Estratto del documento

Area di studio della psicologia politica

Area di studio della psicologia politica .................................................................................................... 1

Fasi storiche di sviluppo della psicologia politica ............................................................................... 3

Conoscenza e atteggiamenti politici .......................................................................................................... 5

Elaborazione delle informazioni politiche ............................................................................................ 6

Elaborazione euristica vs. sistematica .................................................................................................... 7

Teorie del ragionamento motivato ......................................................................................................... 7

La teoria dell’equilibrio di Heider (1958) .................................................................................................. 8

Il ruolo delle emozioni ................................................................................................................................ 9

Rete mentale bollente .................................................................................................................................. 9

La percezione dei candidati .......................................................................................................................... 11

Fonti di valutazione del candidato ........................................................................................................ 11

Importanza relativa delle dimensioni di personalità ...................................................................... 12

Le fake news ...................................................................................................................................................... 13

Caratteristiche delle fake news .............................................................................................................. 13

Processi psicologici delle fake news ...................................................................................................... 13

Orientamento ideologico e valori socio-politici .................................................................................. 14

Autoritarismo .............................................................................................................................................. 15

Orientamento alla dominanza sociale ................................................................................................. 16

Il sistema dei valori ..................................................................................................................................... 17

Identità e categorie sociali in politica .................................................................................................... 21

Conflitto e integrazione tra gruppi ....................................................................................................... 24

La genesi del conflitto tra i gruppi ........................................................................................................ 24

La soluzione dei conflitti tra i gruppi .................................................................................................... 26

Azione collettiva ............................................................................................................................................. 29

La scelta di voto .............................................................................................................................................. 32

Area di studio della psicologia politica

Come si mette in relazione con altre materie? Metodologia della ricerca. La psicologia politica deriva dalla psicologia sociale, che studia i rapporti delle persone con il mondo sociale, ha molta tradizione. Psicologia politica riprende i temi della psicologia sociale e li applica al contesto politico con delle variazioni.

Esempio: formazione delle impressioni, siamo rapidissimi a formarci delle impressioni, la psicologia sociale ha fatto molti studi su questo fatto. La psicologia politica studia l’impressione che abbiamo dei leader. La psicologia sociale studia il processo di base, se viene studiato nel contesto politico si inseriscono altre variabili, ad esempio cambia la mia opinione se vedo un leader politico alla TV o dal vivo? Si studia una realtà più complessa.

La psicologia sociale studia la relazione tra la persona e il mondo sociale in un contesto asettico, nella psicologia politica entrano in gioco più variabili condizionanti, il quadro diventa più complesso ma più vicino alla realtà.

Rapporto tra scienza della politica e sociologia politica

La psicologia politica aspira ad arrivare a risultati che abbiano un certo livello di generalità, cioè anche se ci sono delle varianti mi aspetto che ci siano dei processi di fondo, di base (in un politico si guarda la moralità e la competenza/leadership/determinazione), secondo la psicologia alcuni processi sono generali e trasversali.

Le altre due discipline sono più attente a guardare anche le differenze tra i vari paesi, come cambiano i fenomeni a seconda del paese, cultura, ecc. Questa differenza ha degli effetti sulla validità interna o esterna della ricerca.

Validità interna di una ricerca: grado in cui due variabili analizzate sono legate tra loro da un legame di causa-effetto (esempio: elettori di una diversa gamma di età, gli elettori giovani siano più orientati a scegliere un candidato giovane; per poter dire che c’è un legame di causa-effetto bisogna fare delle ricerche che lo dimostrino).

Validità esterna della ricerca: misura in cui risultati di una ricerca si possono generalizzare a persone (validità della popolazione), tempi (validità temporale) e contesti (validità ecologica) diversi rispetto a quelli della ricerca.

Bisogna eliminare variabili di disturbo intervenienti. La psicologia, per essere sicura che gli effetti siano quelli voluti, tende a fare la ricerca di laboratorio, simula la realtà, al fine di aumentare la validità interna della ricerca. La sociologia e la scienza politica sono più interessate alla validità esterna della ricerca.

Possibilità di integrazione tra validità interna ed esterna, ricerche interdisciplinari che soddisfano entrambe le validità, più variabili si aggiungono più viene messa in difficoltà la validità interna. Psicologia politica interessata di più alla validità interna.

Processi che includono sia variabili di tipo sociologico che di tipo psicologico (valori, percezione dei candidati), integrazione sempre maggiore di variabili più oggettive/descrittive e variabili più soggettive (utilizzate dagli psicologi), queste vengono integrate. Non basta osservare quello che le persone fanno, bisogna integrare con questionari, ecc. per vedere determinate scelte. Queste possibilità di integrazione sono dei valori aggiunti alla ricerca.

Finestra metodologica: metodi di ricerca

La psicologia utilizza vari strumenti di metodologia:

  • Descrittivo: studi qualitativi e descrittivi, utilizzano dati diretti (interviste) e dati di archivio (ricostruiscono le dinamiche psicologiche di alcuni personaggi). Esempi sono gli studi sulle scelte dei presidenti americani.
  • Correlazione: si indagano le correlazioni tra variabili, lo strumento principale di questa indagine è il questionario, che serve a raccogliere informazioni che singoli individui danno al fine di fare analisi che mettono in relazione le informazioni raccolte. Non si possono stabilire relazioni di causa/effetto tra i dati raccolti. Raccolgono informazioni su una persona e vanno a vedere se ci sono delle costanti tra le persone (es. chi lavora nell’ambito pubblico si dichiara più verso sinistra o viceversa). Bisogna mantenere anche una coerenza delle domande poste nel tempo al fine di confrontare i risultati di rilevazioni diverse raccolte nel tempo. Indagini di tipo “panel”, indagini in tempi diversi, magari anche delle stesse persone, in modo da avere dati longitudinali.
  • Sperimentale: metodo molto utilizzato dalla ricerca sperimentale, si misura la relazione causale tra due variabili, cioè causa/effetto. Esempio di domanda di ricerca: “l’aspetto fisico dei candidati influenza le scelte di voto degli elettori? In che modo?

Lo sperimentatore manipola, cioè individua una variabile importante (indipendente), in questo caso l’aspetto del candidato, e crea un esperimento nel quale propone ai partecipanti due diversi livelli di questa variabile. Questo vuol dire che la variabile è “aspetto fisico del candidato”, si prevedono due livelli: un candidato bello e uno brutto (ricerca pilota per dividere candidati belli da quelli brutti mediamente).

A questo punto lo sperimentatore individua la variabile chiave, prende due gruppi di partecipanti diversi a cui fa vedere a un gruppo solo i candidati belli e all’altro solo quelli brutti, nell’esperimento bisogna avere pieno controllo delle variabili, cioè si varia solo una variabile alla volta (l’appello al voto dei candidati deve essere lo stesso in entrambi i gruppi).

Adesso si analizzerà l’effetto della variabile dipendente, o variabile effetto. Si chiederà alle persone il “gradimento del candidato” (potrebbe essere un voto da uno a dieci). Il gradimento sarà la mia variabile dipendente. Se i candidati di bell’aspetto vengono mediamente valutati meglio allora effettivamente l’aspetto del candidato è influente, quindi c’è un legame di causa-effetto tra le due variabili.

Tipi di indagine sperimentale

Bisogna distinguere tra vari tipi di indagine sperimentale:

  • Veri esperimenti, sono caratterizzati da due condizioni:
    • Ricercatore ha il pieno controllo sulla manipolazione della variabile indipendente (nel nostro esempio è difficile dare un vero esperimento avendo tanti visi di candidati in quanto i visi non saranno mai uguali tra loro, per essere sicuri del risultato bisognerebbe costruire dei visi al computer). A volte le variabili indipendenti sono date, cioè non sono costruite dallo sperimentatore. Per essere un vero esperimento lo sperimentatore deve aver controllato la variabile indipendente.
    • Poter assegnare casualmente dei soggetti alle condizioni. Le condizioni sperimentali corrispondono ai livelli della variabile indipendente (esempio in una stessa scuola si estraggono due gruppi a sorte e si vedrà l’effetto dell’uso del computer). Con i questionari online è possibile la randomizzazione.
  • Quasi esperimenti, in questo caso il ricercatore non ha il completo controllo su uno o su entrambi gli aspetti di cui sopra (ad esempio valutare l’efficacia dell’uso del computer in due scuole diverse, il livello di bravura degli studenti potrebbe essere diverso). La maggior parte degli esperimenti che vedremo sarà di questo tipo. Lo sperimentatore non ha il pieno controllo della variabile indipendente (es. prendere gruppi di persone giovani e gruppi di persone vecchie per vedere se votano persone giovani o vecchie, la variabile indipendente è l’età, che non può essere manipolata, quindi si dice che è preesistente. È una variabile che non è controllata pienamente. Gli esperimenti naturali sono dei quasi esperimenti).

Variabili indipendenti: è la manipolazione o misurazione concreta di un presunto fattore causale. Al variare di questa varia anche quella dipendente.

Variabile indipendente manipolata: è quello che lo sperimentatore fa al partecipante. Es. a un gruppo di partecipanti viene mostrato un manifesto elettorale con la foto di un candidato attraente. Ad un altro gruppo viene mostrato un manifesto con la foto di un candidato brutto. Ad un terzo gruppo non viene mostrata la foto (questa si chiama condizione di controllo, cioè cosa risponderebbero le persone se non manipolassi niente).

Variabile indipendente non manipolata: non è controllata dallo sperimentatore. È detta anche variabile di controllo. Es: valutare l’attrattività dei candidati.

Variabili dipendenti: misurazione concreta dell’effetto presunto.

NOTA: le variabili non sono intrinsecamente indipendenti o dipendenti: è la teoria che determina la loro denominazione. Il ruolo delle variabili deve sempre essere sostenuto dalle variabili.

Variabili che interessano la psicologia politica

  • Variabili intervenienti: sono delle variabili che prima non erano studiate, sono esterne e non controllate dallo sperimentatore, probabilmente la loro influenza non era stata prevista, cause degli effetti osservati che non erano state considerate e previste. Sono variabili che possono interferire o oscurare la relazione tra la variabile indipendente o quella dipendente. Es: possibili variabili legate alla scelta di voto degli elettori: canali di comunicazione utilizzati per la campagna elettorale (es. dal vivo o in TV, può avere un effetto diverso); importanza attribuita all’aspetto fisico degli elettori; conoscenza e sofisticazione politica degli elettori (un elettore più interessato alla politica magari non bada all’aspetto fisico). Queste variabili possono essere eliminate con l’assegnazione casuale dei partecipanti alle condizioni, la randomizzazione riduce la possibilità di variabili intervenienti.
  • Variabili di mediazione: alcune possono avere un ruolo di mediazione tra la variabile indipendente e quella dipendente. Cioè quando la variabile spiega parte del legame fra altre due variabili (indipendente e dipendente). Si ipotizza che questa variabile possa spiegare il legame tra variabile indipendente e variabile dipendente. Es: è possibile che l’aspetto gradevole di un candidato aumenti la fiducia nel candidato, che a sua volta aumenta l’intenzione a votarlo? Cioè se è bello mi fido di più di lui? In questo caso l’aspetto fisico conta solo perché fa aumentare la fiducia nel candidato, quindi il voto non si basa sulla bellezza ma sulla fiducia. La mediazione può essere:
    • Parziale: è vero che l’aspetto fisico ha un’influenza sul voto, ma parte di questa influenza è spiegata dal fatto che l’aspetto fisico bello aumenta la fiducia. La variabile mediatrice spiega solo parzialmente il legame tra variabile indipendente e dipendente.
    • Totale: rimane solo il legame indiretto, la relazione diretta era quindi spuria, cioè era vero che l’aspetto fisico determina la fiducia nel candidato che a sua volta determina il voto. La variabile mediatrice spiega totalmente il legame tra le variabili indipendente e dipendente.
  • Variabili di moderazione: cioè quando influenza o la direzione o la forza del legame tra altre due variabili. Moderazione può significare ridurre o aumentare la forza del legame. La variabile moderatrice riduce o aumenta il legame, non lo spiega. In genere queste variabili sono delle caratteristiche degli elettori (es. orientamento politico degli elettori). Anche la sofisticazione politica è una classica variabile moderatrice. La familiarità di un candidato aumenta la fiducia nello stesso, cioè vederlo più volte fa aumentare la fiducia nello stesso.

Fasi storiche di sviluppo della psicologia politica

Anni ’40-’50: fattori di personalità. Concetti di condizione psicoanalitica. Un grande leader era un leader che aveva avuto problematiche familiari e che ha spostato la sua voglia di affermarsi dall’ambito familiare a quello pubblico.

Narcisismo: scarsissima attenzione nei confronti degli altri, poca empatia nel confronto degli altri, per affermare la propria personalità tende a fare male alle altre persone. In una relazione interpersonale la persona empatica si sente sempre in dovere di fare sempre qualcosa in più per soddisfare i narcisisti. Anche da parte dei leader politici uso della personalità narcisista, a volte ha aspetti di sicurezza di sé, intelligenza, che sono di solito propri dei leader politici. Personalità che per imporsi all’esterno hanno bisogno di continue conferme e solitamente fanno anche gravi errori. Il narcisista non sa accettare la sconfitta.

Anni ’60-’70: nasce la psicologia politica che studia il comportamento degli elettori. Nel 1954 esce il primo American election study e rappresenta la prima indagine sui motivi che spingono le persone a scegliere un partito piuttosto che un altro. L’attenzione si sposta dall’élite all’elettore. Questa psicologia dell’elettore viene spiegata in due modi diversi:

  • Vedere l’elettore come quello definito “homo politicus” che sceglie in maniera irrazionale, l’elettore va a votare e sceglie il partito con il quale si identifica di più. “The American voter” Campbell 1960, durante la socializzazione si sviluppa un attaccamento ad un partito e questo attaccamento (identificazione dell’elettore) tende a rimanere invariato nella vita dell’elettore. Cioè le appartenenze politiche si sviluppano precocemente e tendono a non cambiare. L’uomo politico è irrazionale perché si basa su questa identificazione precoce e non si basa sulle conoscenze dei programmi elettorali dei diversi partiti. L’elettore sceglie in maniera istintiva. Cioè l’elettore è “ignorante”, sa poco dei partiti.

Critiche: 1) in questa epoca c’era una costanza nel voto molto superiore a oggi, le persone sceglievano lo stesso partito in base ad appartenenza sociale, territoriale, ecc. questa inizia a venire meno negli anni ’70-80 che variano il voto e non era più strettamente legato alla classe sociale o ad una forte scelta ideologica di riferimento. 2) non è una vera spiegazione scientifica del voto, è un’ipotesi, non è una spiegazione vera perché funziona finché la persona vota lo stesso partito ma non spiega un possibile cambiamento.

Punti a favore della tesi: l’elettore ha poche conoscenze. A volte l’elettore dimostra una forma di attaccamento con il partito, adesso è più con il leader, basato su emozioni, senso di vicinanza.

  • Homo economicus, l’elettore sceglie in modo razionale.

Critiche: l’elettore non è così razionale, poich

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/05 Psicologia sociale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher beatrice.M96 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicologia politica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università Cattolica del "Sacro Cuore" o del prof Catellani Patrizia.
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