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Gruppi secondo modulo: 7 novembre

Psicologia sociale dei gruppi

Cap 1, 2, 3, 5. Moralità in psicologia, articolo Pagliaro, Di Cesare. Lavoro di gruppo formulare ipotesi di ricerca inerenti i temi affrontati a lezione, verifica dell'ipotesi e interpretazione dei risultati.

Capitolo 1: Chi sono io?

  • Io sono: una ragazza A
  • Io sono: una studentessa B
  • Io sono: una figlia B
  • Io sono: un'amica B
  • Io sono: coinquilina B
  • Io sono: disponibile C
  • Io sono: ansiosa C
  • Io sono: generosa C
  • Io sono: simpatica C
  • Io sono: pigra C
  • Io sono: affamata C
  • Io sono: sensibile C
  • Io sono: insicura C
  • Io sono: estroversa C
  • Io sono: in crisi C
  • Io sono: cagionevole C
  • Io sono: del nord A
  • Io sono: mora A
  • Io sono: figlia unica A
  • Io sono: alta A

Categoria A: fisiche/socio-anagrafiche  5
Categoria B: appartenenza a qualche tipo di gruppo  4
Categoria C: stili di comportamento o stati emotivi  11
Categoria D: più generali  0

Molte delle definizioni che definiscono il sé si possono ricondurre a due grandi dimensioni: quelle dell'identità personale e dell'identità sociale. Confrontando diverse culture emerge che la definizione di sé in termini di appartenenza sociale è più spiccata nelle culture collettiviste piuttosto che in quelle individualiste.

La realtà psicologica dei gruppi

Cosa definisce il gruppo:

  • Destiny comune, es. ebrei
  • Struttura sociale, es. famiglia
  • Interazione faccia a faccia, es. famiglia, amici
  • Autocategorizzazione delle persone, gruppo come insieme di individui che percepiscono sé stessi come membri della stessa categoria sociale, condividono un certo coinvolgimento emozionale in questa definizione comune, e raggiungono un certo grado di consenso sociale riguardo alla valutazione del proprio gruppo e alla propria appartenenza ad esso.

Percezione soggettiva: Riconoscimento altri?
nel libro "un gruppo esiste quando due o più individui definiscono se stessi come membri di questo gruppo e quando la sua esistenza è riconosciuta da almeno un'altra persona".

La natura della relazione tra individuo e gruppo

Psicologia della folla: "mente di gruppo"

Le Bon: quando gli individui si trovano in una situazione di gruppo, entrano in possesso di una mente collettiva che fa sì che essi pensino, sentano ed agiscano in modo diverso rispetto a quando sono in stato di isolamento. Influenza il livello cognitivo, affettivo e quello comportamentale.

Allport: non esiste una psicologia dei gruppi che non sia una psicologia degli individui. Quello che accade nei gruppi dipende da quello che succede alle persone che formano quei gruppi. L'individuo nella folla si comporta come si comporterebbe individualmente, solo in misura maggiore.

Asch: psicologia della Gestalt: capire come gli individui creano la realtà di gruppo e come i gruppi ne controllano le azioni successive. I gruppi sono reali perché esiste un "campo psicologico reciprocamente condiviso".

Lewin: il gruppo è una totalità dinamica caratterizzata dall'interdipendenza tra i membri. Interdipendenza del destino- interdipendenza del compito. Questa definizione è contrapposta sia a quella sommativa sia a quella ispirata alla "mente di gruppo".

  • Interdipendenza del destino destino comune vs. semplice divisione in gruppi
  • Interdipendenza del compito esperimenti di Deutsch e Rosembaum (costruzione di torri con blocchi)

Quando le persone lavorano allo stesso obiettivo e sono valutate come gruppo si osservano maggiori produttività, coordinazione, morale e attrazione interpersonale.

Brown l'essere membri di un gruppo e comportarsi come tale ha conseguenze psicologiche che sussistono anche quando gli altri membri non sono immediatamente presenti. Es. martiri.

Continuum comportamento interpersonale-intergruppi

  • Presenza di almeno due categorie sociali identificabili
  • Grado di variabilità-omogeneità del comportamento verso l'ingroup
  • Grado di variabilità-omogeneità del comportamento verso l'outgroup Rapporto tra identità personale e identità sociale

Id sociale: parte dell'immagine di sé che deriva dall'appartenenza ad un gruppo

  • Consapevolezza dell'esistenza del gruppo
  • Valutazione del gruppo
  • Investimento emozionale

Esperimenti

  • Doise et al: bambini osservano delle foto di ragazzi e ragazze
    • Condizioni sperimentale: erano a conoscenza delle due serie di foto
    • Condizione di controllo: non erano a conoscenza
    • Compito: scegliere tra un elenco di aggettivi quello che più si adattava alla foto

Nella condizione sperimentale specificato che queste foto appartenevano a due gruppi diversi; nell'altro non era riferimento a una dimensione di gruppo. Cosa emerge condizione sperimentale con categoria saliente, quindi le definizioni date erano più omogenee per definire categorie di maschi e femmine.

Condizione di controllo, quando valutavano foto, valutavano la foto in quanto foto che ci presenta volto di una persona non foto di maschio/femmina. Quindi comportamento vicino a polo intergruppi- polo interpersonale rendo saliente appartenenza di gruppo comportamento polo intergruppo, viceversa.

Deutsch e Gerard, variante dell'esperimento classico di Asch: Conformismo aumenta in condizioni di gruppo. Nella variante si dice: come gruppo valutate queste linee conformismo aumenta ancora di più nella condizione di gruppo.

3 osservazioni:

  1. Ciò che distingue il comportamento interpersonale e intergruppi non dipende primariamente dai gruppi di persone coinvolte.
  2. La distinzione si basa su una dimensione continua, NON dicotomica.
  3. Sono diverse delle teorie specifiche per comprendere i comportamenti intergruppi.

Il comportamento collettivo: la folla come gruppo

Tre contesti diversi: manifestazione, concerto musicale e folle oceaniche durante periodi dittatoriali. Si pensa che possa generare comportamenti aggressivi.

Psicologia della folla

Contesto storico movimenti di massa e democratizzazione delle società; rivoluzione Francese e Comune di Parigi.

Primi teorici

  • La folla è: aggregato amorfo, agisce senza responsabilità o razionalità
  • Inferiore moralmente e intellettualmente agli individui che la compongono
  • Guidata da istinti, imprevedibile
  • Razionalità individuale vs. uomo istintivo e regressione negli ambiti collettivi

Le Bon: psicologia delle folle

Regressione da un inconscio razziale o anima della razza. Meccanismi che portano alla regressione:

  • Anonimato minore responsabilità individuale, gli istinti normalmente frenati prendono il sopravvento sulla razionalità
  • Contagio  diffusione di azioni ed emozioni mediante un meccanismo di contagio, di tipo ipnotico
  • Suggestionabilità elevata suggestionabilità sulla base dell'uniformità del comportamento delle folle
  • "Inconscio razziale" o "anima della razza" (spiega il passaggio tra il livello individuale e collettivo)

Portano a: comportamenti individuali irrazionali, impulsivi, regressivi.

Teoria della deindividuazione

Caratteristiche della folla inducono de-individuazione  perdita di identità e minore preoccupazione per la valutazione sociale a sua volta genera comportamenti impulsivi, irrazionali e regressivi.

  • Zimbardo, esperimenti: somministrazione di scariche elettriche in situazione normale vs deindividuazione
  • Jaffe e Yinon confronto tra durata delle scariche elettriche somministrate in situazione individuale vs. di gruppo
  • Evidenze sull'analisi di diverse culture prima del combattimento, alterano il proprio aspetto fisico, comporta comportamento più aggressivi nei combattimenti

Non necessariamente nella folla si generano solo aspetti negativi, tenere conto delle norme situazionali.

  • Johnson e Downing dare scosse a una persona individuata/deindividuata. Vestiti come membri gruppo razzista o come infermiere. Vestiti come infermiere attiva norme situazionali diminuisce comportamento aggressivo perché attiva una norma situazionale che rende più saliente un comportamento pro sociale
  • La deindividuazione può portare a comportamenti diversi dall'aggressività, addirittura un aumento di comportamenti prosociali - dipende dalle norme prevalenti dalla situazione
  • Diener: in situazioni di folla, l'attenzione si sposta all'esterno, per cui è meno influenzata da valori e abitudini dell'individuo e più dagli stimoli presentinell'ambiente. Diminuzione della consapevolezza di sé

Pro: questo approccio spiega sia i comportamenti aggressivi che prosociali messi in atto dalle folle; tuttavia... con la perdita di autocontrollo e di identità non si spiega perché diversi gruppi si facciano influenzare da stimoli diversi, anche in una stessa situazione – ne perché folle e gruppi possano manifestare un senso di orgoglio per le azioni comuni.

8 novembre: Comportamento della folla nella prospettiva intergruppi

Le situazioni di folla di solito coinvolgono più di un gruppo sono situazioni intergruppi

Reicher - prospettiva intergruppi

Il comportamento delle folle implica perciò un cambiamento della dimensione dell'identità che è più saliente in quel contesto no perdita id ma diventano salienti dimensioni dell'identità diverse nuove id. nuove norme nuovi valori che sono specifici per i due gruppi che si trovano ad interagire nel contesto della folla. Le nuove norme e valori che per gruppi diversi possono essere diversi anche in presenza degli stessi stimoli ambientali.

Studi sulla gestione degli eventi di massa

Linee di guida per la polizia in Gran Bretagna

  • Educare. Riconoscere la presenza di diversi gruppi, e comprendere identità sociale, valori, obietti per evitare che diventino solidali con i gruppi violenti
  • Facilitare. Non gestire, reprimere, evitare ma facilitare il raggiungimento degli scopi
  • Comunicare. Individuando mediatori comunitari e mezzi appropriati, sin dall'inizio dell'evento non solo nei momenti di escalation.
  • Differenziare. Evitando assunzioni di omogeneità della folla. Attenzione a costi-benefici di abbigliamento antisommossa

Capitolo 2: Processi elementari nei gruppi

Diventare membri di un gruppo processi di socializzazione, processi attraverso i quali gli individui acquisiscono conoscenze, abilità, e disposizioni che li rendono in grado di partecipare come membri effettivi di un gruppo.

  • Processo di apprendimento sociale
  • Processo interattivo, reciproco persona si inserisce nel gruppo e ne è influenzata ma nello stesso tempo il nuovo membro influenza il gruppo
  • Processo di negoziazione  gruppo deve ridefinire sé stesso per l'arrivo del nuovo membro, membro deve adeguarsi al gruppo

Quando l'individuo entra in un gruppo deve immergersi nella cultura del gruppo, che include:

  • Modi condivisi di vedere la realtà
  • Costumi comuni

Teoria della socializzazione

Moreland e Levine

Assunti di base innovativi:

  • Sia l'individuo che il gruppo sono agenti attivi di influenza reciproca
  • Le relazioni all'interno del gruppo cambiano in modo sistematico nel tempo

Processi psicologici implicati:

  1. Valutazione: stimare e massimizzare i vantaggi
  2. Impegno: più aumenta la percezione di avere dei vantaggi più gruppo e individuo si sentono impegnati reciprocamente
  3. Transizione di ruolo: avviene quando l'impegno reciproco cambia; implica un cambiamento delle relazioni e delle aspettative

Esplorazione da parte dell'individuo l'esplorazione da parte del gruppo il reclutamento porta all'entrata del membro nel gruppo, ne segue la socializzazione.

Socializzazione accomodamento vs assimilazione porta all'accettazione. Mantenimento necessaria una negoziazione di ruolo se mantenimento non funziona si arriva transizione di ruolo caratterizzata da divergenze. Risocializzazione per superare divergenze. Basata su accomodamento vs. assimilazione. Se non funziona uscita dal gruppo. Ricordo tradizione vs. ricordo.

Fase 1 - Esplorazione

Ricognizione da parte dell'individuo. Reclutamento da parte del gruppo. Entrata l'individuo diventa un nuovo membro. Nel modello di Moreland e Levine la modalità in cui avviene l'esplorazione rispecchia i principi della teoria dello scambio la scelta del gruppo avviene secondo un criterio di massimizzazione dei profitti e minimizzazione del costi. L'entrata nel gruppo comporta una ridefinizione del concetto di sé.

  • Conseguenze per la propria autostima
  • Successo/insuccesso del gruppo influenza la propria autostima soprattutto nei gruppi coesi

Riti di iniziazione - l'entrata nei gruppi

  • Funzione simbolica, rimarcare che quello che sta avvenendo è una transizione di ruolo, nuovo ruolo di membro del gruppo
  • Servono come apprendistato
  • Suscitano un senso di lealtà nei confronti del gruppo

Le iniziazioni severe, in cui le persone che decidono di entrare nel gruppo vengono sottoposte a esperienze degradanti, difficili e spesso pericolose.

Esperimento:

  • Ai partecipanti viene chiesto di sostituire un membro di un gruppo di discussione già costituito; leggendo ad alta voce (tramite interfono) materiale a carattere sessuale (3 condizioni: iniziazione severa, moderata e controllo)
  • Le partecipanti ascoltano una discussione noiosa e devono valutare altri membri e discussione
  • Risultati: più è severa l'iniziazione più il gruppo e la discussione sono valutati positivamente
  • Spiegazione: dissonanza cognitiva tra iniziazione negativa e scoperta di aspetti spiacevoli del gruppo tendenza ad esagerare gli aspetti postivi del gruppo

Funzioni:

  • Suscitare nel membro maggiore impegno nei confronti del gruppo
  • Scoraggiare aspiranti poco motivati
  • Acquisire informazioni sul nuovo arrivato
  • Rendere il nuovo arrivato più dipendente dai membri del gruppo

Fase 2 - Socializzazione

Il gruppo cerca di cambiare l'individuo perché contribuisca al raggiungimento degli scopi assimilazione; l'individuo cerca di cambiare il gruppo perché risponda maggiormente ai suoi bisogni accomodamento accettazione. L'individuo diventa membro del gruppo a pieno titolo.

Fase 3 - Mantenimento

Negoziazione di ruolo tra gruppo e individuo divergenza: la negoziazione fallisce, gli impegni diminuiscono e l'individuo diventa un membro marginale.

Fase 4 - Risocializzazione

Gruppo e individuo cercano di ripristinare i contributi che ciascuno dei due può fornire convergenza: i livelli di impegno superano i criteri di divergenza e l'individuo torna membro a tutti gli effetti e (transizione rara) uscita: i livelli di impegno scendono sotto criteri di uscita; l'individuo diventa un ex membro.

Fase 5 - Ricordo

Le memorie su quanto l'individui ha fatto nel gruppo diventano parte della tradizione di quest'ultimo. L'individuo riflette sull'esperienza nel gruppo. L'uscita da alcuni gruppi comporta:

  • Una ristrutturazione dei quadri di riferimento dell'individuo (es: conversione religiose)
  • La messa in gioco di appartenenze sociali e quindi dell'identità sociale dell'individuo, ma anche una revisione dell'identità personale

Teoria della socializzazione di gruppo

Moreland e Levine

L'assunto di base del modello è la teoria dello scambio sociale: le persone decidono di stare in una relazione solo se ciò che ricavano supera le ricompense ottenute in relazioni precedenti o i vantaggi percepiti di relazioni future.

Modelli concettuali alternativi:

  • Teoria dell'identità sociale e della categorizzazione di sé: l'impegno di un gruppo verso una persona è maggiore quando la persona è percepita (e si percepisce) come membro prototipico del gruppo.
  • Teoria dell'identità: le persone interiorizzano i propri ruoli sociali come identità; l'impegno nel gruppo dipende dal valore di tali ruoli per l'identità

Analisi dei processi di interazione (Bales, 1953)

1. Distinzione fondamentale tra:

  • Comportamento diretto al compito o "strumentale"
  • Comportamento socio-emozionale o "espressivo"

Nell'ambito dell'attività diretta al compito (attività principale de gruppo), possono sorgere problemi che minacciano la stabilità di gruppo:

  • Disaccordo
  • Sistemi di valore conflittuali
  • Pressioni esterne

Queste tensioni sono allentate e risolte mediante attività espressive, positive o negative.

2. Principio omeostatico: I gruppi tendono naturalmente verso l'equilibrio. Ogni azione produce una reazione.

Tre fasi nell'esecuzione di un compito:

  • Orientamento
  • Valutazione
  • Controllo

Schema di codifica per l'osservazione e nell'analisi dell'interazione nel gruppo. Codifica dei singoli "atti" di interazione.

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/05 Psicologia sociale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher mariannagalli di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicologia delle relazioni di gruppo e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Bologna o del prof Crocetti Elisabetta.
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