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Storia della radio e della televisione

Inizio delle trasmissioni Rai

Domenica 3 gennaio 1954 avvio delle trasmissioni Rai: c’è regolarità nell’offerta, tutti i giorni c’è qualcosa ma non a tutte le ore, momenti di pieni e vuoti che caratterizzeranno la tv fino all’avvento delle televisioni private che aumentano la concorrenza.

La tv viene subito percepita come rivale del cinema, in realtà non avendo un linguaggio proprio guarda al cinema e al teatro con film e commedie.

Il telegiornale è un punto fisso, sempre presente e allo stesso orario, prime sperimentazioni nel 1952, basandosi sulle prime esperienze radiofoniche.

Diffusione e impatto sociale

Pochi abbonamenti alla tv nel 1954 e molti di più per la radio, nel giro di 10 anni le cifre si invertiranno in modo vertiginoso. La tv non si relegava al contesto domestico, ma era oggetto di ritrovo collettivo, nei bar e perfino nelle sale cinematografiche con "Lascia o raddoppia" di Mike. Solitamente c’era un solo apparecchio televisivo in casa, con l’avvento del colore spesso la tv in bianco e nero veniva relegata in cucina.

Colore e tv commerciali

1 febbraio 1977 per la prima volta la Rai trasmette a colori in modo regolamentare. Prima erano state fatte solo alcune sperimentazioni, ma dal '77 anche film e serie sono colorate. Non tutte le famiglie avevano però la disponibilità economica per permettersi un secondo televisore, perciò erano in realtà ben pochi coloro che nel '77 videro i colori per la prima volta. Esistono ancora solo Rai 1 e 2. Iniziano a nascere le prime tv commerciali, come nel caso di Telebiella che trasmetteva via cavo, quindi senza infrangere tecnicamente nessuna regola. Nel 1976 infatti la corte ufficializza con una sentenza la possibilità di creare altre emittenti, purché restassero relegate a livello “locale”.

Storia della radio in Italia

La storia della radio in Italia si lega in modo indissolubile con quella televisiva, ma nasce molto prima: nel 1924 come URI (Unione Radiofonica Italiana), nel 1927 diventa invece EIAR (Ente Italiano per le Audizioni Radiofoniche). Le trasmissioni comprendevano oltre ai radiogiornali anche musica e radiodrammi.

L’attività radiofonica in realtà arriva piuttosto tardi in Italia (pur avendola tecnicamente inventata Marconi a fine '800) ma arriva prima in USA e UK (nascita BBC 1922). Si basava inizialmente su un monopolio esclusivo delle radiocomunicazioni che venne rinnovato dal governo fascista per ben 25 anni. Tuttavia l’Italia fu il secondo paese europeo a rompere questo monopolio in ambito televisivo.

Modello di broadcasting

Sia la tv che la radio si basavano su un sistema di broadcasting: la trasmissione di un ente unico a tutti coloro che possedevano un apparecchio per la ricezione di tale segnale. Ciò comportava: esclusività sul territorio nazionale del servizio affidato ad una concessionaria, subordinazione dell’esecutivo politico nel campo dell’informazione, sistema di finanziamento misto sia da parte di una tassazione (canone Rai) e pubblicità. La pubblicità viene introdotta in Rai nel 1957, quando il pagamento del canone ormai non bastava più per coprire le spese, nasce così il Carosello che durerà fino al 1977.

Memoria collettiva e sperimentazioni

La televisione serviva anche a creare una memoria collettiva, trasmettendo eventi storici in diretta (sbarco del primo uomo sulla luna). Sono le compagnie che già lavorano in ambito radiofonico ad iniziare la tv: nel 1931 la Radio Corporation of America (RCA) mette in funzione un impianto di televisione con qualità e definizione molto bassa a New York. Nel 1935 ci investirà 10 milioni per perfezionare il sistema a raggi catodici.

Controllo statale e innovazioni

In Europa radio e tv sono sotto il controllo dello stato mentre in USA il sistema è commerciale, nasce perciò un sistema concorrenziale basato sul rating. Sulla scia di queste sperimentazioni anche gli altri paesi europei cercano di perfezionare il servizio: la BBC inizia le trasmissioni sperimentali nel 1932, poi diventerà il primo operatore al mondo a fornire un servizio regolare nel 1936 (pur essendo pochissimi gli abbonati e limitato alla zona londinese per sole 3 ore serali), le rubriche trattate comprendevano: concerti, spettacoli teatrali e consigli sulla cucina e il giardinaggio.

Interruzione e ripresa delle trasmissioni

Nel 1936 verranno riprese le Olimpiadi di Berlino e trasmesse nelle loro fasi più importanti. Allo scoppio della seconda guerra mondiale le trasmissioni vengono sospese dal '39 fino alla fine della guerra: sarà la radio la vera protagonista del conflitto.

Sperimentazioni televisive

Ad inizio anni '30 lo stesso EIAR concede il permesso di iniziare le prime sperimentazioni televisive: alla 4 Mostra della Radio del 1932 avviene la prima vera sperimentazione resa pubblica. Nel '39 si avviano le trasmissioni sperimentali limitate alla zona urbana, si interromperà con la guerra per ricominciare nel 1949. In pochi anni la Rai riuscirà ad imporsi definitivamente nel 1954, con lo standard europeo basato sull’immagine a 625 linee.

Rai e pubblico

La televisione guarda prima di tutto ai media già conosciuti: teatro e cinema. Il Festival di Sanremo inizierà infatti via radio. Anche le storie seriali rivolte al pubblico femminile (soap opera) nascono in radio, sponsorizzati da aziende di pulizia della casa. Il 1952 è un anno di sperimentazioni: la Rai installa a Milano un impianto trasmittente completo e uno studio di ripresa: Entra in funzione per la Fiera Campionaria (ore ora giornaliere di trasmissioni varie). Viene anche rinnovata la convenzione tra stato e Rai basato su 5 punti:

  • Concessione per altri 20 anni
  • Obbligo di trasferimento della direzione generale a Roma
  • Introduzione nel CDA Rai di rappresentanti del ministero degli esteri, finanze, poste e tesoro
  • Conferma del canone
  • Regolamentazione della pubblicità televisiva con una quota massima di 5% coperta dal 1957 dal Carosello

Nel 1953 inizia la ricerca delle formule e generi di programmazione più graditi al pubblico (ancora qualche migliaio di abbonati) che seguono i primi passi della tv, tra inconvenienti tecnici, disfunzioni e interruzioni. Nel 1954 c’è l’avvio ufficiale delle trasmissioni, l’infrastruttura copre circa di 43% del territorio (Nord e Roma) ma già nel corso di questo stesso anno si compie uno sforzo enorme per estenderla al Centro, in Sicilia arriverà solo nel 1956.

Influenza politica e modello BBC

La Democrazia Cristiana al governo si propone di aumentare il proprio controllo sulla Rai; vedendola in un’ottica più industriale ma senza comprenderne le potenzialità, perché allora era quasi soltanto uno strumento educativo e formativo. L’Italia guiderà in questi anni al modello BBC.

Alla metà degli anni '50 la tv è ancora un elemento di grande novità e catalizzante in un contesto socioculturale che si stava già trasformando di per sé. Il nuovo medium impone, come aveva fatto la radio negli anni '30, un nuovo tipo di rapporto col pubblico dimostrando presto la sua modernità e la sua capacità di penetrazione, con il Carosello infatti agli italiani veniva “insegnato” come utilizzare tutte le novità del boom economico.

La Rai delle origini punta soprattutto sulla tv dei ragazzi, bambini e preadolescenti, vengono visti subito come il pubblico più “influenzabile” e pronto a assorbire tutte le novità. I tre pilastri della tv pubblica diventano quindi gli stessi che lo stesso boss della BBC aveva annunciato:

  • Educare (Non è mai troppo tardi, Telescuola)
  • Informare
  • Intrattenere (telequiz erano i più amati)

Evoluzione del bilanciamento

Negli anni questo bilanciamento cambierà completamente, restando forte l’aspetto informativo mentre quello educativo viene “spostato” in canali tematici dedicati, con l’arrivo delle tv commerciali l’intrattenimento sovrasterà gli altri due.

Diffusione ridotta degli apparecchi, ma visioni collettive tipiche della tv italiana delle origini. Allarga gli orizzonti della comunità, offre comportamenti moderni, nuovi codici linguistici e costumi più aperti (pur essendo sempre un pochino indietro rispetto a ciò che accadeva nella quotidianità, ombelico della Carrà).

Carosello diviene una sorta di guida ai consumi con valore anche educativo e pedagogico. Ispirazione derivata da altri ambiti: radio, teatro, cinema. Programmazione caratterizzata da: commedie del teatro italiano. Si importa anche modelli dalla tv americana con forte impronta italiana: i giochi a premi nascono negli USA ma distaccandosene attraverso il ricorso di una forte spettacolarità, elaborando anche format originali.

Successo di "Lascia o raddoppia?"

Lo straordinario successo di Lascia o raddoppia? dal 1955 al 1959 si spiega anche per la forma di messinscena teatrale assunta da questo quiz. Il meccanismo ludico viene dilatato rispetto alla breve e scarna scelta della domanda del quiz CBS The 64000$ Question che lo ha ispirato (pubblicità dello sponsor direttamente durante il programma).

Modello italiano: Campanile sera, nato in radio poi passato in tv chiamato originariamente Il gonfalone, è una vera è propria invenzione Rai. Sempre condotto da Mike Bongiorno, primo esempio di gioco collettivo dove due paesi d’Italia si sfidavano in prove varie, ebbe un successo clamoroso tanto che venne trasmesso per oltre 100 puntate fino al 2 ottobre 1962.

Progetti pedagogici della Rai

Il progetto pedagogico della Rai prende piede con la creazione di programmi tv appositamente pensati per coloro che non possono frequentare la scuola allo scopo di far loro conseguire il diploma. Il progetto Telescuola rimane in vita dal 1958 al 1966 e si rivolge a fasce più basse di scolarità elementare. "Non è mai troppo tardi" dal 1960 con il maestro Manzi nasce come strumento per insegnare la lingua agli analfabeti.

Agli spettatori più giovani è dedicata la fascia della tv per ragazzi, target di cui la Rai si occupa particolarmente.

Innovazioni e personaggi chiave

Emanuele Perrucca-Orfei, Storia della televisione in America: 1908 de Forrest manda la prima voce attraverso la radio dalla torre Eiffel, Farnsworth vuole creare tubo elettronico per mandare suoni e immagini, a 14 anni era già pronto a comunicare la sua idea. Nella segretezza più assoluta cerca di creare la televisione. David Sarnoff a 14 anni immigrato russo a NY lavora, sbaglia strada e capirà nella società di Marconi che lo assume come fattorino, divinizza Marconi, talento pubblicitario, capta il messaggio dell’affondamento del Titanic e (forse) salva molte altre navi, RCA creata da Roosevelt acquista subito la Marconi e con lei Sarnoff. Conrad comincia trasmissioni radiofoniche sperimentale KDKA in occasione delle elezioni americane.

Negli anni '20 la radio diventa la più grande innovazione degli ultimi anni, Zworykin inizia ad assistere Farnsworth nella creazione della televisione, anche se diventa molto noto facendo esplodere uno degli esperimenti, la televisione meccanica è ancora troppo debole, si concentrano su quella elettronica (basata sul movimento degli elettroni) che promette migliore risoluzione, ma la prima dimostrazione fallisce.

Jenkins si concentra maggiormente su quella meccanica, e mette in atto la prima vera trasmissione con sole 48 righe e il presidente a parlare da Washington a NY. In Inghilterra intanto Baird ha già inventato la tv meccanica ma messo a confronto con Farnsworth perde clamorosamente.

Concorrenza e sviluppo

Zworykin passa a Sarnoff alla RCA, e inizia a lottare con Farnsworth per il brevetto, ma vince quest’ultimo grazie alla testimonianza della maestra che vide per prima i disegni. Inizio anni '30 Sarnoff ha in mano tutta la radio, ma continua comunque a sperimentare la tv anche se usando troppi soldi, trasformando NY nel suo laboratorio di ricerca.

Inizialmente lavorare per questa tv a fine anni '30 era una cosa sdegnosa e nemmeno un disoccupato e sconosciuto Frank Sinatra volle partecipare. L’Esposizione Universale del '39 fu l’occasione per annunciare l’inizio di ufficiale trasmissioni in America: 2 ore a settimana l’NBC 200 apparecchi di NY vedono la tv. Il Congresso costringe Sarnoff a vendere una delle due reti della NBC che diventerà ABC.

Dumont possiede una rete tutta nuova e a 600 righe facendo una grandissima concorrenza alla RCA con 450 righe. Alla fine per la disperazione si alleano e trasmettono insieme il campionato di baseball, riprendendo perfino da più inquadrature. I disfattisti iniziano a cambiare idea: la tv si imporrà sulla radio.

Matz, il pazzo pubblicitario, in 24 monta un apparecchio nuovo da tanti di quelli già in circolo, mettendolo ad un prezzo bassissimo, che portò anche la concorrenza ad abbassare i prezzi.

Divi televisivi e televisione a colori

Iniziano a nascere i divi televisivi, Norma Jean come Marilyn Monroe. 1950 c’erano già 11 milioni di apparecchi in bianco e nero in circolo, la sfida diventa il colore. Viene subito sperimentata una televisione a colori meccanica, ma Sarnoff vi si oppone andando perfino davanti alla Corte Suprema, perdendo. Continua comunque a lavorare su un tv a colori elettronica nonostante i fallimenti, e alla fine ci riuscì, modificando la telecamera stessa. La televisione a colore verrà lanciata ufficialmente nel 1954 e la realtà quotidiana dei cittadini americani cambia. Non fidarsi del messaggio ma amare il mezzo.

Sarnoff riesce ad ingegnarsi anche per riprendere il primo uomo sulla luna.

Processo di diffusione

Pur esistendo già negli anni '50 la tecnologia del colore arriverà molto tardi nel case, è un processo nuovo e soprattutto lungo. Televisori, Sky Arte: tv ha unito gli italiani, prime visioni popolari pubbliche che fanno diventare il televisore un oggetto totemico, viene subito messo nel salotto buono. Prima modificazione introduce il secondo canale cambiando l’antenna e un dispositivo nuovo, con una seconda manopola.

Design e innovazione

Anni '60-'70 primi esperimenti di design per la televisione, la Brionvega per prima fa il Doney: il televisore così abbandona il salotto buono e prende posto anche nelle altre stanze.

Televisione a colori

Anni '70-'80 l’arrivo del colore: olimpiadi viste a colori, Telefunken...

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-ART/06 Cinema, fotografia e televisione

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