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Psicologia della salute

La psicologia della salute è una disciplina che si occupa delle questioni che hanno a che fare con il tema della salute, dell'insieme dei problemi e dei processi psicologici che riguardano la salute. È diventata una disciplina, una tradizione scientifica. Non è un settore scientifico disciplinare (come può essere la psicologia generale, la psicologia clinica, la psicologia sociale...), perché di psicologia della salute si interessano un po' tutti i settori della psicologia da prospettive diverse.

La psicologia della salute ha però una sua società, la SIPSA, Società Italiana della Psicologia della Salute. Vi è poi anche una società europea e a livello mondiale si organizzano convegni di psicologia della salute. Una delle caratteristiche più importanti della società italiana di psicologia della salute è quella che, da statuto, non è composta esclusivamente da accademici, ossia da chi fa ricerca. In questo caso, siccome molte delle persone che si occupano di psicologia della salute lavorano sul territorio, è assolutamente eterogenea.

Ha una sua rivista all'interno del quale sono pubblicati i contributi anche internazionali più recenti. La rivista pone il focus su questioni pratiche. Deve porsi l'obiettivo di dare risposta ad una domanda: quali problemi posso risolvere lavorando in un determinato modo? Ha quindi sempre dei risvolti profondamente applicativi, di intervento. Le ricerche sono infatti spesso ricerche-intervento, che contengono sempre una parte di azione.

Eventi e definizioni importanti

Il 29 agosto a Padova si è tenuto un convegno mondiale di psicologia della salute. I primi giorni di novembre si terrà un convegno italiano di psicologia della salute a Firenze.

La definizione di psicologia della salute non può prescindere dalla definizione che viene data alla salute dall'Organizzazione Mondiale della Sanità nel 1946, che definisce la salute come uno stato di completo benessere fisico, mentale e sociale, e non soltanto assenza di malattia. Solamente nel 1980 viene definita la psicologia della salute, anche se in realtà gli studi sono antecedenti. Forse già Freud si occupava di salute. Matarrazzo.

Viene definita all'interno di un congresso di psicologi americani da un italo-americano. È l'insieme degli specifici contributi educazionali, scientifici e professionali della disciplina della psicologia, che si applica:

  • Alla promozione e al mantenimento della salute
  • Alla prevenzione e al trattamento della malattia
  • All'identificazione dei correlati eziologici e diagnostici della salute, della malattia e delle disfunzioni connesse
  • All'analisi e al miglioramento del sistema assistenziale e della formazione in politica sanitaria.

Per comprendere bene i rapporti che la psicologia della salute ha con altre discipline può essere utile lo schema proposto da Kaptein e Weinman nel 2004, che riporta due assi: disturbi mentali-disturbi fisici, psicologia-medicina. È nel quadrante in cui la psicologia interfaccia il disturbo fisico che si colloca la psicologia della salute.

Differenze tra psicologia della salute e psicologia clinica

La differenza fra psicologia della salute e psicologia clinica è il fatto che non siamo di fronte ad un disturbo clinico che nasce da cause imprecisate, ma siamo dentro un disagio psicologico che può prendere anche la forma di un disturbo clinico significativo.

Definizioni di salute e malattia

Cosa è la salute? Stato di completo benessere fisico e psicologico.

Cosa è la malattia? Alterazione del normale funzionamento di corpo e mente.

La letteratura ha ormai ampiamente dimostrato che i concetti di salute e di malattia sono costruiti culturalmente. Tali definizioni hanno un forte impatto sui nostri comportamenti e sul nostro modo di approcciare le questioni della salute e della malattia. L'attivazione di modelli stereotipici o ideologici può creare delle difficoltà nell'affrontare i concetti di salute e malattia.

È psicologicamente importante comprendere le rappresentazioni che le persone hanno di salute e di malattia perché:

  • Consente di effettuare campagne efficaci di prevenzione della malattia e di promozione della salute
  • Nei soggetti malati, consente di predire l'adattamento, le strategie di coping e l'outcome: le credenze costituiscono per il paziente lo schema di riferimento per comprendere la propria malattia e per affrontarla, determinano il tipo di supporto che i familiari danno, influiscono sul rapporto con le istituzioni.

È importante quindi studiare le rappresentazioni che le persone hanno della malattia, ma anche rappresentare la malattia. Nella nostra cultura è il medico che si occupa di salute. Noi dobbiamo quindi lavorare con i medici, perché altrimenti sembriamo qualcuno che fa cose strane. Quindi gli aspetti culturali (credenze, valori, abitudini, stili di vita, processi di comunicazione) vanno sempre tenuti presenti.

I processi decisionali in materia di salute non sono processi razionali.

Modelli di riferimento

  • The Illness Representation Approach → Leventhal e colleghi nel 1980 identificano cinque fattori coinvolti nelle modalità attraverso le quali i pazienti e i loro familiari pensano la malattia:
    • Identità → denominazione della malattia e identificazione dei sintomi esperiti
    • Causa → credenze circa i fattori responsabili della malattia
    • Tempo → riguarda la prognosi della malattia e le aspettative circa la durata e il decorso della malattia stessa
    • Conseguenze → dimensione riferita alle credenze circa l'impatto della malattia sulla qualità di vita e sulle capacità funzionali del paziente
    • Controllabilità e curabilità → concernenti il locus of control, il senso di potere sia relativamente alla capacità di saper fronteggiare la malattia, sia verso l'efficacia del trattamento prescritto.
  • Il modello di Herzlich → (1973) tra i vari studi sulle rappresentazioni di salute e malattia è considerato tra i più importanti. La malattia viene rappresentata come:
    • Distruzione → evento destrutturante e minaccioso, che comporta l'annullamento della persona sul piano personale e determina, come reazione, la negazione della malattia, rifiutando le cure o accettandole passivamente
    • Evasione → rappresentazione condivisa da coloro che vivono la malattia come un "evento straordinario", che rompe la routine e permette di dare spazio a bisogni e aspetti di personalità sacrificati in condizioni di salute
    • Occupazione → evento che diventa parte integrante della propria realtà personale quotidiana e porta a sviluppare diverse modalità di adattamento alla vita sociale.

La malattia non è uno stato organico ma è una particolare forma di vita, un corpo-mente che reagisce ad un problema di relazione con il mondo con un aspetto mentale (simbolico) oppure fisico (non simbolico) quando la mente non è in grado di affrontarlo.

Domanda esame: Qual è il più grande bene per gli esseri umani?

Il bene più grande per gli esseri umani è la felicità, che consiste nel godere di buona salute e nell'avere la possibilità di intrattenere relazioni familiari, affettive, lavorative... significative. Aristotele sostiene che le persone per rispondere a questa domanda fanno riferimento alla felicità. Lo stare bene sembra essere l'obiettivo a cui tendono tutti gli esseri umani. Carol Ryff in questo caso si trova d'accordo con Aristotele.

Quando noi parliamo di psicologia della salute intendiamo riferirci alla salute o al benessere/felicità? Per moltissimi anni, benché l'OMS ha definito la salute come uno stato di completo benessere fisico, mentale e sociale, e non solamente l'assenza di malattia, nella nostra società gli indicatori utilizzati per misurare la salute sono indicatori che misurano la presenza/assenza di malattia, e quindi non il nostro modo di funzionare positivo, ma sull'assenza di un funzionamento negativo.

Come misuro la salute, se la maggior parte degli strumenti misurano la malattia? Sembrerebbe che la salute possa essere misurata solo in negativo, come assenza di malattia. La salute rimanda a strumenti che misurano un disturbo fisico/mentale. In assenza di sintomatologia si parla di salute.

Negli ultimi anni è stata aggiunta una misura di benessere/malessere anche di tipo relazionale. Ci sono delle controversie di tipo concettuale. Lo stesso concetto di benessere è un concetto sul quale non vi è un accordo fra chi si occupa di questo tema, e alcuni studiosi hanno cercato di cogliere il punto di vista individuale. Cercando di categorizzare i punti di vista delle persone, quegli elementi che le persone individuano come indispensabili per la costruzione del loro benessere, alcuni studiosi hanno cercato di individuare ciò che fa stare bene l'individuo soggettivamente, e lo hanno definito come soddisfazione della vita che si basa sugli standard delle persone nel determinare ciò che per loro è positivo.

Secondo Maslow, i primi bisogni da soddisfare sono i bisogni fisiologici, poi il bisogno di sicurezza, il bisogno relazionale, il bisogno di stima e il bisogno di autorealizzazione (piramide di Maslow). Nonostante ciò, i bisogni di ogni persona sono diversi e realizzabili secondo criteri differenti. Le scale che misurano il benessere, quindi, non riescono mai a rappresentare le caratteristiche di tutti i soggetti.

Altre scale che vengono utilizzate per individuare la soddisfazione individuale sono:

  • Life Satisfaction Index → Neugarten
  • Satisfacion with Life Scale (SWLS) → Diener e collaboratori

Benessere e scale di valutazione

La salute, il benessere, la felicità si compongono di sentimenti positivi che prevalgono sulle emozioni e sui sentimenti negativi, che sono comunque presenti nella nostra vita. In alcune scale vi è la comparazione tra affetti positivi e negativi per determinare se e quanto le persone sono davvero felici. In questo caso vi è una valutazione di entrambe le facce della medaglia.

Fra di esse troviamo:

  • Balance Scale
  • Positive and Negative Affect Scales (PANAS)

In campo clinico noi ci troviamo a dover valutare il benessere come un'assenza di sintomatologia che ci fa stare male, perché nella clinica e nella psicopatologia in particolare è estremamente importante valutare la remissione di un disturbo. Da un punto di vista clinico ci interessa capire se quella persona che stava male è migliorata.

Vi è un'ampia letteratura che documenta come in pazienti che hanno una sintomatologia ansiosa o depressiva, o i due sintomi in comorbilità, ci possono essere dei residui di umore negativo, i quali costituiscono un elemento prognostico negativo. Dicono che quella persona a lungo termine non risentirà più dei benefici della terapia farmacologica. Ciò comporta che l'intervento terapeutico debba essere protratto fino alla scomparsa dei sintomi di malessere. Le scale che comparano affetti positivi e negativi possono in questo caso essere molto utili, perché ci permettono di individuare la completa remissione di malessere.

Gli strumenti psicometrici che ci possono aiutare in questa situazione sono strumenti che devono valutare più componenti. Gli strumenti che lo psicologo utilizza non possono corrispondere ad un'ideologia. Non c'è uno strumento migliore dell'altro. C'è uno strumento più consono in quella determinata situazione.

Approccio di Carol Ryff

All'interno di questa pluralità di strumenti, Carol Ryff propone un approccio teorico importante basato sull'assunto che la felicità non sia tutto. Preferisce quindi non parlare di felicità, e fa riferimento al benessere, che pur essendo complesso ha degli elementi di processualità, è un processo multidimensionale e dinamico. Ha quindi elaborato un questionario (Psychological Well-Being Scales) con l'obiettivo di misurare il benessere. La scala intende valutare il benessere attraverso sei componenti:

  • Autoaccettazione → non accettare se stessi implica la costante ricerca di qualcos'altro. L'autoaccettazione comporta un'adeguata valutazione delle proprie risorse, e solamente da lì è possibile partire per la costruzione di una progettualità.
  • Autonomia → quando una persona è autonoma può decidere per la propria realizzazione. È una dimensione di grande importanza per il benessere dell'individuo.
  • Controllo ambientale → significa poter creare un contesto che mi fa stare bene. È il bisogno di un contesto dove è possibile stare come il soggetto preferisce.
  • Crescita personale → possibilità di cambiare le cose nella propria vita, in un modo conforme ai bisogni. La vita cambia in base alla fase in cui ci si trova. Non tutti sentono questo bisogno come profondo. Ci sono molte persone che sentono il forte bisogno di non cambiare nulla. Ma qualcosa cambierà comunque, perché il cambiamento è fisiologico.
  • Scopo nella vita → consente di tollerare anche delle frustrazioni o dei dolori enormi, per raggiungere un obiettivo.
  • Relazioni positive → fin dalla nascita l'essere umano non può sopravvivere se non grazie a qualcuno che se ne prende cura. Le relazioni affettivamente importanti curano l'individuo, e ciò è provato da numerosi studi. Statisticamente i coniugati vivono più a lungo delle persone sole, a parità di diagnosi.

Il genere femminile si differenzia dal genere maschile rispetto all'autoaccettazione, al controllo ambientale, alla crescita personale e allo scopo della vita. Anche a seconda dell'età ci si differenzia rispetto a controllo ambientale e crescita personale. A seconda della cultura invece ci sono differenze in base allo scopo della vita e alla crescita personale.

Concetti di normalità e benessere

Illuminarsi di ben-essere. Normalità, salute, benessere, psicologia della salute. Ci sono molti concetti che riguardano la salute. Ogni autore ha elaborato un diverso concetto di salute. La teorizzazione di ogni autore è influenzata sia dalla propria autobiografia, sia dalla cornice storica in cui si cala l'autore. Questo ci porta ad avere uno spirito critico di fronte alle teorie.

Freud ha dato corpo a una teorizzazione molto incentrata sulla patologia dell'uomo. Afferma che la psicoanalisi mette in evidenza solo l'aspetto peggiore di ogni uomo. Per Freud la salute è la capacità di lavorare e amare. La teorizzazione successiva viene posta dagli psicologi dell'Io. La figlia di Freud, Anna, si focalizzò sullo sviluppo normale: mentre Freud si focalizza sulla patologia dell'adulto, Anna si soffermò sulle fasi dello sviluppo.

Hartmann parla di equilibrio tra pulsioni e ambiente. Non contano solo il lavorare e l'amare, ma anche la capacità di godere la vita, di lavorare.

La psicologia della salute è nata tra gli anni '70 e l'inizio degli anni '80 del secolo scorso. Nasce negli Stati Uniti la "Divisione 38" dell'American Psychological Association (APA). Il termine Psicologia della salute apre un nuovo orientamento e una prospettiva innovativa. Il modello biomedico tradizionale viene oltrepassato, come il pregiudizio dualistico.

Un altro concetto cardine della psicologia della salute è il concetto di normalità: la normalità si costituisce in base alla norma statistica. Quello che è normale in una società può non essere normale in un'altra, perché coglie ciò che succede in quel determinato contesto. Il concetto di normalità può avere una concezione ambigua, perché spesso il "normale" implica qualcosa da perseguire.

Bertini utilizza la metafora delle due figlie del Dio Esculapio: Igea e Panacea. Mentre quest'ultima rappresentava l'impegno continuo di ricerca e di "cura" nei confronti della malattia in tutte le sue forme, Igea era conosciuta come la dea della Salute. Essa insegnava ai greci come essere "sani". Queste figure esprimono simbolicamente la presenza di due istanze complementari tra le quali sarebbe artificioso attribuire patenti di superiorità o subordinazione.

Oggi la parola salute viene concettualizzata non più come stato, ma come processo che qualifica il "funzionamento salutare" della persona. Non si parla più di colui che devia dalla norma statistica. Bertini parla del viandante. Quanto la persona è riuscita a svilupparsi nel ciclo di vita, integrando le funzioni della fase precedente. Più che di normalità si parla di normatività. Anderson parla di salute come un processo secondo il quale si enfatizza un processo dinamico in continuo cambiamento. Canguilhem non parla di normalità ma di normatività.

Concetto di benessere

Altro concetto fondamentale è il concetto di benessere. Due autori che si sono occupati di benessere sono Ryff e Singer, concentrandosi sulla questione di impegno nel vivere (attività e non passività) che implica varie potenzialità umane. Sono state esaminate le teorie di diversi autori, e ci si è chiesti che cosa hanno in comune le teorie di Rogers, Jung, Erikson e Maslow. Sono state individuate 6 dimensioni:

  • Avere degli scopi e un senso di direzione nella vita (purpose in life)
  • Sviluppo personale (personal growth)
  • Buone relazioni con gli altri
  • Capacità di controllo e senso dell'efficacia personale
  • Accettazione, rispetto di sé, autostima
  • Autonomia

Si tratta di una lista non definitiva e certamente da rivedere o da espandere.

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/08 Psicologia clinica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Giuliabroggi di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicologia della salute e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università Cattolica del "Sacro Cuore" o del prof Saita Emanuela.
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