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Appunti di economia delle imprese e dei mercati sul secondo parziale basati su appunti personali del publisher presi alle lezioni del prof. Grazzini dell’università degli Studi Cattolica del Sacro Cuore - Milano Unicatt, facoltà di economia. Scarica il file in formato PDF!

Esame di Economia politica docente Prof. J. Grazzini

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ESTRATTO DOCUMENTO

MONETA: Gli speculatori si aspettano che il

Pt scenda e quindi che il tasso di interesse

salga perciò NON COMPRANO TITOLI.

Si avrà una traslazione verso l’alto se cambia o il reddito o le aspettative.

LATO OFFERTA DI MONETA M

Le banche centrali quindi decidono l’offerta della moneta e il tasso di interesse

e di conseguenza l’un l’altro. Anche se nel mondo di oggi le banche decidono il

tasso di interesse obbiettivo e poi regolano l’offerta in modo da raggiungere i

obbiettivo proprio per la presenza degli speculatori.

M’

i -Per abbassare il tasso , la

M’’ policy aumenterebbe M

i’ -Se L(i) si abbassa allora il

L(i) tasso di interesse sarà ancora

i’’ w più basso.

Ma la banca centrale come varia l’offerta di moneta ? e quali sono le sue

conseguenze del suo operato sui mercati finanziari?

Nelle economie moderne la banca centrale normalmente modifica l’offerta di

moneta attraverso l’acquisto o la vendita di titoli nel mercato obbligazionario,

OPERAZIONI DI MERCATO APERTO

chiamate :

- Se desidera aumentare la quantità di moneta, compra titoli e li paga

immettendo nuova moneta nel sistema.

- Se desidera diminuire la quantità di moneta vende titoli e rimuove dalla

circolazione la moneta che riceve in pagamento.

Ma ricordando la relazione inversa sussistente tra prezzo dei titoli e tasso di

interesse si ha che:

1)le operazioni di mercato aperto con le quali la banca centrale aumenta

l’offerta di moneta acquistano titoli fanno aumentare il prezzo dei titoli e quindi

riducono il tasso di interesse (spostamento m verso destra)

2) le operazioni di mercato aperto con le quali la banca centrale riduce l’offerta

di moneta vendendo titoli ne fanno diminuire il prezzo e aumentano il tasso di

interesse. ( spostamento m verso sinistra)

La conclusione principale che abbiamo tratto è che la banca centrale scegliendo

opportunamente l’offerta di moneta della banca centrale è sempre in grado di

scegliere il tasso di interesse desiderato.

!! Tuttavia esiste una valida eccezione: il tasso di interesse non può

scendere sotto lo zero, un limite conosciuto come lo ZERO LOWER BOUND.

Quando il tasso è sceso a zero la politica monetaria non è più in grado di ridurlo

ulteriormente. La politica monetaria non funziona più e l’economia viene

considerata in una trappola della liquidità. La maggioranza degli economisti

credeva che le banche centrali non avrebbero voluto tassi di interessi negativi

così che questo limite non fosse mai raggiunto, la crisi recente ha portato

questo tasso di interesse a zero e oltre.

6 Vediamo cosa succede quando il tasso di interesse scende allo ZERO LOWER

BOUND.

i O MONETA

B

-al diminuire del tasso di interesse gli individui vogliono detenere più moneta e quindi

meno titoli.

- quando il tasso di interesse diventa uguale a zero le persone vogliono detenere una

quantità di moneta almeno della distanza OB , ma è possibile che siano disposti a

tenere una quantità maggiore di moneta perché comunque non c’è interesse sul titolo,

ma come vediamo al giorno d’oggi nonostante i tassi di interesse sotto lo zero gli

agenti dei mercati comprano lo stesso titoli:

APPROFONDIMENTO:

1. COS’E’ UN TASSO DI INTERESSE? è una percentuale che indica il guadagno che

il prestatore avrà per il prestito di una determinata somma di denaro.

2. QUINDI CON UN TASSO DI INTERESSE NEGATIVO NON ESISTE GUADAGNO?

Esatto, ad esempio la banca del giappone e adesso anche la bce hanno fissato

tassi negativi.

3. CHI DEVE PAGARE IL TASSO NEGATIVO? Questi tassi negativi riguardano i tassi

sui depositi, quindi le banche commerciali versano un interesse alle banche

centrali quando depositano liquidità presso di esse, ciò equivale a una tassa

della banca centrale sulle banche alle quali essa presta denaro, se il denaro

resta parcheggiato nei conti aperti dagli istituti presso la banca centrale stessa.

Ma è veramente raro che le banche commerciali facciano pagare interessi

negativi alla propria clientela.

4. E’ NORMALE? NO è una politica monetaria non convenzionale.

5. E PERCHE’ VIENE ATTUATA? Per combattere deflazione e spirali deflazionistiche.

6. MA COSA C’ENTRA IL TASSO NEGATIVO? Per combattere la deflazione o la bassa

inflazione basta attuare una politica monetaria espansiva, le banche centrali

aumentano la moneta in circolazione e questo normalmente fa aumentare gli

investimenti e i prezzi riportando la situazione ad una normale inflazione. Se

però questa mossa non basta le banche centrali possono ricorrere ad

un’ulteriore stratagemma ovvero quello dei TASSI NEGATIVI, si tratta di una

spinta indiretta a usare il denaro investendolo sul mercato: azioni, obbligazioni

o spese correnti e a non lasciarlo in depositi bancari ( perché di fatto invece di

garantire un aumento di capitale un tasso negativo implica pagare per lasciare

soldi in banca). Da un altro lato la spinta dei tassi negativi è rivolta anche alle

7 banche: con un tasso di interesse negativo le banche commerciali se lasciano i

loro capitali nelle banche centrali li vedono calare e quindi sono più propensi a

prestarli ai loro clienti.

Un altro effetto voluto dalle banche centrali dai tassi negativi è la svalutazione

della moneta: il denaro esce dai depositi e va a finire in parte all’estero: la

svalutazione rende più cari i prodotti d’importazione e rende più competitive le

esportazioni.

7. E PERCHE’ I MERCATI FESTEGGIANO? Perché tutto ciò significa che il denaro dei

risparmiatori tornerà sui mercati!!

RICOLLEGHIAMOCI QUINDI AL MODELLO ISLM: Quindi nei mercati finanziari il tasso di

interesse è determinato dall’uguaglianza tra domanda e offerta di moneta.

M=L(i) condizione di equilibrio.

Scegliamo che la politica monetaria come scelta di offerta nominale di moneta e

assumiamo che il livello dei prezzi sia fisso nel breve periodo

i

i LM

Produzione y

Questo è il modo tradizionale di derivare la relazione LM e la relativa curva LM,

tuttavia l’ipotesi che le banche centrali scelgano lo stock di moneta e lascino

aggiustare il tasso di interesse non riflette la realtà odierna, sebbene in passato lo

fosse. Oggi le banche centrali scelgono un tasso di interesse i targhet e aggiustano

l’offerta di moneta in modo da raggiungerlo.

La curva IS esprime l’equilibrio nel mercato dei beni, la curva LM esprime l’equilibrio

nei mercati finanziari, quindi per raggiungere l’equilibrio nella nostra economia devono

valere simultaneamente le due relazioni:

IS: Y=C(Y-T) + I(Y,i)+ G

LM : i=i* EQUILIBIO DEL

MODELLO

i LM

8 Produzione y

IS

POLITICA FISCALE:

ipotizziamo che il governo voglia introdurre una politica di consolidamento fiscale o

contrazione fiscale . QUALI SONO GLI EFFETTI SU LIVELLO DELLA

PRODUZIONE,COMPOSIZIONE E TASSO DI INTERESSE?

Se aumentano le imposte: l’aumento provoca una riduzione del reddito disponibile che

a sua volta influisce sui consumi che si riducono, il risultato attraverso il moltiplicatore

corrisponde a una diminuzione della produzione e del reddito, il calo della produzione

influenza gli investimenti, quindi sia consumo che investimenti si riducono: facendo

spostare la curva IS verso sud ovest, la curva LM NON è INFLUENZATA dalla politica

fiscale, per cui l’equilibrio si sposta lungo la curva LM .

EQUILIBIO DEL

MODELLO

i LM

IS

Nuovo

equilibrio Produzione y

i LM In y potenziale siamo in equilibrio di

piena occupazione!! Ma NB: la curva IS

traslata verso l’alto risente dell’effetto

dovuto ad una riduzione delle tasse: il

reddito disponibile aumenta e quindi

IS anche la domanda di moneta per

transazioni: i soggetti vendono titoli per

avere liquidità, ciò influenza il prezzo

dei titoli che scende e per la relazione

Y* y inversa il tasso di investimento sale!!

Y

potenziale Produzione

POLITICA MONETARIA

9

La banca centrale decide di alzare o abbassare il tasso di interesse, quindi tramite

espansione o stretta monetaria in base ai due casi.

La curva is non si sposta perché non è influenzata, al contrario il cambiamento del

tasso di interesse conduce ovviamente ad uno spostamento della curva LM, se riduce

i, LM si abbassa, quindi l’economia si sposta lungo la curva IS e il nuovo equilibrio si

trova nel punto di intersezione tra Nuova LM e IS :

la riduzione del tasso di interesse stimola l’investimento e quindi fa aumentare la

domanda e la produzione. La produzione in aumento e riduzione di tasso di interesse

contribuiscono a un aumento dell’investimento: l’aumento del reddito disponibile e

NB: con una politica

anche del consumo. Quindi sia investimento che consumo aumentano.

monetaria espansiva lm

scende e quindi il tasso di

interesse è + basso: gli

EQUILIBIO DEL investimenti aumentano, di

MODELLO conseguenza aumenta la

LM

i domanda aggregata, quindi

anche il reddito e quindi il

LM’ consumo

IS Produzione y

Fin’ora abbiamo visto politica fiscale e monetaria separatamente, in pratica esse sono

usate insieme.

i Una politica monetaria

LM espansiva fa abbassare la

curva LM poiché la policy

decide di abbassare il tasso di

interesse, il tasso più basso

influenza gli investimenti che

IS aumentano quindi aumenta

anche la domanda aggregata

che implicitamente fa

aumentare il reddito e quindi

Y anche il consumo

Le politiche economiche nel modello ISLM possono

essere diverse: Politiche monetarie

 Politiche fiscali

 Politica di bilancio

 Politica del mercato del lavoro

 i

Politica di debito

 Politica industriale

Noi andiamo a considerare nel nostro modello 3

mercati: mercato dei beni, mercato del lavoro e Lm

mercato della moneta: vediamolo geometricamente

10

Salario is

real Y* Y potenziale Y

e N*

Ns

Offerta di domanda di N lavoratori

lavoro lavoro

Offerta di lavoro è più alta della domanda: ci troviamo nell’equilibrio dei mercati dei beni e

disequilibrio nel mercato del lavoro la disoccupazione Keynesiana è l’area marcata con

linee rosse, c’è disoccupazione proprio perché Y di equilibrio è diverso da Y potenziale,

quindi non sono impiegati nella produzione tutti i fattori produttivi: Ns-N* = Yp-Y*

Dai grafici precedenti si individuano almeno 4 casi speciali;

IS VERTICALE

 LM ORIZZONTALE (gia visto)

 LM VERTICALE

 IS ORIZZONTALE.

IN OGNI CASO COME FANNO A SCEGLIERE IL TASSO DI INTERESSE O TASSO DI POLICY

affinchè venga conseguito il tasso di inflazione obbiettivo: quando l’inflazione è

superiore al tasso obbiettivo è necessario alzare il tasso di policy per ridurre la

pressione sui prezzi, mentre quando l’inflazione è al di sotto al tasso obbiettivo è

necessario ridurrre il tasso di policy. Con questo in mentre John Taylor ha proposto una

regola che la BC dovrebbe seguire per fissare il tasso di policy:

Attraverso la regola di Taylor: stabilisce quale tasso di interesse nominale a

breve tenendo conto del tasso di inflazione e dell’OUTPUT GAP.

i (policy)= i (nominale obbiettivo)+a(π t- π*) –b(Ut –Un)

11 1. dove pi greco sta per tasso di inflazione e pi greco* per tasso inflazione

obbiettivo

2. i nominale obbiettivo= tasso interesse naturale + tasso inflazione obbiettivo

3. U t tasso di disoccupazione e Un tasso di disoccupazione naturale

Se Ut= Un e π t= π* allora i policy = i nominale obbiettivo

 Se π t > π* allora deve aumentare il tasso di policy sopra i nominale

 obbiettivo

Se Ut > Un deve ridurre i nominale obbiettivo

E quando l’inflazione è pari al 2% e y pari a ypotenziale per cui sia sul livello di piena

occupazione, allora il FOMC fissa questo tasso di interesse pari al 2%

POLITICHE MONETARIE NON CONVENZIONALI;

ANNUNCI:

 QUANTITATIVE EASING

 CE

 ACQUISTO DIRETTO DI ASSETS (STOCKS)

 ZIRP

 NIRP

 ELICOTTERO MONETARIO

L’obbiettivo di queste politiche non convenzionali è quello di spingere i soggetti a

spendere moneta: i consumatori nei consumi e gli imprenditori a fare investimenti.

QUANTITAVE EASING : è una politica monetaria non convenzionale, utilizzata dai

policy maker quando il tasso di interesse ha raggiunto lo zero lower bound, e così la

politica monetaria convenzionale non è più efficace. In realtà anche quando il tassso di

policy è pari a zero altri tassi sono positivi a causa dei vari premi per il rischio: basti

pensare che il premio per il rischio di un’attività finanziaria viene determinato da

domanda e offerta di tale attività, il premio per il rischio aumenta se l’offerta di tale

attività è poca mentre il premio per il rischio diminuisce se la domanda di tale attività

è alta. Questa logica ha spinto le banche centrali ad acquistare altre attività

finanziarie oltre i titoli a breve con l’intenzione di ridurre il premio per il rischio e far

diminuire così i tassi sui prestiti allo scopo di stimolare la attività economica. Questi

acquisti sono stati finanziati attraverso la creazione di moneta e ciò ha portato

all’aumento dell’offerta di moneta: sebbene l’aumento di moneta non ha influito sul

tasso di policy ha influito sull’acquisto di tali attività ha quindi abbassato i premi per il

rischio e diminuito i tassi sui prestiti e una maggiore spesa aggregata. E tali

programmi di acquisto da parte delle banche centrali sono chiamate credit o

quantitave easing

Ovviamente se non calibriamo bene gli effetti di politiche fiscali le manovre politiche

possono essere caratterizzate da EFFETTO SPIAZZAMENTO o CROWDING OUT o

RETROAZIONE MONETARIA.

12

Viene esclusa la spesa privata in particolare l’investimento, rimpiazzata da spesa

pubblica

Ovviamente la spesa pubblica è un’elemento fondamentale delle politiche economiche

in particolare della politica fiscale.

Sappiamo che un aumento della spesa pubblica G ha effetto sull’output: si tratta di

una politica fiscale espansiva: G essendo una componente autonoma della domanda

aggregata, pertanto una variazione di G a parità di tasso di interesse è graficamente

rappresentabile da una traslazione parallela della curva IS verso destra: vediamolo

+G

graficamente

i LM 1.Applichiamo una politica

fiscale espansiva.

EQUILIBRIO

FUORI DA LM 2. is si sposta verso destra per

+vG

IS 3. ES= y**-y’

OUTPUT

Y* Y** Y’

Lo spiazzamento è un fenomeno economico in base al al quale il soddisfacimento della

domanda pubblica implica la riduzione del soddisfacimento dalla domanda privata.

Ad esempio, l'aumento della spesa pubblica provoca la riduzione della spesa privata, ciò

accade in particolar modo in una situazione di piena utilizzazione delle risorse. Può

comunque presentarsi anche in un equilibrio di non piena occupazione.

In economia politica ( macroeconomia ) lo spiazzamento è conosciuto anche come

sfollamento e con il termine anglosassone crowding out. L'effetto di spiazzamento

riduce la spesa privata sia nel consumo e sia nell'investimento.

L'effetto di spiazzamento in un equilibrio in condizioni di non piena occupazione può

essere rappresentato su un diagramma cartesiano tramite il modello IS-LM.

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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in economia delle imprese e dei mercati (MILANO)
SSD:

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher martyrossy di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia politica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Cattolica del Sacro Cuore - Milano Unicatt o del prof Grazzini Jakob.

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