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Diritto internazionale

Il diritto internazionale, a differenza di tutti gli altri diritti, si definisce un fatto pre-giuridico. Il diritto è il frutto dei comportamenti dei soggetti del diritto stesso. I soggetti primari della disciplina di diritto comune sono enti collettivi, fra questi i principali sono gli stati a cui si applicano tutte le regole (in materia di sovranità, di immunità, divieto di uso della forza...)

Requisiti per definirsi stato

Quando un ente collettivo può definirsi uno stato? I requisiti necessari perché un ente collettivo possa definirsi stato all’interno del diritto internazionale. Soltanto i soggetti del diritto internazionale partecipano alla formazione delle norme internazionali e sono essi stessi i destinatari di queste norme. È un diritto sovra-internazionale, cioè la sovranità interna e la sovranità esterna danno la possibilità all’ente di essere definito stato.

Le regole proprie del diritto internazionale sono regole che si sono sviluppate in seguito agli stati. La sovranità interna sussiste allorché esista un ente collettivo che corrisponde ad un determinato territorio su cui vive un popolo e vi è un governo che si occupa di gestire la vita del popolo. Il governo deve essere in grado di governare e di farsi rispettare, quindi deve essere effettivo. La Somalia, in relazione al fenomeno della pirateria (crimine internazionale) nelle acque internazionali, ha sostanzialmente reso ineffettivo il potere di governo.

La sovranità esterna corrisponde all’indipendenza giuridica di un ente nell’ambito della comunità internazionale (es. stati federati/stato federale), anche per questa rileva il principio dell’effettività, occorre verificare se effettivamente sussista sia la sovranità interna che quella esterna. Dal punto di vista del diritto internazionale soggetti, non sono i singoli stati federati, ma sono gli stati uniti nel loro complesso. Occorre fare una verifica per stabilire se sussista la sovranità esterna, dove si verifica appunto l’indipendenza dei soggetti, la globalizzazione con sempre crescente interdipendenza fra stati sotto altri profili come quello politico o economico; la presenza di nuovi attori sullo scenario internazionale; erosione di competenze statali da parte del diritto internazionale, erosione della sovranità monetaria per i paesi membri dell’UE che non possono più battere moneta indipendentemente.

Ulteriori requisiti della soggettività internazionale

Con l’evoluzione del diritto internazionale si sono aggiunti ulteriori requisiti costitutivi della soggettività internazionale. Anche uno stato che non rispetta i diritti dell’uomo può essere considerato uno stato, es. Corea del Nord, dunque non è un elemento costitutivo della soggettività internazionale. Nel momento in cui mi viene riconosciuta la soggettività internazionale mi si applicano le norme internazionali, dunque anche il rispetto dei diritti dell’uomo. È in seguito al comportamento costante prolungato nel tempo di uno stato che si formano le regole internazionali.

Principio di autodeterminazione dei popoli

Il rispetto del principio di autodeterminazione dei popoli è un principio che fa parte delle regole del diritto internazionale generale, volto a consentire al popolo che si trova in un determinato territorio di avere un proprio governo. Questo principio è stato la base e rappresenta la chiave di lettura per consentire alle ex colonie di liberarsi dalle potenze dominanti oppure altri casi. Diritto di un popolo di potersi scegliere liberamente un governo. Un paese che non rispetta l’autodeterminazione (es. ex Jugoslavia) è comunque un soggetto di diritto internazionale, commettendo un illecito internazionale.

Riconoscimento internazionale

Il riconoscimento da parte della comunità internazionale, molti paesi della comunità internazionale non riconoscono Israele. È uno stato, il riconoscimento significa che gli altri paesi intendono non avere delle relazioni con quello stato.

Funzioni del diritto internazionale

A che cosa serve il diritto internazionale? Il diritto internazionale prende atto dell’esistenza di uno stato (o di altro soggetto) al fine di:

  • Tutelarne i caratteri (es. principio di non ingerenza negli affari interni di uno stato)
  • Garantire le sue relazioni esterne con gli altri stati e più in generale con gli altri soggetti del diritto internazionale.

Per vedere se un ente collettivo ha i requisiti per essere considerato stato bisogna studiarlo ed esaminarlo a fondo. Un soggetto nel momento in cui è uno stato è governato dal principio di sovranità. Si dice che dal punto di vista giuridico di potere all’interno e potere anche all’esterno, la comunità internazionale ha una struttura paritaria.

Nel momento in cui si fondano le regole primitive del diritto internazionale si dice che la comunità ha struttura paritaria, perché se guardiamo l’esercizio dei vari poteri dello stato non abbiamo un ente sovraordinato rispetto ai soggetti del diritto internazionale. Non c’è un legislatore sovraordinato. Nella comunità internazionale, a fronte di un illecito, si aprono degli scenari diversi rispetto a quelli che si aprirebbero con riguardo al diritto interno proprio perché non esiste un soggetto sovraordinato. Ci troviamo di fronte ad un ordinamento primitivo perché si compone con dei soggetti che hanno delle tradizioni e delle culture così diverse che in assenza di un potere superiore necessitano di trovare degli accordi. Ha la funzione di prendere atto dei soggetti di diritto internazionale e tutelare i loro rapporti.

Limitazioni del diritto internazionale

A cosa non serve il diritto internazionale? Il diritto internazionale non può modificare la forma di governo di uno stato perché andrebbe ad intaccare la sovranità interna dello stato stesso. La sovranità/soggettività internazionale è un fatto pre-giuridico e sussiste allorché siano presenti i requisiti esaminati.

Origine del diritto internazionale

Quando nasce il diritto internazionale? Nasce nel 17º secolo, abitualmente fa riferimento alla fine della guerra dei trent’anni con la conclusione del trattato di Westfalia del 1648. Gli stati sono i naturali destinatari del diritto internazionale ma ci sono anche altri enti collettivi diversi dagli stati che possono essere titolari della personalità giuridica internazionale. Essere soggetti del diritto internazionale significa essere destinatari di regole, obblighi e doveri.

Innanzitutto, sulla base di un principio di specialità, in base alle funzioni svolte, sono soggetti del diritto internazionale la Santa Sede e lo Stato del Vaticano. Questi enti hanno avuto nella storia un ruolo di vero e proprio stato, che si sono molto ridotti nel tempo. Il Sovrano Ordine Militare di Malta, si riconoscono ad essi regole ed obblighi, e viene indicato come soggetto del diritto internazionale in base alle sue caratteristiche speciali. La Santa Sede in funzione delle funzioni di assistenza spirituale viene ritenuta un soggetto del diritto internazionale, a seconda del paese in cui andiamo a studiare l’ordinamento internazionale non tutti gli stati ritengono la Santa Sede come un soggetto del diritto internazionale. Questi due soggetti appena elencati sono soggetti speciali in base alle ragioni sanitarie oppure spirituali.

Le organizzazioni internazionali

Le organizzazioni internazionali come le Nazioni Unite, l’Unione Europea, Consiglio d’Europa, sono soggetti del diritto internazionale e nascono dalla volontà degli stati di costituirle per poter raggiungere determinati scopi. Sono soggetti del diritto internazionale se dotate di autonomia organizzativa rispetto agli stati membri (paragonata alla sovranità esterna) e di una missione ben definita con effettive competenze. Per verificare la sussistenza dei requisiti occorre valutare: accordo istitutivo + accordi di sede (immunità, relazioni diplomatiche...) che peraltro hanno solo valore dichiarativo. È sempre possibile per uno stato uscire da un trattato (es. uscita dell’Inghilterra dal trattato di Lisbona, Brexit). Io posso decidere di fare parte oppure uscire da un trattato. L’organizzazione internazionale ha autonomia giuridica rispetto agli stati.

Le organizzazioni internazionali sono prive di territorio perché sono il frutto di un accordo degli stati che si mettono d’accordo anche sulla sede; la sede tramite l’accordo di sede viene istituita il luogo in cui essa sarà. Le caratteristiche particolari della sovranità interna va valutata sulla base dell’effettività che viene rapportata al fatto che le organizzazioni abbiano una missione precisa e che dal trattato siano elencati i mezzi e i modi con cui raggiungere gli obiettivi prefissati, così da autogovernarsi.

Legittimità del governo

Un governo è legittimo, quando il governo è effettivo, ossia la capacità in un modo o nell’altro di governare. Un governo è legittimo fino a che non arriva qualcun altro che ha la capacità di governare (es. colpo di stato).

Gli insorti e i movimenti di liberazione

Gli insorti sono soggetti del diritto internazionale se vi è la presenza di un comando responsabile e che operi con modalità tali da permettere di condurre operazioni continue e concrete ed hanno un controllo effettivo sulla parte della popolazione delle cui istanze sono portatori. I movimenti di liberazione nazionale sono soggetti del diritto internazionale: è richiesta la presenza di un comando responsabile (un gruppo di persone che organizzi il movimento), se vi è il controllo effettivo sulla parte della popolazione delle cui istanze sono portatori, e l’obiettivo dell’affermazione del principio di autodeterminazione dei popoli. Essere diritti soggettivi significa essere destinatari di norme e anche di tutela.

Nei confronti degli insorti e dei movimenti vi è l’applicazione del principio della libertà di azione delle navi ribelli. Le navi devono avere la bandiera che definiscono la nazione di provenienza; se lo stato non ha una bandiera nazionale si ritiene fuori legge, una nave pirata. Se c’è una nave che i ribelli hanno preso per agire contro lo stato, lo stato terzo non può intervenire se no viola il principio di libertà di azione delle navi ribelli. Se una nave ribelle attacca il proprio paese d’origine, non è un atto di pirateria ma è un atto di guerra che il diritto internazionale protegge nella misura in cui i ribelli rispettino le norme internazionali.

Può essere riconosciuta la soggettività internazionale all’ISIS? Può essere inserito nella categoria degli insorti.

Gli individui nel diritto internazionale

Gli individui sono soggetti del diritto internazionale? No, ma di recente è loro attribuita dalla dottrina una personalità giuridica limitata a due situazioni:

  • A livello di responsabilità penale personale in quanto organi di enti dotati di personalità internazionale
  • A seguito della progressiva affermazione dei diritti internazionali dell’uomo sono stati istituiti giudici internazionali di fronte ai quali gli individui possono agire contro gli stati (es. Corte Europea dei Diritti dell’Uomo).

Si afferma che la soggettività degli enti è regolata dal diritto internazionale generale, ed in questa prospettiva giuridica, a fronte della considerazione per cui la nascita dello Stato è un fatto pre-giuridico, si afferma che la comunità internazionale risulta connotata da una struttura paritaria.

Le fonti del diritto internazionale

Le fonti servono per creare e comporre un ordinamento giuridico, esiste anche una gerarchia tra di esse di modo che vi sia un coordinamento per la tutela degli elementi fondamentali dell’ordinamento affinché possa funzionare. Nel diritto internazionale non esiste una vera e propria gerarchia delle fonti. Il diritto internazionale pubblico, nascendo da situazioni di fatto che si cerca di regolare, sembra astratto ed è difficile coglierlo a pieno. Le norme di diritto internazionale regolano i rapporti fra i soggetti del diritto internazionale.

Dal punto di vista delle fonti occorre distinguere fra:

  • Diritto internazionale generale (consuetudini internazionali, principi di diritto riconosciuti dal diritto civile);
  • Diritto internazionale particolare (trattati);
  • Fonti previste da accordi.

Riferimento normativo per individuare le fonti del diritto internazionale è l’Art. 38 Statuto CIG. Per individuare le fonti del diritto internazionale vi è un riferimento normativo ovvero l’art. 38 dello statuto della Corte Internazionale di Giustizia – CIG. Tra gli organi delle Nazioni Unite vi è la CIG con sede all’Aia ed è l’organo giurisdizionale delle Nazioni Unite, la quale può essere adita soltanto dagli Stati e i singoli individui non possono rivolgersi ad essa. Agisce, opera e funzione sulla base di un proprio statuto, atto interno alle Nazioni Unite che stabilisce il funzionamento della stessa e le modalità di deliberazioni e quali sono le norme applicabili alle controversie tra gli Stati ovvero il diritto internazionale.

Art. 38 Statuto CIG

La Corte, cui è affidata la missione di regolare conformemente al diritto internazionale le divergenze che le sono sottoposte, applica:

  • Le convenzioni internazionali, generali o speciali, che istituiscono delle regole espressamente riconosciute dagli Stati in lite;
  • La consuetudine internazionale che attesta una pratica generale accettata come diritto;
  • I principi generali di diritto riconosciuti dalle Nazioni civili;
  • Le decisioni giudiziarie e la dottrina degli autori più autorevoli delle varie nazioni.

La consuetudine internazionale è la prova di una pratica generale accettata come diritto. Ciò che viene elencato al punto d) non è fonte, ma mezzo ausiliare per determinarne il contenuto delle consuetudini internazionali.

Occorre distinguere tra:

Diritto internazionale generale

Norme che vincolano tutti gli stati della comunità internazionale perché non sono frutto della scelta e della volontà degli stati ma sono frutto del comportamento e dell’atteggiamento dei soggetti del diritto internazionale. Sono fonti non scritte, principi immanenti. Sono le consuetudini internazionali e i principi di diritto riconosciuti dalle nazioni civili, si distinguono per la loro origine in quanto le prime nascono nella comunità internazionale mentre i secondi nascono all’interno di singoli stati ed essendo principi comuni a più stati vengono importati nell’ordinamento giuridico internazionale.

Diritto non scritto (eccezione: esistono degli accordi di codificazione del diritto internazionale generale, sono accordi con la specifica funzione di mettere per iscritto le regole che gli stati in autonomia si danno e che seguono quindi hanno funzione dichiarativa, cristallizzatrice, originatrice, sono disciplinati dall’art. 13 della Carta delle Nazioni Unite. La convenzione di codificazione vincola solo coloro che l’hanno ratificata. Es. di accordo di codificazione: La Convenzione di Vienna (1969) si occupa di codificare le regole per la disciplina della conclusione, interpretazione, procedimento di formazione dei trattati; questi accordi contengono una serie di disposizioni con l’obiettivo di mettere per iscritto le consuetudini internazionali).

Le dichiarazioni di principi dell’Assemblea Generale ONU sono delle risoluzioni che anch’esse hanno contributi all’individuazione delle fonti del diritto internazionale generale (es. Diritto dell’Uomo del 1948); L’obiettivo è quindi quello di individuare le regole non scritte.

Vincola tutti gli stati (eccezione: le consuetudini regionali che hanno valenza territoriale e geografica);

Fonti autonome

Fonti autonome sono create dagli stati attraverso una scelta consapevole di essi, è indipendente dalla volontà degli stati. Si tratta di regole di condotta spontaneamente seguite dalla comunità internazionale nel suo insieme, in quanto spontaneamente ritenute obbligatorie. La fonte consuetudine internazionale è costituita da un elemento soggettivo (o psicologico) opinio juris et necessitatis (art. 38: accettata come diritto) e uno oggettivo (o materiale) diuturnitas o usus più (art. 38: attesta una pratica). Per essere riconosciuta deve possedere entrambi gli elementi. La consuetudine muore con la desuetudine quindi quando un comportamento non è più ritenuto accettabile.

Il singolo stato non può sottrarsi all’applicazione della consuetudine usando la teoria dell’obiettore persistente, sviluppatasi sulla base di una risalente sentenza della corte di giustizia, secondo la quale se uno stato è sorto dalla decolonizzazione, esso non può sottrarsi dalla consuetudine affermando che da essa non è mai stato vincolato.

Giurisdizione della Corte Internazionale di Giustizia

Il giudice internazionale che si occupa della rilevazione dell’esistenza delle consuetudini internazionali è la Corte Internazionale di Giustizia. I fatti rilevanti al fine di determinare l’esistenza delle consuetudini internazionali sono:

  • La prassi diplomatica degli Stati ovvero lo scambio di corrispondenza tra gli stati, la giurisprudenza internazionale e la dottrina qualificata (art. 38.1 Statuto CIG lettera d);
  • Gli accordi di codificazione;
  • Le dichiarazioni di principi dell’Assemblea generale ONU.

Principi generali di diritto internazionale

Principi generali di diritto internazionale riconosciuti dalle nazioni civili. Con questa espressione in realtà si descrivono due fenomeni fra loro distinti:

  • I principi generali dell’ordinamento internazionale, in quanto principi fondamentali del diritto ius cogens internazionale generale, detti anche norme di o norme imperative del diritto internazionale generale;
  • I principi generali di diritto riconosciuti dalle nazioni civili, in quanto fonti del diritto internazionale generale accanto alle consuetudini internazionali.

Sono citati all’art. 38 comma 1, lettera c) dello Statuto CIG e all’art. 21 comma 1, lettera c) dello Statuto della Corte penale internazionale. Non sono ricavabili dall’ordinamento internazionale, si tratta di principi che...

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Scienze giuridiche IUS/13 Diritto internazionale

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