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RESISTENZA AI MESSAGGI PERSUASIVI

Esistono strategie per resistere ai messaggi persuasivi.

- Inoculazione dell’atteggiamento

Soppesare gli argomenti a favore o contro il loro atteggiamento prima che esso venga messo in discussione.

Maggiore è il tempo impiegato per questa attività preliminare, migliore è la capacità degli individui di respingere gli attacchi.

McGuire propose l’uso dell’inoculazione di un atteggiamento.

- Inoculare negli individui una piccola dose degli argomenti che avrebbero in seguito ascoltato.

RESISTERE AGLI ATTACCHI EMOTIVI

Per resistere agli attacchi emotivi si può estendere la logica dell’approccio dell’inoculazione di McGuire con tecniche a base emotiva.

TEORIA DELLA REATTANZA

Spaventare a morte potrebbe generare un effetto boomerang pari alla forza del divieto.

Può causare un aumento dell’interesse per l’attività proibita.

Le persone non amano sentire minacciata la loro libertà, così reagiranno con una ribellione contro la proibizione.

ATTEGGIAMENTI E COMPORTAMENTO

Quando le persone cambiano gli atteggiamenti, cambiano anche il loro comportamento.

Gli atteggiamenti fanno veramente prevedere il comportamento, ma solo in determinate condizioni.

Un fattore cruciale è sapere se il comportamento che stiamo cercando di prevedere è spontaneo oppure deliberato e pianificato.

COMPORTAMENTI SPONTANEI

I comportamenti spontanei, sono dei comportamenti che avvengono senza pensare troppo a ciò che stiamo per compiere.

La coerenza fra atteggiamento e comportamento è più alta fra soggetti con atteggiamenti accessibili.

Gli atteggiamenti diventano accessibili in base al grado di esperienza che gli individui hanno nei confronti dell’oggetto dell’atteggiamento.

COMPORTAMENRI VOLONTARI (deliberati e pianificati)

In questo caso il nostro comportamento è volontario e pianificato.

Gli individui hanno a disposizione tempo sufficiente per ponderare sulla questione.

TEORIA DELL’AZIONE RAGIONATA

In presenza di tempo per soppesare un comportamento futuro, il modo migliore per prevederlo è quello di considerare l’intenzione di agire in un

certo modo.

PREVEDERE I COMPORTAMENTI VOLONTARI

- L’importanza di atteggiamenti specifici

Gli atteggiamenti specifici verso un comportamento possono prevederlo.

Più si è specifici nella domanda posta, più la previsione comportamentale è corretta.

- L’importanza delle norme soggettive

Le credenze su come le persone care giudicheranno un certo comportamento.

- Controllo comportamentale percepito

Le intenzioni delle persone vengono influenzate dalla facilità con cui credono di poter seguire quel comportamento.

Se le persone credono sia difficile seguire un comportamento, non avranno una forte intenzione nel metterlo in atto.

PUBBLICITA’

Se si tratta un atteggiamento a base emotiva, le pubblicità devono contrastare emozioni con altre emozioni.

Se l’atteggiamento delle persone è a base cognitiva è importante che la rilevanza personale della questione produca conseguenze sulla vita degli

individui.

MESSAGGI SUBLIMINALI

I messaggi subliminali, sono parole o immagini che, seppure non percepiti consciamente, possano influenzare il giudizio, gli atteggiamenti e i

comportamenti di persone a livello inconscio.

Capitolo 7

IL CONFORMISMO

La cultura occidentale pone l’accento sul fatto di non essere conformisti e promuovere l’individualismo.

Ma, in alcuni casi le persone seguono il conformismo in maniera estrema.

Spesso è la pressione sociale a spingere gli individui verso il conformismo.

L’INFLUENZA SOCIALE INFORMAZIONALE

Il comportamento degli altri è fonte di informazione.

Il comportamento degli altri definisce una situazione ambigua a nostro favore e ci aiuta a scegliere le azioni appropriate.

Per testare questa componente, Sherif propone un esperimento con l’ausilio dell’illusione ottica chiamata effetto autocinetico. (Punto luminoso

immobile, che si muove per la mancanza di punti di riferimento, l’individuo si conforma al gruppo).

Questo fenomeno viene definito dell’obbedienza pubblica, priva di accettazione individuale.

IMPORTANZA DI ESSERE ACCURATI

Baron propone un esperimento per definire come l’importanza di essere accurati verso l’influenza sociale.

Fa un test di 4 diapositive per calcolare l’influenza sociale informazionale che porta al conformismo.

MALATTIA PSICOGENA DI MASSA

Esempio estremo di influenza sociale informazionale.

Presenta l’insorgere di sintomi fisici simili in un gruppo di persone, privi di una vera causa.

SITUAZIONI IN CUI LE PERSONE SI CONFORMANO ALL’INFLUENZA SOCIALE INFORMAZIONALE

- Ambiguità della situazione

Non siamo certi di quale sia la risposta giusta. Quindi ci conformiamo.

- Quando la situazione è una crisi

Non abbiamo il tempo per fermarci a pensare quale sia la migliore azione da seguire.

- Quando gli altri sono degli esperti

Tanto più una persona sembra esperta, tanto più viene ritenuta guida valida in una situazione ambigua.

INFLUENZA SOCIALE NORMATIVA

Ci conformiamo alle regole sociali del gruppo, che sono implicite o esplicite, che dettano quali sono i valori e le credenze accettabili.

Ci conformiamo per poter continuale a restare nel gruppo e trarre benefici dall’appartenenza.

ESPLORAZIONE PARAMETRI DELL’INFLUENZA SOCIALE NORMATIVA di Asch

Asch propone il seguente esperimento.

Esperimento delle linee, dove bisogna scegliere quale linea della prima immagine era più simile nelle tre linee presenti nell’immagine successiva.

La risposta era evidente ma se le persone precedenti alla cavia rispondevano altro, allora la cavia si conformava al gruppo.

Le persone concordano con il gruppo pur non credendo in ciò che stanno facendo o dicendo.

LE CONSEGUENZE DEL RESISTERE ALL’INFLUENZA SOCIALE NORMATIVA

I membri del gruppo cercherebbero di riportarci al suo interno tentando di indurci al conformismo nel senso delle loro attese.

Se non ci riescono, e non abbiamo una spiegazione adeguata, veniamo respinti.

L’INFLUENZA SOCIALE INFORMAZIONALE/NORMATIVA E LE DONNE

L’influenza sociale informazionale è il meccanismo mediante il quale le donne apprendono quale sia il tipo di bellezza femminile in un determinato

periodo della loro cultura.

L’influenza sociale normativa spiega invece i tentativi di modellare il proprio corpo con le diete.

TEORIA DELL’IMPATTO SOCIALE di Latenè

La probabilità con cui rispondiamo all’influenza sociale proveniente dagli altri dipende da tre variabili:

- La forza – Il grado di importanza che il gruppo ha per noi.

- L’immediatezza – Il grado di vicinanza nel tempo e nello spazio durante l’influenza.

Più il conformismo è presente, più aumentano la forza e l’immediatezza.

- Il numero – Quante persone si trovano nel gruppo.

Il numero opera in maniera diversa.

Più cresce il gruppo, minore è l’impatto del conformismo.

Il conformismo cresce con l’aumentare delle persone nel gruppo fino ad un certo punto.

GRUPPO IMPORTANTE

Le pressioni normative sono molto più forti quando provengono da persone care.

Esse eserciteranno maggiore influenza normativa su di noi rispetto ad altri.

GRUPPO UNANIME

L’influenza sociale normativa è più forte quando ogni membro dice e crede nella stessa cosa.

GRUPPO APPARTIENE AD UNA CULTURA COLLETTIVISTA

L’influenza sociale normativa è più alta nelle culture collettiviste perché promuove l’armonia e i legami affettivi all’interno del gruppo.

L’INFLUENZA DELLA MINORANZA

Un individuo o una minoranza possono indurre ad un cambiamento nella maggioranza.

La questione cruciale è la coerenza.

Le persone che hanno opinioni minoritarie devono mantenerle inalterate nel tempo.

Se la minoranza dà voce a un’opinione coerente, è probabile che la maggioranza ne prenda nota e arrivi addirittura ad adottarla.

COMPORTAMENTO POSITIVO DELL’INFLUENZA SOCIALE

Cialdini ha proposto un modello di condotta normativa in cui alcune norme sociali possono essere usate in maniera latente per indurre le persone

a conformarsi al comportamento sociale corretto e approvato.

Bisogna prima concentrarsi su quale genere di norma stia operando, poi invocare una forma di influenza sociale.

Esistono due tipi di norme

- Norme ingiuntive

Sono ciò che pensiamo le altre persone approvino o meno. Ciò che la maggior parte delle persone approvano o disapprovano.

- Norme descrittive

Riguardano le nostre percezioni nel mondo su come le persone si comportano realmente in una data situazione. Ciò che le persone

realmente fanno.

Cialdini ha analizzato le norme con ricerche sul campo (Cartaccia raccolta/buttata in un parcheggio).

EFFETTO BOOMERANG NEL MESSAGGIO

Se vogliamo abbassare il livello di abuso di una sostanza dobbiamo fare attenzione alla quantità media riportata, perché esistono:

- Persone con un livello sopra la media e che noi vogliamo convincere a diminuire.

- Persone con un livello sotto la media che tramite l’effetto boomerang aumentino le loro dosi in relazione alla quantità media.

OBBEDIENZA ALL’AUTORITA’

L’obbedienza è una norma sociale che ha valore in ogni cultura.

Spesso, persone normali che sono sottoposte a potenti pressioni sociali da parte di un’autorità, commettono azioni illogiche.

Milgram ipotizzo che uno sperimentatore poteva influenzare una persona a commettere atti immorali.

L’esperimento si basava su scosse elettriche sempre più forti ad ogni domanda errata.

La maggior parte dei partecipanti all’esperimento cedettero alla figura autoritaria dello sperimentatore e continuarono a dare scosse elettriche

all’intervistato.

Trovarono difficile abbandonare la regola all’autorità per due ragioni:

1- Erano troppo occupati a registrare le risposte dell’intervistato.

2- I soggetti ad ogni punto dovevano solo decidere se aumentare la scossa di una piccola quantità, e dato che ogni volta che una persona

prende una decisione, si crea dissonanza con conseguente pressioni sulla sua riduzione.

L’iniziale accondiscendenza a somministrare la prima scossa, creò una pressione a continuare ad obbedire.

La cavia perdeva il senso di responsabilità personale.

Capitolo 8

I GRUPPI SOCIALI

I gruppi sociali sono un insieme di due o più persone che interagiscono reciprocamente e sono interdipendenti, nel senso che sono spinti dai propri

bisogni e obiettivi ad affidarsi l’uno all’altro e a influenzare reciprocamente il comportamento.

La ragione per cui le persone si uniscono in gruppi sociali è che entrare in relazione con gli altri soddisfa molti bisogni umani così fondamentali da

fare pensare che esista un senso innato di appartenenza a gruppi sociali.

I gruppi sociali nell’antichità erano un fattore di sopravvivenza, mentre oggi ci aiutano a capire chi siamo.

QUALITA’ DI UN GRUPPO

La maggior parte dei gruppi sociali in realtà tende ad avere non più di 20 membri.

I membri tendono ad essere simili per età, sesso, credenze e opinioni.

RUOLI NEL GRUPPO

La maggior parte dei gruppi possiede dei ruoli ben definiti. I ruoli sono le posizioni associate ad una serie prevista di comportamenti.

I ruoli sociali comportano però due prezzi da pagare.

Sono capaci di modellare il comportamento delle persone in maniera potente.

Importante è l’esperimento di Zimbardo dove le persone recitavano il ruolo di guardia e prigioniero in una prigione.

- I soggetti assunsero così rapidamente i rispettivi ruoli da costringere i ricercatori a sospendere l’esperimento.

- Gli individui entrarono nei loro ruoli al punto da smarrire le loro identità personali e il proprio senso di umanità.

COESIONE DI GRUPPO

La coesione di gruppo sono le qualità che uniscono insieme i membri di un gruppo e incoraggiano il reciproco gradimento.

Più il gruppo è coeso, più è probabile che i suoi membri restino nel gruppo, prendano parte all’attività e cerchino di reclutare nuovi membri.

FACILITAZIONE SOCIALE

La facilitazione sociale è il modo in cui la semplice presenza degli altri condiziona le prestazioni degli individui.

COMPITI FACILI/DIFFICILI

La presenza degli altri facilita la prestazione nei compiti semplici.

La presenza degli altri porta a prestazioni peggiori in compiti difficili.

Nei compiti difficili la presenza degli altri peggiora il rendimento perché:

- La presenza degli altri causa l’eccitazione psicologica

- Con la presenza dell’eccitazione risulta più facile fare compiti semplici, piuttosto che complessi.

PERCHE’ PRESENZA DEGLI ALTRI PROVOCA ECCITAZIONE

Esistono 3 teorie:

1- La presenza degli altri ci costringe ad essere più attenti.

L’essere umano deve prestare attenzione alla presenza di un suo simile.

2- Gli esseri umani hanno preoccupazioni diverse sulla presenza degli altri.

3- Il grado di distrazione che gli altri possono apportare a noi.

INERZIA SOCIALE

L’inerzia sociale è la riduzione dello sforzo individuale all’interno di un gruppo.

RILASSAMENTO

Se l’eccitazione migliora il rendimento nei compiti semplici e al contrario ostacola quelli più complicati allora...

Il rilassamento dovrebbe peggiorare la prestazione nei compiti semplici e migliorarla in quelli complessi.

È stato riscontrato che quando il compito era difficile, il rilassamento costituiva un punto in vantaggio che permetteva prestazioni migliori.

CULTURA E GRUPPO

La cultura spesso obbliga le persone a dare più importanza al collettivismo piuttosto che all’individualismo.

DEINDIVIDUAZIONE

Trovarsi in un gruppo, genere Deindividuazione.

La deindividuazione è la sensazione di essere anonimi ed è caratterizzata da una riduzione del senso di individualità.

Spesso se compare questo fenomeno, c’è un aumento di azioni impulsive.

Il concetto di perdersi nella folla, può ridurci a comportamenti che non avremmo mai sognato di seguire da soli.

Questo aspetto particolare della folla spinge ad azioni impulsive in base a due fattori:

- Presenza degli altri (camuffamento) fa sentire le persone meno responsabili.

- La presenza degli altri diminuisce la consapevolezza di sé e aumenta la probabilità di obbedire alle norme del gruppo.

Il contesto situazionale, incoraggiano il comportamento positivo o negativo.

FUNZIONE DEL GRUPPO

La funzione del gruppo è quella di risolvere i problemi e prendere decisioni.

In genere i gruppi fanno meglio dei singoli individui se si affidano ad una persona esperta e se le persone sono motivate a cercare la risposta che va

meglio all’interno del gruppo e non solo a sé stesse.

PERDITE DI PROCESSO

La perdita di processo è il tentativo di convincere il gruppo a seguire la propria idea, scontrarsi con scetticismo e in fine vedere il gruppo che

prende la decisione sbagliata.

Spesso questo è causato dai problemi comunicativi.

MANCATA CONDIVISIONE DI INFO UNICHE

I membri devono riuscire a condividere reciprocamente le informazioni uniche, cioè quelle che solo loro conoscono per mettere in comune tutte le

risorse.

I gruppi spesso non riescono a soddisfare questa condizione.

I gruppi tendono ad analizzare le informazioni condivise da tutti i membri, piuttosto che concentrarsi su quelle uniche e non condivise.

Un modo per ovviare a tale situazione è assicurarsi che gli individui siano consapevoli che membri diversi del gruppo sono responsabili di generi

diversi di informazione.

MEMORIA TRANSATTIVA

La memoria combinata è sicuramente più efficace di quella di un solo individuo.

TEORIA DEI PROCESSI DECISIONALI DI GRUPPO di Janis “GROUPTHINK”

Il groupthink è un genere di pensiero in cui il mantenimento della coesione e della solidarietà all’interno del gruppo ha maggiore importanza della

considerazione realistica dei fatti.

Le condizioni iniziali del groupthink sono:

- Il gruppo presenta coesione

- Isolamento del gruppo – Protetto dall’ascoltare punti di vista alternativi

- Un leader che guida

- Altro stress

- Procedure decisionali insufficienti

POLARIZZAZIONE DEL GRUPPO

La polarizzazione del gruppo avviene quando i gruppi prendono decisioni più estreme nella direzione dei giudizi iniziali dei membri.

Un gruppo rende più estreme le decisioni iniziali delle persone verso un rischio o una cautela maggiore se la tendenza iniziale è nel segno del

rischio o della cautela.

LEADERSHIP “TEORIA DELLA GRANDE PERSONA”

La teoria della grande persona consiste nel fatto che alcuni tratti dilla personalità di un individuo fanno dello stesso un buon leader.

I leader spesso sono:

- Più intelligenti degli altri

- Hanno maggior carisma

- Hanno desiderio di potere

- Sono più capaci ad adattarsi

- Mostrano flessibilità

STILI DI LEADER

- Leader transazionali

Pongono degli obiettivi chiari a breve termine e compensano le persone che li raggiungono.

- Leader trasformazionali

Ispirano i seguaci a concentrarsi su obiettivi comuni e a lungo termine.

La natura del leader varia in base al contesto situazionale.

TEORIE DELLA LEADERSHIP

- Teoria della contingenza

Si ipotizza che esistano due generi di leader

o Leader orientato al compito

Si interessa soprattutto che le cose vengano fatte.

o Leader orientato alle relazioni

Si interessa sui sentimenti e le relazioni fra i membri di un gruppo.

GENERE E LEADERSHIP

Le differenze tra uomini e donne in fatto di leadership non sono molto marcate.

DILEMMA SOCIALE

Il dilemma sociale è un conflitto in cui l’azione più favorevole ad un individuo, se scelta da più persone, diventa nociva per tutti.

CONFLITTO A MOTIVAZIONE MISTA

Il conflitto a motivazione mista è il desiderio delle persone di badare al proprio interesse e di badare allo stesso tempo al proprio socio.

MINACCE E CONFLITTI

Spesso quando ci troviamo presi in un conflitto, siamo tentati di usare le minacce per costringere l’altra parte a cedere ai nostri desideri.

Le minacce però portano l’uno a vendicarsi dell’atro in una catena di minacce dannoso per entrambi i loro interessi.

MODI PER RISOLVERE UN CONFLITTO

La comunicazione è un buon modo per risolvere un conflitto. Riduce le perdite.

Nella comunicazione è fondamentale la presenza di fiducia.

La comunicazione risulta utile solo quando le persone imparano ad usarla in modo da stabilire fiducia.

La negoziazione è la forma di comunicazione tra parti opposte in conflitto.

Entrambe le parti fanno delle offerte, finché si trova una situazione in cui convergono.

Capitolo 10

COMPORTAMENTO PROSOCIALE

Il comportamento prosociale è qualsiasi azione compiuta con lo scopo di arrecare beneficio a un’altra persona.

PSICOLOGIA EVOLUTIVA

Cercano di spiegare il comportamento sociale in termini di fattori genetici che vengono trasmessi in accordo con i principi della selezione naturale.

Dare aiuto è una relazione istintiva che promuove il benessere di coloro che sono geneticamente simili a noi.

Secondo la psicologia evolutiva il comportamento altruistico esiste in 3 modi:

1- Selezione parentale

Le persone possono aumentare la possibilità che o loro geni vengano trasmessi non solo attraverso i figli, ma anche assicurandosi che i

loro consanguinei abbiano bambini.

La selezione naturale dovrebbe favorire gli atti altruistici verso i consanguinei.

2- Norma di reciprocità

Le persone aiutano gli altri con l’idea implicita che il loro comportamento verrà ricambiato in futuro.

L’emozione della gratitudine si è evoluta per far funzionare questo processo.

3- Apprendimento delle norme sociali

Le persone che meglio imparano le norme e i costumi di una società possiedono una probabilità di sopravvivenza in più. Molte di queste

norme e abitudini sociali, producono benefici.

TEORIA DELLO SCAMBIO SOCIALE

La teoria dello scambio sociale sostiene che gran parte delle nostre azioni sono provocate dal desiderio di massimizzare i guadagni e minimizzare i

costi.

Le ricompense dell’aiuto superano i nostri costi, trasformando questo meccanismo in un interesse personale.

IPOTESI DELL’EMPATIA/ALTRUISMO

L’altruismo puro entra in gioco quando proviamo empatia per la persona bisognosa d’aiuto, cioè quando avvertiamo parte del dolore che la

persona sta vivendo.

Se provate empatia -> allora -> lo aiuterete.

Se non condividete la sofferenza dell’uomo, allora, entra in gioco la preoccupazione dello scambio sociale.

Spesso, un atto che sembra sinceramente altruistico, è spesso motivato dall’interesse personale.

- Se l’empatia è alta, i soggetti dovrebbero essere motivati da un genuino interesse per l’altruismo.

- Quando l’empatia è bassa, entrano in gioco le preoccupazioni dello scambio sociale(costi-benefici).

PERSONA ALTRUISTICA

La personalità altruistica è quell’individuo che possiede qualità che portano ad aiutare gli altri in varie situazioni.

DIFFERENZE DI GENERE

Gli uomini prestano maggiore aiuto in situazioni che richiedono gesti eroici.

Le donne prestano aiuto quando entrano in gioco relazioni a lungo termine.

DIFFERENZE CULTURALI

Le persone di ogni cultura hanno maggiori probabilità di aiutare un membro del proprio Ingrup (Gruppo in cui l’individuo si identifica) e hanno

meno probabilità di aiutare qualcuno che percepiscono come membro dell’outgrup (Gruppo in cui non si identifica).

Un valore culturale che ha forti relazioni con il comportamento presociale è la simpatia.

COMPORTAMENTO PROSOCIALE E RELIGIONE

Le persone religiose sembrano avere più empatia verso gli altri, anche se probabilmente aiutano di più quando ciò rientra nei loro migliori

interessi.

COMPORTAMENTO PROSOCIALE E UMORE

L’umore del soggetto è fondamentale per mettere in atto o aumentare l’atteggiamento altruistico.

Questo effetto si chiama “Sentirsi bene, agire bene”.

- Quando siamo di buon umore tendiamo a vedere la parte migliore degli altri.

- Il sentirsi bene, agire bene è un ottimo modo per prolungare il buon umore.

- Lo stato d’animo positivo accresce l’attenzione verso sé.

Uno stato negativo che accresce l’altruismo è il senso di colpa.

Quando abbiamo fatto qualcosa che ci fa sentire in colpa, aiutare un'altra persona bilancia le cose e riduce il sentimento di colpevolezza.

IPOTESI DEL SOLLIEVO DELLO STATO NEGATIVO di Cialdini

Le persone aiutano qualcun altro allo scopo di aiutare sé stesse.

Quando ci sentiamo malinconici è più probabile che aiutiamo.

COMPORTAMENTO PROSOCIALE E AMBIENTE

Le persone che crescono nelle città piccole dimensioni imparano ad essere più socievoli e questo le porta ad avere più fiducia e ad essere più

altruiste.

Vivere per molto tempo nello stesso luogo porta maggiore attaccamento verso la comunità, maggiore interdipendenza.

IPOTESI DEL SOVRACCARICO URBANO

Le persone che vivono in città, sono costantemente bombardare da stimoli, con il risultato che esse pensano a sé stesse in modo da evitare di

essere sovraccaricate.

EFFETTO TESTIMONE

Se si tratta di ricevere aiuto, il numero di testimoni non offre alcuna certezza.

Maggiore è il numero di testimoni che assistono all’emergenza, meno è probabile che uno di essi aiuterà la vittima.

Passaggi compiuti per intervenire e offrire assistenza: 1- Avvertire un evento come emergenza

A volte riconosciamo con chiarezza quando c’è un’emergenza, altre volte

meno.

Quando le persone vanno di fretta prestano meno attenzione a ciò che

succede intorno a loro ed è quindi meno probabile che aiutino qualcuno in

difficoltà.

2- Interpretare l’evento come un’emergenza

I testimoni interpretano l’evento come un’emergenza in cui l’aiuto è

indispensabile.

Quando non siamo certi di cosa tra accadendo, una delle prime cose che

facciamo è quella di guardarci intorno per vedere come reagiscono gli altri.

Il problema è che a volte, nessuno sa cosa stia accadendo. In questo caso i

testimoni tendono a bloccarsi, a guardare e ad ascoltare con espressioni

assenti per capire cosa stia succedendo.

Questo viene definito stato di ignoranza collettiva, i testimoni si confondono

reciprocamente a causa delle loro risposte assenti.

3- Assunzione di responsabilità

Decisione di aiutare qualcuno.

Se anche l’evento viene interpretato come un’emergenza, bisogna poi decidere che aiutare è responsabilità nostra e non di qualcun

altro.

Quando ci sono molti testimoni si verifica infatti la diffusione di responsabilità.

Poiché sono presenti altri, nessuno percepisce un forte senso di responsabilità.

4- Sapere come aiutare

La persona deve anche decidere quali sia la forma di aiuto appropriata.

Se le persone sanno quale di assistenza dare, ovviamente non saranno in grado di prestare il loro aiuto.

5- Decidere di aiutare

Anche se si sa quale aiuto dare, esistono dei motivi per cui decidiamo di non intervenire.

a. Possiamo essere non qualificati.

b. Temiamo di fare qualche cosa di sbagliato.

c. Dobbiamo valutare i costi del nostro aiuto.

RELAZIONI

- Relazioni di condivisione

Quando siamo legati ad una persona, è più probabile che aiuteremo di più lei anche se non ci sarà alcuna ricompensa.

- Relazione di scambio

Le persone non si conoscono fra loro e chi aiuta si aspetta a sua volta di essere aiutato.

MIGLIORAMENTO COMPORTAMENTO PROSOCIALE

(Le persone non vogliono essere sempre aiutate, spesso l’aiuto crea nell’altro un senso di inadeguatezza).

Importante quindi non dare aiuto per dare mostra della nostra superiorità.

PSICOLOGIA POSITIVA

Psicologia positiva studia le questioni della natura del corretto funzionamento umano, su come definire e categorizzare le nostre forze e su come

migliorare la vita delle persone.

Capitolo 11

L’AGGRESSIVITÀ

L’azione aggressiva è il comportamento volto a provocare un dolore fisico o psicologico.

L’aggressività di divide in:

- Aggressività ostile - Risultato della rabbia, e il suo unico scopo è infliggere danno o dolore.

- Aggressività strumentale - L’intenzione di far del male al solo mezzo per raggiungere uno scopo.

TEORIA IDRAULICA

La teoria idraulica proposta da Freud consiste nel fatto che l’aggressività a cui non è concesso di sfogarsi, finirà per produrre una sorta di

esplosione.

Una soluzione è volgere l’energia distruttiva in un comportamento accettabile e utile.

LA SPIEGAZIONE EVOLUZIONISTICA

L’aggressività maschile:

- I maschi si comportavano così per stabilire il dominio su altri maschi

- I maschi aggrediscono, per mezzo della gelosia, così da assicurarsi che la loro partner non abbia rapporti sessuali con altri.

STUDI SUGLI ANIMALI

Se un organismo riesce ad organizzare la sua esistenza in modo da evitare stimoli esterni a combattere, non avvertirà alcun danno fisiologico o

mentale in conseguenza della mancata espressione di aggressività. Non esiste un istinto aggressivo.

AGGRESSIVITA’ E CULTURA

L’aggressività è una strategia opzionale.

Quando si tratta di esseri umani, la situazione sociale assume un’importanza ancora maggiore.

Negli uomini i pattern comportamentali innati sono suscettibili e flessibili di infinite modificazioni.

AGGRESSIVITA’ E TEMPO

Il modificarsi delle condizioni sociali, induce spesso a cambiamenti impressionanti nel comportamento aggressivo.

L’aggressività dell’individuo avviene a causa dell’aumento di competizione generato da un cambiamento sociale.

(Esempio tribù americane all’arrivo degli europei)

AGGRESSIVITA’ E RAGIONALISMO

Anche se non è ben chiaro se l’aggressività abbia una componente innata o meno.

Sappiamo comunque che tanto negli uomini, quanto negli animali, l’aggressività non possiede una causa unicamente istintuale.

Esistono eventi situazionali e sociali che portano al comportamento aggressivo.

AGGRESSIVITA’ E NEUROSCIENZE

L’amigdala è in grado di controllare l’aggressività.

Quando l’amigdala riceve degli stimoli, gli organismi docili diventano violenti.

Il risultato opposto si ottiene quando se ne blocca l’attività neuronale.

La serotonina ha un effetto inibitorio sull’aggressività impulsiva.

Il testosterone produce un aumento di aggressività.

AGGRESSIVITA’ E GENERE

L’aggressività è meno frequente nelle donne che negli uomini.

Quando le donne commettono atti aggressivi, tendono ad avvertire maggiore senso di colpa e ansia rispetto agli uomini.

AGGRESSIVITA’ E ALCOOL

L’alcool tende ad abbassare le nostre inibizioni contro la manifestazione di comportamenti vietati dalla società.

Dopo l’abuso di alcool, le persone che sono soggette alle pressioni sociali verso l’aggressività avvertono minori restrizioni o inibizioni a commettere

atti violenti.

AGGRESSIVITA’ E MALESSERE

Gli individui che hanno avvertito dolore, mostrano maggiori probabilità di comportamento aggressivo verso un loro collega.

AGGRESSIVITA’ E FRUSTRAZIONE (TEORIA FRUSTRAZIONE-AGGRESSIVITA’)

L’esperienza dolorosa della frustrazione è una delle maggiori cause di aggressività.

Un individuo sente frustrazione quando sente interrotto il percorso verso un obiettivo o una gratificazione.

I fattori che possono accentuare la frustrazione sono:

- La vicinanza allo scopo.

- Frustrazione inaspettata

- Taglia e forza di chi ci provoca frustrazione

- La nostra capacità di vendicarci

Importante sapere che c’è una differenza tra privazione e frustrazione


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FabioC

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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in filosofia
SSD:
Università: Perugia - Unipg
A.A.: 2016-2017

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher FabioC di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicologia sociale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Perugia - Unipg o del prof Pacilli Maria Giuseppina.

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