Estratto del documento

Psicologia della violenza

Adriano Zamperini adriano.zamperini@unipd.it

Modello sperimentale catarsi

Esame: scritto; 6 domande aperte; 6x5=30; 2 ore. Stare sul tema.

  • La bestia dentro di noi; 3x5=15 pt
  • Cittadinanza ferita e trauma psicopolitico; 3x5=15 pt

Contenuti

La bestia dentro di noi

Concetto di aggressività; diverso da concetto di violenza. L’aggressività non è naturale. Si parla delle tante maschere che la scienza ha messo sull’aggressività. L’aggressività è un’essenza? Sta già dentro di noi? Due scuole contrapposte: una dice che l’essere umano è un’antologia di discorsi "siamo i nostri discorsi". L’altra mette in gioco la parte somatica, "siamo un agglomerato di geni e neuroni". Lombroso e derive. Evoluzione e mitologia dell’uomo cacciatore. Lorenz, fondatore dell’etologia moderna e studioso degli istinti aggressivi: modello psicoidraulico dell’aggressività. Gli istinti e l’aggressività esistono? Dove sono? Come si valutano? Freud e teoria dell’aggressività: pulsione, pulsione di morte, catarsi. Cervello, geni e aggressività. Dall’aggressività alle forme di violenza. Guerra, protesta, scuola. Non siamo scindibili dall’ambiente. Contestualizzare l’aggressività.

Cittadinanza ferita e trauma psicopolitico

Come si studia la violenza. Parallelo col G8 di Genova e episodi di violenza. Studio di caso. Ruolo della comunicazione sociale. Violenza, buona o cattiva? Dilemmi sull’uso della forza. Rispondere alla violenza agita e reclamare giustizia per una subita. Dopo la violenza: la memoria in conflitto. Geografia emozionale e conflitti sul ricordare. Capire il fondamento di una credenza: che credenze abbiamo? Come le abbiamo sviluppate? Tutto ciò in merito alla violenza, si parte però dal concetto di aggressività.

Aggressività come bestia: una tale collocazione del negativo si colora sempre di rassegnazione, una interiorità distruttiva inevitabile. Sistematico impegno della scienza per inquadrarla, abbatterla o almeno addomesticarla. Tanti percorsi per identificarla e altrettanti per combatterla.

Maschere dell'aggressività

  • 1° Maschera: Bestie delinquenti: dall’alba dell’uomo alle scimmie assassine; delitti del mondo animale e nascita dell’antropologia criminale.
  • 2° Maschera: Cacciatori nati: mito delle origini (uomo cacciatore e donna al focolare); evoluzione dell’essere umano come uccisore specializzato di prede.
  • 3° Maschera: Istinto killer: Lorenz e modello psicoidraulico di aggressività come deposito di energia che va scaricata.
  • 4° Maschera: Pulsione distruttiva: Freud e teoria sull’aggressività. Dall’orda allo Stato. Legame Frustrazione-Aggressività. Catarsi come liberazione dall’aggressività.
  • 5° Maschera: Cervello primitivo: cervello umano diviso in componenti arcaiche ed evolute: schizofisiologia del cervello umano, genera conflitti tra aree cerebrali.
  • 6° Maschera: Il mito del gene: progetto di antropomorfizzazione di entità biologiche. Dal gene egoista al gene dell’aggressività.

L'alba dell'uomo

Video su bonobo: ozio, divertimento, sessualità; Kubrik “2001, odissea nello spazio”: un nostro antenato (scimmia) e il potere di un osso che può diventare un’arma; conoscenza speculativa data dalla luna che trasforma l’osso in arma letale e dà potere alla scimmia. Secondo Kubrik la nostra civiltà nasce dalla violenza; scena da psicologia evoluzionistica, lotta per la sopravvivenza.

Perché storicamente abbiamo scelto una versione o un’altra? (o bonobo o Kubrik) Perché quando si pensa alla storia prima della storia, cioè alla preistoria, ai nostri antenati, prevale una rappresentazione su un'altra? Abbiamo infatti nel tempo elaborato un preciso concetto di aggressività.

L’alba dell’uomo per K. è fatta di privazioni e stenti, la vita è una selvaggia contesa. Idea di un’evoluzione governata dal conflitto tra debole e forte, dalle contese violente, dalle lotte per il predominio territoriale e i beni. Un serbatoio di animalità presociale e antisociale.

Idea di aggressività

È importante capire come si è pensato sia la natura umana. Idea che tutto sommato dentro di noi ci sia una componente negativa. La logica di antitesi natura cultura, istinto apprendimento, geni ambiente, ci ha sempre raccontato una certa storia in merito alla nostra interiorità. Essere umano visto come vittima della lotta tra elementi antitetici: come questo racconto ha colonizzato il nostro immaginario?

Principali contributi scientifici che hanno cercato di dimostrare questo lato negativo insito nell’uomo: ritengono che dentro di noi vi siano delle essenze, cioè elementi che permangono in noi. L’idea di questa costante presente nell’uomo ha presupposto studi che puntassero a individuare tale essenza: in questo caso ci occupiamo del lato negativo di questa essenza. Dire che qualcuno è introverso è usare un linguaggio essenzialista caratteristiche interiori che lo qualificano attenzione! Via dell’essenzialismo dell’aggressività da analizzare. Se affermo che l’aggressività è un’essenza allora non può mai essere estirpata, al massimo controllata, o magari estirpata con tecniche molto molto invasive (... ci arriveremo).

Precursori

Darwin: “la nostra origine è la causa delle nostre cattive passioni. Il diavolo, sotto forma di babbuino, è nostro nonno”.

L’evoluzione è assodata e non in discussione. Si discute il come e il perché dell’evoluzione però. Da Darwin abbiamo ereditato la metafora di lotta per la sopravvivenza, sopravvivenza del più adatto: sono metafore molto potenti che ci aiutano a capire tanto.

Malthus, economista che disprezzava i poveri e che pensava servissero politiche economiche che privilegiassero i più adatti sbarazzandosi dei più poveri: Darwin si rifà a questa lettura esplicativa di Malthus in parte. Esisterà anche un darwinismo senza Malthus, fatta da chi ha cercato di epurare tale influenza. Molti dicono che l’evoluzionismo premia l’adattamento: recenti studiosi dicono sia sbagliato. L’uomo ha fatto cose così incredibili rispetto all’ambiente che ormai possono nascere bambini prematuri e vivere vite i diversamente abili, tutte persone che altrimenti sarebbero morte: stiamo cambiando il mondo in funzione di queste diverse abilità. Es. ciechi: società oculocentrica in cui gli ipovedenti ora cominciano ad avere spazi in funzione di sensi alternativi alla visione.

Non sopravvive più il più adatto! L’uomo non si adatta al mondo, lo costruisce. L’adattamento è dunque legato alla sua capacità di plasmare il mondo. L’essere umano davanti al mondo agisce, non reagisce: minore passività di quanto si pensasse; dinamica più ricca e articolata di quanto ci abbiano raccontato. Ma se prevale una certa logica è facile vedere emergere personaggi come Galton, padre dell’eugenetica e del concetto di “talento”: studio dei metodi per migliorare la specie umana. (...)

Tutti questi precursori hanno preparato il terreno a pensare che dentro di noi ci sia qualcosa di preoccupante. La scimmia di Kubrik che spezza l’osso è l’immagine a cui i teorici hanno attinto per sviluppare le loro teorie. Il sapere che si sviluppa attorno a aggressività e violenza ha grandi ricadute pratiche.

Fine 800 Inizio 900

Momento critico: snodo importante anche per gli assetti societari: esigenze impellenti che spingono gli studiosi ad affrontare in modo nuovo certi aspetti: delega vs studiosi a occuparsi di fenomeni socialmente rilevanti come il crimine. È un tempo storico dove si sviluppano nettissimi sistemi classificatori, lo snodo dei saperi dicotomici.

Cesare Lombroso e “l’uomo delinquente”: Lombroso è il primo scienziato che in qualche modo si pone la questione della violenza e dell’aggressività in modo molto rilevante: si comincia ad affrancarsi da folklore e mitologia e avvicinarsi alla scienza. Ha inventato l’antropologia criminale. Comincia a spostare la prospettiva iniziando a studiare il criminale e non più il crimine. Leggenda metropolitana su Lombroso: scopre un piccolo affossamento sul cranio di un brigante e comincia a chiedersi il perché di tale anomalia.

Idea di atavismo

C’è nella nostra società una certa percentuale di primitivi. Si sostiene che l’ontogenesi ricapitola la filogenesi: il bambino nel ciclo del suo sviluppo ripercorrerebbe le tappe della specie umana e che nel percorso di sviluppo del bambino ci potesse essere un arresto, uno stop che ne impediva di accedere all’essere adulto e civilizzato facendolo retrocedere in una sorta di minorità. Lo stesso Freud la pensa così: nevrosi negli adulti, nei bambini e nei primitivi.

Lombroso però trova un passato animalesco funzionale all’idea dell’atavismo: se dentro di me dorme un buon selvaggio o una docile animalità, come spiego il crimine violento? Per poter giustificare la sua teoria ha bisogno di un’animalità violenta (tara evolutiva riconducibile all’animalità). In quegli anni la conoscenza del mondo animale è limitata e frammentata, soprattutto sulla scimmia, anello di congiunzione fra teoria evolutiva e il mondo umano. La scimmia è il candidato ideale per la teoria dell’atavismo, ponendosi tra l’animale inferiore e l’essere umano, il gancio perfetto. Il delinquente nato è colui che agisce in modo violento e distruttivo perché portatore di un passato scimmiesco (è dato per scontato che le scimmie sono assassine). Stimmate anatomiche, Lombroso, l’ontogenesi ricapitola la filogenesi. L’antropologia criminale porta a compimento l’antropomorfizzazione degli animali nel mondo scientifico.

L'antropomorfizzazione degli animali

Ciò che osservo nel mondo umano lo proietto nel mondo animale e poi lo uso per spiegare il mondo umano. Bisogna tener presente che questa sorta di animalità ha un valore fondamentale in questo momento: solitamente l’umanità in eccesso infatti veniva relegata in spazi precisi (carceri, manicomi…); è importante tenere presente che l’obiettivo di Lombroso era recare benefici alla collettività; l’animale selvatico ricorda ciò che l’essere umano non è ma potrebbe diventare se non fosse contenuto e disciplinato dalla civiltà. Queste idee hanno avuto una propagazione pervasiva nella nostra società: la metafora di Lombroso, con la sua patina di scientificità, si è propagata enormemente a livello culturale e ancora oggi pensiamo di poter inferire qualcosa dal livello somatico. Con l’antropologia criminale si comincia a vedere come si proietta sul mondo animale un retaggio di negatività. PROIEZIONE, NB. Attenzione: L’aggressività è un concetto linguistico inventato dall’uomo (!!!) creato dall’uomo per dare un senso al mondo.

Ci interessa Lombroso come idea che ha circolato nella società. Non regge dal punto di vista scientifico. Il testimone che cade da Lombroso nel 900 passa da un lato alla psicanalisi tradizionale, dall’altro alla moderna corrente dell’etologia e dell’evoluzionismo che comincia a sdoganarsi da alcune secche di Lombroso e cambiare prospettiva.

NB: se Lombroso antropomorfizza il mondo animale, le moderne scienze di impronta evoluzionistica fanno una zoomorfizzazione dell’essere umano!!!! Gli esseri umani vengono cioè interpretati dalla visuale della vita animale. Sforzi e pretese di identificazione sulla base di una presunta naturalità; sforzi societari e politici volti a sistematizzare in un ordine classificatorio varie coppie di opposti (ragione/follia, homo sapiens/animale, maschio/femmina, civile/selvaggio…). L’animale selvatico ricorda ciò che l’essere umano non è che ma che potrebbe diventare se non ci fossero le leggi: uomo lupo; donna iena (visione femminile dell’aggressività). L’aggressività è un cavallo di battaglia di un certo tipo di evoluzionismo: “SIAMO DEI CACCIATORI NATI” i fautori di questa teoria molto pessimistica, metà 900 – conflitti mondiali – arrivano a fare affermazioni pesanti: “l’essere umano si è evoluto come uccisore di prede”, unica differenza con animali sono le armi di distruzione di massa; visione tragica del futuro, la nostra storia è inequivocabile.

  • 1° osservazione: noi abbiamo una conoscenza molto molto deficitaria della storia prima della storia (preistoria).
  • 2° osservazione: il mondo della preistoria non può essere riprodotto, quindi questi ricercatori devono, se vogliono sostegno empirico, avere un riscontro scientifico: entrata del ratto negli studi. Il ratto è l’animale maggiormente studiato per l’aggressività umana. Studio dei ratti in gabbie sovraffollate (parallelo con l’aumento demografico sul pianeta): se i ratti diventano aggressivi, allora succederà lo stesso fra gli umani; la tensione prodotta si scaricherebbe in aggressività. L’aggressività sarebbe un istinto e sarebbe al servizio della territorialità (che offre sopravvivenza).

NB: Il nostro compito è dunque indagare e mettere in discussione questioni: corollario della territorialità al servizio dell’aggressività; limitiamoci all’essere umano: se la territorialità fosse “naturale” dovrebbe erompere in modo piuttosto automatico; queste teorie però hanno il difetto di ignorare la storia: la storia infatti ci dà molte indicazioni come, ad esempio, che è indiscutibile che le società primitive sono le meno territoriali della storia dell’umanità; inoltre, la proprietà privata è un’invenzione culturale del capitalismo!; l’attaccamento a un territorio è un fenomeno recente, nato con l’invenzione dello stato; quando lo spazio diventa importante si investe per sviluppare una coscienza territoriale (nazione): come sarebbe possibile che allora certe persone si siano rifiutino di difendere il proprio territorio a volte (partigiani)?? Dunque, teorie apparentemente perfette, sono evidentemente fallaci.

Dagli antropologi criminali alla moderna etologia, rovesciamento di prospettiva e zoomorfizzazione dell’essere umano.

3° lezione

Riassunto: cos’è l’aggressività? O ciò che chiamiamo tale? Per capire la violenza dobbiamo fare i conti con l’idea di aggressività. Percorso che va a identificare i maggiori pensatori e correnti di pensiero che hanno cercato di mettere a fuoco il concetto di aggressività; richiamo alla preistoria per evidenziare come tutte le teorie sull’aggressività abbiano pescato indicazioni, suggerimenti, dal bacino dell’animalità preumana (che ha riverberazioni sull’evoluzionismo). Figura di Lombroso, importante perché è il primo a cercare di individualizzare l’aggressività: lo fa studiando il crimine e una delle principali cause del comportamento delinquenziale, ossia: il nostro passato scimmiesco, antico, preistorico. Di tutte queste teorie noi faremo un esercizio critico per vedere quanto tengono rispetto al mondo fenomenico, quotidiano. La teoria della delinquenza di Lombroso è ovviamente superata perché la sua categoria esplicativa non ha avuto riscontri. Altri teorici che hanno cominciato a formulare l’ipotesi del cacciatore: idea che siamo eredi di un antenato predisposto alla caccia, alla predazione e quindi come disposizione evolutiva aveva la capacità di intervenire nell’ambiente: tutto un corollario di ipotesi esplicative (noi abbiamo preso la territorialità – istinto che ci muove rispetto al mondo incontrato per cui reagiamo con aggressività se viene invaso il nostro territorio).

Questo ragionamento (la territorialità) incontra però delle defaillance, che abbiamo elencato. Una teoria, per reggere, deve reggere nella vita umana, cioè nella nostra vita con altri in vari contesti, non solo quelli di laboratorio! Vi è tutta una serie di studi di psicologia che a lungo hanno posto la questione del sovraffollamento e dell’aggressività. Numerosi son stati gli ambiti studiati, dalla metropolitana ai condomini.

Nodi importanti da affrontare e chiarire

Questi studi segnalano una correlazione tra sovraffollamento e il comportamento aggressivo. Dobbiamo però riflettere se tutto ciò riguarda l’essere umano al naturale o solo certi esseri umani: questione rilevantissima: se studio un soggetto in un laboratorio, traggo leggi generali, risultati, generalizzabili al mondo fenomenologico o no? Dobbiamo fare i conti con la nostra rappresentazione di “genere umano”: ciò che studio in laboratorio è il genere umano, o solo una delle tante forme del genere umano? Certi fenomeni tra l’altro si manifestano in certe culture e in altre no: es. Giappone: convivono in spazi sovraffollati senza scannarsi l’un l’altro (...)

Lo spazio muta, c’è una diversità simbolica con cui organizziamo il mondo; perciò non è detto che uno spazio limitato produca necessariamente aggressività (istinto della territorialità). C’è un mutamento di condotta al variare di soggetti e di contesti. Conclusione: mito dell’istinto della territorialità.

Porta ad altri problemi: problema della riproducibilità dei risultati scientifici degli psicologi. Gli studiosi rispondono che si devono affinare sempre più le tecniche. Ma secondo altri, dobbiamo piuttosto assumere il contesto come elemento dello studio e non come sfondo dello studio. ISTINTO: parola usata troppo in automatico.

Anteprima
Vedrai una selezione di 8 pagine su 34
Appunti psicologia della violenza, corso completo Pag. 1 Appunti psicologia della violenza, corso completo Pag. 2
Anteprima di 8 pagg. su 34.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti psicologia della violenza, corso completo Pag. 6
Anteprima di 8 pagg. su 34.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti psicologia della violenza, corso completo Pag. 11
Anteprima di 8 pagg. su 34.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti psicologia della violenza, corso completo Pag. 16
Anteprima di 8 pagg. su 34.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti psicologia della violenza, corso completo Pag. 21
Anteprima di 8 pagg. su 34.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti psicologia della violenza, corso completo Pag. 26
Anteprima di 8 pagg. su 34.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti psicologia della violenza, corso completo Pag. 31
1 su 34
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi
Dettagli
SSD
Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/05 Psicologia sociale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher guianerli di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicologia della violenza e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Padova o del prof Zamperini Adriano.
Appunti correlati Invia appunti e guadagna

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community