Lezione 1
Lunedì 5 ottobre 2020 16:30
Introduzione alla psicologia sociale
La psicologia sociale è lo studio scientifico dei "normali" processi psicologici che regolano il modo in cui percepiamo noi stessi e coloro intorno a noi, sia in quanto individui a sé stanti che in quanto membri di gruppi sociali. A partire da queste percezioni, organizziamo i nostri comportamenti di tipo privato o pubblico.
*Studio scientifico = appoggia le teorie con dati empirici
Normali = è una disciplina della vita quotidiana, non delle patologie come la psicologia clinica
Cosa agisce su questi processi psicologici?
- Le modalità di funzionamento del nostro sistema cognitivo influenzano il modo in cui percepiamo gli altri e ci fanno credere certe cose.
- Le persone sono sempre in un mondo sociale, siamo in presenza di altri individui. Anche quando non lo siamo, le persone sono sempre nei nostri pensieri.
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Il mondo sociale intorno noi plasma continuamente il nostro comportamento. Ogni singolo individuo, solo in base al contesto sociale in cui si trova, cambia il proprio comportamento. Le persone, il contesto sociale influiscono nella percezione di noi e degli altri. Ci muoviamo nel mondo con delle idee, delle aspettative che ci influenzano in maniera indiretta facendoci per esempio prendere soluzioni a problemi quotidiani senza dover riflettere. Ogni comportamento è influenzato da molteplici fattori; perciò è utopico pensare di poter conoscere tutte le cause e i relativi effetti. Possiamo al massimo conoscere parte dei fattori che concorrono ad un determinato comportamento.
Quindi, l'obiettivo della psicologia sociale è quello di comprendere le cause del comportamento sociale delle persone.
Obiettivi
Descrivere: cercare di acquisire informazioni più puntuali e precise possibili dei fenomeni sociali.
Spiegare: individuare le plausibili ragioni e cause dei fenomeni descritti. Non bisogna usare il fenomeno osservato come spiegazione. Es: Y fa una strage. A dice che è sociopatico. B chiede il perché. A dice che è perché ha fatto una strage.
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Lezione 2
Giovedì 8 ottobre 2020 10:30
Ogni persona è legittimamente uno psicologo del senso comune. Dobbiamo continuamente relazionarci con le teorie ingenue di queste persone. Ma cosa distingue le percezioni/osservazioni dell'uomo comune da quelle scientifiche?
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Una disciplina scientifica deve distinguere queste osservazioni comuni da quelle "vere". La scienza è diversa dal senso comune. Occorre spostarsi sul versante scientifico e indagare.
Es. interrogarsi sugli effetti della lontananza in una relazione di coppia
Senso comune: si pensa che la distanza sgretoli il rapporto, oppure al contrario che lo rinforzi.
Scienza: indagando con i dati si può scoprire come entrambe le ipotesi precedenti possono essere vere se si hanno certi presupposti. Se la relazione è già forte, essa si rafforza. Se è già debole in partenza, si sgretola.
Bisogna sempre fare i conti con il senso comune, è pervasivo.
La natura sociale dell'uomo è sempre stata indagata, anche dalla filosofia che utilizza però degli strumenti d'indagine diversi, non empirici.
Es. se qualcuno dice un'affermazione, come facciamo a sapere se è vera o falsa?
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Due autori hanno proposto due modalità distinte.
Cartesio: razionale
L'uomo riceve l'informazione, sospende il giudizio e valuta. Da quel momento va in cerca di elementi fattuali per capire se l'affermazione è fondata o no. Se non possiamo fare questo passaggio, l'informazione rimane dentro di noi neutra.
Spinoza
Quando riceviamo l'informazione, l'atto stesso di comprensione del significato dell'affermazione implica un atto di accettazione di veridicità della stessa. Per comprendere il significato dell'informazione, infatti, noi dobbiamo costruirci un modello mentale per visualizzare quell'info. La neutralità non esiste (es degli elefanti a pois). Se rappresento questa affermazione, poi vado alla ricerca di altre informazioni e solo allora posso dire se è vero o falso. Però comunque nella mente ho già l'immagine creata, quindi non esiste neutralità.
Le negazioni
Es. gli elefanti non hanno i pois. Come facciamo ad elaborare una negazione? L'unico modo è quello di rappresentarci un elefante a pois e dirci che non è così.
Es. un politico attaccato per le tasse si presenta dicendo “noi non siamo il partito delle tasse” così però crea un legame fra lui e le tasse perché gli ascoltatori devono prima figurarsi il suo partito legato alle tasse e solo successivamente negarlo.
Es. fornire delle informazioni a delle persone che non le conoscono.
- In un contesto le mettiamo tranquille
- Nell'altro in un ambiente rumoroso.
Le persone in ambiente rumoroso hanno recepito come vere anche le frasi con negazioni, perché le negazioni sono difficili da elaborare dato che dobbiamo raffigurarci un'immagine in testa e dirci "no non è così". Infatti se io presento una frase negativa nei miei confronti, nella mente delle persone quell'immagine viene associata a me perché si riconferma nella
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nella mente delle persone quell'immagine viene associata a me perché si riconferma nella mente delle persone. Rimangono ancorati a quell'immagine anche se non è vera (esempio del collega che non ruba soldi).
Es. se diciamo "non bere pepsi", attiviamo il concetto della pepsi perché il nostro inconscio non ha sintassi. Non elabora il significato del "non", vede solo l'immagine della pepsi.
Teoria dell’agenda-setting: capacità di prevedere gli argomenti di cui si parlerà. Quando si parla di più argomenti le persone hanno la tendenza a ricordarne solo uno o due.
Es. Bush in difficoltà per le elezioni fa un questionario riguardo al suo operato nei vari settori. Prima della Guerra del Golfo, ciò che era determinante fra tutte le tematiche proposte nel questionario era il tema dell’economia: chi era soddisfatto avrebbe rieletto Bush chi non lo era no. Dopo la Guerra del Golfo i risultati del questionario cambiarono e determinante divenne la politica estera, gli elettori avevano completamente accantonato la tematica dell’economia.
Relazione con altre discipline psicologiche
- Psicologia generale: molti processi cognitivi si applicano anche al modo in cui percepiamo il mondo
- Psicologia della personalità
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Es. Kitty Genovese: questo episodio di cronaca è diventato famoso perché questa donna è stata assassinata davanti a molte persone che assistevano, ma nessuna di loro è intervenuta. Come mai?
I mass media hanno iniziato a spiegare questo fatto di cronaca dicendo che in contesti urbani i legami personali si stanno sempre più sgretolando, la società è sempre più egoistica. Questa analisi è legittima a livello macro culturale, ma a livello della psicologia non ci dice molto.
Bisognerebbe studiare i processi a livello empirico: quando succede un evento anomalo, la prima cosa che succede è accorgersene. Si nota l'evento anomalo di più quando si è da soli piuttosto che con altri. La presenza di altre persone inibisce l'abilità di esplorazione dell'ambiente. In seguito le persone hanno due reazioni.
- Guardano l'evento
- Guardano le altre persone, per capire la gravità dell'evento che si sta svolgendo. Si cerca di capire cosa sia meglio fare, ognuno pensa che ci sia qualcun altro che farà qualcosa. Se nessuno agisce, si pensa che l'evento non sia poi così grave. Si genera così una situazione di stallo in cui nessuno interviene e tutti guardano.
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Lezione 3
Venerdì 9 ottobre 2020 10:30
Riproduzione in laboratori di situazioni simili a quella di Kitty Genovese
- Scarsa capacità di previsione dei nostri comportamenti: tendiamo a non valutare a pieno l'influenza che l'ambiente circostante/persone che ci circondano hanno sul nostro comportamento
Fattore di diffusione di responsabilità: in situazioni di emergenza, chi deve intervenire?
- Se sono da solo è chiaro che devo farlo io
- Se sono con altre persone, si pensa che debbano essere gli altri a intervenire. Si scarica la responsabilità sugli altri.
Darley e Latané
Esperimento: un partecipante ingenuo entra in un laboratorio, gli viene detto che verrà fatto entrare in una stanza e che dovrà parlare con un altro studente attraverso un interfono della propria esperienza universitaria. In realtà l’altro è uno scienziato che gli dice di soffrire di epilessia, poi simula un attacco. Il partecipante esce dalla stanza e chiama aiuto.
Esperimento2: gli viene detto che si interfaccerà con più coetanei, non solo uno. La reazione dopo l'attacco epilettico simulato tarda o è assente. Fino a tre unità gli individui agiscono come singoli, oltre questo numero le dinamiche che vanno ad attivarsi sono di gruppo.
Spiegazioni:
- Quando si è in gruppo, la probabilità che qualcuno agisca è molto meno rispetto a quando uno è da solo. Crollo di probabilità che qualcuno intervenga.
- Esperienza soggettiva di chi è partecipante ingenuo. I partecipanti all'esperimento, pur dando chiari segni di disagio per l'attacco epilettico, comunque non fanno niente. Pur non provando indifferenza per il collega, ma disagio.
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Elemento di differenza rispetto alla psicologia della personalità: questa ci direbbe che ogni individuo ha determinate caratteristiche che lo inducono ad agire in modi diversi. Certe persone più sensibili avrebbero più probabilità di intervenire, mentre quelle più insensibili meno. Tuttavia la psicologia sociale non si focalizza su queste differenze individuali, ma come certe situazioni anomale annullano completamente le stesse differenze individuali che porterebbero alcune persone ad agire e altre meno. Le caratteristiche individuali possono essere dei ruoli diversi. Il fatto che certe persone si sentono più in dovere di altre di intervenire è pure questa un'influenza sociale (es. poliziotto).
Anche la persona che si sente pronta ad agire, può sentirsi bloccata comunque perché spesso ci si chiede cosa effettivamente dobbiamo fare. Nel caso di Kitty Genovese, gli spettatori potrebbero essersi sentiti bloccati perché non sapevano cosa fare. La psicologia della personalità è parente stretta di quella sociale, a volte prevale l'una, a volte l'altra. Possono comunque coesistere.
Le influenze del contesto e le differenze individuali
Talvolta bastano delle lievi variabili in un contesto per alterare le dinamiche.
Es. somministrare ai partecipanti dei test di personalità per capire se fossero cronicamente in grado di cooperare con gli altri oppure se tendessero a competere tra di loro. Poi tutti vengono invitati a fare lo stesso gioco, l'unica cosa che cambia è il nome del gioco. A metà viene detto che si chiama "community game", all'altra metà "wall street game". Quelli con il
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viene detto che si chiama "community game", all'altra metà "wall street game". Quelli con il gioco community game cooperavano tra di loro per massimizzare la performance, mentre gli altri erano in competizione.
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Quando lo chiamo "wall street game" c'è maggiore competitività sia da quelli che ai test iniziali erano risultati tendenti a cooperare sia da quelli non tendenti. Questo per dire che le differenze di personalità possono essere importanti, ma in certi contesti esse vengono annullate (in questo caso il semplice nome del gioco è bastato ad alterare i comportamenti di tutti). Siamo persone diverse perché in continuo adattamento rispetto al contesto in cui ci troviamo.
Es. persuasione
Psicologia della personalità: studia le caratteristiche personali di chi è più soggetto a persuasione e chi meno.
Psicologia sociale: studia in che contesti la persona risulta più persuadibile (mentre mangia o mentre lavora?).
La psicologia della personalità studia le caratteristiche che rendono ogni individuo unico e diverso dagli altri, la psicologia sociale indaga come tali differenze incidano sul comportamento sociale e come il contesto sociale moduli l’espressione di tali differenze. Impatto dell'ambiente esterno sulla persona. Il focus è meno sui fattori “interni” e più sui fattori “esterni”.
Relazione con la psicologia clinica
Psicologia che studia la patologia, la devianza, le situazioni problematiche. Il focus è completamente diverso rispetto alla sociale (che studia gli eventi "normali"). C'è una relazione con la sociale se si prendono i disturbi mentali come deviazione prevedibile rispetto ai processi "normali".
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Lezione 4
Lunedì 12 ottobre 2020 16:30
Excursus storico
Illuminismo
Durante l’illuminismo (1700) si apre un dibattito attivo ancora oggi sull’influenza che si può esercitare su di un altro individuo. Si scopre che un modo semplice per eliminare la cosiddetta “malattia dell’immaginazione” (malattia mentale) è smettere di parlarne.
Es. una serie di bottigliette d’acqua conteneva delle sostanze tossiche, la notizia viene diffusa e improvvisamente molte persone si recano in ospedale convinte di essere state intossicate, anche se perfettamente sane.
Le forme di influenza sociale avvenivano tramite la trasmissione di un fluido (magnetismo animale)
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Mesmer
Cosa succede se si intraprende un percorso clinico con uno psicologo che ha un approccio che noi non condividiamo? Essendo prevenuti sulla sua efficacia su di noi la cura non avrà alcun effetto.
Es. x è convinto di essere posseduto. È più probabile che un rito voodoo abbia più efficacia di una seduta terapeutica in quanto si convincerebbe dell’inefficacia di quest’ultima (se non credo alla terapia non funzionerà).
La stregoneria è un processo circolare che si basa su una realtà definita da un consenso sociale. Principio valido nella moderna attività di tipo clinico.
"I dolori del giovane Werther": dopo la pubblicazione aumentano i suicidi → effetto Werther
Con interventi legislativi per impedire i suicidi, il fenomeno si estingue.
Fine 1800/inizi 1900
Tre correnti
- Approccio sperimentale: osservare fenomeni nel mondo e riportarli in modo scientifico
- Approccio biologico: idea che il comportamento umano fosse influenzato da comportamenti di tipo istintuale.
- Studio dei fenomeni collettivi: questo tipo di ricerca fu incentivata dalla nascita di regimi totalitari, oltre che dagli studi sull’ipnosi.
Primo esperimento di psicologia sociale: Norman Triplett (1898)
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Dei bambini devono avvolgere un rocchetto. Alcuni bambini lo dovevano fare da soli, altri in gruppo. La prestazione migliore avveniva nel secondo caso (fenomeno della facilitazione sociale). Tuttavia, non sempre la presenza di altri migliora la performance.
Le Bon: l'individuo da solo è razionale, in gruppo regredisce a stadi primitivi e diventa come ipnotizzato. In una folla l'individuo perde razionalità.
"Nella folla il comportamento dell’uomo adulto e responsabile si avvicina allora a quello della donna"
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Aveva idee che screditavano la donna e utilizzava metodi di ricerca inappropriati, come l'analisi craniologica. Utilizzava la massa cranica per dimostrare la superiorità degli uomini rispetto alle donne. Facendo questo tipo di confronti si arriva a conclusioni che hanno più a che fare con l’ideologia che con la scienza.
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Es. Watson, premio Nobel per il DNA, ha prodotto dei dati che dimostravano la superiorità della razza bianca su quella afroamericana somministrando dei test di intelligenza in cui risultavano punteggi più bassi per questi ultimi. Usa un dato empirico per supportare una credenza ideologica.
Critica n°1: il test viene preparato da un bianco perciò sarà più semplice per i bianchi che hanno la stessa modalità di pensiero. È possibile che in culture diverse l’intelligenza si sia sviluppata in modi diversi.
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modalità di pensiero. È possibile che in culture diverse l’intelligenza si sia sviluppata in modi diversi.
Critica n°2: il giudizio sociale di inferiorità influenza chi deve sostenere il test. Gli afroamericani si sentono giudicati inferiori, più stupidi, di conseguenza i loro risultati sono inferiori. Se non gli venisse detto che stanno facendo un test di intelligenza i loro punteggi cambierebbero.
Tarde: l’essere all’interno di una folla porta a copiare i comportamenti e le idee di un individuo assunto come modello e facilita la realizzazione dell’uniformità sociale. Quando siamo in una folla imitiamo il comportamento degli altri. Il concetto chiave è l’imitazione. Impatto sulle idee e sulle politiche dei regimi totalitari della prima metà del secolo scorso.
La reazione bellica ai regimi totalitari
“stato Durante la guerra: in Nordamerica vennero svolti degli studi sulla ricerca del consenso come supporto allo stato di guerra” (alzare il morale della truppa, resistere alla propaganda nemica, razionalizzare il consumo delle risorse…). Durante la guerra molti smettevano di fare determinate cose, anche banali, perché finivano in secondo piano rispetto alla guerra ma che portavano a conseguenze gravi con il passare del tempo (es. non lavarsi i denti).
Dopo la guerra: g
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