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ECONOMIA

DELL'INNOVAZIONE

F E

U P ACOLTÀ DI CONOMIA

NIVERSITÀ DI ALERMO

Corso di Laurea Magistrale in Scienze Economiche e Finanziarie (LM-56)

Corso di Laurea Magistrale in Scienze Economiche e Aziendali (LM-77)

a.a. 2011-2012

_______________________________________________________

Economia dell’Innovazione

CFU 6

Prof. Rosalia Epifanio

Dipartimento di Scienze Economiche, Aziendali e Finanziarie Facoltà di Economia

_______________________________________________________

Il corso di propone di approfondire natura, caratteristiche, determinanti e conseguenze

dell’innovazione e della diffusione della tecnologia con riferimento specifico alle dinamiche

innovative sistemiche che si determinano a livello di soggetti e istituzioni che vi

concorrono. L’obiettivo specifico consiste nel fornire elevate conoscenze di analisi nell’ambito

di una materia di studio in continua evoluzione; in tale prospettiva si farà riferimento a

tematiche di economia dell’innovazione generali e teoriche unitamente ad approfondimenti

applicati ed empirici.

Gli argomenti del programma (di cui è riportato un elenco sintetico) saranno esaminati

approfondendone le connotazioni analitiche e metodologiche al fine di stimolare la padronanza

del metodo di ricerca economica in una materia che presenta collegamenti con molteplici

ambiti di studio.

Organizzazione della didattica: Lezioni frontali con attività seminariali Modalità di esame:

Prova Orale sul programma e discussione di una tesina. Per coloro che frequentano il corso la

discussione in aula di materiale bibliografico di approfondimento fornito a lezione, secondo le

modalità specificate dalla docente, contribuirà ai fini della valutazione dell’apprendimento.

RISULTATI DI APPRENDIMENTO ATTESI Conoscenza e capacità di

comprensione Elevate conoscenze delle dinamiche del processo innovativo nelle sue

molteplici connotazioni e comprensione dell’interazione tra effetti microeconomici e di

sistema. Capacità di applicare conoscenza e comprensione Padronanza del metodo di ricerca

economica con particolare riferimento alla capacità di applicare metodi di misura, rilevamento

e trattamento di dati pertinenti l’analisi dei processi di innovazione. Autonomia di

giudizio Capacità di impostare schemi di ricerca e di interpretazione scientifica delle

dinamiche innovative.

TIPO DI ATTIVITÀ Caratterizzante

(opzionale)

AMBITO DISCIPLINARE Economico

CODICE INSEGNAMENTO 02723

SECS-P/06

SETT.SCIENTIFICO DISCIPLINARE

Abilità comunicative

Capacità di esporre in maniera strutturata e approfondita le argomentazioni scientifiche circa

possibili research questions inerenti le tematiche relative ala materia. Capacità

d’apprendimento Capacità di aggiornare la conoscenze consultando fonti empiriche aggregate

e apprendendo da studi scientifici di livello avanzato (anche in lingua straniera).

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Elenco sintetico degli argomenti del programma:

Parte istituzionale

· Un’introduzione all’economia dell’innovazione · L’analisi dell’innovazione · La teoria

evolutiva · L’impresa innovativa: conoscenza, competenze, organizzazione e confini · Regimi

tecnologici e pattern settoriali di innovazione· La dinamica industriale e le relazioni tra

imprese · L’economia della conoscenza: sistema pubblico e incentivi privati

Testi di Innovazione e Diffusione La geografia delle innovazioni Istituzioni e Sistemi

:

innovativi La performance innovativa internazionale Il Sistema Innovativo italiano

Innovazione, crescita e Sviluppo Tecnologia e occupazione

Riferimento: Malerba, F. (a cura di), Economia dell’innovazione, Carocci editore.

(capp.1,3,5,6,8,9, 10,12,13,15, 16,17,18)

Fagerberg, J. (2007), L’analisi dell’innovazione, in Fagerberg, J., Mowery, D.C. e Nelson, R. (a

cura di), Innovazione: imprese, industrie, economie, cap.1, Carocci

Hall, B.H., (2007), Innovazione e diffusione, in Fagerberg, J., Mowery, D.C. e Nelson, R. (a

cura di), Innovazione: imprese, industrie, economie, cap.6, Carocci

Materiale di studio per l’approfondimento di argomenti specifici fornito dalla docente (sito

docente e/o e-mail: rosalia.epifanio@unipa.it)

CAPITOLO 1 – Introduzione all’economia dell’Innovazione

1.1 Introduzione:

L'innovazione è diventata la religione industriale del XX secolo. Essa può essere definita come lo

strumento chiave per aumentare i profitti e le quote di mercato, mentre i governi si affidano ad essa

quando cercano di migliorare l'economia, quindi l'innovazione influenza il modo di agire, competere e

cooperare delle imprese e degli altri attori economici.

L'economia dell'innovazione ha l'obiettivo di studiare la natura, le determinanti, le caratteristiche e le

conseguenze delle innovazioni e delle diffusione della tecnologia a livello di impresa, settore e sistema,

i soggetti e le istituzioni coinvolti nella dinamica innovativa, i processi di apprendimento, la

generazione di conoscenza e le relazioni tra i soggetti economici e le istituzioni.

Essa è caratterizza da 5 capisaldi:

1. dinamica come metodologia di analisi

2. Innovazione come processo

3. Apprendimento e conoscenza alla base del processo innovativo

4. Importanza delle interazioni tra i soggetti

5. Ruolo chiave delle istituzioni

1.2 L'innovazione tecnologica nel pensiero economico Smith, Ricardo e Marx.

Smith considera le innovazioni da un punto di vista particolare. Egli si concentra sulla relazione tra

cambiamento tecnologico, divisione del lavoro e mutamento strutturale dell’economia. Non si

concentra sul processo di generazione di innovazioni ma sulla incorporazione del progresso tecnologico

nei beni capitali e i suoi effetti sulla :

• produttività del lavoro

• specializzazione

• occupazione

la divisione del lavoro è limitata dall'ampiezza del mercato e genera una elevata produttività dal lavoro

attraverso la specializzazione dei compiti e l'apprendimento per esperienza.

Ricardo è principalmente interessato alle conseguenze del progresso tecnologico. Egli parla di

meccanismi di natura endogena (→ aumento della domanda per effetto della diminuzione dei prezzi

dovuta al progresso tecnico ossia la relazione innovazione-riduzione dei prezzi-aumento della

domanda) ; e meccanismi di natura esogena → (produzione di nuove macchine) attraverso i quali il

cambiamento tecnologico (l'innovazione) ha effetti sull'occupazione : da queste riflessioni scaturisce la

cd teoria della compensazione

Marx sostiene che l’innovazione è un processo sociale e non individuale. Essa è incorporata nelle

macchine, e permette di portare processi inefficienti a standardizzati. Enfatizza la natura sociale

dell’innovazione che non nasce da inventori ma da un processo sociale fatto di scontri tra interessi

contrapposti.

Usher, considera l’innovazione come un processo. Per egli le innovazioni sono frutto di un fenomeno

di “sintesi cumulativa” che dalla percezione di un problema conduce alla introduzione iniziale di

un’innovazione e quindi alla sua progressiva modificazione e miglioramento. Nello specifico la sintesi

cumulativa si realizza in 4 fasi:

1. percezione di un problema

2. preparazione della soluzione (studio dell’ambiente, del problema)

3. invenzione (atto che permette la soluzione del problema)

4. revisione critica dell’invenzione (invenzione adattata al contesto economico, tecnologico e

settoriale).

1.2.2 Schumpeter

Schumpeter è stato colui che per primo ha discusso ed esaminato il ruolo delle innovazioni nelle

moderne economie industriali. Egli considera l’innovazione la determinante principale del mutamento

industriale. Può aver luogo sia in imprese di grandi che di piccola produzione. Nelle piccole imprese,

l’imprenditore è il principale attore del processo innovativo(capitalismo concorrenziale); nelle grandi è

l’impresa ad essere la sede principale dell’innovazione (capitalismo tristificato).

Schumpeter distingue l’invenzione dalla innovazione. Tale distinzione è legata alla realizzazione

tecnica e al conseguente sfruttamento commerciale di una nuova idea.

Ø INVENZIONE:

- Una nuova idea, un nuovo sviluppo (scoperta) scientifico oppure una novità tecnologica che non è

stata ancora realizzata tecnicamente e materialmente.

Si tratta quindi di qualcosa di puramente scientifico o tecnologico.

innovazione è fare “qualcosa di nuovo” nel sistema economico, un nuovo prodotto, mercato o processo

di produzione.

- Inventare significa concepire per primi una nuova idea.

- La nascita di una invenzione è spesso casuale e non indotta da motivazioni economiche e/o

competitive; e per tal motivo possono essere concepite ovunque.

- Non tutte le invenzioni diventano innovazioni. I lunghi intervalli di tempo che possono intercorrere

tra un’invenzione e la sua applicazione spesso derivano dalla carenza totale o parziale dei finanziamenti

o altro per commercializzarla.

Ø INNOVAZIONE:

- Innovazione è fare “qualcosa di nuovo” nel sistema economico, un nuovo prodotto, mercato o

processo di produzione.

L’innovazione è la risposta creativa delle imprese, che si verifica ogniqualvolta l'economia o un settore

o alcune aziende di un settore fanno qualcosa di diverso che è al di fuori della pratica esistente. Essa va

tenuta distinta dalla risposta adattiva che si manifesta ogniqualvolta un'economia o un settore di una

economia si adatta ai mutamenti della situazione nel modo descritto dalla teoria tradizionale.

- Innovare significa mettere in pratica una nuova idea.

- Le innovazioni si realizzano principalmente nelle imprese, le quali sono spinte da bisogni

commerciali. L'innovazione genera infatti un profitto che è temporaneo. Esso può perdurare nel tempo

se l'attività innovativa dell'impresa rimane sostenuta, altrimenti scompare in seguito alle reazioni delle

altre imprese

- L’innovazione può essere pensata come l’incarnazione (realizzazione) dell’invenzione in un nuovo

prodotto o processo produttivo e il suo sfruttamento commerciale.

NB: è possibile innovazione senza invenzione corrispondente, nel senso che non tutte le innovazioni

derivano da invenzioni. E’ il caso di innovazioni dovute alla ricombinazione intelligente di prodotti o

servizi già esistenti o dovute all’applicazione di un bene esistente ad un nuovo mercato.

Cosa produce l’innovazione?

Un profitto che è temporaneo, può perdurare se l’attività è sostenuta, scompare se entrano in gioco altre

imprese. Ciò si verifica in entrambi i capitalismi. Per Schumpeter fondamentale è la storia come fonte

di conoscenza. Ha una visione circolare: la struttura di mercato determina il tasso d’innovazione e a

sua volta la struttura di mercato.

Gli aspetti fondamentali per Schumpeter:

1. la centralità dell’innovazione nella dinamica economica(invenzione è vista come qualcosa di

esogeno)

2. la discontinuità del mutamento industriale

3. l’importanza dell’imprenditore nel processo innovativo(analizzando le innovazioni radicali)

Considera l’innovazione come un processo incerto riprendendo il “concetto di incertezza non

misurabile di Knight”. L’innovatore nono conosce con probabilità l’esito dell’innovazione ha quindi un

a razionalità limitata non potendo calcolare una soluzione ottimale le strategie da adottare possono

differire. Un'altra caratteristica dell’innovazioni e il loro raggruppamento nel tempo e in specifici

settori, tendono a sorgere in grappoli e ammassarsi in specifici settori. Guardò anche la distinzione non

solo di imprese piccole e grandi ma anche di giovani e vecchie le quali cercheranno di sopravvivere

contrastare le nuove sia con l’imitazione sia con innovazioni incrementali.

Ulteriori contributi schumpeteriani in tema di innovazione e di imprese innovative -

Caratteristiche dell’innovazione secondo Schumpeter.

Per Schumpeter l'innovazione non è un elemento insito nel concetto di attività economica razionale, ma

si caratterizza come un processo ad esito incerto. L'innovazione quale risposta creativa ha 3

caratteristiche essenziali:

1. L’innovazione può essere compresa solo ex-post e mai ex-ante, vale a dire che non può essere

prevista applicando le regole ordinarie di inferenza dei fatti preesistenti.

2. L’innovatore (x schumpeter l'imprenditore) è un soggetto a razionalità limitata e non può prevedere

l’esito (gli effetti) della sua attività innovativa, proprio per questo motivo le strategie innovative delle

diverse imprese possono differire tra di loro.

3. Le innovazioni non rimangono eventi isolati e non sono distribuite in modo uniforme nel tempo, ma

tendono ad ammassarsi, a sorgere a grappoli.

Una innovazione in un determinato settore provoca ulteriori innovazioni in settori correlati → le

innovazioni tendono a concentrarsi in certi settori e nei loro dintorni

per realizzare una innovazione è necessario combinare risorse, competenze e capacità produttive.

L’innovazione avviene tanto nelle piccole quanto nelle grandi imprese, la dimensione non è né

necessaria né sufficiente per determinare l’innovazione.

L’età delle imprese è fondamentale per spiegare la dinamica innovativa. L’impresa giovane tenderà ad

innovare maggiormente nel tentativo di scalfire la leadership di imprese anziane che, con un

comportamento conservatore, risponderà con innovazioni incrementali o con l’imitazione.

le innovazioni possono essere distinte per il grado di novità rispetto alla tecnologia, alla organizzazione

e alla domanda esistenti.

- Le innovazioni incrementali comportano un miglioramento di processo, prodotto o servizio rispetto

ad un design esistente, sono più numerose (es schermo piatto del computer).

- Le innovazioni radicali rappresentano una rottura con il design esistente e possono generare nuove

industrie e mercati, sono più rare (PC),ed infine le rivoluzioni tecnologiche (il paradigma tecnologico

legato alle ICT).

Un'altra distinzione riguarda quella tra Innovazione di prodotto e di processo.

Di prodotto sono le innovazioni che portano a nuovi prodotti/servizi. Di processo che portano a nuovi

processi per la produzione del medesimo prodotto.

Tra le tipologie di innovazione vanno annoverate anche i nuovi modelli organizzativi, l'apertura di

nuovi mercati e nuove fonti di approvvigionamento

Schumpeter, in definitiva, studia il processo di innovazione e le ripercussioni nel sistema economico e

non le cause scatenanti. Inoltre privilegia gli aspetti di discontinuità e radicalità piuttosto che quelli di

continuità e incrementalismo. → Schumpeter considera infine solamente le innovazioni radicali.

1.2.3 Due scuole di pensiero a confronto sul tema delle innovazione :

Neoclassici VS evoluzionisti

Le affinità:

• Opportunità scientifiche e tecnologiche influiscono sul tasso di progresso

tecnologico

• gli incentivi economici (come l'appropriabilità attraverso i brevetti) stimolano l'innovazione

• La domanda influisce positivamente sull’attività innovativa. Maggiore è la domanda, maggiori gli

investimenti in R&S

• Struttura di mercato e innovazione si influenzano reciprocamente: più concentrata è la struttura di

mercato, più elevato è il tasso di sviluppo tecnologico. Ma questo a sua volta ha un feedback sulla

struttura di mercato.

Le diversità:

• I neoclassici studiano il sistema economico in equilibrio, gli evoluzionisti

lo studiano durante le fasi di transizione

• I neoclassici pongono poca attenzione ai processi di aggiustamento verso

l’equilibrio, gli evoluzionisti studiano invece le fasi di transizione

• I neoclassici considerano la tecnologia come informazione, gli evoluzionisti

come multidimensionale, legata alla conoscenza

• I neoclassici ritengono importanti le strategie di impresa, gli evoluzionisti

danno maggior importanza alle competenze delle imprese

• I neoclassici considerano l’apprendimento come il risultato dell’esperienza

mentre gli evoluzionisti danno più importanza all’aspetto cognitivo e di

soluzione di problemi

• I neoclassici considerano le imprese come agenti isolati e senza storia, gli

evoluzionisti le considerano immerse nel contesto sociale e istituzionale

• Le imprese neoclassiche sono razionali e hanno a disposizione tutta

l’informazione. Quelle evoluzioniste sono a razionalità limitata

• In ottica neoclassica, i fallimenti sono dovuti a beni indivisibili e difficoltà

di appropriabilità. Per gli evoluzionisti le istituzioni e i sistemi innovativi nazionali giocano un ruolo

determinante.

1.3 Definizioni introduttive

Ciascun libro di microeconomia introduce il cambiamento tecnologico con la funzione di produzione.

La Tecnica è rappresentata da un punto situato su un isoquanto, mentre la Tecnologia è rappresentata

da tutto l’isoquanto. Ad ogni modo il cambiamento tecnologico è lo spostamento della funzione di

produzione nel tempo, cioè lo spostamento dell’isoquanto verso l’origine.

La funzione di produzione è data da: Q = f (K,L,t) e collega l'output Q all'ammontare di capitale K,

lavoro L e tecnologia t.

Il cambiamento tecnologico può essere di 2 tipi:

1. Incorporato, ovvero legato all’introduzione di nuovi beni capitali K o forza lavoro specializzata L

2. Disincorporato, ovvero legato a t, e non dipendere da investimenti in K o L.

Il cambiamento tecnico invece è definito:

1. Neutrale se lascia invariata la propo

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/08 Economia e gestione delle imprese

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher hj988 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia dell'innovazione e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Palermo o del prof Epifanio Rosalia.
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