Capitolo 2: La cognizione sociale
La cognizione sociale è il modo in cui le persone pensano sé stesse e il mondo sociale, come selezionano, interpretano, ricordano e usano le informazioni sociali.
Tipi di pensiero
Il pensiero automatico
Il pensiero automatico fa un’analisi automatica e inconscia dell’ambiente basata sulle nostre precedenti esperienze e conoscenze del mondo.
Il pensiero controllato
Il pensiero controllato, è un pensiero conscio, intenzionale, volontario e il soggetto è pienamente consapevole di ciò che sta pensando.
Schemi
Strutture mentali, utilizzate dagli individui, che organizzano la conoscenza del mondo sociale. (Gli stereotipi, sono schemi applicati ad un gruppo sociale, al genere o ad un’etnia)
Gli schemi possono condurci ad una percezione errata del mondo, ma sono necessari. (Sindrome di Korsakov [Persone che non possiedono schemi]).
Gli schemi guidano la memoria. La memoria è ricostruttiva. Ricordiamo alcune informazioni che il nostro schema ci induce a notare con maggior attenzione.
Gli schemi che vengono richiamati sono influenzati dall’accessibilità.
- Schemi accessibili tramite l’esperienza passata.
- Schemi temporaneamente accessibili.
Questi schemi sono guidati dal priming. Il priming è il processo mediante cui le esperienze recenti aumentano l’accessibilità ad uno schema di pensieri accessibili e applicabili.
- Esperimenti sul priming
- Higgins [Memorizzazione parole e successivamente valutare la descrizione di un tizio]
- Pietromonaco [Parole su uno schermo, talmente veloci da non poter essere lette e percepite e successivamente valutare la descrizione di un tizio]
- Risultato: Valutazione finale influenzata dalle parole esposte in precedenza.
Euristiche
Per facilitare la decisione, spesso utilizziamo delle scorciatoie. Queste strategie possono essere di due tipi.
- Utilizziamo schemi già presenti.
- Utilizziamo le euristiche del giudizio.
Le euristiche servono per formulare giudizi in maniera rapida ed efficiente. Esistono 3 tipi di Euristiche:
- L’euristica della disponibilità. Giudizi fondati sulla facilità con cui riportiamo esempi alla mente. Gli esempi che tornano alla mente con più facilità sono influenzati da priming e spesso ci portano a conclusioni erronee (Es: morti da squalo).
- L’euristica della rappresentatività. (Giudizio di pertinenza) Classifichiamo le cose in base alla loro somiglianza con il caso tipico. (Es: I Californiani sono biondi) In questa fase emerge anche l’informazione media di base (A NY ci sono pochi californiani). Studi hanno dimostrato che se la media di base va in contrasto con l’euristica, viene sottoutilizzata dall’individuo.
- L’euristica dell’ancoraggio e dell’accomodamento. Elementi della realtà che uso come ancore. Le persone utilizzano un numero o un valore di partenza e danno una risposta in base a quello. Si verifica quando ancoriamo un giudizio sul mondo alle nostre esperienze anche se siamo consapevoli della poca veridicità.
Pensiero inconscio
(Un esempio è l’Effetto Cocktail Party). Quando ci troviamo a scegliere fra due obiettivi, la nostra mente inconscia sceglie l’obiettivo per noi, basando la sua decisione sul priming.
Pensiero controfattuale
(Contro i fatti) Il pensiero controfattuale consiste nel ragionare su cosa sarebbe potuto succedere se le cose fossero andate diversamente. Tramite il pensiero controfattuale si riesce ad eliminare mentalmente un esito.
Cultura e schemi
Il contenuto dei nostri schemi viene influenzato dalla cultura in cui viviamo. Ognuno possiede una memoria eccezionale relativamente alle aree che sono per noi importanti, e di cui possediamo schemi ben sviluppati.
La cultura occidentale sviluppa un pensiero analitico. Un pensiero che si concentra più sulle proprietà degli oggetti. La cultura orientale sviluppa un pensiero olistico. Un pensiero che si concentra di più sul contesto generale. Le persone di ogni cultura sono capaci di pensare in entrambi i modi, ma sono influenzati dall’ambiente in cui vivono. Le persone pensano di controllare consciamente le proprie azioni, credono di esercitare più controllo sugli eventi più di quanto non accada in realtà.
Migliorare il ragionamento
- Considerare come meno specifiche e certe le proprie capacità di ragionamento. Non avere eccessiva fiducia.
- Imparare principi base del ragionamento di ambito statistico e metodologico.
Capitolo 3: Comunicazione non verbale
La comunicazione non verbale si riferisce al modo in cui le persone comunicano, intenzionalmente o no, senza parole. (Esempio Neuroni Specchio) Gli indizi non verbali ci aiutano ad esprimere le nostre emozioni.
Esprimere le emozioni con il viso
Le ricerche svolte da Darwin hanno portato all’ipotesi dell’universalità delle espressioni facciali primarie. Cioè che tutti gli esseri umani esprimono certe emozioni allo stesso modo. Per i nostri antenati, questa capacità di comunicare certi stati emotivi e saperli percepire, risultava essenziale per la sopravvivenza.
Le principali forme di emozione sono:
- Rabbia
- Felicità
- Sorpresa
- Paura
- Disgusto
- Tristezza
Il compito di decodificare le espressioni facciali è complesso, per i seguenti motivi:
- Gli individui possono provare emozioni miste.
- La cultura dell’individuo.
Cultura e canali di comunicazione
Ekman si è occupato di studiare le influenze della cultura sulle espressioni facciali. Esistono regole di attribuzione che controllano quali tipi di espressione emotiva vadano mostrati a seconda della cultura.
Altri canali non verbali
- Contatto visivo/Sguardo.
- Spazio personale.
- Emblemi (Gesti delle mani/braccia).
Interazioni sociali con più canali
Le interazioni sociali sono svolte utilizzando più canali che ci permettono di avere maggiori indizi non verbali. Akert fece l’esperimento della Social Interpretation Task SIT. Videocassetta composta da venti scene di comportamento non verbale. Ad ogni scena si faceva una domanda. Risultato: Gli indizi non verbali hanno permesso di rispondere correttamente ai partecipanti. Esistono comunque individui che hanno doti particolari nel decodificare gli indizi non verbali. Gli indizi non verbali sono solo l’inizio della percezione sociale. Fornisce molte informazioni che poi usiamo per costruire le nostre impressioni e teorie generali.
La teoria implicita della personalità
La teoria implicita della personalità è uno schema che viene usato per confluire più tratti di personalità. Se una caratteristica preannuncia altre caratteristiche siamo portati a provvederla.
La teoria dell'attribuzione
La teoria dell’attribuzione si concentra sul nostro modo di rispondere a domande simili, studiando le modalità con cui spieghiamo le cause del comportamento degli altri.
Quando cerchiamo di decidere perché un individuo si comporta in un certo modo possiamo compiere:
- Un’Attribuzione interna (Disposizionale). Determiniamo la causa a qualcosa dentro di lui (Personalità/Carattere). Viene verificata in maniera rapida e spontanea.
- Un’Attribuzione esterna (Situazionale). Determiniamo la causa alla situazione. Richiede maggiore sforzo e attenzione consapevole. La tendenza è ritenere le cause del comportamento nelle sue attribuzioni interne sottovalutano le esterne.
Kelley: Modello della covariazione
Kelley propone il modello della covariazione. Ipotizza che mentre formuliamo un’attribuzione, raccogliamo dati e informazioni che ci possono aiutare a pervenire ad un giudizio. Esistono tre tipi di informazione:
- L’informazione di consenso – Modo in cui le altre persone si comportano con il medesimo stimolo.
- L’informazione di specificità – Modo in cui l’individuo risponde ad altri stimoli.
- L’informazione di coerenza – La frequenza con cui il comportamento osservato fra lo stesso individuo e il medesimo stimolo si verifica nel tempo e in varie circostanze.
L’attribuzione è possibile quando queste tre informazioni si combinano.
- Attribuzione interna quando c'è un grado elevato di coerenza e le altre due sono basse.
- Attribuzione esterna quando c'è un grado elevato di consenso, specificità e coerenza.
- Attribuzione situazionale quando c'è un grado basso di coerenza. (Si cerca di ipotizzare).
Bias di corrispondenza
La credenza per cui il comportamento è dato dalle caratteristiche interne dell'individuo e non dalla situazione. Sottostimare le influenze della situazione porta al bias. La nostra attenzione si focalizza sul soggetto e non sull’ambiente sociale. La salienza percettiva, ciò che percepiamo con i sensi. Taylor e Fiske tentarono con un esperimento per manipolare la salienza percettiva.
Autoattribuzione
Tendenza ad attribuire a se stessi i meriti e ad esterni i fallimenti. Strategia difensiva per abbassare l'autostima.
Bias self-serving
In occidente è interna per proteggersi dai fallimenti. In oriente è esterna perché viene esaltata l'importanza del gruppo.
Capitolo 4: Cultura e definizione di sé
Gli occidentali hanno una visione di sé indipendente, che esalta l’individuo. Gli orientali hanno una visione di sé interdipendente, che esalta l’interdipendenza fra le persone.
Genere e definizione di sé
Le donne sono interdipendenti relazionali. Si focalizzano sulle relazioni intime. Gli uomini sono interdipendenti collettivi. Si focalizzano sull’appartenenza a grandi gruppi.
Introspezione
L’introspezione consiste nel guardarsi dentro ed esaminare le informazioni interne.
- Gli individui passano poco tempo a pensare a sé stessi.
- L’esame di sé non è tutto ciò a cui dobbiamo fare ricorso.
Teoria della consapevolezza di sé
La teoria della consapevolezza di sé riguarda quando ci focalizziamo su noi stessi e valutiamo il nostro comportamento presente, rispetto ai valori e alle regole interne. Focalizzarsi su di sé può essere spiacevole ed è questo il motivo per cui fuggiamo dall’introspezione. Focalizzarsi su di sé può essere anche un modo per tenerci lontano dai guai.
Teorie causali
L’introspezione può non condurci alle vere cause dei nostri sentimenti e comportamenti, ma può convincerci che siamo in grado di farlo. Le teorie causali sono le teorie su che cosa influenza il nostro comportamento. Queste teorie non sempre sono corrette. (Sono di cattivo umore perché ho dormito male).
Conseguenze riguardo al riflettere sulle ragioni
Spesso, riflettere sulle ragioni dei nostri sentimenti non è sempre la migliore strategia. È difficile sapere perché ci sentiamo in un certo modo. In questi casi tende a verificarsi un cambiamento di atteggiamento generato dalle ragioni. Ci convinciamo che le nostre ragioni sono giuste e cambiamo opinione sul modo in cui ci sentiamo.
Teoria dell’autopercezione di Bem
La teoria dell’autopercezione di Bem afferma che quando i nostri comportamenti sono ambigui o incerti, li inferiamo osservando il nostro comportamento e la situazione in cui ci troviamo.
La motivazione
La motivazione può essere di due tipi:
- Motivazione intrinseca - Motivazione che deriva dalle ragioni della persona stessa, al piacere che si avverte mentre si compie quell’azione. Motivazione non spinta dalla ricompensa.
- Motivazione estrinseca - Desiderio di compiere un’azione per avere la ricompensa. Effetto di sovragiustificazione. Sostituire la motivazione intrinseca con quella estrinseca induce gli individui a perdere interesse per l’attività. Le persone sovragiustificano il loro comportamento concentrandosi sulle cose esterne. Solo se l’interesse di un individuo per un’attività era già inizialmente alto, le ricompense diminuiscono l’interesse. Se l’interesse era scarso, portano ad un tentativo di far comprendere la disciplina, che in alcuni casi attrae l’individuo.
Esistono due tipi di ricompensa:
- Ricompense contingenti al compito - Ricompense ottenute solo per aver eseguito il compito.
- Ricompense contingenti alla prestazione - Ricompense ottenute in base alla bravura con cui l’individuo svolge il compito.
Teoria bifattoriale delle emozioni di Schachter
Noi inferiamo quali sono le nostre emozioni nello stesso modo in cui inferiamo quale genere di persona siamo o quale interesse proviamo. La comprensione dei nostri stati emotivi richiede due stadi:
- Dobbiamo provare eccitazione fisiologica.
- Dobbiamo cercare una spiegazione adeguata.
Le emozioni delle persone sono in certe parti arbitrarie, poiché dipendono da quella che sembra la spiegazione più plausibile della propria eccitazione. (Sono eccitato per una cosa, gli do una motivazione). Le emozioni possono essere il risultato di un processo di percezione di sé mediante cui le persone ricercano la spiegazione più plausibile per l’eccitazione che avvertono. Quando la spiegazione è errata, commettiamo una …
Attribuzione errata di eccitazione (Misattribution)
L’attribuzione errata di eccitazione avviene quando gli individui commettono inferenze sbagliate circa la causa delle sensazioni errate che provano.
Teorie delle emozioni come valutazioni cognitive
Esistono due tipi di valutazioni rilevanti:
- Il modo in cui valutiamo se il fatto ha implicazioni positive o negative.
- Il modo in cui valutiamo le cause dell’evento.
Fixed mindset/growth mindset
- Fixed mindset - Idea che possediamo una quantità determinata di abilità che non può modificarsi.
- Growth mindset (Approccio di crescita) - L’idea che le nostre abilità siano delle qualità malleabili che possiamo accrescere.
Sociale e definizione di sé
Il contatto sociale è fondamentale per lo sviluppo del concetto di sé.
Teoria del confronto sociale di Festinger
Si fonda su due importanti questioni:
- Quando procediamo al confronto sociale - Il confronto sociale lo facciamo quando non disponiamo di alcun criterio oggettivo con cui poterci misurare.
- Con chi procediamo al confronto sociale
- Inizialmente ci confrontiamo con chiunque in maniera rapida.
- Decidiamo successivamente sull’appropriatezza di questo confronto (Cerco chi è più simile a me).
Il confronto può essere di due tipi:
- Sociale verso l’alto - L’individuo si confronta con persone più dotate di lui. Serve all’individuo per determinare il criterio di eccellenza.
- Sociale verso il basso - L’individuo si confronta con persone simili a lui. L’individuo adotta una strategia di protezione e innalzamento del sé.
Sincoronizzazione sociale
Processo mediante il quale le persone adottano gli atteggiamenti di altri. Può avvenire anche inconsciamente.
La gestione delle impressioni
La prestazione del sé, mediante cui ci presentiamo per quello che siamo o che vogliamo che gli altri credano che siamo. Procediamo alla gestione delle impressioni, orchestrando una presentazione congeniata del sé, che è destinata a dare una data impressione.
Le strategie che vengono utilizzate sono le seguenti:
- L’ingraziamento
- Self-handicapping - Le persone creano degli ostacoli o scuse verso sé stesse per giustificare un insuccesso.
Funzione esecutiva del sé
La funzione esecutiva del sé dirige le scelte su cosa fare nel presente e fa progetti sul futuro.
Capitolo 5: Teoria della dissonanza cognitiva
La dissonanza cognitiva è la sensazione di malessere provocata da informazioni discrepanti con il concetto di noi stessi, l’incoerenza fra ciò che pensiamo di essere e ciò che siamo realmente.
Esistono 3 modi per ridurre la dissonanza:
- Cambiare il comportamento fino a farlo assomigliare con la condizione dissociante.
- Cercare di giustificare il proprio comportamento modificando una delle cognizioni.
- Cercare di giustificare il proprio comportamento con l’aggiunta di nuove cognizioni.
Bias di impatto
Con il bias di impatto sovrastimiamo l’intensità e la durata delle reazioni emotive negative.
Ridurre la dissonanza
Il bisogno di preservare la stima di sé produce un pensiero non sempre razionale, ma piuttosto razionalizzante. Gli individui per ridurre la dissonanza e convincersi sé stesse di avere sempre ragione, tendono a comportarsi in maniera irrazionale.
Dissonanza postdecisionale
La dissonanza postdecisionale avviene ogni volta che prendiamo una decisione importante. Dopo una decisione, bisogna avere la certezza di aver fatto la scelta giusta. La certezza si trova quando qualcun altro prende la tua stessa decisione. Questo permetterà di ridurre la dissonanza e manterrà intatta l’autostima.
Permanenza della decisione
Le decisioni variano fra loro rispetto al grado di permanenza, ovvero della loro minore o maggiore irrevocabilità. Se l’irrevocabilità diventa un fattore decisivo, ne segue che è più probabile una riduzione di dissonanza. (Quando ormai abbiamo preso una decisione, siamo più sicuri su di essa, perché crediamo nell'irrevocabilità).
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Appunti Psicologia sociale
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