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Appunti psicologia dello sport terzo anno Appunti scolastici Premium

Appunti di psicologia dello sport basati su appunti personali del publisher presi alle lezioni della prof. Villani dell’università degli Studi Cattolica del Sacro Cuore - Milano Unicatt, Interfacoltà, Cattolica del Sacro Cuore - Milano Unicatt. Scarica il file in formato PDF!

Esame di Psicologia dello sport docente Prof. D. Villani

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ESTRATTO DOCUMENTO

ELABORAZIONE

– TOP-DOWN = percezione guidata da un livello + alto di conoscenze, esperienze, aspettative

e motivazioni (ruolo anche della cultura)

– BOTTOM-UP = percezione k implica il riconoscimento e l'elaborazione dell'informazione e

k segue i processi di organizzazione percettiva

ATTENZIONE = processo k opera una selezione di tutte le informazioni k in un dato istante

colpiscono i nostri sensi e/o i nostri ricordi consentendo solo ad alcune di accedere ai successivi

stadi di elaborazione → capacità di dirigere le risorse psichiche del soggetto, in un determinato

momento, su determinati aspetti della realtà.

Ma, non sempre l'elaborazione di uno stimolo richiede l'attivazione dei processi di attenzione!

Alcune caratteristiche elementari dello stimolo (forma, colore, movimento...) vengono processate

senza far intervenire l'attenzione → vengono elaborate a livello PRE-ATTENTIVO.

FENOMENO DEL POP-OUT = a livello pre-attivo, alcune caratteristiche della configurazione

emergono spontaneamente, imponendosi al nostro sistema visivo, x effetto di differenza rispetto al

resto del contesto (Es. un pallino rosso in mezzo a tanti pallini blu viene immediatamente

individuato in maniera automatica).

Quando lo stimolo è diverso x una sola caratteristica dai distrattori, il TR (tempo di reazione) non

varia all'aumentare del n° dei distrattori.

Viceversa, quando varia x 2 o + caratteristiche: combinarle in un oggetto richiede k l'attenzione si

focalizzi sulla posizione occupata dall'oggetto.

→ l'attenzione può essere focalizzata solo su una posizione alla volta → teoria di integrazione delle

caratteristiche (Treisman).

ELABORAZIONE CONTROLLATA ED AUTOMATICA

(Schneider e Shiffrin)

– processi automatici → avvengono al di fuori della consapevolezza e non richiedono

l'impiego di risorse attentive.

– processi controllati → richiedono l'impiego di risorse attentive, vengono messi in atto uno

dopo l'altro secondo modalità seriale, hanno un tempo di esecuzione + lento.

ATTENZIONE SPAZIALE = rappresenta la capacità di selezionare aspetti particolari dell'ambiente.

PARADIGMA DI POSNER → l'aspettativa del soggetto influenza il processo attentivo, la selezione

dell'attenzione può verificarsi prima del completamento dell'analisi dello stimolo.

→ Applicazione nello sport:

(questo paradigma ha evidenziato k) atleti esperti, rispetto ai non atleti, sono maggiormente efficaci

nell'orientare l'attenzione nel campo visivo e k tale abilità dipende da specifiche caratteristiche dello

sport praticato.

Gli atleti esperti utilizzano strategie di orientamento attentivo + efficaci e sembrano avere

un'aumentata capacità di non lasciarsi fuorviare da informazioni spaziali devianti.

ATTENZIONE SELETTIVA VISIVA

EFFETTO STROOP: I tempi di risposta sono + rapidi x stimoli congruenti rispetto agli

incongruenti (interferenza da incongruenza).

ATTENZIONE FOCALIZZATA (1) E DIVISA (2):

1. se siamo concentrati su una fonte informativa escludiamo le altre

2. possiamo prestare attenzione a 2 stimoli contemporaneamente, la loro elaborazione è

parziale e mediocre

Alcune info possono interferire con le altre, influenzando il sistema attentivo.

es. leggere un libro e fare un conversazione? Non siamo in grado contemporaneamente

es. guidare e fare una conversazione? Si, siamo in grado contemporaneamente

Il problema è: l'interferenza fra compiti, k può essere: strutturale o di risorse.

– interferenza strutturale → se 2 compiti usano lo stesso canale (Es. guardo un film e guido)

– interferenza di risorse → quando le operazioni mentali sono impegnative (Es. se stò

imparando a guidare non avrò attenzione x guardare negozi e parlare..)

possiamo effettuare + operazioni, purchè queste non interferiscano una con l'altra.

Quando si parla di risorse: metafora del serbatoio → compito k ci impegna di + è detto: primario, e

l'altro secondario.

MODELLO TOTE (Test-Operate-Test-Exit) → dalla percezione e attenzione, all'azione:

ogni volta k un individuo deve compiere un azione, verifica nell'ambiente la situazione (test),

procede alle opportune azioni (operate) e controlla il loro esito (test).

Se l'esito è congruente con lo scopo prefissato si avrà un'uscita (exit) dall'unità tote.

Se non è congruente, metterà in atto altre azioni (Operate) x modificare l'ambiente, quindi verificare

(test) k la situazione sia congruente ed in caso di risposta affermativa si avrà l'uscita (Exit),

altrimenti continuerà ad operare e verificare.

es. quando devo tirare a canestro, valuto: ambiente (distanza dal canestro, posizione avversari), mi

creo una rappresentazione mentale dell'azione, la svolgo (operate), e poi verifico se ho raggiunto

l'obbiettivo, se si: exit, se no: operate.

Con questo modello, importanza del meccanismo di retro-azione o feedback.

ESECUZIONE DELL'AZIONE:

– Attenzione esecutiva → funzione di coordinamento e supervisione, dirige e governa le

operazioni implicate nello svolgimento dell'azione

– Alternanza del fuoco di attenzione → x affrontare, svolgere e monitorare la realizzazione di

attività diverse entro la stessa situazione (multi-tasking)

– Processo di inibizione della risposta → permette di inibire le reazioni emotive

– Esecuzione della sequenza di operazioni

PRESTAZIONE SENSO-MOTORIA:

– SPORT A SCHEMA FISSO → la prestazione è definita da uno schema motorio fisso, k può

essere rappresentato da un singolo tipo di azione motoria (es. corsa o nuoto veloce) e il

feedback di controllo del sistema ha prevalentemente origine dai sistemi propriocettivi, con

poca o assente influenza dal mondo esterno.

– SPORT DI SITUAZIONE → le condizioni senso-motorie k definiscono la tecnica della

disciplina sono + articolate (es. giochi sportivi) ma possono anche essere rappresentate da

sequenze senso-motorie molto brevi (es. tiro al volo) e la gestualità da applicare è guidata da

una serie di input del mondo esterno k sono spesso variabili e difficilmente prevedibili.

COME MIGLIORARE LA CONCENTRAZIONE NELLO SPORT?

1. Training simulato → x migliorare l'abilità nell'affrontare lo stress da competizione attraverso

allenamenti k contengono fattori stressanti simili a quelli presenti in gara

2. anticipare le mosse dell'avversario attraverso l'osservazione

3. pianificare la competizione e l'attuazione di una routine pre-gara*

*routine pre-gara = insieme integrato di pensieri, azioni, immagini k si attivano in modo

coerente prima della prestazione.

4. Self-talk → include parole, frasi positive k svolgono una funzione positiva sulla percezione

di efficacia k l'atleta ha di se stesso

5. esecuzione ido-motoria dell'azione

6. applicazione di tecniche di rilassamento (x abbassare l'attivazione fisiologica) o di

meditazione (x essere focalizzato sul compito)

VALUTARE LO STILE ATTENTIVO (TAIS: Test-of-Attentional-and-Interpersonal-Style):

Le dimensioni del focus attentivo valutate sono:

– ampiezza = quantità di informazioni

– direzione = interno/esterno

Con:

– focus esterno ampio → abilità nel leggere rapidamente i cambiamenti k si verificano

nell'ambiente esterno

– focus esterno ristretto → attenzione focalizzata necessaria in compiti k richiedono

precisione

– focus interno ampio → integrazione di informazioni k derivano da: ricordi, pensieri, stati

emotivi, condizioni fisiche

– focus interno ristretto → compiti intellettuali k richiedono attenzione focalizzata rivolta

verso l'interno

Sulla base dell'interpretazione del profilo delle Scale Attentive si possono ricavare 6 stili (e tecniche

di intervento):

1. BET → (focus attentivo esterno ampio) l'individuo si descrive capace di integrare

efficacemente molti stimoli esterni nello stesso tempo

2. OET → (sovraccarico di stimoli esterni) l'individuo compie errori dovuti a confusione e

sovraccarico di stimoli esterni

3. BIT → (focus attentivo interno ampio) l'individuo si considera capace di integrare

efficacemente idee ed informazioni provenienti da aree differenti

4. OIT → (sovraccarico di stimoli interni) l'individuo compie errori xk si confonde pensando a

troppe cose contemporaneamente

5. NAR → (focus attentivo ristretto) l'individuo si percepisce capace di restringere il focus

attentivo quando è necessario

6. RED → (focus attentivo ridotto) l'individuo commette errori dovuti ad una restrizione

eccessiva del focus attentivo

1 – 3 – 5 = stile attentivo efficace

2 – 4 -6 = stile attentivo inefficace

MOTIVAZIONE = processo di attivazione finalizzato alla realizzazione di un determinato scopo in

relazione alle condizioni ambientali.

– attivazione dell'organismo = motivazione connotata sotto il piano fisiologico, biologico e

psicologico

– realizzazione di un dato scopo = motivazione connotata sul piano cognitivo

– condizioni ambientali = motivazione connotata sul piano sociale-culturale

la motivazione è un processo, ha: un inizio, una durata e intensità (qualità) e una fine.

DETERMINISMO TRIADICO RECPIROCO (Bandura)

(disegno slide)

Persona → agisce sull'ambiente ma è sensibile alle condizioni imposte dal contesto

Ambiente → agisce sul funzionamento dell'individuo ma la sua azione è mediata dalle capacità

dell'individuo

Comportamento → prodotto delle capacità della persona e delle opportunità dell'ambiente

LIVELLI DELLA MOTIVAZIONE:

Istinti → Bisogni e Pulsioni → Motivazioni primarie e secondarie

– Istinti = sequenze congenite, fisse e stereotipate di comportamenti specie-specifici su base

genetica in relazione a date sollecitazioni ambientali:

1. associati alla sopravvivenza della specie (Darwin)

2. associati all'attivazione dei processi attentivi verso particolari stimoli ambientali e

conseguente attivazione dell'organismo (McDougall)

Si parla di: predisposizioni istintive o schemi di azione fissa (non modificabili

dall'apprendimento) e imprinting**

• IMPRINTING = comportamento specie-specifico geneticamente programmato k

corrisponde alla tendenza innata del piccolo a considerare come madre il primo oggetto in

movimento con cui entra in relazione e ad esibire verso di lei il comportamento di

attaccamento (periodo critico/sensibile).

• ATTACCO-FUGA = legame con processi emotivi già a livello istintuale. Alcune emozioni

di base permettono di valutare la situazione e innescare la risposta comportamentale

adeguata

– Bisogni e Pulsioni = Bisogno: necessità k deve essere soddisfatta a partire da uno stato di

carenza o necessità (es. fame, sete). Pulsione: prodotta dal bisogno, è uno stato di tensione k

guida il comportamento.

“per ridurre la tensione si deve sopperire alle carenze e ristabilire l'equilibrio (omeostasi)

es. se uno non mangia x un po' di tempo, sentirà il bisogno di cibo; questo crea la pulsione

alla fame k spinge la persona alla ricerca di cibo (comportamento) x ridurre il bisogno di

fame.

– INCENTIVI = oggetti ed eventi esterni, hanno la funzione di rinforzo k la qualità della

ricompensa (soddisfare il bisogno).

a) Rinforzi primari = incentivi e ricompense indipendenti dall'apprendimento k soddisfano

bisogni biologici (es. sapore dolce di un cibo)

b) Rinforzi secondari = incentivi e ricompense k sono appresi e si basano sull'appartenenza a

una determinata cultura (es. il denaro, l'affermazione del sé)

Motivazioni primarie = connesse con bisogni fisiologici (primari) :

– motivazione al gioco quale attività di contatto con il piacere e di attivazione psicomotoria

– motivazione all'agonismo km bisogno di misurarsi con sé stesso, altri, natura

Motivazioni secondarie = connesse ai processi di apprendimento e di influenzamento sociale

(bisogni secondari):

– motivazione allo sport come occasione di benessere e crescita

– motivazione allo sport come appartenenza alla squadra, relazioni, gratificazione sociale

Sono disposizioni personali k orientano le strategie generali di condotta dell'individuo nei confronti

dell'ambiente e delineano precisi profili di personalità (differenze individuali).

(disegno slide)

– bisogno di affiliazione →

1. ricercare la presenza degli altri x la gratificazione intrinseca derivante dalla sensazione di

far parte di un gruppo

2. evitare critiche e situazioni di conflitto

3. ricerca legami profondi e mantiene legami interpersonali

4. assume posizione di collaborazione

– bisogno di successo → consiste nella motivazione a fare le cose al meglio x un intrinseco

bisogno di affermazione e di eccellenza.

Persone k tendono ad assegnarsi scopi impegnativi ma realistici, hanno una buona

conoscenza delle proprie risorse e limiti, hanno l'esigenza di ottenere il massimo e di

ottimizzare le potenzialità a loro disposizione.

Il livello di motivazione al successo è fortemente associato al modello familiare di

educazione (in relazione alle aspettative espresse dai genitori nei confronti dei figli)

Il riuscire a fare bene la propria attività consente di mantenere un buon livello di autostima e

un immagine di sé positiva.

– Bisogno di potere → persone predisposte a:

1. esercitare la propria influenza e controllo sulla condotta altrui

2. manifestare un atteggiamento positivo nei confronti dei mezzi k favoriscono la

manipolazione e il controllo delle decisioni altrui

comportamenti k possono derivare da: disagio, insicurezza interiore k si placa solo

attraverso la strumentalizzazione degli altri al fine di dimostrare la propria capacità di

dominio sociale.

Come misurare le motivazioni secondarie ?

Test proiettivo basato sulla presentazione di uno stimolo (foto, illustrazioni) i cui significati sono

ambigui.

Si chiede al soggetto di inventare una storia x ciascuna delle immagini k gli si presentano e si

presuppone k un soggetto nell'inventare le storie sia spinto dalle proprie motivazioni.

PIRAMIDE GERARCHIA DEI BISOGNI DI MASLOW

(vedi slide)

TEORIE SOCIO-COGNITVE: gli individui attribuiscono un valore soggettivo a eventi e situazioni

e dunque, grazie alle loro capacità cognitive, sono in grado di anticipare, valutare e perseguire

intenzionalmente scopi e obiettivi.

MODELLO ASPETTATIVA X VALORE: le persone agiscono quando ritengono di poter

raggiungere fini k esse valutano km importanti (utilità soggettiva).

L'azione k l'individuo mette in atto riflette un equilibrio tra incentivi e aspettative (+ e -) k riflettono

prospettive di successo e di fallimento.

Atkinson → le dinamiche della motivazione come un modello matematico nel quale: la tendenza

complessiva a intraprendere o evitare un'attività è la risultante della forza della tendenza a

intraprendere il compito meno la forza della tendenza a evitarlo.

→ persone con forte motivazione al successo: tendono a scegliere compiti e obiettivi di media

difficoltà (medi incentivi), k possono concludersi positivamente. Scartano i compiti facili (nessun

incentivo) e quelli difficili (scarsa o assente probabilità di successo).

→ persone con forte motivazione ad evitare il fallimento: tendono a scegliere compiti e obiettivi di

bassa difficoltà (bassa probabilità insuccesso). Scartano compiti di media difficoltà (media

probabilità di successo) e sono ambivalenti verso i compiti difficili (alta probabilità di insuccesso vs

attribuzione causale esterna).

TEORIA DELLE ATTRIBUZIONI CAUSALI

Le stime di probabilità k sono alla base delle aspettative dipendono da ipotesi relative a:

1. il locus di un evento = la causa è interna all'individuo o esterna e fuori controllo?

2. La stabilità temporale della causa = la causa può essere generalizzata ad altre situazioni e

altri momenti?

3. La controllabilità volontaria dell'evento = l'individuo è in grado di agire sulla causa?

Le attribuzioni di causalità hanno effetti sui processi motivazionali importanti, xk influenzano:

– il formarsi delle intenzioni (decisione)

– l'impegno e lo sforzo nelle difficoltà

– il valore attribuito al successo e al fallimento

– le relazioni affettive di fronte al successo e al fallimento

si può parlare di: STILI ATTRIBUZIONALI

(slide tabella pag 31)

TEORIA DELL'AUTO-DETERMINAZIONE (SDT:self-determinatio-theory):

Studia i processi di autoregolazione della motivazione umana all'interno dei contesti sociali.

L'autodeterminazione è legata alla percezione k una persona ha dell'origine del proprio

comportamento (locus of causality)*

– locus of causality interno → la ragione primaria della messa in atto di un comportamento è

da ricercare nelle proprie scelte autonome

– locus of causality esterno → la ragione primaria della messa in atto di un comportamento è

da attribuire a cause esterne a se stessi (Es. pressione sociale)

INTERNALIZZAZIONE: la persona passa da una regolazione dei propri comportamenti basata su

contingenze o pressioni esterne a una regolazione basata su spinte interne (crescita e coerenza del

sé). Questo processo si conclude quando il comportamento viene messo in atto esclusivamente xk

piacevole e interessante, e personalmente importante.

MOTIVAZIONE INTRINSECA → spinge a svolgere delle attività x sé stessi

MOTIVAZIONE ESTRINSECA → dipende da ricompense adeguate

NB: l'uso di incentivi può attivare una motivazione estrinseca k può dare buoni risultati quando le

persone devono svolgere compiti k non li attraggono (tale motivazione xo non è duratura: occorre

un supporto motivazionale).

EFFETTI DELLA RICOMPENSA:

a) negativi → quando un'attività/compito vengono percepiti km strumentali a ottenere una

ricompensa, quando è associata ad un'attività sgradevole

b) positivi → quando la ricompensa viene percepita km una informazione/riconoscimento simbolico

di competenza, quando si configura un apprezzamento/feedback x un compito eseguito

IL CONTINUUM DELL'AUTODETERMINAZIONE:

a) Comportamento non autodeterminato → l'individuo k lo mette in atto agisce senza alcuna precisa

intenzione di ottenere un risultato

b) Motivazione estrinseca →

1. ragione esterna = l'attività viene intrapresa x ottenere risultati giudicati positivamente (es.

premi tangibili) o evitare conseguenze percepite km negative

2. ragione introiettata = l'atleta stabilisce conseguenze k regolano il comportamento (x gestire:

autostima, senso di colpa, ansia) ma la percezione di controllo è ancora scarsa

3. ragione identificata = l'attività è sentita propria e percepita come importante x se stessi

(viene scelta) e x il raggiungimento di obbiettivi personali

4. ragione integrata = le ragioni x intraprendere un'attività sono congruenti e armoniche con i

valori e i bisogni dell'atleta k mette in atto il comportamento

c) Comportamento autodeterminato → Motivazione intrinseca → l'atleta svolge l'attività x il piacere

di farlo.

IL RAPPORTO ALLENATORE-ATLETA

Gli allenatori k supportano l'autodeterminazione favorendo la motivazione intrinseca sono quelli

capaci di lasciare agli atleti la possibilità di sperimentare autonomamente il modo di arrivare alla

soluzione di un problema o di erogare una presentazione, fornendo parallelamente un feedback su di

essa.Sono caratterizzati dalla capacità di assumere la prospettiva dell'atleta in riferimento al tipo di

compito.

NB: impediscono il processo di internalizzazione e inducono pattern motivazionali estrinseci

allenatori k:

1. uso di pressione x ottenere la prestazione da parte degli allievi

2. atteggiamento di controllo costante

3. propensione a fornire soluzioni agli atleti senza dar loro il tempo di arrivarci in modo

autonomo

ORIENTAMENTO MOTIVAZIONALE

L'Achievement Goal Theroy distingue gli elementi k permettono agli individui di definire

soggettivamente il proprio livello di competenza:

– orientamento al compito = il proprio livello di competenza è considerato in relazione a sè

stessi e alle proprie capacità → associato ad alta autodeterminazione

– orientamento all'io = il proprio livello di competenza si basa sul confronto con gli altri o con

i riferimenti normativi (fare meglio degli altri) → associato a bassa autodeterminazione

EFFETTI DELL'ORIENTAMENTO MOTIVAZIONALE

– orientamento al compito: maggior coinvolgimento e cooperazione, motivazione intrinseca,

valorizzazione dell'impegno e dello sforzo km decisivi x la riuscita

– orientamento all'io: percezione di bassa competenza, basso orientamento al compito

CLIMA MOTIVAZIONALE: IL RUOLO DELL'ALLENATORE

– positivo quando: riconosce l'impegno di ciascuno piuttosto k i risultati, valorizza il

contributo di ciascun atleta = clima motivazionale orientato verso la competenza = maggior

determinazione e soddisfazione, meno stress

– negativo quando: clima orientato alla prestazione, allenatore rimprovera x gli errori e la

prestazione scadente, maggior attenzione dedicata agli atleti migliori = crea competizione

nel gruppo = minor divertimento e soddisfazione

CREARE CLIMA MOTIVAZIONALE BASATO SUL COMPITO: IL MODELLO TARGET

T = task = compito → accentua l'attenzione sulle proprie capacità

A = authority = presa di decisione → la conduzione didattica comporta il coinvolgimento degli

allievi nella possibile scelta delle attività come sostegno alla loro partecipazione motivata

R = recognition = riconoscimento → uso degli incoraggiamenti centrato sul raggiungimento di

obbiettivi realistici

G = grouping = organizzazione in gruppi → lavoro basato su gruppi eterogenei x sollecitare la

collaborazione

E = evaluation = valutazione → basata sui progressi individuali e sul livello di partecipazione e

impegno

T = time = tempo → attesa dei risultati basati sui tempi di apprendimento del singolo

SELF TALK MOTIVAZIONALE: 2 tipi

– ST INFORMATIVO → uso di frasi mirate a migliorare la performance stimolando

specifiche azioni: il fuoco attentivo sugli aspetti tecnici dell'azione.

Utile x favorire la precisione nella messa in atto del gesto.

– ST MOTIVAZIONALE → uso di frasi mirate a migliorare la performance stimolando la

fiducia in se stessi, creando un umore positivo.

Utile x sostenere lo sforzo e la durata della performance

PORSI OBIETTIVI:

1. specifici

2. misurabili → permette di tracciare i progressi

3. realizzabili → porsi obiettivi k ci facciano crescere e migliorare

4. orientati al risultato → deve essere chiaro il risultato da raggiungere e coerente con

l'obiettivo

5. definiti nel tempo → darsi una scadenza/ tempo limite

VISUALIZZARE IL RISULTATO E IL PROCESSO:

1. pensare ai benefici k si possono ottenere con il proprio lavoro = rende il raggiungimento

dell'obiettivo + piacevole e di superare ostacoli con maggiore determinazione

2. non visualizzare solo il risultato desiderato ma anche la strada da percorrere x raggiungerlo

= sprona all'azione

PREVENIRE L'ABBANDONO

L'allenatore con il suo stile può influenzare la motivazione, k predice la persistenza nello sport.

(allenatore direttivi spingono gli atleti ad essere estrinsecamente motivati e questi abbandonano

prima e + frequentemente la pratica sportiva).

AUTODETERMINAZIONE E BENESSERE:

– miglioramento dell'umore anche a seguito di pratica sportiva intensa (innalzamento di

endorfine)

– effetti sull'autostima

– associazione con esperienza di flow (stato psicologico ottimale)

ETICA SPORTIVA = attenzione al rispetto x le regole e x le convinzioni condivise in una disciplina

sportiva

– motivazione intrinseca → associazione kn maggior livello di etica sportiva

– motivazione estrinseca + clima controllante → associazione kn minor livello di etica

sportiva (es. atteggiamento + favorevole al doping...)

AUTOEFFICACIA

AUTOEFFICACIA PERCEPITA = le convinzioni circa le proprie capacità di organizzare ed

eseguire le azioni necessarie per produrre determinati risultati, di poter affrontare efficacemente

determinate prove, di essere all'altezza di determinati eventi, di essere in grado di cimentarsi in

alcune attività o di affrontare specifici compiti.

Autoefficacia è diverso da autostima

– autoefficacia → percezione delle proprie capacità in un contesto specifico, valutazione

soggettiva delle proprie competenze

– autostima → valutazione generale e astratta del proprio valore personale

Le 2 insieme incidono sulla prestazione.

Le convinzioni di efficacia influenzano:

– l'impegno e lo sforzo da investire

– la scelta degli obiettivi

– la perseveranza e la costanza nel raggiungimento dell'obiettivo

ALTA AUTOEFFICACIA

persone che:

– affrontano compiti difficili come sfide x mettersi alla prova

– hanno alti livelli di aspirazione

– mantengono un forte impegno nel conseguimento degli obiettivi

– si concentrano su km raggiungere il successo piuttosto k bloccarsi di fronte alle difficoltà

– attribuiscono un proprio fallimento a cause interne e si riprendono facilmente

BASSA AUTOEFFICACIA

persone che:

– evitano compiti difficili

– hanno basse aspirazioni

– mettono scarso impegno nel conseguimento degli obiettivi

– abbandonano il compito in caso di difficoltà

– sottostimano le proprie potenzialità

– sono + soggetti ad ansia e stati affettivi negativi


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze motorie e dello sport (Facoltà di Medicina e Chirurgia di Roma e di Scienze della Formazione di Milano) (MILANO)
SSD:

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher micheladelucca di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicologia dello sport e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Cattolica del Sacro Cuore - Milano Unicatt o del prof Villani Daniela.

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