Principi contabili internazionali
Evoluzione normativa europea
L'evoluzione normativa europea in materia di bilancio avviene tramite direttive comunitarie che devono poi essere recepite nei vari Stati membri. In tale contesto, vediamo una serie di direttive comunitarie più rilevanti e accanto ad ogni direttiva c’è la normativa che ha recepito la direttiva nel nostro paese. Il recepimento nei diversi paesi europei è avvenuto in tempi e con modalità differenti.
Introduzione degli IAS/IFRS in Europa
Esigenza: necessità di rendere comparabili i bilanci delle società europee quotate. Risposta: introduzione dei principi contabili internazionali attraverso il Regolamento CE 1606/2002. Il Regolamento ha “come scopo l’adozione e l’applicazione dei principi contabili internazionali nell’UE, al fine di armonizzare le informazioni finanziarie presentate dalle società. Si tratta di garantire un elevato livello di trasparenza e di comparabilità dell’informativa finanziaria”.
Quindi tutte le società (comprese le banche e le imprese d’assicurazione) quotate in un mercato regolamentato della Comunità Europea dovranno redigere il bilancio consolidato utilizzando i principi contabili internazionali IAS/IFRS, a partire dall’esercizio avente inizio dal 1º gennaio 2005.
I principi emanati dallo IASB sono adottabili dalle società europee solo dopo la procedura di omologazione (endorsement), ossia dopo che sono stati pubblicati nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea sotto forma di regolamento. Gli Stati membri possono anche autorizzare o obbligare le società quotate dell’UE ad usare i principi contabili internazionali per i loro conti annuali e le società non quotate dell’UE ad utilizzarli per i conti annuali/consolidati (es.: in Italia, D.Lgs. 38/05).
Conseguenza: la comunicazione economico-finanziaria è volta alla comprensione della dinamica economico-finanziaria dell’azienda, in un’ottica passata ed in quella prospettica. Essa ha per oggetto sia aspetti di natura quantitativa concernenti la sfera economica, finanziaria e patrimoniale della gestione, sia aspetti di natura qualitativa, aventi un’influenza su quelli quantitativi.
Essa favorisce la valutazione dell’andamento della gestione aziendale da parte degli stakeholders, avendo un ruolo di “collegamento, di cerniera” tra l’impresa ed i suoi interlocutori. A tal fine questa comunicazione economica-finanziaria soggetta ad armonizzazione diventa uno “strumento di gestione del consenso”: tale consenso deriva da un sentimento di fiducia degli interlocutori nei confronti della capacità dell’azienda nel soddisfare le loro attese.
La ricerca del consenso viene sollecitata mediante l’illustrazione agli interlocutori (stakeholder) dei vantaggi derivanti dall’adesione al progetto strategico dell’impresa; inoltre, trovano altresì indicazione gli svantaggi derivanti da un mancato sostenimento della linea proposta dal management.
Il processo di comunicazione posto in essere dall’azienda si inserisce nella ricerca di una adesione sociale al progetto economico dell’impresa. L’impresa ha, quindi, sposato un atteggiamento di maggiore attenzione per garantire la protezione degli interessi degli interlocutori aziendali, nell’ottica di un raggiungimento congiunto degli obiettivi di consenso sociale e di quelli di redditività aziendale.
La comunicazione aziendale è uno strumento che permette di comunicare al mercato gli output raggiunti così che gli stakeholder possano valutare la coerenza tra le attese e i risultati.
Lo IASB (International Accounting Standards Board) è l’organismo che, istituzionalmente, ha il ruolo di definire ed approvare i principi contabili internazionali denominati IFRS (International Financial Reporting Standards). Gli IFRS si aggiungono ai principi contabili internazionali IAS (International Accounting Standards) emanati dal precedente organismo IASC (International Accounting Standards Committee). IFRS emessi da IASB si aggiungono agli IAS emessi da IASC.
La formazione degli IAS/IFRS
Principi contabili internazionali emanati dallo IASC/IASB:
- IAS: International Accounting Standards (emessi prima del 2001)
- IFRS: International Financial Reporting Standards (emessi dal 2001)
(Il termine IAS evidenziava il taglio prettamente contabile – accounting – sulla base del quale erano stati predisposti gli IAS. Successivamente, vi è stata un parziale ridimensionamento di tale atteggiamento di natura solo contabile: con gli IFRS, si è voluto garantire il trasferimento di informazioni di importante livello qualitativo, di natura contabile e finanziaria, attraverso il bilancio).
Il processo di formazione degli IAS/IFRS ha coinvolto/coinvolgi una serie di comitati:
- SIC: Standing Interpretations Committee → Gruppo di esperti dello IASB che definisce una serie di documenti interpretativi redatti per completare il testo dei principi contabili internazionali. (Emessi prima del 2001).
- IFRIC: International Financial Reporting Interpretations Committee → Comitato che controlla periodicamente l’applicazione dei principi, anche suggerendo una adeguata interpretazione ed un trattamento per le casistiche non trattate dal principio. (Emessi dal 2001).
I principi contabili internazionali sono abitualmente predisposti utilizzando un articolato processo di consultazione (due process) a livello internazionale che coinvolge diversi attori, tra i quali:
- Esperti di contabilità
- Analisti finanziari
- Borse valori
- Autorità di regolamentazione e controllo dei mercati
- Organismi di vigilanza
- Standard setters nazionali
Tutti questi attori vengono coinvolti nel due process (processo di consultazione a livello internazionale) con commenti, pareri, giudizi.
Principali passaggi del processo
- Lo staff tecnico individua ed esamina i temi connessi ad un argomento ritenuto rilevante ai fini dell’emanazione di un principio e valuta l’applicabilità ad esso dello IASB Framework. Su alcuni temi, viene pubblicato un Discussion Paper (DP);
- Consultazione con l’IFRS Advisory Council circa l’opportunità di inserire l’argomento nell’agenda dello IASB;
- Pubblicazione e diffusione al pubblico di un Exposure Draft (ED), contenente la bozza del nuovo principio contabile internazionale in corso di esame;
- Valutazione, da parte dello staff tecnico, dei commenti ricevuti sull’Exposure Draft (ED);
- Approvazione da parte del Board del nuovo principio contabile internazionale
- Verifica post-implementazione
IASB e IAS/IFRS
I principi contabili internazionali sono pubblicati dallo IASB in lingua inglese (o “Bound Volume”) con una certa periodicità e tradotti nelle lingue dei Paesi dell’Unione Europea (tra queste, anche l’italiano). Il principio contabile è suddiviso in due parti:
- Principio contabile propriamente detto (definito Part A o unaccompanied standard) formato da: il Principio contabile internazionale, e dalle Appendici (es.: A, B, C) le quali sono parte integrante del principio contabile;
- Parte B → Documenti allegati al principio contabile, che non sono parte integrante, quali: le Motivazioni per le conclusioni (o “Basis for conclusion” o “BC”); la Guida applicativa (o “GUIDANCE ON IMPLEMENTING” o “IG”); gli Esempi (o “Illustrative Example” o “IE”).
La prima parte del principio è pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea (oltre ad essere disponibile gratuitamente sul sito www.ifrs.org), mentre la seconda parte è pubblicata sul “Bound Volume” dello IASB.
I principi contabili internazionali presentano la seguente struttura:
- Finalità del principio (Objective);
- Ambito di applicazione (Scope);
- Definizioni (Definitions) (esse potrebbero anche essere riportate nell’Appendice).
Se si considera un principio contabile internazionale avente per oggetto la rappresentazione di voci di bilancio:
- Rilevazione iniziale (Initial recognition);
- Valutazione iniziale (Initial measurement);
- Valutazione successiva (Subsequent measurement);
- Eliminazione (Derecognition)
Processo di omologazione degli IAS/IFRS dall'UE
Il Regolamento (CE) 1606/2002 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 19 luglio 2002 ha previsto una procedura di omologazione (endorsement mechanism) a livello europeo. Si tratta della traduzione e pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale dell’UE.
A livello tecnico: l’EFRAG (European Financial Reporting Advisory Group, organizzazione privata sostenuta dagli standards setters nazionali, associazioni di categoria e di regolamentazione dei mercati borsistici, ecc.) ha il compito di:
- Effettuare la valutazione tecnica degli IFRS e degli IFRIC;
- Presentare proposte di variazione alle direttive contabili U.E., al fine di modificare la normativa comunitaria ed evitare divergenze con gli IFRS.
A livello politico: l’Accounting Regulatory Committee (ARC), espressione degli Stati membri, ha il compito di vagliare e fornire il riconoscimento ufficiale al lavoro svolto dai tecnici. Successivamente, il principio contabile internazionale viene recepito dalla Commissione Europea con apposito Regolamento della Commissione.
Le norme italiane su utilizzo degli IAS/IFRS in Italia– D.Lgs. 38/2005
Se un aspetto è disciplinato sia dai principi contabili internazionali sia dalla norma interna, prevalgono i principi contabili internazionali. Se un aspetto non è disciplinato dai principi contabili internazionali, si applica la normativa interna.
Gli IFRS sostituiscono gli articoli 2423 e seguenti aventi per oggetto il bilancio. Qualunque riferimento al bilancio da parte di norme italiane deve intendersi come riferimento al bilancio redatto secondo gli IFRS.
I principi contabili internazionali IAS/IFRS sono stati introdotti nell’Unione Europea dal Regolamento (CE) 1606/2002 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 19 luglio 2002. I principi contabili internazionali IAS/IFRS sono continuamente aggiornati e modificati dallo IASB, con successiva pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea.
I principi contabili internazionali IAS/IFRS sono stati resi obbligatori dalla Comunità Europea dal 1º gennaio 2005 per la redazione del bilancio consolidato delle società quotate in borsa. Essi sono stati adottati dall’Italia con il D.Lgs. 38/2005, il quale regola anche l’utilizzo degli IAS/IFRS per le società italiane diverse dalle società quotate, nonché l’utilizzo degli IAS/IFRS per la redazione del bilancio d’esercizio.
Confronto tra bilancio C.C. e bilancio IAS/IFRS
Il bilancio d’esercizio redatto secondo il dettato del Codice Civile non può essere confrontato con il bilancio d’esercizio redatto secondo i principi contabili internazionali. Le due fonti legislative (il Codice civile, da un lato, e il Regolamento CE che ha recepito i principi contabili internazionali, dall’altro) rappresentano due sistemi alternativi nella redazione del bilancio d’esercizio. Le principali differenze riguardano:
- L’interesse tutelato;
- Il reddito determinato;
- Il principio prevalente;
- I criteri di valutazione;
- La rappresentazione delle voci in bilancio;
- I documenti che compongono il bilancio.
Risultato d'esercizio
Il bilancio d’esercizio redatto secondo i principi civilistici si fonda sul modello europeo di origine continentale (es. Germania), il quale ha come obiettivo la tutela dell’interesse dei creditori. Per la tutela dei creditori, le voci di bilancio non devono fornire un’immagine ingannevole della società, ossia più florida di quella effettivamente esistente. Tale tutela viene concretizzata mediante i seguenti postulati di bilancio, il quale deve esporre un risultato d’esercizio ed un patrimonio prudenzialmente attribuibile alla società:
- Costo storico dei beni e dei diritti;
- Prudenza nelle valutazioni di bilancio (o principio del minor valore);
- Calcolo del reddito prodotto dalla società.
Il bilancio d’esercizio redatto secondo i principi contabili internazionali si fonda sul modello europeo di origine anglosassone, il quale ha come obiettivo la tutela dell’interesse degli investitori attuali o potenziali. Le voci di bilancio devono far emergere il valore economico (o valore di mercato) della società, al fine di confrontare il patrimonio netto della società con il suo valore di borsa (Bookvalue-to-price). Tale tutela posta in essere nel bilancio redatto secondo i principi contabili internazionali viene concretizzata mediante i seguenti postulati di bilancio:
- Fair value (tradotto in italiano con “valore equo”): corrisponde al valore di mercato dei beni e dei diritti, ossia il prezzo che si riceverebbe dalla vendita di un’attività o si pagherebbe per trasferire una passività in una transazione regolare tra partecipanti al mercato alla data di misurazione (IFRS 13) [rispetto al costo storico con tale metodo ci si avvicina di più al valore di mercato];
- Market to Market (principio della valutazione al mercato): al conto economico, occorre imputare sia le perdite presunte sia gli utili sperati. Ciò si contrappone al bilancio redatto secondo il c.c., che richiede l’imputazione delle sole perdite presunte;
- Reddito potenziale (o reddito realizzabile).
Reddito determinato
Il bilancio d’esercizio redatto secondo i principi civilistici stabilisce che concorrono a formare il reddito d’esercizio le perdite presunte, ma non gli utili sperati [es. facciamo fondo rischi per perdite presunti, ma non andiamo a calcolare i possibili utili per il principio della prudenza]. Il reddito che deriva dal conto economico è denominato “reddito prodotto”, che deriva dall’applicazione del principio della prudenza. Reddito prodotto che può essere chiamato anche reddito effettivo.
Il bilancio d’esercizio redatto secondo i principi contabili internazionali stabilisce che concorrono a formare il reddito d’esercizio sia le perdite d’esercizio sia gli utili sperati. Il reddito che deriva dal conto economico è denominato “reddito potenziale”, in quanto include anche gli utili non realizzati (o sperati) che potrebbero non manifestarsi negli esercizi futuri. Ciò misura la performance della società, che è fondata anche sugli utili sperati relativi alla conclusione delle operazioni in corso alla data di bilancio. Il patrimonio netto che ne deriva è anche detto patrimonio netto potenziale.
Principio prevalente
Il bilancio d’esercizio redatto secondo i principi civilistici rispetta il principio della prudenza, per il quale occorre imputare nel bilancio le perdite presunte, ma non gli utili sperati (o realizzabili). Es. il costo di acquisto dell’azione è di 20 Euro, mentre il suo valore di borsa al 31/12/n è di 15 Euro: il costo di acquisto deve essere svalutato di 5 Euro (perdita presunta). Es. il costo di acquisto dell’azione è di 20 Euro, mentre il suo valore di borsa al 31/12/n è di 30 Euro: l’utile sperato di 10 Euro non deve essere imputato al conto economico.
Il bilancio d’esercizio redatto secondo i principi contabili internazionali rispetta il principio del Time to market, per il quale occorre imputare nel bilancio sia le perdite presunte, sia gli utili sperati (o realizzabili) [principio della competenza]. Es. Costi/Ricavi rilevati durante l’anno che sono solo parzialmente di competenza dell’esercizio in chiusura e parte trasferito all’esercizio successivo. Stessa cosa opposto: costi/ricavi non ancora manifestati economicamente, ma di competenza di questo esercizio in chiusura.
Criterio di valutazione base
Il bilancio d’esercizio redatto secondo i principi civilistici adotta il principio del “costo storico”, secondo il quale i beni ed i diritti sono iscritti nello Stato patrimoniale in base al costo sostenuto per la loro acquisizione o la loro produzione interna da parte della società. Ad esempio, nell’acquisto di un bene non bisogna solo considerare il mero costo di acquisto, ma anche tutte le spese accessorie (spese di trasporto, spese notarile, ecc.).
In un regime non inflazionistico, il costo dei beni rimane costante nel tempo. In un regime inflazionistico, il costo dei beni cresce a causa della perdita del valore economico della moneta. Pertanto, il costo di acquisto passato di un bene è inferiore al costo di acquisto dello stesso bene, se avvenuto in un tempo più recente. Ciò è uno svantaggio di questo criterio.
Il bilancio d’esercizio redatto secondo i principi contabili internazionali adotta il principio del “fair value” (o valore equo) che corrisponde al valore di mercato dei beni e dei diritti, secondo il quale ogni anno la società deve valutare i beni ed i diritti al valore di mercato, rilevando le eventuali plusvalenze e minusvalenze sulle voci di Stato patrimoniale. La valutazione di tali voci di Stato patrimoniale fa emergere all’investitore il valore corrente del patrimonio della società, affinché il mercato possa assumere decisioni di investimento e di disinvestimento nelle attività della società.
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