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Introduzione

Interazioni umane è un libro di psicologia generale, termine sostituito oggi da neuroscienze, ecc... come se stesse ad indicare che la psicologia è una scienza solo della mente ma non è così. La psicologia generale viene paragonata alla fisiologia ma senza una base di conoscenza basica non si può guarire nessuno.

All'inizio, come nella medicina, anche nella psicologia i dottori lavoravano principalmente sull'intuizione invece che sulla conoscenza dei fatti e infatti le cure risultavano inefficaci ma venivano comunque portate avanti dalla convinzione dei medici che potesse funzionare. Poi in seguito venne scoperta la medicina sperimentale che ha portato delle svolte significative in entrambi gli ambiti (medicina e psicologia), purtroppo però per la psicologia i benefici sono stati solo parziali perché l'oggetto di studio di questa disciplina è un oggetto del mondo fisico ma non è materiale (la mente, la psiche, ecc.).

Tutti i processi base sono visti come interazioni con il presente, il passato, il mondo esterno e quello interno e il loro quadro di riferimento è quello del contestualismo - visione del mondo che si articola in contestualismo descrittivo e funzionale. Quest'ultimo supera l'empanasse (problemi che non permettono di trovare soluzioni) e il rischio di finire in un loop a cui è esposta la concezione della vita contestualista mediante un atteggiamento pragmatico ponendosi come obiettivo la previsione e l'influenzamento delle interazioni umane con precisione e profondità.

Capitolo 1

A Lipsia la psicologia inizia a muovere i suoi primi passi come disciplina autonoma così da poter indagare sui processi psichici utilizzando parametri di oggettività di cui si avvalevano già le altre scienze e ciò era possibile liberandosi della speculazione filosofica.

Il concetto di scienza ha subito continue evoluzioni e veniva spesso associato al concetto di verità. Secondo Aristotele, il fine delle cosiddette scienze teoriche, come la filosofia, la fisica, la matematica e così via, era la verità; ciò significa che lo strumento principale della scienza risulta essere il sillogismo (ragionamento concatenato) attraverso cui si può giungere a una conoscenza dimostrativa perché non si avrà scienza se non si possiede la dimostrazione di essa.

Il pensiero conoscitivo, sempre secondo Aristotele, avviene attraverso la raccolta delle osservazioni sulle cose che appaiono (phainòmena) che possono comprendere esperienze e informazioni che si sanno riguardo a un fenomeno.

Nel III secolo a.C. con Euclide si impone un modello di scienza deduttiva che consiste nel formulare un'ipotesi che può essere falsificabile utilizzando un test su dati osservabili; in seguito il metodo induttivo di Bacon si contrappone a quello Aristotelico, perché secondo lui la natura non viene interpretata correttamente ma viene anticipata astrattamente attraverso il passaggio dal particolare all'universale senza prendere in esame i vari livelli intermedi di generalizzazione progressiva.

Ex: davanti a me ho un sacco semi chiuso e intravedo tre palline blu, questo mi fa dedurre che il sacco è colmo di palline blu ma non ne ho la prova, oppure, io so che gli animali sono mortali di conseguenza sono convinta che lo sono anche gli uomini —> metodo induttivo.

Galileo Galilei riconosce un'assoluta validità alla matematica come disciplina scientifica che comporta un'indiscussa oggettività ai fenomeni presi in esame e dimostro che a certe dimostrazioni matematiche dovessero aggiungersi sensate esperienze perché l'esperienza non dev'essere lasciata al caso ma deve seguire precise procedure messe insieme da un metodo sperimentale.

Fu il primo ad avvalersi di un metodo basato sulla formulazione d'ipotesi e sulla verifica di tali ipotesi attraverso l'esperimento richiamando la necessità di strumenti oggettivi. Tale necessità rappresenta un preciso distacco dall'indagine aristotelica perché non qualificabile.

Cercò di spostare la ricerca dell'explanans dall'interno dell'explanandum al di fuori di esso, ovvero abbandonare il concetto animistico (animismo in antropologia - attribuire agli oggetti qualità divine o soprannaturali, animismo = riguardante l'animo) per cercare al di fuori del fenomeno una spiegazione da attribuire ad esso perciò secondo lui bisogna imparare da questi fenomeni per anticiparli o almeno controllarli per arrivare a una soluzione.

In parole povere secondo Galileo: metodo sperimentale + ricerca = soluzione.

Newton elabora il concetto descrittivo di scienza ponendo come prioritario rispetto alla sintesi il metodo analitico, ciò comporta fare esperimenti e osservazioni al fine di trarre conclusioni per mezzo dell'induzione.

L'abbandono del pretenzioso assunto della scienza come verità assoluta arriva al suo culmine con Karl Popper, il quale afferma che un'affermazione è scientifica solo quando è falsificabile, cioè quando si possono trovare dei pro e dei contro su di essa e ciò lo porta a fare una distinzione tra le discipline scientifiche e le pseudoscienze.

Infatti afferma che la psicologia non può essere considerata una disciplina scientifica perché non è accettata dalla comunità scientifica e non è sostenuta da un paradigma specifico e comune come quello che si può trovare nei modelli strutturali (fisica, chimica…) perciò pensa che la psicologia è in uno stato pre-paradigmatico perché sprovvista di un apparato metateorico che hanno le altre discipline.

Cos'è il paradigma condiviso?

In fisica, chimica e biologia esistono molte teorie in competizione tra di loro ma nessuna di esse mette in discussione il metodo sperimentale per studiarle e l'esistenza delle particelle, della tavola periodica o del frame (paradigma evoluzionistico) per esempio perché tutte queste teorie giocano all'interno della stessa cornice metaforica e perciò sono confrontabili tra di loro.

Invece se guardiamo il panorama psicologico notiamo che non c'è una condivisione della scelta del metodo perché una parte della psicologia guarda il metodo delle scienze naturali e l'altra parte guarda il metodo interpretativo e l'ermeneutica (interpretazione di testi antichi); inoltre non c'è nemmeno una condivisione dell'oggetto di studio e tutto questo fa capire che la psicologia non è una scienza unificata.

Il metodo di Aristotele applicato alla psicologia

Tornando ad Aristotele se applichiamo il suo metodo alla scienza psicologica possiamo ricavare questa formula: C = (S). La C rappresenta il comportamento, la S rappresenta gli eventi stimolo ambientali e la F è la funzione lineare; ciò sta a descrivere le relazioni funzionali che ci possono essere tra la condotta di un individuo e le variabili esterne che possono influenzarlo.

Se poi sostituiamo la funzione lineare con l'oggetto di campo: C (S O )↔ ↔ la nostra funzione ci può spiegare che il comportamento di un individuo non è solo una funzione interattiva tra organismo e ambiente ma è contemporaneamente parte attiva di questa interazione, nella misura in cui rientra in relazione a modificare sia l'ambiente stimolo sia l'organismo (oggetto).

In parole povere: il comportamento è continuamente effetto dell'interazione organismo-ambiente e causa del loro modificarsi, viceversa le modifiche di organismo-ambiente sono causa delle modifiche del comportamento ed effetto di esse. Quindi il soggetto non è un recettore passivo degli stimoli.

Stimoli, risposte e ambiente

L'ambiente è composto da stimoli specifici e fattori situazionali e solo gli stimoli che interagiscono con un soggetto possono essere considerati all'ambiente funzionale; i fattori funzionali sono definiti come le condizioni di contesto che modificano le proprietà funzionali di tutti gli stimoli e le risposte che prendono parte all'interazione.

Tali modifiche possono riguardare sia gli stimoli interni (psicologici, organici) sia quelli esterni (fisici, sociali) e in questo modo si creano costellazioni di interazioni definite da Novak come transazioni. Riassumendo, il sistema persona-ambiente si riorganizza continuamente, in quanto sistema dinamico, in funzione delle interazioni reciproche.

Metodi per acquisire conoscenza

Si possono utilizzare diversi metodi per acquisire conoscenze rispetto ai fenomeni che ci interessano. Secondo Novak è possibile porre le varie scienze (riferito ai metodi) lungo un continuum, in base alla complessità dei sistemi dinamici dei quali si interessano.

L'universo è composto da molti sistemi e questi possono essere analizzati a diversi livelli di complessità, normalmente si sceglie di osservare o analizzare un livello di sistema per volta e anche se sono studiati separatamente tutti i livelli esistono simultaneamente.

Ex: mentre guardiamo una persona che interagisce con il suo ambiente, si verificano contemporaneamente eventi biologici, chimici e fisici (che sono sistemi di livello più basso) ma anche eventi sociali e culturali (sistemi di livello superiore).

Chi si sofferma al livello di analisi più basso è spesso accusato di riduzionismo perché sposta l'analisi e la spiegazione a un livello inferiore. In psicologia il riduzionismo si verifica quando si tenta di spiegare il comportamento solo in termini di meccanismi fisiologici o genetici, anziché in termini di comportamento dell'intero organismo che interagisce con il suo ambiente, ignorando i meccanismi psicologici.

Seguendo la tesi di Novak, il riduzionismo può assumere un significato notevole se riesce a fornire spiegazioni utili per accedere a un livello di analisi superiore; qualsiasi comportamento umano può essere analizzato, in maniera diversa da/tra diverse discipline (riduzionismo between), mentre quando viene analizzato all'interno di una stessa disciplina si chiama riduzionismo within.

È importante sottolineare che alcuni fenomeni possono essere compresi meglio solo se vengono analizzati a un determinato livello e che il riduzionismo non è sempre produttivo perché porta a concentrarsi troppo sulle parti perdendo di vista le caratteristiche necessarie.

Relazione tra stimoli, risposte, cultura e società

Come possiamo porre in relazione stimoli e risposte con la cultura e la società? La risposta che Horowitz fornisce può essere utilizzata per generare uno scenario utile alla comprensione: cioè osservare le interazioni come cose che accadono simultaneamente a differenti livelli sistemici.

Per la nostra analisi, possiamo scegliere un solo livello, o muoverci attraverso vari livelli; muovendoci a livelli superiori accresciamo l'ampiezza della nostra comprensione del fenomeno in esame, muovendoci a livelli inferiori diventiamo più precisi.

Ex: la macchina fotografica - se usiamo un obiettivo grandangolare possiamo vedere tutto ma ci sfuggono i particolari se invece usiamo un teleobiettivo vediamo i dettagli ma non l'ambiente. Questa flessibilità dell'unità di analisi può però esporci al rischio di vaghezza e imprecisione, è possibile innescare una regressione ad infinitum e il criterio per uscirne è essenzialmente pragmatico.

Descrizione e spiegazione nella scienza

Descrizione e spiegazione sono due obiettivi della scienza, il primo termine indica delineare o fare un rendiconto mentre il secondo significa rendere chiara una causa o una ragione e consente la previsione e il controllo di essa.

Quando vi è una relazione coerente tra due fattori si dice che sono correlati, ex: in base alla quantità di tempo che i genitori dedicano alla lettura per il loro bambino, è possibile prevedere se a scuola avrà dei buoni risultati MA ciò non implica che uno abbia causato l'altro.

Come è possibile allora determinare se vi sia una relazione di causa ed effetto? I ricercatori conducono esperimenti per indagare se i cambiamenti in una variabile controllino le modificazioni dell'altra variabile.

Riassumendo secondo Novak: pressione + controllo = risposta. A volte però le descrizioni si camuffano in spiegazioni e per tanto Novak raccomanda alla prudenza: se qualcuno utilizza la parola poiché non sta fornendo necessariamente una spiegazione vera, ma una spiegazione circolare (giri di parole in gergo hahah).

La descrizione e la spiegazione della realtà in psicologia come in altre scienze richiedono spesso l'introduzione di modelli al fine di evidenziare le variabili di maggiore rilievo e i meccanismi attraverso i quali esse interagiscono (P. Moderato).

Modelli e teorie secondo Reese

Secondo Reese è opportuno tenere in considerazione punti fondamentali che definiscono la natura e la funzione dei modelli:

  • Modello della rappresentazione della realtà e non di una sua descrizione
  • Modelli che si collocano a livelli diversi (specifici e onnicomprensivi)
  • Modelli specifici che derivano da modelli generali (collegati tra di loro)
  • Modelli distinti da delle teorie, ovvero illustra a voce/scritto come applicarla ma non mettendolo in pratica - perciò un modello è esplicativo solo nel senso ristretto della metafora o analogia
  • Modelli che si distinguono dalle teorie perché quest'ultime essendo descrittive possono essere falsificabili mentre i modelli essendo metaforici non verranno falsificati.

Quindi: ogni modellizzazione comporta una metafora utile alla descrizione del processo. Ex: campo letterario - con la metafora si trasferisce il significato o gli attributi di un termine a un altro termine allo scopo di enfatizzarlo, chiarirlo e renderlo immediatamente comprensibile.

C'è però il rischio che tale linguaggio venga frainteso, cioè comunichi qualcosa di diverso dall'obiettivo per cui era stato progettato, a tal proposito nella scienza fanno due distinzioni:

  • Metafora con solo lo scopo di evidenziare e quindi non è essenziale né alla comprensione del processo né alla sua descrizione strutturale
  • Il processo in studio si identifica con la descrizione metaforica proposta e in questo caso la metafora è veramente essenziale in quanto parte costitutiva del processo stesso.

P. Moderato —> è preferibile che il livello di descrizione metaforico non si identifichi con il processo stesso per avere una formulazione scientifica precisa.

Teorie secondo Kerlinger

Per organizzare il pensiero noi elaboriamo teorie e secondo Kerlinger una teoria è un insieme di concetti, definizioni e proposizioni che forniscono una visione sistematica dei fenomeni specificando le reazioni fra le variabili con lo scopo di spiegare e prevedere i fenomeni stessi.

Le teorie però non si limitano a questo, tentano anche di fornire una spiegazione degli eventi in termini di causa ed effetto e inoltre servono a stimolare nuove ipotesi di ricerca e influenzano contemporaneamente il modo in cui gli scienziati interpretano i dati.

In altre parole: si chiama visione relativistica della scienza —> nella scienza non esistono verità assolute, ma punti di vista diversi che rappresentano le chiavi di lettura della realtà.

Criteri di valutazione di una teoria secondo Thomas

Ci sono criteri individuati da Thomas per la valutazione della "bontà" di una teoria:

  • La precisione - una teoria è valida se riflette i fatti del mondo accuratamente
  • La chiarezza - se viene enunciata in modo chiaro e comprensibile per chiunque
  • La prevedibilità - una teoria è valida se oltre a spiegare dettagliatamente gli eventi passati può anche anticipare o prevedere quelli futuri
  • L'applicabilità - una teoria è valida se offre una guida pratica nella soluzione dei problemi quotidiani
  • La coerenza interna - una teoria è valida se i suoi termini e concetti sono abbastanza efficaci da essere utilizzati sempre con coerenza
  • La parsimonia - una teoria è più valida ed efficace se utilizza il minor numero di osservazioni e richiede meccanismi più semplici
  • La falsificabilità - una teoria è valida se è falsificabile o confutabile
  • La produttività - una teoria è valida se stimola la creazione di nuove tecniche di ricerca e la scoperta di nuove conoscenze
  • La persuasività - una teoria è soddisfacente se è per noi persuasiva o coerente con le nostre opinioni

Scienza e conoscenza

La scienza è solo un modo di conoscere e ha come obiettivo lo sviluppo di affermazioni, progressivamente più organizzate, sulle relazioni tra gli eventi che permettano agli obiettivi analitici di essere raggiunti con precisione e basate sull'esperienza verificabile.

Ci sono almeno due aspetti chiave in questa definizione, il primo è che il prodotto della scienza sono regole verbali basate sull'esperienza che possono essere condivise con altri e il secondo è che queste regole hanno comunque importanti proprietà specifiche:

  • La precisione - comprende il numero di modi in cui un evento può essere spiegato con concetti analitici
  • L'ampiezza - comprende il numero di eventi che possono essere spiegati con concetti analitici
  • La profondità - ovvero la connessione e la mancanza di contraddizione tra approcci ben definiti in domini scientifici diversi
  • L'utilità analitica - che è il risultato delle regole verbali come prevedibilità e controllo
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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/01 Psicologia generale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Nobody_scuola_1990 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicologia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Libera Università di Lingue e Comunicazione (IULM) o del prof Moderato Paolo.
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