzolasse male. Per Platone, i bambini

devono essere sottratti alle famiglie per educarli. Chiunque può aspirare a

governare. Ma per platone gli uomini erano diversi per natura. Palese è la storia

della mescola degli elementi, chi ha l’anima d’oro era destinato a governare,

l’argento era per i guerrieri, bronzo e ferro costituivano il popolo. Lo stato deve

educare tutti i figli della città con lo stesso tipo di educazione e questo ci fa

dedurre che c’è il margine per chi sta giù di scalare i gradini della classe

sociale. Il governo democratico è una forma di governo indotta dalla corruzione

della forma di governo oligarchica. Le rivoluzioni dei poveri sono colpa degli

oligarchi che non riescono a seguire un esempio di vita virtuosa che possa

essere apprezzato dal popolo. Vi è una forte analogia tra il declino

dell’oligarchia e della borghesia tra 1800 e 1900. La prima generazione è forte

temprata, disprezza il lusso, la seconda generazione si trova già nel lusso,

questo comporta una corruzione degli animi che fa prevalere uno stile di vita

sregolato. Quindi, di fronte ad una classe oligarchica che non è all’altezza vi è

la rivolta del popolo.

Per Aristotele, nella sua logica, si può definire un oggetto risalendo al suo

genere prossimo e per differenze caratteristiche. Per le forme di stato, vale lo

stesso principio. Aristotele presenta delle forme di stato pure, e tre deviazioni.

Aristotele come Platone fa differenza ad una forma di stato ideale e una

realizzata. Ci possono essere tre forme di governo, ed esse possono essere

tanto pure quanto corrotte. In Platone vi è un intellettualismo etico, se tu sei

sapiente, necessariamente sarai buono, questo lascerà una profonda traccia

nella cultura occidentale. Ciò si andrà a scontrare con il realismo politico il

quale sostiene che uomini e nazioni si muovano per interesse. In Aristotele , a

differenza di Platone, non vi è la coincidenza tra brav'uomo e bravo politico.

Monarchia, aristocrazia e democrazia, possono essere forme pure se

perseguono il bene comune. In generale la città è virtuosa quando tanto i

governanti che i governati agiscono per il bene della comunità. Per la

monarchia, se il monarca mette avanti il suo interesse, si avrà la tirannia.

Aristotele , poi entra nel merito dei rapporti fra cittadini, descrivendo la nascita

dello stato come un interesse comune, dei vari membri, animali socievoli in

quanto uomini. Stato uomini e cittadini si identificano quando gli uomini

decidono di formare un governo comune. Il popolo, per far parte di una

democrazia, deve avere capacità di giudizio e capacità politiche. Per Aristotele,

il popolo, se preso singolo per singolo, non ha le capacità politiche, ma se il

numero delle intelligenze coinvolte cresce, cresce anche l'attendibilità del

giudizio. Alla fine è quello in cui crediamo anche noi, senza però, fare alcun

ragionamento, ci adeguiamo inconsapevolmente. Lo stato è un referendum

quoidiano. Per l'autore, una cosa è fare, un'altra giudicare e diremmo oggi,

Aristotele potrebbe essere un teorico della sovranità del consumatore, ma

come funziona nel mercato, è un illusione, in realtà il consumatore è orientato

a scegliere. Il popolo, la massa, parrebbe degna di potere politico, ma

Aristotele ha delle serie riserbe sulla democrazia, e la considera una forma

impura, il corrispettivo puro e la polithia, che è un sistema ibrido. Dice

Aristotele, se analizziamo ogni individuo e valutiamo le sue qualità politiche, è

evidente che non tutti abbiamo le stesse caratteristiche. Per Aristotele, da una

parte è sconsigliabile escludere il popolo al governo, d'altro canto è auspicabile

che i posti d'onore siano occupati dai ricchi. Una cosa è il governo attraverso gli

organi collegiali, un'altra le alte cariche da assegnare i nobili i ricchi i liberi.

Altrimenti vi è il rischio di una tirannia della plebe.In sostanza la democrazia va

scartata perché vi è la mancanza di una elitè a cui attribuire le cariche

importanti. Quindi, nonostante il suo essere contrario all'oligarchia dei ricchi,

né riconosce l'importanza. Al popolo tuttavia, va assicurata una fetta di

sovranità, per evitare il malcontento, gli organi collegiali devono essere

compensati dalla presenza di una elitè. In questo modo, tutti si sentono

coinvolti e co partecipi del governo. Il problema, è che con la specificazione dei

mestieri, ci sono interessi molto diversi, così da avere artigiani e commercianti

ricchi quanto i nobili. Come si puo evitare lo scontro tra oligarchia e

democrazia, per salvaguardare la polithia. Il rischio maggiore è che degeneri o

in una direzione anarchico-plebea e la destinazione è una temporanea

democrazia che non può funzionare, perché spinta da sentimenti di vendetta e

cade nelle mani di chi riesce a primeggiare con le sue qualità persuasive, il

futuro tiranno. I demagoghi. Essi si presentano, non come guida o capo, il

demagogo è uno del popolo, si presenta come voce del popolo. Per evitare

questa deriva la società deve essere conformata in modo tale, da far emergere


PAGINE

5

PESO

32.42 KB

PUBBLICATO

+1 anno fa


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze politiche
SSD:
Università: Firenze - Unifi
A.A.: 2015-2016

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher gaspare.sarandria di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia delle dottrine politiche e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Firenze - Unifi o del prof Calabro' Vittoria.

Acquista con carta o conto PayPal

Scarica il file tutte le volte che vuoi

Paga con un conto PayPal per usufruire della garanzia Soddisfatto o rimborsato

Recensioni
Ti è piaciuto questo appunto? Valutalo!

Altri appunti di Storia delle dottrine politiche

Lezioni, Storia delle Dottrine politiche
Appunto
Riassunto esame Storia delle dottrine politiche, prof. De Boni, libro consigliato Storia delle dottrine politiche
Appunto
Adam Smith e Jeremy Bentham
Appunto
Dottrine politiche - tutti gli autori
Appunto