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I bisogni umani e le unità operative che li soddisfano

L’attività di ogni essere umano risente inevitabilmente del suo modo di essere, cioè dei suoi desideri e dei suoi bisogni: quali possono essere naturali o sociali, il quale soddisfacimento avviene grazie ai beni. Tali beni in natura possono essere presenti in quantità limitata o illimitata. Un esempio di beni a quantità illimitata è l’acqua, cioè beni la cui acquisizione e il cui utilizzo avvengono attraverso l’uso.

I beni a quantità limitata sono beni che richiedono il compimento di attività lavorative per la loro acquisizione, tali beni vengono definiti beni economici poiché l’attività che si deve compiere per la loro acquisizione deve avvenire nel principio del minimo mezzo o del massimo risultato. L’attività di produzione e quella di consumo (attività economica) sono strettamente dipendenti l’una dall’altra. In passato i due aspetti dell’attività economica avvenivano all’interno della medesima struttura operativa: la famiglia.

Tipologie di unità operative

Possiamo individuare tre tipologie di unità operative dove l’attività economica può essere svolta: unità di produzione (imprese), unità di erogazione (consumo) e unità miste. Il legame tra la fase di produzione e quella del consumo è costituito dalla fase della finanza o della moneta: dall’unità di produzione parte verso l’azienda di erogazione un flusso di beni economici costituiti dai beni prodotti; dall’azienda di erogazione parte un flusso finanziario che andrà ad alimentare la produzione nelle unità produttive.

Le tipologie aziendali

Le aziende di produzione possono essere classificate in:

  • Settore primario: aziende di produzione originaria, cioè aziende dedite all’acquisizione di beni presenti in natura (es. aziende minerarie ed estrattive, aziende agrarie);
  • Settore secondario: aziende di produzione derivata tra cui troviamo le aziende industriali la cui produzione di beni può essere diretta al consumo o ad ulteriori trasformazioni;
  • Settore terziario: in essa troviamo diversi tipi di aziende: aziende commerciali o mercantili le quali attuano un’attività intermediaria tra produttore e consumatore, in quanto comprano i prodotti finiti per rivenderli ai consumatori finali; aziende di servizi le quali producono beni immateriali come le aziende di trasporti, servizi, ecc.; aziende finanziarie esse nel sistema economico moderno fondato sulla moneta e sul credito, facilitano il movimento finanziario tra le aziende di consumo e quelle di produzione (assicurazioni, banche..).

Le aziende di erogazione

Le aziende di erogazione si suddividono in:

  • Aziende di consumo: soddisfano i bisogni delle persone del sistema aziendale (famiglie, associazioni);
  • Aziende di erogazione in senso stretto: soddisfano i bisogni di soggetti esterni del sistema aziendale (fondazioni, istituti di ricerca), sono dette no profit.

Le aziende no profit

Le aziende no profit sono caratterizzate dall’avere natura privata, finalità sociali e divieto di distribuire l’utile ed il patrimonio; vengono dette anche aziende di terzo settore la cui nascita e sviluppo, secondo Weisbrod, avviene grazie al fallimento dello Stato, in quanto le aziende no profit operano lì dove lo stato fallisce; secondo Hasmann, invece, esse sono nate grazie al fallimento del contratto: il consumatore non è in grado di valutare compiutamente le caratteristiche qualitative di un servizio offerto a fronte dei propri bisogni.

Le aziende no profit possono essere classificate in due tipologie:

  • Member service: operano a vantaggio dei propri soci (associazioni sportive, musicali, ecc.);
  • Public service: sono enti patrimonializzati (fondazioni, enti religiosi) che hanno un patrimonio di scopo (ricerca, studi, ecc.) rivolto a beneficio della collettività.

Rientrano anche quelle associazioni che dedicano in tutto o in parte le quote raccolte dagli associati per scopi sociali (ricerca sul cancro o malattie particolari) o nel mondo del volontariato. Le aziende no profit possono assumere diverse forme giuridiche: Associazioni, fondazioni, Organizzazioni di volontariato, Cooperative sociali, Associazioni sportive, Organizzazioni non governative, Imprese locali, ecc.

Onlus

Le Onlus sono un riconoscimento fiscale da parte del legislatore ad un’azienda che svolge un’attività tra quelle previste nell’articolo 10 con finalità di solidarietà sociale. Le onlus hanno il divieto di distribuzione degli utili, ed in caso di scioglimento il ricavato va a favore di altre onlus.

Le aziende di erogazione

Le aziende di erogazione sono frutto della scissione dell’antica unità produttrice/consumatrice; per la loro natura tali aziende mirano alla soddisfazione di un bisogno o di una serie di bisogni e la caratteristica della loro gestione è data, quindi, dalla distribuzione della ricchezza disponibile per il raggiungimento di tale fine. Tuttavia quali sono le fonti da cui il mezzo finanziario affluisce?

Se prendiamo come esempio la famiglia, le forme finanziarie da cui essa attinge sono: lavoro del capofamiglia o di altri membri della famiglia, reddito d’impresa di membri della famiglia o redditi derivanti da un patrimonio redditizio. Se invece prendiamo come esempio un’azienda erogatrice di massime dimensioni, lo Stato, le fonti derivano dai tributi.

Le aziende composte

Inoltre le aziende di produzione e quelle di erogazione non esauriscono la casistica in base al fine conseguito, in quanto esistono le aziende composte in cui è presente sia la gestione lucrativa che quella non lucrativa.

Cos'è un'azienda?

L’azienda è stata definita da Zappa come un “istituto economico e duraturo”:

  • Istituto: poiché un complesso organizzato di beni e persone dotato di proprie regole, di una propria autonomia e di proprie finalità;
  • Istituto economico: in quanto l’attività svolta si caratterizza per un impegno razionale di beni economici al fine del soddisfacimento dei bisogni;
  • Istituto economico duraturo: perché un’attività destinata a durare nel tempo.

Ogni azienda appare come un sistema di forze: un sistema è un insieme di elementi coordinati tra loro e finalizzati al raggiungimento di uno o più scopi. Il sistema produce valori superiori alla somma dei singoli elementi che ne fanno parte.

Il sistema aziendale

Il sistema aziendale è composto da persone, mezzi e organizzazione. Le persone sono la componente più importante poiché danno l’impulso per l’avvio dell’azienda e hanno carattere dinamico. I mezzi hanno utilità strumentale per il raggiungimento del fine aziendale, essi sono legati da un vincolo di complementarità e la loro modalità di acquisizione può avvenire con dotazione finanziaria o con contrazione di prestiti. Possono avere natura diversa ma la comune misura è data dall’utilità economica o dal valore espresso dalla moneta; la misura monetaria complessiva viene chiamata patrimonio lordo o attivo e viene calcolata tramite la differenza tra attivo e passivo.

Per le aziende in disfunzione possono verificarsi due casi:

  • Attivo = Passivo: i mezzi del soggetto aziendale sono andati distrutti;
  • Attivo = Passivo + Deficit: anche una parte dei mezzi fornita da terzi è andata distrutta e i mezzi presenti in azienda non bastano a coprire i debiti.

L’organizzazione è il vincolo che regola le altre due componenti del sistema; il grado funzionalità ed efficienza del sistema dipende direttamente da essa pur essendo in funzione delle persone e dei mezzi. Attraverso l’organizzazione si determinano i volumi delle persone e dei mezzi necessari all’attuazione della produzione o del consumo e si determina la struttura legale, i legami con l’ambiente, un piano di rilevazione amministrativo: tutto questo determina la struttura dell’azienda. Si comincia ad organizzare prima ancora che l’impresa nasca.

L'impresa e il suo ambiente

L’azienda si sviluppa in un ambiente di cui è parte integrante, essa risenta inevitabilmente delle caratteristiche di questo e dei condizionamenti che esso pone. Gli ambienti che possono influenzare l’azienda sono generali (variabili non controllabili) o specifici (variabili parzialmente controllabili dall’impresa). L’ambiente generale può essere suddiviso in diversi ambienti specifici:

  • Ambiente fisico – naturale: fattori naturali e fattori sviluppati dall’uomo (clima, vie di comunicazione..);
  • Ambiente culturale: è il contesto entro cui si svolgono le manifestazioni proprie della vita di una comunità (tasso di scolarizzazione..);
  • Ambiente tecnologico: è dato dalle conoscenze tecniche di una comunità (elevata conoscenza tecnologica per le imprese che vendono tecnologia);
  • Ambiente sociale: è costituito dalla struttura della società, dalla sua divisione in gruppi (presenza di gruppi single per lo sviluppo delle imprese con prodotti mirati);
  • Ambiente politico – amministrativo: regime politico e ordinamento giuridico legislativo di imprese (legislazione a difesa dell’ambiente per le aziende produttrici di impianti di depurazione);
  • Ambiente economico: organizzazione generale dell’attività economica e le forme di intervento dello Stato in economia (elevato reddito nazionale e pro capite per imprese di prodotti di alto livello qualità – prezzo);

I mercati di acquisizione e di sbocco

Attraverso i mercati di acquisizione come il lavoro, le tecnologie, le materie prime, le fonti di energia, l’impresa produce beni e servizi destinati ad essere immessi nel mercato di sbocco.

Gli stakeholders

Con il termine stakeholders si individua un soggetto, o un insieme di soggetti, influenti nei confronti di un’azienda, cioè che possono influenzare o sono influenzati dall’impresa. Gli stakeholders sono:

  • Management: remunerazione, sviluppo potenziale personale;
  • Sindacati: rivendicazioni sindacali, retribuzioni;
  • Conferenti capitale di prestito: tassi di interessi e condizioni di rimborso favorevoli: solvibilità;
  • Clienti: rapporto qualità – prezzo, valore d’uso, veridicità pubblicità;
  • Fornitori: bassa variabilità della qualità, tempi e volumi dei rapporti di fornitura, continuità del rapporto di fornitura, prezzi remunerativi;
  • Stato: apparati statali efficienti, equità sistema fiscale e pagamento delle imposte;
  • Collaboratori esterni;
  • Dipendenti: remunerazione periodica, condizioni fisiche e sociali positive, crescita; lealtà e impegno;
  • Conferenti capitale di rischio: remunerazione, liquidità, controllo governo impresa.

Finalità dell'impresa

L’impresa è un insieme di elementi legati da vincoli di strumentalità, di complementarità dipendenti tra loro. L’impresa acquisisce fattori produttivi di input, attraverso l’uscita di denaro e li trasforma in output, la quale vendita porta ad un’entrata di denaro; perché i prodotti ed i servizi possano continuare a soddisfare i bisogni presenti e futuri, il valore del prodotto deve essere superiore di quello delle risorse utilizzate. La giusta realizzazione e collocazione dei prodotti secondo criteri economici aziendali porta ad una produzione di ricchezza che viene divisa tra coloro che partecipano e questo porta ad un processo virtuoso e autogestito. La finalità istituzionale dell’impresa è la creazione durevole di valore in termini di produzione ed equa distribuzione della ricchezza.

Il rischio d'impresa

L’impresa durante la sua attività lavorativa corre diversi rischi tra cui il rischio economico che è una caratteristica ineliminabile dell’attività d’impresa, il rischio di non remunerare congruamente i fattori produttivi, il quale deriva dall’ineliminabile contrasto tra il carattere ambientale che è una variabile tendenzialmente variabile e i caratteri delle strutture organizzative caratterizzate da variabili rigide e resistenti al cambiamento. Il rischio viene inoltre accentuato dalle caratteristiche del processo produttivo ed il passaggio a forme più accentuate di decentramento. L’impresa per fronteggiare tali rischi crea delle strategie (flessibilità, dominanza, integrazione) e delle azioni di contenimento degli effetti del rischio.

Efficacia ed efficienza

Efficienza: oculato uso dei fattori produttivi impiegati che consente di evitare inutili sprechi senza però ridurre la qualità dei prodotti ottenuti; essa è espressa dal rapporto tra gli obiettivi raggiunti e le risorse impiegate per raggiugerli.

Efficacia: esprime il grado di capacità dell’azienda di realizzare gli obiettivi perseguiti.

Il soggetto aziendale

La componente personale è rappresentata dalle persone o dall’insieme di persone che assumono le decisioni e che di fatto governano e controllano la gestione. In un’impresa possiamo individuare tre diversi livelli aziendali:

  • Livello volitivo: soggetto aziendale che detiene la proprietà dell’impresa, il quale è sia un soggetto giuridico che economico; esso detiene il potere di comando nel potere di governo;
  • Livello direttivo/amministrativo: possono essere gli stessi proprietari o manager i quali detengono il potere gestionale nel potere di governo;
  • Livello esecutivo: soggetti che materialmente svolgono l’attività economica – produttiva.

Il soggetto giuridico

Per soggetto giuridico si intende il soggetto (persona fisica o giuridica) a cui fanno capo i diritti e le obbligazioni derivanti dall’attività economica. L’attività economica può assumere due diverse forme:

  • Forma individuale: impresa individuale dove un singolo imprenditore è il soggetto giuridico; esempi di tali aziende sono attività artigianali di piccole dimensioni o imprese familiari;
  • Forma collettiva: forma societaria, le forme collettive possono essere:
    • Società di persone: responsabilità solidale e illimitata: Snc e Sas
    • Società in nome collettivo (Snc): forma più semplice come l’esercizio di un’attività commerciale dove i requisiti fondamentali sono: vincoli di parentela o di grande fiducia e capitale sociale in misura libera. L’amministrazione può essere congiunta o disgiunta.
    • Società in accomandita semplice (Sas): troviamo due tipi di soci: soci accomandatari che svolgono il ruolo amministrativo e rispondono con il patrimonio personale e soci accomandanti i quali rispondono con la sola quota conferita.
    • Società di capitali: nasce un’entità giuridica propria, distinta e separata, dalle persone fisiche dei soci. Questa società ha personalità giuridica, cioè autonomia patrimoniale perfetta (patrimonio personale diviso da quello aziendale).
    • Società per azioni (Spa): ben si adatta alle grandi dimensioni e viene costituita con atto pubblico a pena di nullità. Acquisisce personalità giuridica attraverso l’iscrizione al registro delle imprese tenuto presso la camera di commercio. Il capitale minimo è di 120.000€ ed i conferimenti possono essere fatti in denaro i in natura (valutati attraverso una perizia di stima). Il capitale sociale è diviso in azioni cioè titoli di credito che possono avere diritti patrimoniali e non; esse sono nominative o al portatore (azioni di risparmio) e seguono il principio di uguaglianza.

Le obbligazioni

Le obbligazioni rappresentano un debito della società nei confronti dei terzi; esse possono essere utilizzate per rimborsare il valore nominale o come remunerazioni. Questi sono strumenti finanziari utilizzati dalle Spa e dalle Sapa.

Organi della società – Sistema tradizionale

In una società che segue un sistema tradizionale troviamo i seguenti organi:

  • Assemblea degli azionisti: assemblea di tutti i soci – organo volitivo;
  • Assemblea ordinaria: approva il bilancio, nomina amministratori, sindacati, presidente del collegio sindacale, delibera su tutte le questioni attinenti la gestione;
  • Assemblea straordinaria: modifiche dell’atto costitutivo, emissioni di obbligazioni.
  • Consiglio di amministrazione: è formato da soci e non soci nominati dall’assemblea e da un amministratore delegato (stabilendo i limiti e i contenuti delle deleghe) – organo di gestione;
  • Collegio sindacale: formato da soci e non soci con funzioni di revisori contabili nominati dall’assemblea dei soci. Esso ha una funzione di vigilanza cioè sulla osservanza della legge e dello statuto e il rispetto dei principi per una corretta amministrazione.

Organi della società – Sistema dualistico

Il sistema dualistico è nato grazie ad una riforma del 2003 ed è composto dai seguenti organi:

  • Assemblea degli azionisti: l’assemblea ordinaria dei soci vede ridotte le proprie competenze, una parte delle quali passa al consiglio di sorveglianza – organo volitivo;
  • Consiglio di sorveglianza: i membri ed il presidente vengono nominati dall’assemblea la quale durata è 3 anni. I compiti svolti dal consiglio di sorveglianza sono: nomina e revoca componenti del consiglio di gestione; approva il bilancio; vigila sull’osservanza delle norme di legge, sulla tenuta delle scritture contabili e sulla correttezza dell’amministrazione; riferisce per iscritto almeno una volta l’anno all’assemblea sull’attività di vigilanza svolta – organo di controllo;
  • Consiglio di gestione: i membri vengono eletti dal consiglio di sorveglianza, è formato da soci e non soci ma che non fanno parte dell’organo di controllo – organo amministrativo.

Organi delle società – Sistema monistico

È stato introdotto con una riforma del 2003 ed è un modello di governance semplificato che favorisce la circolazione delle informazioni tra organo amministrativo e di controllo.

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/07 Economia aziendale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher longogabry di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Ragioneria Generale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Bari o del prof Milone Virginia.
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