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Sommario

Le imprese. Produzione e offerta di beni (7) .................................................................................................. 2

L’equilibrio di mercato (8) .......................................................................................................................... 11

Stato e mercato (9) .................................................................................................................................... 19

Nozioni di contabilità nazionale (4.2) ......................................................................................................... 28

Occupazione e disoccupazione ................................................................................................................... 33

Le imprese. Produzione e offerta di beni (7)

7.1 Che cos’è un’impresa?

È un’organizzazione economica: associazione di individui che perseguono un fine comune di natura

economica.

• produzione di beni

→ funzione tecnologica: acquistare e combinare tra loro i fattori produttivi e le materie prime allo scopo

di produrre;

→ funzione imprenditoriale: in quanto il problema produttivo richiede conoscenze e competenze non

disponibili a tutti.

→ efficienza interna all’impresa e economica del sistema

affinché venga raggiunta l’efficienza economica la quantità di beni e servizi prodotta de un

sistema economico deve soddisfare il vincolo rappresentato dalla FPP;

• domanda di fattori produttivi (domanda di lavoro + domanda investimento).

7.2 Un modello di produzione efficiente

Si presume che l’impresa sia un soggetto unitario che conosce con certezza le condizioni dei mercati cui si

affaccia e lo stato della tecnologia che ha a disposizione.

Obiettivo massimizzazione del profitto (parte dei ricavi eccedente i costi sostenuti per l’esercizio dell’attività

d’impresa, inclusi i costi-opportunità max. π = (, )

K = capitale

L = lavoro

Rappresentazione

Funzione continua, crescente e concava

̅

Data una certa quantità di la produzione aumenta al crescere dell’utilizzo dei

fattori

PM (produzione media)= variazione della produzione rispetto ad una data

variazione dell’utilizzo di un fattore, tenuto fisso l’altro

PML= produttività marginale

del lavoro

= = ′()

• decrescente

• costante

• crescente

Costi diretti e costi-opportunità

• profitto economico (extra profitto) = ricavi - (costi espliciti + costi-opportunità)

• profitto contabile = ricavi - costi espliciti

• profitto normale = profitto contabile - profitto economico

Esempio:

Canone annuo affitto terreno: 6.000

Attrezzature: 4.000

Ricavato dal raccolto: 22.000

Costo-opportunità fare agricoltore anziché biologo: 11.000

Profitto contabile = 22.000 - (6.000 + 4.000) = 12.000

Profitto economico = 22.000 - (6.000 + 4.000 + 11.000) = 1.000

Profitto normale = 12.000 - 1.000 = 11.000

Costi-opportunità riguardano, oltre che a redditi da lavoro alternativi, i redditi alternativi di un qualsiasi

fattore della produzione.

Costi di produzione

Dati dal costo dei fattori produttivi che l’impresa decide di acquistare per produrre.

All’impresa sono noti:

• costo utilizzo del lavoro (saggio di salario) w;

• costo di utilizzo del fattore capitale r.

Si distinguono in:

a. costi fissi (CF): derivano dai fattori che vengono utilizzati in quantità fissa indipendentemente dal livello

della produzione (es. macchinario produzione pasta) determinano la scala dimensionale;

b. costi variabili (CV): derivano dai fattori che vengono utilizzati in quantità variabile secondo il livello di

produzione (lavoro e beni intermedi). aumentano all’aumentare della quantità prodotta.

=

Nel breve periodo

Intervallo di tempo tanto breve da non consentire all’impresa di far variare liberamente le quantità impiegate

di alcuni fattori della produzione (fissi). ̅

= ( , )

c. costi totali (CT): somma di costi variabili e costi fissi, seguono andamento simile ai costi variabili

CT e CV crescono al

crescere del livello

di produzione.

Costi medi:

Si ottengono dividendo i costi per la quantità

=

a. sempre decrescente;

=

b. sempre crescente,

=

c. crescente con andamento a U

dovuta al tipo di tecnologia utilizzata

e all’andamento della PML.

Possibilità di individuare valore minimo

Se PML è decrescente CT, CV e CMeV crescono più

che proporzionalmente rispetto alla produzione stessa

Costi marginali (CM):

Misurano l’aumento dei costi totali (ΔCT) per un dato aumento del livello di produzione (ΔQ).

Costi aggiuntivi dovuti a un maggior impiego del fattore lavoro.

= = ′()

CM rimane costante nel tratto in cui la tecnologia presenta rendimenti marginali costanti, aumenta quando

PML è decrescente.

Infatti

Δ = Δ variazione dei costi variabili è dovuta alla variazione del lavoro;

= =

Riassumendo

• PML decrescente - CM crescenti

• PML costante - CM costanti

• PML crescente - CM decrescenti

= = =

Relazione tra costi medi (CMeT) e costi marginali (CM)

La curva dei costi marginali (CM) taglia dal basso la curva

dei costi medi (CMeT) esattamente nel suo punto minimo

(CMeT ha smesso di diminuire ma non ha ancora cominciato

a crescere).

→ Quando CM < CMeT: produrre un’unità in più fa

diminuire la media, quindi la curva CMeT decresce;

→ Quando CM < CMeT: produrre un’unità in più fa

aumentare la media, quindi la curva CMeT cresce;

Nel lungo periodo

Tutti i fattori sono variabili (quindi K variabile)

Unendo le parti medie delle curve dei costi medi di breve

periodo (CMeV + CMeF) otteniamo la funzione del costo

medio di lungo periodo (CMeT ), in corrispondenza del

LP

quale il costo unitario per ogni livello produttivo risulta

essere minimo.

Lungo la parte discendente della curva abbiamo economie di

scala, mentre lungo quella crescente abbiamo economie di

scala.

Ricavi, costi e profitti

• Ricavi: valore delle vendite;

• Costi di produzione: costo del lavoro e beni intermedi;

• profitto: pari alla remunerazione della proprietà

Punti fondamentali:

l’impresa conosce e utilizza la tecnologia efficiente per la produzione del bene;

conosce e prende come dati i costi di utilizzo dei fattori;

calcola le funzioni dei costi rispetto al livello di produzione;

calcola per ogni possibile quantità di prodotto che si attende di vendere il prezzo di vendita e quindi i

ricavi;

sceglie il livello di produzione che massimizza il profitto (economico). scopo

Ricavi (RT) = ∗

Prezzo delle vendite * quantità venduta

Ricavi e profitto impresa monopolista

Essendo in un mercato di monopolio la curva di domanda dell’impresa corrisponde a quella dell’intero

mercato.

Al monopolista interessano le caratteristiche della curva di domanda, supponiamo si tratti di un bene normale:

q è decrescente al crescere di p e a ciascun punto della domanda è possibile associare l’elasticità al prezzo (-).

Variazione ricavi con aumento della produzione Δq > 0

I consumatori sono disposti ad acquistare una quantità diversa solo se cambia il prezzo (Δp)

(

= = + Δ)( + Δ) = Δ

1 1 0 0 0

= Δ + Δ

0

risultato di due componenti:

):

effetto quantità ( direttamente proporzionale alla variazione della quantità prodotta e venduta

è sicuramente negativo

):

effetto prezzo ( componente indiretta dovuta alla variazione di p necessaria per vendere q.

→ > )

Se effetto quantità > effetto prezzo ( aumentando il livello di produzione si ottengono

ricavi superiori

Per quantificare l’ampiezza dell’effetto prezzo Δ

= ∗

Δ

= Δq

Quindi

Δ = Δ + Δq

Ricavo marginale (RM) Δ

= = ′()

Δ

Maggiore è || maggiore è l’aumento dei RT dato Δq

Δ

o

se | | < 1 < 0 se aumenta la produzione RT diminuisce;

Δ

Δ

o

se | | = 1 = 0 RT è costante e indipendente dal livello di

Δ

produzione;

o

se | | > 1 > 0 se aumenta la produzione RT aumenta

Se | | > 1 funzione dei ricavi (RT)

Massimizzazione del profitto = −

L’andamento della funzione del profitto (π) dipende dall’andamento delle funzioni dei ricavi (RT) e costi (CT).

Aspetti fondamentali per la decisione

dell’impresa:

o punto di pareggio;

o condizione di ingresso;

o condizione di arresto;

o punto di massimo profitto.

Vincolo fondamentale

= − ≥

Punto di pareggio (π = 0)

Livello della produzione per cui π = 0, può essere inteso come una condizione di ingresso dell’impresa nel

mercato, in quanto condizione minima per rispettare il vincolo.

Livelli di produzioni tali che il prezzo di vendita sia almeno uguale ai costi medi totali (CMeT)

Punto di massimo profitto

= − > ,

se l’impresa ha due opzioni:

a) lasciare invariato il livello di produzione;

b) far variare il livello di produzione portandolo ad esempio a q (= q +Δq), questa opzione verrà scelta solo se

1 0

π > π , ovvero se la variazione del livello di produzione comporta un incremento del profitto.

1 0

→ Δ > Δ se l’aumento dei ricavi è maggiore dell’aumento dei costi.

dividendo per q si ottiene RM > CM: l’impresa continuerà ad incrementare la produzione finché i

ricavi marginali saranno maggiori dei costi marginali.

per p < p* - RM < CM π diminuisce se aumenta q

per p = p* - RM = CM punto di massimo del profitto

per p > p* - RM < CM π aumenta se diminuisce q

Punto di arresto (o chiusura)

= − < ,

se l’impresa ha due opzioni:

a) continuare la produzione se

q > 0 quindi π = RT - CF - CV < 0

b) arrestare la produzione se

q = 0 quindi π = - CF < 0; RT e CV = 0

condizione di arresto verificata quando il profitto (negativo) che deriva dal non produrre nulla,

sostenendo comunque il costo fisso, risulta superiore al profitto (negativo) che si ottiene producendo.

dividendo per q

coincide con il livello di produzione in corrispondenza del quale il prezzo di vendita copre solo i costi

medi variabili (CMeV)

7.3 La concorrenza perfetta

Ricavi e profitto impresa in concorrenza perfetta

Mercato concorrenziale caratterizzato da:

una moltitudine di venditori e compratori;

beni offerti sono omogenei;

imprese price-taker (subiscono il prezzo, non lo determinano ≠ monopolio) p è una costante;

imprese libere di entrare e uscire dal mercato quota di mercato di ciascuna impresa tende a 0 e

quindi il numero delle imprese tende all’infinito.

Ricavo dell’impresa concorrenziale

Ricavo medio

= = = come per monopolio

Ricavo marginale

= monopolio RM < p

Massimo profitto

Un’ impresa in concorrenza perfetta massimizza il proprio profitto identificando il livello di produzione in

corrispondenza del quale il prezzo di vendita è esattamente uguale al suo costo marginale.

= =

Domanda e ricavo marginale Punto di ottimo Massimizzazione π

7.4 La funzione di offerta dei beni

Si fa riferimento alla concorrenza perfetta Nel lungo periodo coincide con la parte della curva

Nel breve periodo coincide con la parte della curva dei costi marginali (CM) che si trova

dei costi marginali (CM) che si trova al di sopra del costo

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/05 Econometria

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Silvia17.p di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Introduzione all'econometria e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Trento o del prof Pieri Fabio.
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