Capitolo 1
La psicologia dell'invecchiamento
Le branche della psicologia che studiano l'invecchiamento si dividono in:
- Psicologia della vecchiaia
- Psicologia delle differenze d'età
- Psicologia dell'invecchiamento
Uno dei primi esperimenti sull'invecchiamento fu condotto da Pavlov che osservò che animali più anziani avevano maggiore capacità di apprendimento. L'invecchiamento non viene considerato più un periodo di declino. Nasce la figura dello geropsicologo, psicologo per gli anziani. Il miglioramento delle condizioni di vita ha favorito la longevità.
Per valutare l'invecchiamento, possiamo dividerlo in vari tipi di età:
- Età biologica – Valuta lo stato di salute e il funzionamento dell'organismo.
- Età psicologica – Valuta le abilità che ha il soggetto di utilizzare le proprie capacità cognitive.
- Età sociale – Valuta il comportamento che l'individuo deve tenere in base alla propria età cronologica e la sua posizione sociale.
- Età funzionale – Valuta le competenze nello svolgimento di alcuni tipi di compiti.
Capitolo 2
Le tracce dell'invecchiamento
L'invecchiamento può essere definito come la somma dei processi degenerativi che diminuiscono la possibilità di sopravvivenza dell'individuo.
I cambiamenti fisici riguardano:
- Vista
- Degenerazioni dell'occhio
- Aumento lacrimazione/secchezza
- Diminuzione vista a bassa luminosità
- Degenerazione corteccia visiva primaria e secondaria
- Riduzione delle cellule gangliari nella retina
- Udito
- Diminuzione udire discorso in luoghi affollati
- Difficoltà a discriminare i suoni
- Gusto-Olfatto
- Danni dovuti a degenerazioni anatomiche
- Olfatto – Insorgenza morbo di Alzheimer o Parkinson
- Gusto – Danni dovuti alle terapie farmacologiche
Le principali cause di morte sono:
- Cardiovascolari
- Ictus
- Cancro
Tra quelle croniche:
- Artrite
- Osteoporosi
- Ipertensione
Tra quelle neurodegenerative:
- Alzheimer
- Parkinson
Incidenti e fratture potrebbero causare una spirale di eventi negativi, dove successivamente l'anziano è costretto a dipendere dal proprio caregiver. L'indebolimento del potenziale biologico causa fragilità, però c'è una buona parte di anziani che reputano di avere una buona salute e cercano di preservare la forma fisica.
L'invecchiamento porta anche degenerazioni sul piano cognitivo. Non tutte le facoltà però vengono compromesse e alcune possono migliorare. Kattel distingue due componenti:
- Componenti fluide – Memoria, ragionamento e pensiero astratto che sono sensibili con il passare del tempo.
- Componenti cristallizzate – Esperienze del passato che sono stabili con il passare del tempo.
Per quanto riguarda il cervello esistono due componenti:
- Multidirezionalità
- Multidimensionalità
Questi processi riguardano particolari aree del cervello che riorganizzano in maniera funzionale i propri contenuti per poterli conservare nel tempo.
Sessualità
I percorsi che possono portare alla centenarietà sono diversi. E quindi esiste una differenziazione fra 4 tipi di centenari:
- Centenari eccezionali – Ottime condizioni fisiche e cognitive.
- Centenari normali – Diagnosi di una o più patologie.
- Centenari deboli – Presentano dei deficit fisici o cognitivi.
- Centenari fragili – Presentano deficit sia fisici sia cognitivi.
In termini di assenza o presenza di malattie sono state create altre fasce:
- Centenari sopravvissuti – Centenari a cui è stata diagnosticata demenza prima degli 80.
- Centenari ritardatari – Deficit dopo gli 80.
- Centenari fuggitivi – Senza nessuna diagnosi.
Quindi la centenarietà risulta l'interazione di molteplici fattori determinanti. Esiste una somma di geni che rimane intatta con il passare del tempo (Apolipoproteina E – Polimorfismo genetico HLA). Prediligono le strategie di coping cognitivo, quindi cercano di fare affidamento sulle proprie risorse. Il cocktail per la longevità cognitiva è composto da stato cognitivo del livello di centenario e attività intellettive.
Capitolo 5 (3-4)
Relazione fra cognizione e attività cerebrale
Tramite la risonanza magnetica funzionale si misura l'attività cerebrale di un individuo impegnato in un compito cognitivo. Tramite l'fMRI è possibile studiare i sistemi di memoria episodica che viene alterata dall'Alzheimer, lo studio del controllo attentivo e della memoria di lavoro.
Si è scoperto che il legame percettivo, cioè la creazione di associazioni tra le varie componenti di uno stimolo, permette la codifica e la rievocazione della memoria episodica. Gli anziani ricorrono a strategie di codifica differenti rispetto ai giovani adulti. Infatti negli anziani, la codifica appare deficitaria, perché la rievocazione è più costosa in termini di risorse cognitive.
Nei compiti che coinvolgono la memoria di lavoro e quella episodica, gli anziani attivano generalmente le regioni frontali dei due emisferi. Nei compiti cognitivi di minor complessità attivano regioni simili ai giovani adulti. Un ruolo molto alto lo svolge la predisposizione genetica. I cali dei tempi di reazione, ad esempio, sono associati alla diminuzione della dopamina nella corteccia prefrontale. La memoria di lavoro e il controllo esecutivo, invece, sono associati alle variazioni dell'attività dell'enzima COMT. Lindenberger spiega comunque che gli effetti psicogenetici non sono tutto!
Compensazione
La compensazione delle perdite fisiologiche negli anziani avviene in due forme riassunte in due modelli:
- Modello HAROLD - Attivazione controlaterale di regioni omologhe, come una sorta di riorganizzazione cerebrale.
- Modello PASA – Compensazione tramite attivazione supplementare delle regioni cerebrali, così da avere un maggior controllo esecutivo.
La compensazione è associata alla nozione di dedifferenzazione, cioè un aumento con l'età delle correlazioni tra prestazioni di differenti abilità cognitive, ma diminuzione della specificità di queste abilità. Questi cambiamenti potrebbero essere causati dal rumore neuronale, cioè la reattività dei neuroni sarebbe ridotta e di conseguenza, le differenti vie di elaborazione delle informazioni neuronali e le rappresentazioni mentali meno specifiche.
Viene proposto il modello CRUNCH che ipotizza che gli anziani dimostrano delle sovra-attivazioni a livello frontale e bilaterale che causa un declino del rendimento. Il cervello invecchiando deve adattarsi. Risponde a questi cambiamenti formando dei circuiti neuronali alternativi, modificati tramite l'esperienza e i training cognitivi, che tuttavia sono meno efficienti. Queste Scaffold (impalcature) permettono comunque di mantenere un livello adeguato di funzionamento cognitivo.
Capitolo 6
Intelligenza
Il test d'intelligenza usato negli studi sull'invecchiamento è quello delle Matrici progressive di Raven. Grazie ai test d'intelligenza si è riscontrato un declino generale con l'avanzare dell'età che permette di fare una relazione fra l'anziano e le relative simmetrie con un bambino.
Wechsler si pose il problema di come misurare l'intelligenza di un anziano. Propose un test che verteva su prove che resistono all'invecchiamento e altre che invece non resistevano. I risultati mostrarono che nonostante l'avanzare dell'età:
- L'andamento del QI verbale aumentava o restava uguale.
- L'andamento del QI di prestazione diminuiva.
Secondo Carrell, la natura dell'intelligenza può essere studiata considerando:
- Le abilità legate alla comprensione dei nuovi dati.
- Le abilità legate all'esperienza.
Abilità fluide – Biologicamente determinate, permettono di adattarsi a situazioni nuove e sono coinvolte con l'avanzare dell'età.
Abilità cristallizzate – Culturalmente determinate e acquisite con l'esperienza, non coinvolte con l'età.
L'invecchiamento è considerato un fenomeno multidimensionale e multidirezionale. Cornoldi ha proposto un modello d'intelligenza in cui tutte le abilità di base sono gerarchicamente organizzate e sono influenzate da tre ordini:
- Metacognizione
- Esperienza
- Cultura
Dati del BASE hanno confermato come:
- Operazioni mentali di base
- Aspetti pragmatici
Sono correlate negativamente con l'età. Con l'avanzare dell'età, si assisterebbe a un importante aumento delle correlazioni tra ambiti cognitivi diversi. Questo ha portato a supporre che la struttura intellettiva degli anziani sia meno differenziata. Le abilità fluide e cristallizzate offrono una descrizione molto semplificata che non tiene conto delle possibili articolazioni dell'intelligenza.
McGhee ha proposto 9 fattori che spiegano la varianza totale e per il quale effetto dell'età è variabile:
- Comprensione-conoscenza
- Competenze qualitative
- Memoria di lavoro
- Memoria a lungo termine
- Processi uditivi e visivi
- Velocità di decisione
- Ragionamento fluido
- Rapidità di elaborazione
Memoria
Esistono diverse forme di memoria. Tulving distinse alcuni sistemi fondamentali:
Memoria a breve termine – Ricordo immediato. Mantiene passivamente piccole quantità...
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