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Prof. Nicola Flores → Nicola.Flores@unimi.it

Crediti: 6, ore totali: 42, lezioni: 10

Anno accademico 2021/2022

La parola psicologia deriva dal greco psiche (anima) e logos (discorso) ed è una scienza del comportamento

che ha inglobato lo studio del cervello e che ha come obbiettivo la comprensione del comportamento delle

persone. La psicologia riguarda l’individuo, la psicologia sociale tratta le coppie e i piccoli gruppi e la

sociologia si occupa di grandi gruppi e della collettività.

La psicologia dello sport studia gli aspetti psicologici, sociali, pedagogici, psicofisiologici dello sport. Per

osservare e spiegare i comportamenti delle persone nelle attività quotidiane, e in particolare quelle motorie,

necessita di un approccio multidisciplinare e per questo trae ispirazione da molte discipline che vanno dalla

biologia, alla fisica, alla medicina, alle scienze motorie, etc., ma per comprenderne le dinamiche e le vere

problematiche applicate, si sono dovute coinvolgere tante altre discipline collaterali in ambiti di studio

psicologico: antropologia, psicologia dinamica, psicologia sociale, psicologia culturale, psicologia dei gruppi,

psicologia del lavoro, psicologia dell’età evolutiva, etc.

In particolare, ultimamente c’è tanta attenzione sulla preparazione mentale e sulla capacità di avere

prestazioni migliori grazie all’uso della mente, migliorando determinate difficoltà come la gestione dell’ansia,

dello stress, la motivazione, la concentrazione, ecc. Lo sport dovrebbe rappresentare per tutti un'esperienza

divertente, di crescita e consapevolezza del proprio corpo, dello stare bene con sé stessi e gli altri (compagni

di squadra e allenatore), all’interno di un contesto culturale ed educativo, in equilibrio fra esigenze affettive

(famiglie, partner, etc.) processi di crescita (scuola, educatori, ecc.). In particolare nella psicologia dello sport

la relazione fra tecnico e allievo, paziente, ecc... si basa soprattutto sulle dinamiche di «aiuto agli altri», alla

ricerca del benessere degli individui.

La psicologia è la scienza che studia il comportamento umano, spiega come mai le persone si comportano in

un certo modo. Una delle componenti fondamentali nella scienza del comportamento sono le relazioni

interpersonali.

Le questioni che si sommano sul comportamento di un individuo sono le grandi domande “chi sono?” e

“quanto valgo?”. Le due grandi questioni che vengono poste all’inizio del comportamento, questioni che

condizionano il benessere individuale e le relazioni tra le persone, sono l’identità e la stima (valore). Nella

psicologia dello sport, l’autostima è molto importante ed è condizionata dalla stima degli altri nei tuoi

confronti. Autostima non vuol dire sovrastima o sottostima.

EQUAZIONE DEL COMPORTAMENTO FENOTIPICO (CF)

Perché una persona si comporta come si comporta?

Calli e Massimini negli anni ’80, per spiegare come mai le persone si comportano in un determinato modo,

scrivono un’equazione che racconta come funzionano i comportamenti fenotipici Cf, che sono funzione di

tre grandi mondi.

C.F. = individuo (g ; i.c.) + sociale (a ; m.c.)+ inerzia (g ; i.c. ; a ; m.c. )

(c.f.) = F (G, IC) + F (A, MC) + F (G, IC, A, MC) → bio+socio+culturale.

È una funzione di una parte di genetica (g), informazione culturale intrasomatica (ic) + funzione dell’ambiente

(a) in cui nasco, memoria culturale extrasomatica (mc) + funzione di tutto insieme (inerzia)→ inevitabile

resistenza al cambiamento. Quindi la prima parentesi è quella che riguarda il singolo individuo, la seconda

racchiude le interazioni con l’ambiente e la terza riguarda l’inerzia, ovvero la resistenza al cambiamento nel

tempo, cioè al fatto che tutto il sistema evolutivo si trova difronte ad una problematica per la quale una volta

raggiunto un certo equilibrio non si vuole più cambiare; quindi la dinamica fra la consapevolezza che bisogna

cambiare e il fatto che tutti i fattori oppongono una resistenza, che però prima o poi cede.

In sintesi, questa equazione sta a significare che il comportamento è giustificato da una somma di fattori, e

che esiste un’interazione tra informazioni biologiche depositate nei geni, processi psicologici e contesto

sociale.

C.F = comportamento del fenotipo

• Insieme di azioni volontarie e involontarie

• Caratterizza sia la singola persona che un gruppo di persone

G = istruzioni genetiche o gene, cioè l’unità di misura biologica

• Insieme delle istruzioni contenute nel DNA (= progetto di vita) e tramandate da una generazione all’altra

• Determinano la struttura biologica dell’individuo e il suo sviluppo

• Determinano alcune caratteristiche psicologiche di base

IC = informazione culturale intrasomatica o meme, cioè l’unità di misura culturale. L’informazione culturale

intrasomatica è comunemente chiamata “istinto”. Durante l’esperienza di vita si aggiungono informazioni

che si “depositano” nel sé.

• Determina le caratteristiche o il carattere di base di un individuo fin dall’inizio.

• Meme, è la minima unità culturale capace di replicazione nei cervelli umani, è l’unità di misura proposta

da Dawkins. Un meme è, ad esempio, una moda, uno stereotipo, un'immagine, che si propaga tra le

persone attraverso la copia o l'imitazione mediante diffusione e condivisione. (In termini più specifici, un

meme sarebbe "un'unità auto-propagantesi" di evoluzione culturale, analoga a ciò che il gene è per la

genetica, quindi un elemento di una cultura o civiltà trasmesso da mezzi non genetici, soprattutto per

imitazione). La memetica: dal greco “mimesis” studia come l’informazione culturale viene trasmessa.

L’incontro fra gene e MEME, quindi tra evoluzione biologica e cultura, dice che l’essere umano nel suo corpo

è contemporaneamente veicolo e replicatore di informazioni.

• Epigenetica: branca della biologia molecolare che studia le mutazioni geniche e le trasmissioni di caratteri

ereditari non attribuiti direttamente a modificazioni del Dna (automatismi); dunque, si definiscono

epigenetici quei cambiamenti che influenzano il fenotipo senza alterare il genotipo.

A = ambiente fisico o naturale, è l’ambiente in cui nasco; i fattori quali il clima, la luce, gli spazi, la

temperatura, la morfologia del territorio, le risorse che l’ambiente offre ecc… influiscono sul

comportamento dell’individuo.

• Tutto ciò che è presente in natura e non costruito o modificato dall’uomo.

• Contiene sia oggetti inanimati che esseri viventi non umani

MC= memoria culturale extrasomatica depositata, è quel patrimonio collettivo di conoscenze su cui ogni

individuo fonda la propria identità. È una memoria depositata, delle regole civili depositate. Ognuno si

comporta in base a regole appartenenti alla comunità a cui si pensa di appartenere. Tali comportamenti

sono i codici, le costituzioni e le regole civili di una comunità. Le regole della comunità identificano la

comunità stessa. La comunità adotta schemi e riti per ricordare le regole della società (es: matrimoni,

funerali, nascite, ecc…). Tali riti ricordano chi si è e da dove si viene (appartenenza culturale e sociale).

Questa variabile è fuori dal nostro corpo e soprattutto è depositata, cioè regole incise, come le regole di

Hammurabi o la Costituzione Italiana. A un certo punto della storia le regole non si sono più tramandate

oralmente, ma si è evidenziata la necessità di depositarlo in qualcosa di solido, di scritto. Quello che si

scrive non è mai frutto di un’invenzione del qui e ora, ma è frutto di un’esperienza precedente che consiglia

i padri di una religione o di una civiltà a dare dei consigli di comportamento sulla base di una memoria. Noi

quando decidiamo di vivere in una comunità, accettiamo di vivere secondo queste regole, secondo questa

cultura extra somatica. 2

La terza parentesi dell’equazione riguarda i fattori legati al tempo: l’inerzia = ovvero l’inevitabile resistenza

al cambiamento, quindi G, IC, MC tendono a non cambiare, a porre resistenza. La gente quando gli si propone

un cambiamento normalmente dice “no”, la tendenza è il rifiuto, poiché la quotidianità e la ripetizione dello

stesso comportamento è una sicurezza. La variabile è il tempo, perché se seguiamo le logiche darwiniane di

adattamento, l’ambiente cambia, così come le società, quindi il problema è quando cambiare e in che modo.

Ci sono due tipi di cambiamento e di resistenza al cambiamento: il cambiamento può essere lento,

progressivo e inesorabile, come l’invecchiamento, oppure può essere traumatico e repentino. I nostri

comportamenti rispetto agli stimoli esterni sono relativi a questo tipo di cambiamento. In entrambi i casi il

problema è l’accettazione di questo cambiamento e comprenderne il perché. La terza parentesi nel lungo

periodo è estremamente delicata, perché il cambiamento è inevitabile, non ci si può opporre per sempre e

l’abilità che ognuno deve acquisire è riuscire a lavorare in un ambiente che cambia continuamente.

POSITIVISMO - APPROCCIO BIOLOGICO

Nella prima metà dell’Ottocento in Francia si sviluppa la corrente del positivismo che è un’esaltazione del

progresso scientifico. A questa corrente si rifanno tre grandi filoni di pensiero: l’approccio biologico, quello

psicanalitico e quello del comportamentismo.

Il positivismo è legato a un concetto di fondo, ovvero che si studia solo quello che si è in grado di misurare,

inoltre si basa su delle precise regole:

- È scientifico e vero solo ciò che è misurabile;

- Un problema va affrontato segmentandolo in parti più semplici;

- Lo studio e la ricerca si fanno in laboratorio (niente ricerca sul campo);

- La scienza appartiene agli scienziati.

Il grande pensatore del positivismo era Wilhelm Maximilian Wundt (Germania, 1832 – 1920) (psicologo,

fisiologo e filosofo), il quale iniziò a studiare dal punto di vista sperimentale il fatto che ci sono anche altre

questioni all’interno delle dinamiche dei comportamenti delle persone. Nel 1856 Wundt ottenne il titolo di

dottore in medicina presso l'università di Heidelberg e approfondì gli studi di fisiologia lavorando a fianco di

Johannes Peter Müller ed Hermann von Helmholtz, che all'epoca stavano conducendo le prime pioneristiche

ricerche sperimentali sulla fisiologia degli organi di senso. Presso l'Università di Lipsia nel 1879 Wundt fondò

il primo laboratorio di psicologia sperimentale per studiare il comportamento delle persone. Questa data è

spesso considerata come l’inizio della moderna psicologia. Il laboratorio divenne rapidamente un modello

da imitare, oltre che un centro di ricerca dove accorrevano giovani studiosi da tutta Europa per imparare le

basi della nuova psicologia sperimentale. Cominciò a dare un’impronta che andava al di fuori della comunità

scientifica. Sostenne che per ogni popolo esiste una cultura attorno alla quale si costruiscono riti, festività e

credenze che danno identità alla comunità stessa. La cultura è una forma di comunicazione trasversale. La

cultura si trasmette di generazione in generazione aiutando a dare identità ai popoli. La cultura si trasmette

tramite artefatti non visibili (ricordi, fiabe, storie, ecc…) e tramite oggetti/artefatti. Dimostrò che esiste una

relazione forte fra individuo e società.

Nel periodo del positivismo si faceva molta fatica a capire come era la società o l’individuo, era più facile

studiare le scienze della Terra, mentre le scienze umane non venivano riconosciute come scientifiche. Wundt

affermò che non esiste solo la cultura fatta di informazioni scientifiche, ma esiste anche una cultura fatta di

storie, fiabe, miti, ecc… A metà dell’’800 si cerca una mediazione tra le scienze della Terra e le scienze umane.

Si cominciò dalla biologia, dalla medicina e dalla entomologia.

Nel mondo della biologia Darwin (Gran Britannia, 1809 - 1882) provò a spiegare le leggi del cambiamento

formulando la teoria che sopravvive la specie che riesce ad adattarsi. Il punto fondamentale della sua teoria

è l’evoluzione. L’evoluzionismo di Darwin era in perfetta sintonia con il positivismo dell’epoca.

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Herber Spencer (Gran Britannia, 1820-1903) era un filosofo che ipotizzò il darwinismo sociale→ partendo

dal darwinismo al darwinismo sociale: in una società vince il più capace e veloce ad adattarsi, gli altri

periscono. È vero? Dipende da molti fattori, forse nella società di un tempo si (nobili, plebei).. Egli cerca di

elaborare una teoria evoluzionista che possa valere sia per il mondo naturale che per il mondo sociale. Si

basa su alcune considerazioni: la prima è una considerazione statistica, ovvero che in ogni ambiente

(naturale, organizzativo, sociale, ecc…) prima o poi si creano situazioni di scarsità, la relazione tra domanda

e offerta (tra bisogni e ciò che è disponibile per soddisfarli) crea come condizione fondamentale la scarsità.

Questo porta ad una competizione che se è civile prende il nome di competizione, mentre se il risultato è la

sopravvivenza si parla di “conflitto”. La conseguenza è un cambiamento per permettere all’individuo di

vincere la competizione/conflitto. Spencer affermò che vince il più veloce (chi si accorge prima del

cambiamento/scarsità) e colui che è capace di portare innovazione. Velocità e originalità sono quindi

elementi fondamentali della sopravvivenza e del successo in un processo evolutivo. Queste strategie di

successo attivano dunque una selezione da cui scaturisce l’evoluzione poichè da questa fase molto delicata

ne esce una condizione completamente nuova, perché colui che ha portato innovazione e cambiamento

realizza una condizione completamente nuova, che è il punto di partenza di una nuova fase. In una relazione

di causalità circolare prima o poi si ritorna alla condizione di scarsità e va avanti la spirale che porta avanti il

sistema evolutivo.

Vi è una successione ciclica, una causalità circolare:

1) Scarsità di risorse;

2) Competizione/conflitto;

3) Strategie vincenti = velocità e

originalità;

4) Selezione;

5) Evoluzione.

Spencer ricevette anche numerose critiche.

Questo pensiero è stato usato in ambito politico

in dittature e stermini di massa per riequilibrare

la domanda. Il darwinismo sociale è stato usato

come una filosofia di legittimazione del potere,

sia esso coloniale, razziale o di classe.

In quel momento storico ci si iniziò a porsi delle domande, tra le quali “ci organizziamo per studiare l’individuo

o le masse?”. Tra fine Ottocento e inizio Novecento hanno provato a studiare le masse con una psicologia

più sociologica, in particolare Gustav Le Bon che ha introdotto il concetto di “mente collettiva” e Gabriel

Tarde con le “correnti di opinioni”.

Le Bon (Francia, 1841-1931) sosteneva che un individuo quando si trova insieme a un branco fa cose che

nessuno farebbe mai in quanto esiste una forza immateriale che si inserisce quando i gruppi frequentandosi

si fanno influenzare da forti emozioni contaminanti (idea di branco, psicologia delle folle).

Tarde (1843-1904) si rese conto del potere dei mezzi di comunicazione di massa e ha dimostrato che è

importante correlare le correnti di opinioni che si creavano grazie ai mezzi di comunicazione, quindi la

gestione di questo potere influenzava la capacità di influenzare l’opinione pubblica. Tarde dimostrò che la

relazione all’interno delle collettività era altalenante, in quanto prima o poi in una massa qualcuno emergeva

portando innovazione, tutti gli altri cercavano di imitarlo e così facendo creavano una corrente di opinione

molto ampia, fino a che non si presentava un altro individuo che porta innovazione e così via, in un ciclo tra

innovazione e omologazione di massa. Tutto ciò ha avuto fine abbastanza velocemente, perché ci si sposterà

verso lo studio dell’individuo e del comportamento individuale, almeno fino agli anni ’70.

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POSITIVISMO – APPROCCIO PSICANALITICO

Il secondo orientamento del positivismo è quello psicoanalitico.

Era il periodo dell’epoca vittoriana (fine 800 inizio 900), vi era la regina Vittoria (puritana), di conseguenza le

parole riferite alla sessualità erano parole proibite, taboo.

In questo contesto troviamo Sigmund Freud, austriaco, di base un medico che ha iniziato a lavorare nei

manicomi, lavorava in un ospedale psichiatrico di Vienna, dove c’erano costrizioni delle persone, le legavano

ai letti, interventi di elettroshock, ecc. Lui in particolare si occupava dell’osservazione e della cura dell’isteria

(istero = utero, quindi soprattutto con le donne), studiava le donne isteriche: avevano disturbi fisici (ad

esempio cecità isterica) ma nulla di biologico, lo chiamavano un disturbo nevrotico. Inoltre, si rese conto che

le metodologie che venivano usate non portavano a grandi risultati, le persone malate di mente non

guarivano. Come è possibile che ci siano persone sane con un corpo sano con problemi fisiologici? → nasce

la psicoanalisi.

Ad un certo punto si prese una pausa da questo lavoro e si trasferì a Parigi, dove segue un corso di tecnica

innovativa di ipnosi tenuto da Charcot, Freud ha avuto la grandissima capacità di comprendere il linguaggio

dell’inconscio. Gli si aprì un mondo osservando le persone che sotto ipnosi parlavano linguaggi che nella vita

conscia non di

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I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher JuliaColace7 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicologia applicata alle scienze motorie e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Milano o del prof Pace Nicola.
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