PRIVATE BANKING
Il Private Banking è l'attività che comporta la produzione e la
distribuzione di servizi personalizzati concernente
l'amministrazione, la gestione e la consulenza a favore di grandi
patrimoni.
“Produzione” prodotti costruiti internamente (contratti, soluzioni)
“Distribuito” unicamente collocati (prodotti da altri)
“Amministrazione” significa che la banca dà al cliente gli
strumenti per gestire lui il suo patrimonio. La banca si limita ad
occuparsi dell'amministrazione, dei documenti necessari allo
svolgimento delle funzioni. (Esempio: la banca riscuote gli interessi
e li conferisce sul c/c)
“gestione” definizione dell’asset allocation
“Consulenza” fornire consigli, pareri.
“Gestione” significa che il cliente conferisce alla banca il mandato
di prendere delle decisioni relative al suo patrimonio, con
determinati vincoli. Ad esempio: quali prodotti acquisire, quali e
quando vendere. (diverso da consulenza da gestione: nella gestione
il gestore opera in conto proprio (per conto del cliente) su mandato
esclusivamente del cliente)
“Grandi patrimoni” HNWI, WHNWI, UHNWI
Il settore del Private Banking è rivolto a clienti con date disponibilità
patrimoniali. La clientela si aspetta un'assistenza finanziaria ed un
servizio di consulenza di un certo livello, particolarmente
differenziato rispetto alla clientela retail. Comprende servizi non
solamente di investimenti, ma anche di ottimizzazione del passivo,
di pianificazione assicurativo-previdenziale, di tax planning, di
pianificazione immobiliare, di consulenza in opere d’arte. Quindi la
gamma di servizi può estendersi fino a coprire ogni altra tipologia di
servizio, in grado di fornire un valore aggiunto nell’attività di
protezione e di trasmissione della ricchezza familiare.
Quasi tutte le banche hanno una sezione che si occupa di Private
Banking, non tutti svolgono questo servizio con gli stessi gradi di
efficienza, personalizzazione e ampiezza.
Modello di offerta: è il frutto di una serie di scelte fatte dagli attori
di mercato (chi fa servizi di Private):
- Identificazione del target di clientela private (a chi ci
rivolgiamo? a quel tipologia di clienti?)
- Ampiezza della gamma di servizi da offrire ed il livello di
personalizzazione (quanto è capace la banca di rispondere alle
esigenze che vengono richieste?)
- Ruolo ricoperto dal Private Banker nel modello di erogazione
del servizio;
A cui si aggiungono:
- Assetto istituzionale della società e origine del core business
(banca generalista oppure banca focalizzata su determinati
servizi, se ha già competenze nel settore o se sta entrando
ora)
- Contesto ambientale e quadro amministrativo
La combinazione di questi livelli dà vita al modello di servizio di
private banker offerto.
Identificazione del target di clientela private
Criterio dimensionale
Famiglie con un patrimonio liberamente investibile:
High Net Worth Individual > 1 milione $
o Very high net worth Individual > 5 mln $
o Ultra high net worth individual > 30 milioni $
o
Questo criterio della disponibilità patrimoniale non
sempre consente di valutare adeguatamente le
opportunità. E’ utile combinare il dato patrimoniale con
quello del flusso reddituale. Così facendo, è possibile
individuare i prospect, cioè soggetti o nuclei familiari che
presentano alti flussi di reddito, ma ancora scarsa
patrimonializzazione.
(Qualche numero del private banking: Si stima che nel
mondo la popolazione dotata di disponibilità superiori al
milione di dollari nel 2015 è pari a 15,4 milioni di
soggetti, con + 4,9% rispetto all'anno precedente; solo
nel 2008 il numero è diminuito dopodiché il numero è
cresciuto sempre di più. Il patrimonio di questi 15.4
milioni persone è pari a 58,7 trilioni di $).
Pro: creazione di ricchezza
Contro: poca redistribuzione della ricchezza. Difatti,la
ricchezza finanziaria di questi soggetti è distribuita in
Europa (con perdite), in America del Nord (con perdite),
Asia (con aumenti), America Latina (con aumento). Le
nazioni in cui sono diffuse persone high net worth
Individual sono in ordine: Stati Uniti, Giappone, Germania,
Cina e l'Italia al decimo posto. La clientela Private, a
livello internazionale, possiede una ricchezza uguale o
superiore al milione di dollari. Non esiste però alcuna
regola, in Italia le classificazioni sono tendenzialmente
diverse. Per esempio molti offrono gli stessi servizi ai
patrimoni di 500.000 euro, in questo caso la clientela
aumenta.)
Oltre al criterio dimensionale, per segmentare vi sono altri
criteri:
La professione del cliente (in aggiunta alla ricchezza)
ciò per offrire servizio personalizzato [suddividendo clienti
in base alla professione [es. imprenditore] per dargli
servizi personalizzati.
In base alla la loro propensione alla delega
Approccio delegato cliente delega completamente
o al private banker e vuole servizio completo, in cui il
cliente non deve validare ogni scelta.
Approccio attivo cliente vuole pieno controllo su
o ogni scelta, si confronta spesso con il Banker e
delega solo l’operatività della transazione.
Ampiezza gamma e livello di personalizzazione
Struttura di private banking possono possedere:
Gamma limitata di soluzioni che riguardano
o prevalentemente/esclusivamente la gestione del
patrimonio.
Gamma che sfrutta sinergie tra servizi di
o finanziamento e servizi di investimento [es
consulenza giuridica, fisica] (Ad esempio gli
imprenditori hanno questa esigenza, gestire il
portafoglio e finanziamenti aziendali. Esempio 1:
Cliente giovane che ha patrimonio di 800.000 euro,
decide di acquistare casa per valore di 500.000; una
possibile soluzione è quella di offrire un
finanziamento per coprire una parte delle spese, in
questo modo il suo patrimonio rimane bloccato).
Gamma che tende a gestire tutta la ricchezza della
o clientela (wealth management). Riguarda tutte la
ricchezza del cliente (immobiliare, consulenza,
societarie, protezione, patrimoniale e assicurativa)
Le società di Private Banking non necessariamente hanno una
dimensione tale da avere tutti gli strumenti internamente. Per
questo private banker può proporre, oltre a strumenti interni, anche
strumenti esterni alla propria banca (architettura aperta). Ciò per
offrire un servizio più valido (più diversificazione e prodotti migliori).
Vi sono necessarie delle competenze per trovare i migliori strumenti
dall’esterno: per selezionare i migliori fornitori, per controllare il
rischio operativo e reputazionale (Esempio: Selezionare i gestori di
fondi e controllare attentamente perché in caso di fallimento è la
banca che ci rimette in termini di reputazione. Anche se prendo
strumenti di case terze, il consulente che propone al cliente è
responsabile se lo strumento ha portato danni al cliente).
Private banking completo può offrire oltre ai servizi di investimento
anche:
- Ottimizzazione passivo
- Pianificazione assicurativo-previdenziale
- Pianificazione fiscale
- Pianificazione immobiliare
- Consulenza in opere d’arte
- Servizi in grado di fornire un valore aggiunto nell’attività di
produzione e trasmissione della ricchezza familiare
Non tutte le strutture di private banking offrono ciò, ma essi sono i
servizi ideali che possono offrire per dare una copertura totale al
cliente.
I servizi di investimento (secondo il TUF) [società per svolgere uno o
più servizi devono avere l’autorizzazione che viene concessa se
rispettati certi standard/requisiti] sono:
Esecuzione ordini per conto della clientela (compravendita
titoli su ordine del cliente)
Negoziazione in conto proprio (banca autorizzata ad operare
sul proprio portafogli)
Gestione di sistemi multilaterali di negoziazione (gestione
sistemi di scambi [servizio per altri intermediari])
Ricezione e trasmissione di ordini [raccolta ordini dalla
clientela e li trasmette a qualcuno che può eseguire tali ordini
per il cliente]
Sottoscrizione e/o collocamento con o senza assunzione a
fermo ovvero assunzione di garanzia nei confronti
dell’emittente
Gestione di portafogli [avere il mandato da parte del cliente
per comprare/vendere titoli in nome e per conto del cliente]
Consulenza in materia di investimenti
[Nella consulenza se essa si trasforma in ordine vi deve essere
approvazione esplicita da parte del cliente. Nella gestione no,
dopo aver il mandato di gestione, non vi deve essere
approvazione per ogni operazione]
TUTELA DEL CLIENTE
Le regole comunitarie (MIFID) enfatizzano la centralità del cliente
come essenziale connotato di personalizzazione di servizi offerti e
impongono standard di comportamento. La personalizzazione del
servizio varia in base a:
1) Natura del servizio prestato
2) Clientela a cui ci si rivolge
3) Tipologia di servizio prodotto e/o distribuito
La normativa distingue tre tipi di clienti:
1. Clientela al dettaglio (retail) deve avere tutela massima
2. Clienti professionali
3. Clienti qualificati sono i clienti istituzionali: i gestori di
portafogli, fondazioni, fondi comuni, fondi pensione [non han
bisogno di protezione perché hanno competenze/conoscenze
finanziarie]
La MIFID è una maggior tutela per i cliente al dettaglio. Tutti i clienti
sono considerati clienti al dettaglio e su richiesta del cliente
possono essere considerati professionali se rispettano 2 dei 3
requisiti:
Ha effettuato operazioni di dimensioni significative con una
o frequenza media di 10 operazioni a trimestre
Il valore del portafoglio supera i 500.000 euro
o Lavora o ha lavorato nel settore finanziario
o
Strategie: standardizzazione vs. personalizzazione
- Standardizzazione pura tutto standardizzato (design,
produzione, assemblaggio e distribuzione)
- Standardizzazione per segmenti tutto standardizzato
(design, produzione, assemblaggio) tranne distribuzione che è
personalizzata
- Standardizzazione personalizzata standardizzato (design,
produzione); personalizzato (distribuzione e assemblaggio)
- Produzione su misura standardizzato solo design;
personalizzato (produzione, assemblaggio e distribuzione)
- Produzione pura tutto personalizzato (design, produzione,
assemblaggio e distribuzione)
Personalizzazione è cara, come anche avere standard qualitativi
alti. I prodotti standard più facili da controllare e quindi meno cari.
Occorre individuare il giusto equilibrio tra personalizzazione e
standardizzazione.
Vantaggi:
1) Maggio possibilità di personalizzare il servizio e quindi
distinguersi dai concorrenti
2) Maggior possibilità che il cliente esprima, nei confronti del
private, una valutazione indipendente dalle mere
performances conseguite dal suo portafoglio
Ruolo ricoperto dal private banker
Può essere dipendente dalla banca o un soggetto che agisce in base
ad un mandato fornito dalla struttura (ex promotore finanziario).
Persona che segui i clienti, raccoglie le informazioni per capire il
soggetto e fornisce delle soluzioni (competenze tecniche +
competenze relazionali).
Nel modello specializzato sui servizi di investimento il Private
Banker è focalizzato sulla gestione del portafoglio (consigli
sull'acquisto/vendita di obbligazioni, azioni, fondi...; sa valutare gli
strumenti finanziari...)
Nel modello che offre una gamma più ampia di servizi, il Private
Banker è un relationship manager (che ha una infarinatura generale
dei vari strumenti), supportato da un team di specialisti (che hanno
competenze approfondite su ogni singolo aspetto)
Ne modello dedicato alla clientela Very HNWI e Ultra HNWI vi sono
unità di professionisti (su ogni singolo argomento) in grado di
controllare tutto il processo ed il Relationship Manager è sostituito
dalla figura del portfolio manager, che ha la diretta responsabilità
delle performance di portafoglio
Negli anni '90 si è assistito alla riduzione dei tassi d'interesse, ciò ha
portato alla riduzione del "margine di interesse" (impieghi e prestiti)
per le banche (motivazione storica del private Banking) Oggi è
sempre più difficile creare valore, quasi tutte le banche hanno
quindi spostato le loro attività verso le attività di consulenza e di
intermediazione (da cui nasce il margine di intermediazione), qui
l'attività è meno soggetta alle condizioni del mercato e quindi
all'andamento dei tassi d'interesse. Perché proprio il settore
Private?
Consente la gestione di volumi elevati mantenendo un numero
limitato di relazioni (commissioni che se parametrate alla
massa gestita sono molto alte)
Consente di avere consistenti margini (cresce il margine di
intermediazione della banca)
Consente di avere elevati rendimenti sul capitale investito (gli
accordi di Basilea impongono che il rapporto tra
patrimonio/capitale deve essere proporzionale all'attività
rischiosa). Nel Private Banking la banca non ha rischi e non ha
l'obbligo di restituzione perché il patrimonio è del cliente; la
banca non è tenuta ad accantonare alcun capitale. Al massimo
il capitale investito è la struttura, il personale, il materiale
informatico; il rischio è quello operativo ovvero che il Private
Banker si porti via i clienti; la dotazione del capitale è quindi
molto limitata rispetto al rischio di credito.
Gode di elevata prociclicità della domanda (in periodi di crisi
l'attività creditizia soffre, questo tipo di attività
tendenzialmente no ➡ i ricavi sono stabili; anzi in fasi di crisi
aumenta la necessità di proteggere il patrimonio, l'attività di
consulenza quindi non subisce arresti).
Criticità dei servizi di private banking:
Elevato livello di competività che riduce i margini (anche se
l’attività di private è ancora percepita dalla clientela come un
servizio a elevato valore aggiunto e il prezzo non è la variabile
competitiva più rilevante)
Struttura dei costi appesantita da investimenti in tecnologia,
supporti informatici e formazione del personale (per
aumentare la qualità)
Alto rischio operativo (e rischio reputazionale).
Private banker gestisce quasi ¼ del totale della ricchezza familiare
del paese.
LA CONSULENZA FINANZIARIA
Consulenza sono i consigli, pareri ecc che riguardano la finanza.
La normativa afferma che la consulenza finanziaria è un’attività
riservata (a soggetti autorizzati)
La consulenza finanziaria nasce dall’incapacità e impossibilità del
cliente ad intraprendere scelte consapevoli circa i suoi investimenti
e ad esercitare il relativo controllo qualitativo (causa carenze
comportamentali, causa scarsa informazione/conoscenze o causa
azioni fidelizzanti).
La normativa regolamenta la consulenza in materia di investimenti
(non in materia finanziaria). Consulenza in materia di investimenti
consiste in raccomandazioni che vengono fornite ad un cliente in
maniera personalizzata dietro sua richiesta o per iniziativa
dell’impresa d’investimento riguardo uno o più operazioni relative a
strumenti finanziari.
Ciò che non è compresa in questa definizione è la consulenza
generica e la può fare chiunque.
Quindi il primo requisito necessario è che la raccomandazione sia
personalizzata. Si ha personalizzazione quando la raccomandazione
è presentata come adatta al cliente o quando la stessa viene fornita
tenendo in considerazione le caratteristiche personali del cliente. Il
secondo requisito del servizio di consulenza è relativo all'oggetto
delle raccomandazioni che devono essere su uno specifico
strumento.
Quindi il servizio non deve necessariamente essere relativo ad un
insieme ampio di strumenti finanziari, ma può anche essere
prestato solo per una gamma ristretta di strumenti (es. solo prodotti
della casa).
MIFID ha obbligato le società di gestione che svolgono attività di
investimento a sottoporre ai clienti un questionario per valutare la
loro propensione al rischio.
APPROPRIATEZZA In primis bisogna appurare la conoscenza del
servizio e/o prodotto da parte dell'investitore, se la banca ritiene
che il cliente abbia la conoscenza e l'esperienza necessarie per
comprendere i rischi associati, in caso positivo si può procedere con
l'operazione; qualora invece la banca ritenga che l'operazione non
sia appropriata è necessario metterlo in guardia, in caso di
insistenza sarà lui stesso ad assumersene il rischio. (tramite
delibera il cliente può assumersi la responsabilità e inermediario
può eseguire l’ordine)
ADEGUATEZZA
Per la consulenza e la gestione del portafoglio la banca è obbligata
a verificare l'appropriatezza ma anche l'adeguatezza
dell'operazione. Un'operazione risulta adeguata:
- quando corrisponde agli obiettivi di investimento del cliente
- Quando l'operazione è finanziariamente sopportabile dal cliente,
avuto riguardo qualsiasi rischio
- cliente deve possedere necessaria esperienza e conoscenza per
comprendere i rischi inerenti all’operazione.
In mancanza di 1 dei 3, l’operazione non può essere realizzata.
Con MIFID II sono stati introdotti due nuovi requisiti da includere
nella valutazione di adeguatezza: tolleranza al rischio e capacità di
sopportare perdite. In più MIFID II impegna il cons
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