Sommario
L’economia come oggetto di studio (1) ......................................................................................................... 2
Il metodo dell’economia (2) ......................................................................................................................... 5
Cosa, quanto e come produrre (3) ................................................................................................................ 8
Sistema economico (4) ............................................................................................................................... 13
La teoria del consumatore (5)..................................................................................................................... 15
Domanda di beni e offerta di lavoro (6) ...................................................................................................... 25
Economia e tempo (10) .............................................................................................................................. 34
L’economia come oggetto di studio (1)
1.1.3 Paleontologia ed economia
Neanderthal Sapiens
Organizzazione sociale
• •
Gruppi poco numerosi (max. 9 individui) Gruppi numerosi (max. 9 individui)
• •
Interazioni tra i gruppi limitate Organizzazione spazi divisi per funzioni
• •
Scambi praticamente nulli Rapporti di scambio anche su lunghe distanze
Idea che i sapiens, pur essendo biologicamente efficienti come i Neanderthal, vinsero la gara evolutiva
perché in grado di inventare le regole di convivenza sociale (istituzioni di natura economica): utilizzare i
meccanismi di mercato favorendo la diffusione di regole ispirate allo sfruttamento dei vantaggi relativi e della
divisione del lavoro (specializzazione).
Modello proposto da Horan et al.
2 Neanderthal e 2 Sapiens, per ogni gruppo:
Individuo Quantità carne per ora Tempo costruzione lancia
Cacciatore ½ kg 4 ore
Artigiano 125 g 2 ore
Bilancio giornaliero (12 ore) Neanderthal Tot 5.25 kg carne al giorno
Se anche i Sapiens fanno lo stesso e l’ecosistema è in grado di produrre 10.5kg di carne al giorno (offerta)
abbiamo una situazione di equilibrio.
Bilancio giornaliero Sapiens con organizzazione sociale (Artigiano costruisce 2 lance e ne da una al cacciatore
che così può cacciare tutto il giorno) Tot 7kg carne al giorno
Se i sapiens cacciano 7kg ai Neanderthal ne rimangono soltanto 3.5.
1.2 Rapporto tra uomo e ambiente
Definizione di economia
“eco” (oikos = dimora, ambiente) + “nomia” (néimein = amministratore) si occupa del rapporto attivo che
l’essere umano deve avere con l’ambiente circostante allo scopo di soddisfare i propri bisogni.
1. Rapporto attivo con l’ambiente circostante: attività di trasformazione dell’ambiente stesso;
2. Bisogni: per essere soddisfatti richiedono una trasformazione dell’ambiente.
• Materiali
• Immateriali
Sono soddisfatti dai beni e servizi finali (ottenuti grazie alla trasformazione dell’ambiente);
3. Ambiente esterno:
a. Insieme delle risorse disponibili: risorse con cui l’uomo può soddisfare i bisogni;
b. vincolo:
i. risorse non utilizzabili come sono (trasformazione);
ii. risorse sono scarse rispetto ai bisogni.
Risorse economiche (fattori produttivi)
• Risorse naturali (materie prime): quanto disponibile in natura per le attività di trasformazione;
• Risorse umane (capacità lavorative): qualità e capacità che esiste in una data popolazione.
• Beni intermedi: prodotti al fine di essere impiegati nei processi produttivi (microchip per computer);
• Beni capitali (capitale fisso): beni intermedi durevoli che possono essere impegnati continuativamente
in più processi produttivi (impianti, macchinari ecc.).
1.3 Definire l’economia
Lionel Robbins
≪L'economia è la scienza che studia il comportamento umano in termini di relazione tra fini e risorse scarse che
.
≫
possono avere usi alternativi
Scarsità:
a. assoluta: quantità disponibile di una risorsa < fabbisogno;
b. relativa: una risorsa può essere utilizzata con scopi alternativi. scelta implica confronto tra costi e
benefici (costo-opportunità).
Tempo (risorsa scarsa)
Gary Becker
≪ Le ipotesi combinate di comportamento massimizzante, equilibrio di mercato, e preferenze stabili, applicate
.≫
inflessibilmente e senza esitazioni, costituiscono il cuore dell’approccio di studio dell’economia
economia come un modello di lavoro razionalità comportamentale.
Alfred Marshall
≪ L'economia è lo studio del genere umano negli affari ordinari della vita; essa esamina quella parte dell’azione
individuale e sociale che è più strettamente connessa col conseguimento e con l’uso dei requisiti materiali del
.≫
benessere
Così essa è da un lato studio della ricchezza; dall’altro, il più importante, è una parte dello studio dell’uomo.≫
trasformazione dell’ambiente per la soddisfazione dei bisogni umani, che non implica la costante
massimizzazione degli obbiettivi né la scarsità di tutte le risorse, e nemmeno la razionalità dell’uomo.
1.4 Il problema economico della società
La trasformazione delle risorse disponibili al fine di soddisfare i bisogni umani rappresenta il problema
economico per società
1. Uomo è un animale sociale: studio del comportamento individuale come mezzo per comprendere
come la società nel suo complesso risolve il problema economico;
2. L’ambiente esterno per ciascun individuo:
a. naturale
b. altri individui della società fondo di risorse (umane) disponibili che impone vincoli e può essere
trasformato (es. imprenditore - operai, management);
3. Problema economico in quanto la trasformazione delle risorse disponibili impone di risolvere problemi
di scelta.
Lo studio dell’economia implica l’individuazione e l’analisi delle scelte degli individui e le modalità con le
quali vengono compiute.
Matrice delle modalità scelte/trasformazione delle risorse
Tipologie di trasformazione delle risorse:
• Produzione: trasforma risorse naturali in beni utilizzabili; modifica l’ambiente naturale mediante l’uso
indiretto di altre risorse ambientali. Ogni decisione produttiva risponde al problema: ”Cosa produrre,
quanto, come e quando”.
• Consumo: atto conclusivo del ciclo di utilizzo delle risorse disponibili.
Pone due ordini di problemi:
a. Produzione dei beni appropriati alla domanda dei consumatori (fabbisogno della popolazione);
b. Mantenimento nel tempo del consumo desiderato dalla popolazione.
Problema di scelta: “Cosa consumare, quanto, come, dove e quando”.
• Scambio: modo con cui ciascun individuo può modificare le risorse a propria disposizione se non sono
soddisfacenti rispetto ai propri bisogni. Manifestazione che ciascun individuo può interagire sia con
l’ambiente naturale sia con quello umano.
≠ baratto; lo scambio è inteso come tutte le forme possibili di compravendita.
1.5 Il sistema economico
Insieme composto delle attività economiche, dal sistema istituzionale e dalle organizzazioni dirette alla
soluzione del problema economico.
1. Attività economiche: produzione, consumo e scambio;
2. Sistema istituzionale: insieme degli obblighi, doveri e diritti che vincolano e forniscono struttura alle
interazioni di natura economica e politica di una società.
a. natura formale (norme costituzionali, sistemi legislativi codificati);
b. natura informale (usi e costumi)
Stabilisce chi interagisce con chi e determina le forme e i modi di esecuzione delle transazioni tra gli
individui.
3. Organizzazioni economiche: aggregazioni di individui che sorgono e operano con lo scopo di
raggiungere un obiettivo comune (azienda, banca..).
Accanto a queste vi sono delle organizzazioni sociali il cui comportamento in parte ricade sul sistema
economico. Famiglia: regola le attività di lavoro e consumo.
Sistema di mercato: modalità e il funzionamento di un’economia basata sul principio dello scambio volontario
tra agenti economici dotati di risorse e bisogni diversi tra loro.
Il metodo dell’economia (2)
2.1 Un breve sguardo alla storia
Economisti classici (1700 - 1850 Francia e Inghilterra)
libero mercato (laisser faire) in grado di risolvere il problema della società
Adam Smith:
• I comportamenti economici hanno fondamento nelle motivazioni individuali (egoismo)
• Egoismo può essere compatibile con il bene comune attraverso la mano invisibile del mercato.
David Ricardo:
• Metodo del contributo marginale: quota di reddito che compete a ciascun fattore della produzione è pari
al contributo che l’incremento del suo utilizzo da all’incremento della produzione stessa.
Karl Marx:
• Valore della produzione è creato dal lavoro in essa incorporato il profitto del capitalista risulta essere
una sottrazione di ricchezza spettante al lavoro.
Economisti neoclassici o marginalisti (1870)
Analisi del comportamento individuale: “Homo economicus” di cui si misura l’egoismo tradotto in utilità
individuale (massimizzazione). calcolo marginale: in ogni problema decisionale economico la soluzione
ottimale si ottiene quando il beneficio marginale uguaglia il costo marginale (RM = CM).
Teoria dell’equilibrio economico generale (Léon Walras): consumatori - massimizzazione utilità e produttori -
massimizzazione del profitto introduzione esistenza di prezzi di equilibrio.
Distacco dalla teoria neoclassica
John Maynard Keynes (allievo di Alfred Marshall) nega l’autoregolazione del sistema dei prezzi.
2.2 L’individualismo metodologico
Sei postulati (Boudon, 2004) - IM-TRS
primi 4: Individualismo metodologico (IM)
1. Postulato dell’individualismo: qualsiasi fenomeno sociale deriva dalla combinazione di azioni, credenze
e opinioni dei singoli individui che compongono una società. L’individuo è l’unico depositario dei
propri bisogni.
2. Postulato della comprensione: è possibile comprendere e spiegare un fenomeno sociale solo se si è in
grado di capire quale senso hanno per l’individuo le proprie azioni, credenze ed opinioni.
3. Postulato della consequenzialità: l’individuo è consapevole delle conseguenze delle proprie azioni, ed
esse sono parte delle motivazioni dell’agire.
4. Postulato della razionalità: le azioni dell’individuo sono intenzionali e sono orientate allo scopo di
conseguire determinati fini, tenendo conto della comprensione delle relazioni tra azioni e conseguenze.
Gli individui che agiscono secondo questi postulati sono detti agenti economici (famiglia, impresa, Stato).
Teoria della Scelta razionale (TRS)
5. Postulato dell’egoismo: tra le possibili conseguenze che derivando da un’azione, l’individuo è
interessato solo a quelle che lo riguardano personalmente.
6. Postulato del comportamento ottimizzante: nella scelta delle azioni decide sempre di compiere quelle
in grado di massimizzare la differenza tra il beneficio e il costo personale.
È una scelta di metodo né univoca né immutabile.
Riconosce i condizionamenti esterni: erroneo dire che consideri i comportamenti sociali come somma di
quelli individuali o che quelli individuali siano sempre liberi. esternalità.
2.3 Il principio di razionalità
Comportamento finalizzato o intenzionale
Herbet A. Simon:
• Definizione procedurale (accento sul processo): l'adozione dei mezzi appropriati al raggiungimento di un
obiettivo dato, tenendo conto dei vincoli.
Presuppone che l’agente abbia un obiettivo e che adotti tutti i mezzi appropriati per raggiungerlo;
• Definizione sostanziale (accento sul risultato): il raggiungimento del miglior risultato possibile, tenendo
conto di eventuali vincoli, mediante l’adozione dei mezzi appropriati.
Oltre a quanto presupposto dalla definizione procedurale richiede che l’agente individui il miglior risultato
possibile e che lo raggiunga, almeno che non vi siano altri eventi casuali che non dipendono dall’agente.
Se la decisione è razionale dal punto di vista procedurale comportamento soddisfacente
Un agente può comportarsi razionalmente in senso procedurale ma non sostanziale.
Tuttavia la teoria economica si fonda sulla razionalità sostanziale → comportamento ottimizzante.
Uno schema di decisione razionale
Base procedurale di una decisione razionale, per arrivare a quella sostanziale bisogna aggiungere ipotesi
ulteriori sul decisore.
Approccio di tipo consequenzialista:
1. L’individuo è depositario dei propri bisogni, la cui soddisfazione costituisce l’obiettivo della prima attività
economica;
2. L’individuo ha conoscenza delle conseguenze delle proprie azioni;
3. L’individuo ha una serie di azioni possibili (vincolo) e sceglie quella la cui convenienza è più prossima
all’obiettivo.
Schema azione-conseguenza Risolto solo a partire dalla conoscenza dell’informazione
e della conoscenza in possesso all’agente.
Conoscenza: necessaria per poter associare a ogni azione l’appropriato insieme di conseguenze.
a. Completa consideriamo problemi in cui è sempre tale (quali sono gli stati possibili)
b. Incompleta
Informazione: segnala all’agente in quale “stato” si verifica l’azione.
Decisioni:
a. Stato di certezza: l'informazione sullo stato è perfettamente nota; quella di cui ci si occupa pricip.
b. Stato di incertezza: l’informazione sullo stato non è nota.
Dopo aver identificato le conseguenze:
1. Ordinare le conseguenze in base al proprio sistema di preferenze;
2. Scegliere l’azione che realizza l’obiettivo desiderato (scelta ottima) massimizzare funzione di utilità
I limiti umani della capacità di decisione ottima
Affinché un agente economico raggiunga una scelta ottima:
• Conoscenza completa delle conseguenze di ciascuna azione;
• Certezza sugli stati del mondo;
• Capacità illimitata di confrontare coerentemente tutte le conseguenze delle proprie azioni.
Se manca almeno uno di questi requisiti abbiamo una scelta soddisfacente (≠ ottima): razionalità limitata
(scelta migliore nel contesto ma non in assoluto)
2.4 Modelli di equilibrio
Karl R. Popper: la scienza procede per ipotesi e confutazioni scienza come insieme di modelli
Modello: rappresentazione selettiva e ordinata di un fenomeno oggetto di studio.
→ rappresentazione di parti selezionate e semplificate;
→ ordinata: ben definiti:
o ipotesi;
o relazioni tra i fenomeni considerati;
o implicazioni.
Utilizzati per:
a) spiegare (metodo induttivo): partiamo da un fenomeno e vogliamo ricondurlo ad un’ipotesi (fenomeno
ipotesi)
b) prevedere (metodo ipotetico - deduttivo): partiamo dal principio generale e ne deduciamo un
fenomeno osservabile (principio fenomeno)
Linguaggio matematico dei modelli economici
Sistema di equazioni:
• equazioni di comportamento (o strutturali): legano il valore di una grandezza a quello di una o più
variabili;
• equazioni di vincolo o di equilibrio: relazioni di uguaglianza tra variabili che devono essere rispettate nella
soluzione del sistema;
• variabili endogene: dipendenti dalle funzioni di cui il sistema deve fornire le soluzioni;
• variabili esogene: valore assunto come dato esterno al sistema.
Lo scopo finale è quello di scoprire e delineare le principali relazioni che intercorrono tra le variabili e di
esprimerle sotto forma
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Appunti relativi alle lezioni del corso "Introduzione all'economia", relativi alla seconda parte del corso
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Appunti Introduzione All'economia
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Appunti Diritto d'impresa
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Appunti marketing strategico