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Appunti anno 2014-2015: diritto internazionale

Soggetti di diritto internazionale

14 ottobre 2014

Come soggetto di diritto internazionale abbiamo visto fino ad ora lo Stato. Requisiti per la soggettività sono l’effettività (controllo sul territorio) e indipendenza (originarietà dell’ordinamento, non discendenza giuridica dell’ordinamento da un altro). Non ha rilevanza giuridica il riconoscimento di uno stato da parte degli altri, ha valore solo politico; atto con cui uno Stato dichiara formalmente che l’altro stato ha requisiti per la soggettività e quindi manifesta volontà di intrattenere con esso rapporti economici, commerciali e giuridici.

(Regione in territorio russo, la Cecenia non ha indipendenza anche se l’ha proclamata più volte, ma è stata comunque riconosciuta da vari stati. L’indipendenza non ce l’ha, di fatto, è stato solo un atto a livello politico).

Altri soggetti di diritto internazionale: il popolo

Es. Zona della Crimea che vorrebbe o staccarsi dall’Ucraina o annettersi alla Russia. Un tempo era sbocco sul Mar Nero dell’Unione Sovietica, poi regalata all’Ucraina, ma è popolata da individui russi. Il principio di sovranità nazionale fa sì che quella regione senza il consenso del governo ucraino non possa staccarsi; referendum ha dato esito positivo per staccarsi.

Principio di autodeterminazione dei popoli si è affermato negli anni ’70, accolto dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite. “Esiste il divieto di ricorrere a qualsiasi misura coercitiva suscettibile di privare i popoli del loro diritto alla autodeterminazione”. Di questo diritto se ne parla sia all’inizio della carta delle nazioni unite sia dove si parla dell’assemblea generale.

Popolo è l’insieme dei soggetti che sono stanziati su un territorio e hanno degli elementi in comune. Omogenei. Autodeterminazione potrebbe voler dire decidere le proprie sorti; come far sì che un popolo si autodetermini quando il principio di sovranità territoriale lo impedisce? Come bilanciare questi due diritti?

Autodeterminazione esterna e interna

Come per la sovranità dello Stato, anche per il principio di autodeterminazione si può distinguere tra interna ed esterna.

  • Autodeterminazione esterna: i confini degli Stati non si toccano, non si possono modificare. Questi però sono stati tracciati su basi politiche, spesso non rispettano la configurazione dei popoli. Ad esempio, popolo curdo è sparso in quattro stati, fanno data tempo richiesta di autonomia. Divisione fatta nella storia dai politici. Irretroattività: non si possono rimettere in discussione situazioni territoriali definite a seguito delle due guerre mondiali (indipendentemente dal consenso dei popoli interessati). Prima del 1945, questo principio di autodeterminazione non esisteva, perciò ciò che è successo prima non si può modificare, invocando questo principio. La maggior espressione di questo principio è la decolonizzazione (molti stati coloniali si sono dichiarati indipendenti). Se ne parla anche nella Carta delle Nazioni Unite, proprio l’ONU aveva spinto per l’indipendenza delle colonie. Art 73 della Carta prevede che i membri delle Nazioni Unite si impegnino a promuovere il principio di autodeterminazione dei popolazioni, devono andare incontro alle loro aspirazioni. Non c’è scritto che concedere l’indipendenza delle colonie è un obbligo per gli Stati coloniali. La carta d’altronde è stata scritta anche dagli stati coloniali. Articolo però che è stato interpretato come diritto all’indipendenza delle colonie, le quali man mano che sono state rese indipendenti, chiedevano di entrare nelle Nazioni Unite. Le Nazioni Unite pensavano che l’indipendenza fosse a priori un bene, ma non ha considerato il fatto che questi stati non erano pronti ad esserlo, non avevano una classe politica pronta a governare, non erano pronti a gestirsi. Decolonizzazione portata avanti in nome del principio di autodeterminazione dei popoli, ma come idea astratta, senza tener conto della volontà di quelle popolazioni.
  • Dominazione militare straniera, caso della Palestina e Israele. [Es. Canada è una federazioni di Stati per lo più anglofoni, il Québec è, invece, costituito da francofoni per la maggioranza e addirittura ha un sistema di civil law. Stato che vorrebbe staccarsi dal Canada. Il Canada è uno dei primi otto stati industrializzati del mondo, fa parte del G8, se il Québec si staccasse, il Canada finirebbe al 23esimo posto.] Situazione di “gruppi sociali che si vedono rifiutare un accesso effettivo alle autorità pubbliche rivolto ad ottenere il loro sviluppo politico, economico, sociale e culturale”. Cour. Suprm. Canada 1988
  • Referendum a livello nazionale in Canada per la secessione del Québec ha dato esito negativo, anche se in Québec vi era maggioranza. Comunque, la camera dei comuni ha riconosciuto il Québec come una nazione all’interno di un Canada unito.
  • Referendum per la secessione della Scozia, concesso dal Regno Unito che si era dichiarato disposto anche ad accettare l’esito. Segno di grande democrazia. Esito comunque negativo del referendum.
  • Catalogna vorrebbe fare un referendum per rendersi indipendente dalla Spagna, ma in questo caso lo Stato ha già dichiarato che non riconoscerà un eventuale stato catalano indipendente.
  • Autodeterminazione interna: irrilevanza a livello internazionale. Inesistenza di un principio internazionale di democrazia. Ci sono delle questioni che sono interamente di competenza dello stato, in cui il diritto internazionale non può intromettersi. Tra queste, c’è la forma di governo. Il diritto internazionale non può fare altro che registrare. Se però un governo non democratico mette in atto violazioni dei diritti umani, allora sì che il diritto internazionale può intervenire sanzionando non la forma di governo, ma il comportamento di tale governo. C’è comunque la tendenza unilaterale degli Stati ad isolare gli Stati non democratici; sono gli stati che illegittimamente si arrogano il diritto di esportare la democrazia. Ideologicamente è giusto, ma bisogna tener conto delle difficoltà di fatto, bisogna essere istruiti e preparati alla democrazia, non può essere imposta a un paese che non sa come gestirla.

Problema della secessione di regioni etnicamente distinte

L’obbligo e il diritto del principio di autodeterminazione dei popoli è in capo allo Stato, non al popolo perché non è un soggetto di diritto internazionale. È beneficiario materiale di un principio, ma il diritto è degli Stati, gli Stati hanno il diritto di vedere rispettato il principio dell’autodeterminazione dei popoli da parte dello Stato che lo sta violando. (es. Nel caso del popolo palestinese, è Israele che ha il dovere di concedere l’autodeterminazione dei popoli, gli Stati della comunità internazionale hanno diritto che questo diritto sia rispettato. Le Nazioni Unite, infatti, dal 1946 dicono ad Israele che deve concedere l’autodeterminazione ai Palestinesi).

Gli insorti

Conflitto armato non internazionale (cioè interno). Individui che si ribellano per destituire il governo in carica. Hanno soggettività (limitata) se presentano due requisiti:

  • Controllo effettivo, quantunque non ancora stabile, su una popolazione
  • Operano sotto la guida di un comando responsabile.

(È contenuto nel protocollo addizionale della Convenzione di Ginevra del 1977 sui conflitti armati non internazionali.)

Soggettività limitata che si completa nel momento in cui questi insorti riescono ad assumere il controllo dello Stato. A quel punto, non sono più insorti, ma i nuovi detentori del governo. Problema della successione degli stati nei trattati; il nuovo governo succede a quello precedente nei trattati?

Le convenzioni di Ginevra del 1949 si applicano ai conflitti armati internazionali. Aggiornate attraverso due protocolli addizionali nel 1977. (1) Il primo riguarda i conflitti armati internazionali, quelli classici tra Stati. (2) Il secondo riguarda, invece, quelli armati non internazionali, cioè guerre civili. Novità assoluta. Importante perché ciò che avviene all’interno di uno stato, anche un’insurrezione, è questione che non riguarda il diritto internazionale. Perché però mettere norme internazionale sul rispetto dei diritti umani per le guerre tra Stati e non per le guerre civili? Necessità di vietare certi comportamenti anche per le guerre civili. Ingerenza non apprezzata da tutti gli stati, in particolare quelli a rischio di guerre civili. Perciò questo protocollo è stato sottoscritto da un numero inferiore di stati.

I movimenti di liberazione nazionale

Gruppi insurrezionali organizzati (stessi requisiti degli insorti) che però non agiscono per motivazioni politiche o per aspirazioni personali, ma rappresentativi delle istanze di autodeterminazione di un popolo. A questi movimenti, non si applica il secondo protocollo, ma il primo protocollo sui conflitti armati internazionali. È proprio considerato come un conflitto internazionale.

La Palestina

  • Movimento per la liberazione della Palestina, OLP, all’inizio era priva di soggettività internazionale.
  • Se fosse stato un soggetto, avrebbe goduto di immunità (importante per un caso con i giudici italiani).
  • Le è stata concessa una limitata soggettività internazionale al solo scopo di “discutere su basi di perfetta parità con gli Stati territoriali i modi e i tempi dell’autodeterminazione dei popoli ritenuta norma consuetudinaria cogente”.
  • Dal 1974 l’OLP ha la qualità di observer presso L’ONU.
  • A seguito dell’esercizio sempre più stabile della sovranità sul territorio e delle elezioni democratiche del 1996, dal 1998 alla Palestina è riconosciuto il diritto di partecipare alle riunioni dell’AG con prerogative maggiori del passato, ma non ancora equiparate a quelle degli Stati.
  • Dal 2012 la Palestina è non-member observer State delle Nazioni Unite. Quindi non fa parte delle Nazioni Unite, non è stato membro, non può votare. Tuttavia, viene qualificato come “Stato” e questo ha suscitato reazioni di Israele e degli Stati Uniti perché è una sorta di riconoscimento di legittimità della Palestina.
  • È membro della Lega Araba, dell’Organizzazione di cooperazione islamica (riunisce quasi 60 stati, gli stati islamici al mondo. Per aderirvi, bisogna essere uno stato, bisogna firmare il trattato di adesione) e del gruppo dei 77. Mosse politiche, non giuridiche. (La Lega Araba volendo formare un unico stato arabo contro Israele era naturalmente pro Palestina).

Il sovrano ordine militare di Malta e la Santa Sede

Sono enti collettivi che in passato erano dotati dei caratteri tipici degli Stati, e attualmente hanno finalità proprie della Comunità Internazionale. La loro soggettività internazionale si è manifestata soprattutto all’interno dell’ordinamento italiano.

Sovrano Ordine militare di Malta

  • Associazione sorta a fini militari e di assistenza sanitaria. Dal XIV alla fine del XVIII governò su Rodi e Malta. “È portatore di un ordinamento giuridico originario e indipendente da ogni altro dal quale sono disciplinati sia la sua organizzazione sia la sua attività.” Cass. È equiparato ad uno Stato, gode di immunità. Attualmente ha sede a Roma, mantiene rapporti diplomatici con alcuni Stati europei, oltre all’Italia.
  • “Si tratta di una forma particolare di soggettività internazionale, avente carattere funzionale, nel senso che opera esclusivamente per il raggiungimento delle sue finalità istituzionali di assistenza sanitaria e ospedaliera”.

La Santa Sede

  • Ente esponenziale della Chiesa Cattolica, dotata di un ordinamento giuridico originario. Ha organi suoi propri, non ha una sua popolazione stanziata sul suo proprio territorio. La Santa Sede ha sede nel territorio italiano, accolta con i Patti Lateranensi del 1929. Accordi che di solito si chiamano “concordati”.
  • Gode dei diritti e dei privilegi necessari per lo svolgimento della sua missione religiosa e morale, mantenendo una minima base territoriale a garanzia di una sufficiente autonomia dei suoi organi internazionali. [Così come le Nazioni Unite non hanno un loro territorio, stanno a New York per accordi con gli Stati Uniti]
  • “La Santa Sede è sopravvissuta quale soggetto di diritto internazionale alla estinzione dello Stato Pontificio per debellatio avvenuta nel 1870 per effetto dell’annessione di Roma da parte dello Stato Italiano” Cassazione 1988. Quindi, dal 1870 al 1929 la Santa Sede non ha avuto un territorio.
  • Partecipa ad organizzazioni internazionali, soprattutto quelle con funzione umanitarie. Aderisce ad esempio alle convenzioni di Ginevra sui diritti umanitari.

15 ottobre 2014: le organizzazioni internazionali

Distinzione tra gli insorti e altri gruppi che portano avanti delle rivendicazioni, come gruppi terroristici e i privati. I gruppi terroristici sono gruppi di persone organizzati che combattono per motivi politici, ma non per prendere il potere nello Stato; i pirati sono dei soggetti che mettono in atto anche azioni armate per uno scopo privato, lucro (Cicerone definisce i pirati “nemici del genere umano”). In un certo periodo storico c’erano i corsari, la guerra di corsa era legittima; il corsaro aveva mandato da parte della regina di Inghilterra e aveva lo scopo di depredare le navi che tornavano dall’America per evitare che gli spagnoli o altri portassero in Europa delle ricchezze. Poi secondo un certo accordo, i corsari potevano tenersi tutto o in parte quel bottino per arricchirsi. Guerra di corsa era un’azione con motivazione politica, era legittima, ad un certo punto storico diventa illegittima e i corsari tornano ad essere equiparati ai pirati. I pirati operano soprattutto in vicinanza della Somalia, in Africa e in Asia; zone a rischio pirati individuate su delle cartine, utili alle navi mercantili le quali allora assicurano la propria nave (ed essendo il rischio altissimo, il premio sarà molto alto).

Non esiste al momento una convenzione contro i pirati, sono ridiventati un problema serio da una decina d’anni. Nel frattempo, ci sono delle norme che si possono applicare? Come gruppi, i pirati hanno soggettività internazionale? È difficile comunque capire se siano organizzati, non si sa chi vi sia ai vertici.

Le organizzazioni internazionali

Sono delle unioni di stati. Sono necessari dei requisiti minimi per farvi parte; la presenza di un apparato internazionale; creazione mediante trattato internazionale; esercizio di funzioni di carattere internazionale.

Il G8 non è un’organizzazione internazionale perché non vi è un trattato istitutivo. Si riunisce ogni anno in uno stato diverso, non ha sede istituzionale, è itinerante. Non ci sono regole, c'è solo una prassi che quindi può cambiare. (La carta delle Nazioni Unite ha 109 articoli che ne regolano la disciplina). Un'organizzazione internazionale serve a perseguire delle finalità che gli stati da soli non possono raggiungere. La prima grande organizzazione internazionale nasce nel 1919: la Società delle Nazioni.

Problema del fondamento della soggettività internazionale

  • Diritto internazionale generale: automaticità di attribuzione a tutte le o.i.
  • Diritto internazionale particolare: la soggettività di ciascuna o.i. deve essere prevista dal Trattato che la istituisce

Due teorie sviluppatesi in passato riguardo la soggettività. La seconda teoria incontra come ostacolo il fatto che nessun trattato prevede espressamente la soggettività dell'organizzazione. Si scontra inoltre col problema che un trattato crea obblighi solo tra le parti, come in un contratto. Attraverso un'opera di deduzione implicita della soggettività internazionale dal Trattato istitutivo, la Corte internazionale di Giustizia ha affermato la soggettività delle Nazioni Unite (e successivamente dell'oms).

  • Parere 1949 sulla riparazione dei danni subiti al servizio delle Nazioni Unite.
  • Parere 1980 sull'accordo tra oms e Egitto (OMS= organizzazione mondiale sulla sanità).

[I funzionari devono astenersi dal fare l'interesse del proprio Stato e lo Stato deve astenersi dall'influenzare i funzionari internazionali. Sono di una certa nazionalità, ma devono rendere indipendenti dal proprio stato; pagano addirittura le tasse alle Nazioni Unite. Distinzione tra chi è in missione per conto del proprio stato e chi invece è funzionario delle Nazioni Unite; danno funzionale → funzionari svedesi e francesi vanno in Israele in un momento delicato e vengono uccisi. La famiglia e gli stati di appartenenza chiedono risarcimento, ma dato che erano funzionari, anche le Nazioni Unite chiedono risarcimento a Israele. Prima di farlo, chiedono parere alla CIG riguardo alla propria soggettività internazionale, necessaria per rapportarsi con un altro stato.]

Sì, le Nazioni Unite hanno soggettività internazionale, anche se limitata rispetto ad uno Stato. Israele ha pagato quindi danno alla famiglia e agli Stati come danno personale, alle Nazioni Unite come danno funzionale.

→ La soggettività internazionale dipende dalle funzioni e dai doveri assegnati all'organizzazione dal trattato istitutivo.

È inoltre necessario che l'organizzazione tenga comportamenti rilevanti per l'ordinamento internazionale:

  • Conclusione di trattati internazionali
  • Azione in protezione diplomatica (risarcimento per i danni arrecati ai loro funzionari nell'esercizio delle loro funzioni, altrimenti no danni funzionali, ma danni personali)
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Scienze giuridiche IUS/13 Diritto internazionale

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