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Psicologia delle emozioni

Prof. Dondi

Appunti di Rebecca Stella
Scienze e tecnologie della comunicazione A.S. 2021/2022

Lezione 1

Programma del corso

“La pubblicità, la politica e la stessa informazione, veicolata attraverso i media, hanno subito una profonda trasformazione negli ultimi anni.” Chiunque con l’ausilio della tecnologia può raggiungere informazioni che una volta si potevano raggiungere solo tramite la stampa.

“La complessità dei contenuti e la loro articolazione sono venute meno in favore di una comunicazione semplificata, declinata in forma di slogan o ridotta in tweet di poche parole.” Comunicazione che ci confonde, è veloce e proviene da tutte le parti; ha una grossa componente emotiva, riesce a trasmetterci emozioni grandi, ma soprattutto negative (ad esempio paura).

La scuola ci insegna a leggere, a scrivere, ma ancora non ci insegna che cosa sia un’emozione e quali siano le implicazioni di questi fenomeni così centrali nelle relazioni interpersonali e nella comunicazione. Come conseguenza, il receiver è ancora “nudo” di fronte a questo nuovo (sebbene primordiale) modo di comunicare e inevitabilmente subisce le sollecitazioni emotive messe a punto deliberatamente per suscitare comportamenti, atteggiamenti, azioni.

Da Gustave Le Bon, che ha insegnato ai grandi dittatori del XX secolo come governare le folle, sino alle più recenti fake news, capaci di giustificare agli occhi dei cittadini l’aggressione di un altro paese, gli esempi sono sempre più numerosi.

Mantenendo sullo sfondo queste tematiche più generali, il corso intende fornire le conoscenze di base per comprendere un’analisi psicologica dei fenomeni emotivi presentando i dati più recenti emersi in ambito di ricerca.

Contagio emotivo: le emozioni sono contagiose per una ragione adattiva, se ad esempio vedessimo qualcuno scappare molto probabilmente inizieremmo a farlo anche noi. Il contagio emotivo è involontario, è il meccanismo che ci spinge verso determinati comportamenti spesso senza rendercene conto.

Sequestro emozionale: l’emozione tende ad attivarsi escludendo la nostra consapevolezza. È difficile sfuggire all’attivazione di un’emozione.

Lezione 2

Introduzione ai temi della psicologia delle emozioni

La psicologia delle emozioni viene spesso ricondotta al libro di Darwin, The Expression of the Emotions in Man and Animals, dove comincia ad affrontare, attraverso una prospettiva estremamente originale, una serie di fenomeni che fino ad allora non erano stati considerati rilevanti. Darwin, sulla base della teoria dell’evoluzione, ha cercato di costruire un modello legato alle emozioni in grado di mostrare una sorta di continuità filogenetica tra le specie inferiori e l’uomo. Si impegnò ad uscire dalla tradizione, soprattutto religiosa, del suo tempo.

Darwin fece una cosa rivoluzionaria: innanzitutto utilizzò una tecnologia avanzata, ovvero la fotografia. Per la prima volta, grazie a una serie di contatti che aveva, riuscì ad ottenere una serie di immagini. Attraverso questa tecnologia può permettersi di indagare l’attività dei muscoli facciali, quello che succede sul nostro volto quando comunichiamo, cosa che nessuno riuscì a fare prima di lui. La continuità con le altre specie egli la mette in evidenza con immagini di animali domestici.

Un secondo grande della storia della psicologia delle emozioni è William James: pubblicava sulla rivista Mind, nel 1884 scrive l’articolo What is an Emotion? e nel 1890 scrive il manuale The Principles of Psychology. Conosceva molto bene il lavoro di Darwin, ma al contrario si riallaccia alla tradizione filosofica che attribuiva all’esperienza soggettiva che accompagna l’emozione il ruolo centrale di questi fenomeni.

Prima di Darwin esistevano delle persone in grado di riferire i propri contenuti mentali, quindi ciò che conoscevamo delle emozioni erano le descrizioni di queste persone. Si chiede da dove viene l’esperienza di un’emozione: secondo lui viene dalla consapevolezza delle nostre risposte fisiologiche e sulla base di questo emerge il sentire soggettivo dell’emozione.

Le emozioni hanno suscitato, innanzitutto, interesse scientifico:

  • Che cos’è un’emozione e che cosa la distingue da altre condizioni fenomenologiche? Ad esempio, quando tocchiamo un oggetto, ci restituisce una sensazione, ma questo non è accompagnato da un’attivazione emozionale; mentre l’esperienza soggettiva di emozione è qualcosa che dà una connotazione positiva o negativa. È qualcosa molto difficile da descrivere, ma che tutti proviamo.
  • Quali e quante sono le emozioni? Il termine emozione viene dal senso comune, non ha un concetto definito nei minimi dettagli, è un concetto sfocato. Le emozioni di solito vengono divise in primarie e secondarie, a seconda del momento in cui appaiono.
  • Quali influenze esercita la cultura, la società, su questi fenomeni? Ciascuna cultura considera le emozioni in modo diverso. Ogni cultura ha delle regole di esibizione sociale: stabiliscono chi, dove, come e quando è possibile manifestare una determinata emozione.
  • Come si sviluppano le emozioni? Ancora oggi queste domande sono centrali e creano un dibattito tra gli studiosi.

Ci si è occupati per molto tempo dell’espressione facciale nei neonati chiamata distress-face, spesso associata al dolore. Le contrazioni facciali specificano l’emozione del bambino. Si è scoperto anche che queste espressioni si vedono già in gravidanza, a partire dalle 20 settimane. Anche il sorriso si vede già dalle prime settimane.

Le emozioni hanno a che fare con:

  • Il benessere dell’individuo: La cosiddetta “intelligenza emotiva” viene definita come:
    • La capacità di leggere e interpretare le informazioni di natura emozionale proprie e altrui (consapevolezza emozionale)
    • La capacità di rispondere a tali informazioni in modo appropriato (condivisione delle emozioni)
    • La capacità di controllare/regolare le emozioni proprie e altrui (modulazione emozionale)
  • Il benessere delle organizzazioni: qualità e produttività migliore
  • La comunicazione: comunicazione interpersonale e di massa. Una volta ad esempio si tendeva a pubblicizzare qualcosa in modo positivo, ma in realtà negli ultimi tempi si è scoperto che anche le emozioni negative possono giocare un ruolo fondamentale.

Lezione 3

Introduzione ai temi della psicologia delle emozioni – Parte due

Il successo in ambito di ricerca ha avuto sorti alterne: c’è stata una grande partenza con due grandi autori, ma successivamente il tema è stato un po’ messo da parte, perché le emozioni sono tante e sono difficili da studiare. La nostra cultura ha preferito occuparsi di posizione, di attenzione.

Al di là di questa altalena, alcuni studiosi hanno continuato ad occuparsi di questi temi e hanno organizzato dei simposi, degli incontri dove discutono sul tema delle emozioni: l’ultima è stata nel 2001, la conferenza si è tenuta ad Amsterdam. Questi convegni sono interdisciplinari, non si parla solo di psicologia, ma anche di sociologia ecc.

Alcuni autori che vennero invitati nel 2001:

  • Antonio Damasio (Iowa)
  • Paul Ekman (California)
  • Klaus Scherer (Geneva)
  • Peter Salovey (Yale University)
  • Frans De Waal (Emory University)
  • Nico Frijda (Amsterdam)

C’è una società internazionale che si occupa di emozioni, organizza convegni e ha una rivista di riferimento: ISRE. La rivista ospita riflessioni, punti di riferimento per la letteratura, ci sono rassegne sugli argomenti; sono articoli che riassumono le conoscenze di cui disponiamo relativamente ad un determinato aspetto delle emozioni.

Riviste importanti per la psicologia delle emozioni:

  • Emotion
  • Cognition and Emotion
  • Motivation and Emotion
  • Emotion, Space and Society

Come possiamo definire le emozioni? Il dibattito è infinito, le emozioni sono studiate da più discipline e ogni disciplina ha trovato la propria definizione. Sebbene gli studiosi concordino circa la centralità di questi fenomeni nella vita di ciascuno di noi, le emozioni sono state definite “cambiamenti nell’arousal” (=livello di attivazione), “programmi neurali innati” (per ciascuna emozione), “risposte alla discrepanza” (risposte cognitive, reazione alla discrepanza, distanza tra le aspettative e la realtà), “costruzioni sociali” ecc, generando infinite discussioni e contrapposizioni teoriche.

L’emozione può essere definita come una “sindrome reattiva multidimensionale o multicomponenziale” (Battacchi, 1988):

  • Sindrome = vuol dire che si tratta di un fenomeno che ha un esordio, che si sviluppa nel tempo e che a un certo punto si esaurisce esattamente come si è manifestato. Sindrome febbrile = sintomi che ci accompagnano per un certo periodo di tempo, esattamente come un’emozione è un fenomeno che si sviluppa nel tempo.
  • Reattiva = termine cruciale, la reattività ci aiuta a distinguere l’emozione vera e propria, ad esempio, dall’umore. L’emozione ha sempre un oggetto, uno stimolo, un evento, un pensiero a cui possiamo ricondurla: se siamo arrabbiati, ad esempio, lo siamo con qualcuno o per qualcosa. L’emozione è una risposta del nostro corpo a un evento esterno, a qualcosa che siamo in grado di identificare. L’umore può essere il risultato di un’emozione che si stempera: esplosione di gioia (emozione), poi rimane dentro una sensazione positiva (umore). L’umore, però, non ha un referente: a volte ci alziamo di cattivo umore, ma non siamo in grado di ricondurlo a un evento.
  • Multidimensionale o multicomponenziale = l’emozione è una risposta dell’individuo nei confronti di un evento rilevante, questa rilevanza vale per l’individuo in quel particolare momento, quindi è una rilevanza che può modificarsi nel tempo: se siamo affamati, mangiamo e non lo siamo più. La multidimensionalità ci aiuta a comprendere quanto quell’evento è rilevante per l’individuo. Implicano che in pochi decimi di secondo le emozioni nel nostro corpo si riorganizzino per affrontare al meglio l’evento per noi rilevante.

L’emozione sottolinea ciò che per noi è importante.

I principali ingredienti che la gran parte degli studiosi ritiene partecipino al processo emozionale:

  • Componente cognitiva di valutazione: rilevare nell’ambiente uno stimolo significativo per quell’individuo in quel particolare momento
  • Componente di attivazione fisiologica e neurofisiologica
  • Componente espressivo-motoria
  • Componente motivazionale: vero motore della risposta emozionale
  • Componente esperienziale-soggettiva

L’emozione è un processo (non uno stato) che si sviluppa nel tempo e che assume forme mutevoli attraverso una stretta interazione tra queste componenti o dimensioni.

Un episodio emozionale può essere definito come la sincronizzazione, nel corso del tempo, di molti sottosistemi dell’organismo in risposta ad uno stimolo (un evento o una situazione). La complessità e la flessibilità del processo emozionale garantiscono una capacità di adattamento straordinaria all’ambiente e ai cambiamenti che in esso si verificano.

Le teorie dei sistemi dinamici complessi non-lineari (non-linear dynamical system theory) condividono un modello generale che può essere utilizzato per rendere conto della coordinazione organizzata di sistemi complessi di vario tipo. Esempio: uragano = fenomeno atmosferico che abbiamo imparato a conoscere, possiamo etichettare l’immagine di un uragano come possiamo etichettare un’emozione. L’uragano si forma grazie all’interazione tra varie componenti, esattamente come l’emozione, e quando queste componenti raggiungono un equilibrio tra di loro emergono le caratteristiche del fenomeno, ad esempio l’evaporazione, l’umidità, ecc.

Lezione 4

La componente di valutazione degli eventi stimolo

In che modo le DST possono contribuire alla comprensione dei fenomeni emotivi? Mettendo a disposizione una metafora, un modello e una serie di metodi che hanno già dimostrato la loro efficacia in altri ambiti della ricerca.

Concetti da tenere a mente per il processo emozionale:

  • Sistema dinamico complesso: costituito da più parti che interagiscono tra di loro, sussiste sulla base delle interazioni tra più parti
  • Stabilità dinamica/equilibrio: questa interazione può essere stabile, ma è comunque dinamica perché continuamente le componenti danno il loro contributo nel tempo, ci consente di individuare le diverse emozioni
  • Emergenza, forma emergente: l’emozione che emerge all’interno del processo in modo non facilmente prevedibile
  • Auto-organizzazione: questa interazione è auto-organizzata, tendenza a generare sulla base di interazioni delle forme di stabilità
  • Attrattore/sistemi attrattori: sono forme di equilibrio verso cui il sistema tende, già sperimentate nel passato

Secondo questa prospettiva, possiamo definire un episodio emozionale come multideterminato e dinamicamente assemblato essendo il risultato di multiple e reciproche interazioni tra numerose componenti o dimensioni nel corso del tempo.

La componente (cognitiva) di valutazione degli eventi-stimolo (antecedenti situazionali) = componente che rileva nell’ambiente aspetti significativi per l’individuo in quel momento, dà il via al processo emozionale.

Di fronte all’ambiente noi tendiamo a raccogliere con una certa efficienza informazioni rispetto alle sue caratteristiche. Quando ci muoviamo nello spazio raccogliamo continuamente una grande quantità di informazioni e percezioni, senza che queste raggiungano la consapevolezza. Percezione che raccoglie le informazioni per poi attribuire un significato.

Cognitivismo: non sapevamo...

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/01 Psicologia generale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher rebecca-stella di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicologia delle emozioni e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Ferrara o del prof Dondi Marco.
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