Psicologia 04/02/2019
Narcolessia
Narcolessia: sonnolenza diurna irresistibile e si ci addormenta in situazioni solitamente non associate al sonno e possono presentare episodi di cataplessia, ovvero improvvisa perdita di tono muscolare.
Neoencefalo e lobo frontale
Il neoencefalo (e in particolare il lobo frontale) è la parte del cervello più recente, sia nella filogenesi (nella successione delle specie) sia nell’ontogenesi (nello sviluppo individuale). Tutti i nostri comportamenti hanno sede nel lobo frontale, dove hanno sede le funzioni tipicamente umane, ovvero linguaggio, funzione esecutive e di controllo, capacità di decidere, ascoltare.
Il sistema limbico agisce insieme all’ipotalamo. Il sistema limbico funziona come un cervello viscerale e si occupa delle funzioni umane.
Coesistenza di organizzazioni cerebrali
Coesistenza di tre organizzazioni successive a livello cerebrale, possiamo vedere due evoluzioni a livello filogenico:
- Sistema limbico: cervello paleomammifero sovrapposizione del sistema limbico al primitivo cervello dei vertebrati
- Neocorteccia: coincide con la comparsa dei primari superiori
- Tronco encefalico: cervello rettiliano
Modello per l'elaborazione dell'informazione (HIP)
I recettori sensoriali inviano le informazioni ai magazzini sensoriali, collocati nell’aree corticali primarie. Lo step successivo è l’integrazione percettiva, da parte di aree corticali associate.
Benessere: la capacità di filtrare ciò che è consono con le richieste che l’ambiente ci pone, in virtù di ciò che ci serve per ottenere il massimo benessere psicofisico. Lo step successivo è la produzione di un output.
Abbiamo delle forme di apprendimento intrauterine per cui il bambino impara a riconoscere la voce e il battito materno, inoltre riconosce l’odore materno e dunque il bambino in realtà nasce competente, anche se il bambino è consapevole di ciò.
Aspect of emotions: ci possono situazione in cui se devo elaborare alcuni stimoli particolari, quindi si saltano alcuni step intermedi e si passa dall’integrazione percettiva alla possibilità di immettere quella informazione nella memoria a lungo termine o dare direttamente una risposta.
La memoria
La memoria è dinamica ed è sottoposta continuamente a processi ricostitutivi, può essere definita come la capacità di conversare informazioni per poterle in seguito recuperare o riconoscere. La memoria è una funzione complessa: essa comprende diverse sottocomponenti distinte funzionalmente e in parte abbiamo anche una distinzione anatomica, infatti alla memoria a breve termine trova sede nel lobo frontale, mentre la memoria a lungo termine nel lobo temporale.
Con la memoria si parla di processi e strutture: con processi ci si riferisce alle attività che si verificano all’interno del sistema di memoria; mentre con strutture ci si riferisce alle diverse componenti (magazzini) che costituiscono tale sistema.
- La codifica o registrazione dell’informazione: quando arriva un’informazione, il sistema necessita di trattarla assegnandole un codice riconoscibile.
- L’immagazzinamento o ritenzione dell’informazione: quando arriva l’informazione, il sistema la codifica e dopo aver fatto ciò. Se le informazioni non vengono immagazzinate in modo adeguato, non possono essere rievocate successivamente.
- Recupero: è l’azione attraverso cui si rende disponibile parte dell’informazione memorizzata.
Codificare l’informazione significa assegnare un codice, ovvero un insieme di regole e operazioni attraverso le quali la mente trasforma l’informazione esterna in un formato che può essere trasferito e conservato. Uno stesso contenuto può essere registrato nella memoria attraverso:
- Un solo tipo di codice, che può essere visivo (basata sull’apparenza visiva dello stimolo), fonologico (si basano sul suono della stimolazione), semantico (con riferimento al significato profondo dello stimolo);
- Codici diversi, in una codifica multidimensionale (usa quelle dimensioni che possono essere usate singolarmente o in combinazione).
L’immagazzinamento presenta una specifica durata della traccia e una diversa ampiezza/capacità di contenimento. La ritenzione dell’informazione va analizzata in termini di capacità del magazzino e di durata temporale in cui tale informazione deve essere mantenuta. Il recupero coinvolge esclusivamente la memoria a lungo termine. Ci sono diversi fattori che influenzano l’efficacia del recupero. Il processo opposto al recupero è l’oblio o decadimento, ossia l’incapacità di recuperare l’informazione ed è essenziale per il funzionamento della memoria poiché la capacità di dimenticare particolari inessenziali riguardanti esperienze, persone e oggetti ci aiuta a evitare di essere distratti da dati privi di significato.
Il modello seriale di Atkinson e Shiffrin
Secondo il modello seriale di Atkinson e Shiffrin, esistono tre magazzini di memoria distinti:
- Memoria sensoriale: uno per ogni organo di senso;
- Memoria a breve termine, o anche detta memoria di lavoro;
- Memoria a lungo termine: a sua volta suddivisa in sottomagazzini, distinti per tipologia di informazione e modalità di apprendimento.
Memoria sensoriale
Memoria sensoriale: Ha un magazzino separato per ciascun organo di senso, la codifica avviene in modo letterale; l’immagazzinamento ha capacità molto ampia ma un tempo molto limitato (da 0,25 a 2 secondi); il recupero è impossibile e l’oblio avviene per decadimento.
Sperling e l'esperimento sulla memoria sensoriale
Sperling: esperimento fatto su soggetti normali in cui venivano mostrate 12 lettere disposte su tre righe, e venivano presentate per un tempo bassissimo, ovvero 50ms. In seguito, veniva chiesto cosa si fosse appena visto e la maggior parte dei soggetti, riportava correttamente soltanto 4 o 5 lettere, pur segnalando di averne viste in maggior numero. Sperling ipotizzò che i soggetti registrassero tutte le lettere, ma che nel tempo necessario alla produzione della risposta verbale, la maggior parte dell’informazione registrata andasse perduta.
Verificò questa ipotesi facendo seguire alla presentazione della matrice visiva un suono che informava i soggetti di quale riga dovessero riportare: suono acuto per la riga più alta, suono medio per la riga di mezzo, suono grave per la riga più bassa. Il suono veniva presentato dopo la prestazione della matrice. Dunque, i soggetti dovevano far riferimento alla propria memoria per dare la risposta. In questa condizione, i soggetti riportavano correttamente le 4 lettere corrispondenti a qualunque delle righe venisse indicata dal suono. Questo significa che per un tempo molto breve, tutta la matrice era disponibile in memoria, come una fotografia leggibile riga per riga. Se però l’intervallo tra matrice e il suono superava il secondo, nessuna delle lettere era più accessibile. Sperling concluse quindi che l’intera immagine veniva immagazzinata nella memoria sensoriale per circa 1 secondo.
Memoria a breve termine (MBT)
Memoria a breve termine (MBT): immagazzina ed elabora le informazioni e le passa al MLT; si compone di almeno due magazzini separati per modalità (magazzino verbale e magazzino visuo-spaziale); la codifica avviene almeno di due tipi: acustica e visiva; l’immagazzinamento in termini di capacità è limitata (7 ± 2 elementi o chunks), ma la dimensione di ciascun chunk può essere aumentata (strategie di raggruppamento); Immagazzinamento in termini di durata è limitata a circa 30 secondi, ma espandibile mediante ripetizione (reiterazione) dell’informazione; il recupero è possibile soltanto con l’informazione attiva; l’oblio avviene decadimento (perdita) o sostituzione (interferenza).
Questo tipo di memoria viene testata chiedendo a dei soggetti di ripetere una serie di cifre che vengono pronunciate nello stesso ordine con cui viene pronunciata o in ordine inverso. Il test si ferma quando il soggetto fallisce un livello per due volte consecutive.
La memoria dichiarativa è quella acquisita o per abilità o abitudine. La memoria semantica ha un’organizzazione spaziale e topografica in cui i concetti sono legati fra loro per significato.
Effetto Priming: è un target di parole a cui la maggior parte delle persone risponde se si chiede di dire la prima parola che viene in mente e si pensa ad un’altra parola (come se si dice “facile”, si pensa “difficile”). Le associazioni non sono necessariamente bidirezionali, come “cane -> gatto -> topo -> formaggio”. Se la parola target è fortemente associata al prime, la risposta sarà più veloce ed il tempo di reazione più breve. Il priming semantico può avvenire senza consapevolezza e ciò avviene perché il prime pre-attiva il target nella rete dei concetti mentali e si tratta di processi di memoria implicita.
Il recupero della memoria a lungo termine è reso più facile tramite fattori esterni ed il metodo di recupero più efficace si ha con la memoria semantica. Un altro tipo di recupero si può avere se si fa riferimento al contesto e dunque si ricostruiscono i fatti e ciò facilita il recupero perché quando viene codificata un’informazione, con essa viene codificato anche il contesto.
La memoria complessiva è diversa dall’informazione originariamente immagazzinata, infatti il ricordo degli eventi si basa anche su esperienze precedenti, conoscenze, credenze, prototipi e schemi (come un effetto deviante o spiacevole fa più notizia e ha un maggiore impatto rispetto ad uno gradevole).
Oblio della memoria a lungo termine
Oblio della memoria a lungo termine: Ebbinghaus propone ai soggetti dei suoi esperimenti una serie di sillabe senza senso al fine di identificare un rapporto meccanico tra l’ingresso e la perdita dell’informazione. In tempi sempre più distanti chiede di ricordare le sillabe mostrate e nei primi minuti si ha l’oblio massimo e successivamente si ha una performance decrescente asintoticamente. In realtà non è un vero e proprio oblio ma si parla più che altro di un’incapacità di recuperare l’informazione della memoria a lungo termine e dunque si parla di deficit di accesso, non di deficit di deposito, in quanto quell’informazione c’è, solo che non si riesce a raggiungerla.
Deficit di accesso: come la sensazione del “sulla punta della lingua” per cui si ha difficoltà a raggiungere un’informazione pur sapendo che esiste.
Anche l’interferenza può portare ad un apparente decadimento della traccia di memoria. Si distinguono due tipi di interferenze:
- L’interferenza proattiva, per cui un’esperienza pregressa limita un apprendimento successivo
- L’interferenza retroattiva, per cui l’informazione più recente interferisce con quella precedentemente appresa.
Basi biologiche della memoria
Basi biologiche della memoria: con LPT si fa riferimento alla propagazione sinaptica dell’informazione registrata in memoria. Quando viene appreso nuovo materiale, in particolare aree corticali si produce di conseguenza una traccia fisica definita engramma o traccia mnestica.
L’amigdala che è coinvolta all’immagazzinamento di informazioni legate a emozioni, mentre il lobo frontale è coinvolto nella MBT e i lobi temporali alla MLT. L’ippocampo invia le informazioni della MBT alla MLT e funge da ponte tra le due e questo passaggio viene completato nel momento del sonno.
L’invecchiamento fisiologico dell’individuo sano, può comportare...
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