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Storia della cultura politica e organizzativa

Lezione 1: La crisi e la trasformazione del lavoro

10 anni fa ci fu il fallimento della banca americana Lehman Brothers. Questo evento ha avuto ripercussioni prima negli USA, con il fallimento di altre banche, ma lo stato nordamericano è riuscito a limitare i danni. Successivamente, le ripercussioni sono arrivate nell'EU. Nei paesi occidentali ci sono state conseguenze più gravi, si pensa che la crisi sia iniziata proprio intorno al 2008. Le conseguenze si percepiscono nella struttura organizzativa del lavoro.

De Masi ha scritto "Il lavoro nel XXI secolo" dove spiega che la società va incontro a una rivoluzione di organizzazione produttiva che tende a ridurre le necessità e opportunità di lavoro. Occorre realizzare, secondo De Masi, una rivoluzione del lavoro che deve essere prestato gratuitamente e i lavoratori/cittadini devono ricevere un reddito che non è legato alla loro prestazione lavorativa ma in base al loro status di cittadino. Oggi, Di Maio utilizza questa formula e la definisce come "reddito di cittadinanza".

Nel 1995 Rifkin pubblica "La fine del lavoro": analizza il mercato del lavoro Nordamericano; nello specifico, analizza l'evoluzione storica della distribuzione dei lavoratori nei diversi settori lavorativi.

  • Primario > Agricoltura
  • Secondario > Industria
  • Terziario > Mondo dei servizi

Rifkin si interroga su come evolve storicamente la distribuzione dei lavoratori.

  1. Prima della rivoluzione industriale il 90% dell'occupazione si collocava nel settore primario.
  2. Con l'avvento della prima rivoluzione industriale si assiste a un processo di urbanizzazione, ovvero a un trasferimento di massa dalle zone rurali verso le città. La causa era che, da una parte, nelle città c'era un'offerta di lavoro nell'industria e dall'altra, le braccia degli agricoltori e contadini vengono sostituite dalle nuove tecnologie e macchine diffuse con la rivoluzione industriale. Di conseguenza chi prima aveva un lavoro nelle campagne si ritrova disoccupato e l'unica via verso l'occupazione è la fabbrica nella città.
  3. La seconda rivoluzione industriale rende superfluo il lavoro di operai a causa del processo di automatizzazione, cioè le macchine vengono inserite anche nelle industrie. Queste macchine autonome allontanano gli operai che ora cercano un nuovo lavoro nel settore terziario.
  4. Con la terza rivoluzione industriale, però, entra in crisi anche il settore terziario; "fine del lavoro". Anche il mondo dei servizi si caratterizza per macchine e robot autonomi.

Rifkin definisce il passaggio dalla 2 alla 3 rivoluzione industriale come il passaggio da un modello Ford a un modello Toyota; si passa cioè da una produzione caratterizzata dalla catena di montaggio a una produzione "lean production" (produzione leggera o flessibile) che si è sviluppata per la prima volta in Giappone negli anni '70.

Lezione 2: La globalizzazione e il lavoro

Le caratteristiche dei due modelli:

  • Ford > Ogni lavoratore è privo di specializzazione e svolge un'unica funzione meccanica e ripetitiva; il modello nasce da uno studio teorico di Taylor "principi dell'organizzazione scientifica". Il modello Ford consente la produzione di un solo modello di autoveicolo (la produzione vale solo per il modello T) e se vogliamo aggiungere un nuovo modello occorrono ingenti investimenti per una nuova catena di montaggio. Lo svantaggio del modello sono i possibili guasti che bloccano o rallentano il processo produttivo. Per ridurre i guasti c'è bisogno di più lavoratori che possono lavorare in eccesso.
  • Toyota > Lean production; gli autoveicoli sono prodotti da altre macchine e robot che sono guidati da lavoratori tecnici ad altissima specializzazione. Il concepimento di un nuovo modello implica semplicemente una riprogrammazione di macchine e robot. Il vantaggio di questo modello è che si riduce la dipendenza dalla domanda di lavoro e che c'è un autocontrollo di qualità che riduce così la presenza di guasti.

Le ripercussioni dell'avvento del modello Toyota sono:

  • Presenza di pochi lavoratori specializzati sovraccarichi di lavoro;
  • Massa di lavoratori non specializzati e disoccupati (che cercano lavoro nel settore terziario).

Rifkin sostiene che, con la terza rivoluzione industriale, anche la sopravvivenza del lavoro nel settore terziario è messa in crisi dalla crescita esponenziale di capacità di calcolo di robot.

Rimedi proposti da Rifkin e la realtà del mercato del lavoro

Come rimediare alle conseguenze prodotte dal progresso tecnologico, come cercare di preservare il lavoro come condizione di dignità e sopravvivenza? Rifkin propone due rimedi distinti:

  • Poiché c'è poco lavoro, bisogna dividerlo, frazionarlo, riducendo l'orario di lavoro > lavorare meno per lavorare tutti;
  • Cercare di reagire alla riduzione del lavoro attraverso la valorizzazione, mediante investimenti, del terzo settore (no profit: attività e servizi di utilità sociale) > creare posti di lavoro nel no profit.

Se i rimedi sono questi, in realtà non portano a dei buoni risultati: 1995, anno che precede l'avvio della globalizzazione in Italia e vigilia dell'unificazione di un mercato globale e di ciò che la globalizzazione ha portato, cioè la politica di delocalizzazione. Consiste nel trasferimento di certe attività produttive al di fuori dei confini nazionali, cioè in aree in paesi dove il costo di lavoro è più basso e si è più concorrenziali sul mercato della produzione e del consumo mondiale. Questo processo di delocalizzazione ha riguardato i settori a basso contenuto tecnologico e a basso contenuto di innovazione. E non ha riguardato settori di tipo più innovativo e con forme di lavoro più specializzate.

Ma con il primo rimedio: la riduzione dell'orario del lavoro rischia di aumentare la delocalizzazione. Quindi i risultati possono essere diversi dalle aspettative, anzi possono peggiorare la situazione di disoccupazione. Il primo rimedio non è efficace nelle condizioni attuali.

Il secondo rimedio: quale è la condizione per poter realizzare le potenzialità del no profit? Partire da investimenti pubblici. Nelle condizioni italiane e occidentali dove si trovano queste risorse in presenza di vincoli di spesa e problemi di compatibilità di bilancio?

La conclusione potrebbe essere che la realtà è molto più complessa di quanto lo schema di Rifkin riesce a rappresentare. La realtà è più complessa se ci impegnano a fare riferimento a degli indicatori di economia politica che in qualche modo differiscono dalle conclusioni disperanti di Rifkin, soprattutto se si fa riferimento a quello che è avvenuto degli USA. Negli USA non si parla di riduzione dell'orario di lavoro, anzi nemmeno le ferie sono garantite per legge. Negli USA si sono persi posti di lavoro nel terziario, sostituiti dalle tecnologie della terza rivoluzione industriale (esempi: operazioni in banca non più allo sportello ma con home banking, prenotazione vacanze su booking.it e non in agenzia, per l'intrattenimento non si va al cinema ma su internet ecc.). Negli USA questi posti di lavoro persi sono stati compensati da altri posti di lavoro nuovi: è il caso della new economy, quell'industria legata all'elettronica. L'esempio è la Silicon Valley, che sorge nella San Francisco Bay Area, nel Sud della California e ospita numerose start-up e società internazionali specializzate in tecnologia. Queste società hanno creato due tipi di occupazione: posizione ad alta specializzazione (ingegneri) e posizioni a bassa specializzazione (magazzinieri).

Negli USA oggi il tasso di disoccupazione è tra il 3 – 4 %. Quindi si parla di piena occupazione.

Lezione 3: Distopia e produzione di massa

Bruno Settis "Fordismi – Storia politica della produzione di massa". Obiettivo del libro è quello di ricostruire la storia della produzione di massa. Settis aggira un problema tipico di ogni studio storico, ovvero il problema del quando, da quale data partire. Settis risolve questo problema del quando, con una provocazione: parte da un anno del futuro, da un anno che verrà, che è il 2540. Parte da questa data perché fa riferimento al romanzo di Huxley "Brave New World". Nel romanzo è rappresentata la più importante distopia della storia, dopo quella del romanzo di Orwell "1984".

Distopia: esatto contrario, declinazione negativa dell'utopia dove per utopia si intende la descrizione di un mondo ideale, di perfezione, giustizia e verità, dove tutti gli uomini convivono armoniosamente e nel completo soddisfacimento di tutti i loro bisogni ed esigenze.

Questa descrizione di un mondo ideale è ricavabile dalla radice del termine utopia che ha due derivazioni etimologiche:

  • Utopia come buon luogo, luogo ideale attraverso cui ricostruire i rapporti umani;
  • Utopia come non luogo, luogo che non c'è;

Il 2540 è l'anno 632 della nuova "era Ford". L'anno zero spacca la storia umana fra il passato e il futuro. L'anno zero che inaugura la nuova epoca è l'anno della uscita dalle officine del primo modello T, il primo modello di autoveicolo che corrisponde al sistema di catena di montaggio.

Nel romanzo, il nome di Ford è ricorrente, si celebra il Ford day, per esempio; il sistema di produzione ford incombe e domina su tutto, cioè il sistema di produzione in serie riguarda non soltanto la produzione di beni materiali ma anche la produzione di esseri umani. Anche l'essere umano obbedisce alle esigenze della catena di montaggio.

L'inizio del romanzo è ambientato nel laboratorio che è il centro di incubazione e di condizionamento di Londra centrale. Il direttore dello stabilimento illustra a degli studenti quelli che sono i metodi di genesi e gestazione e i processi di riproduzione e condizionamento attraverso cui avviene la genesi e l'adeguamento, prima degli embrioni e poi degli uomini, a quella che è la finalità della nuova produzione sociale.

Nel mondo nuovo, i rapporti sessuali sono stimolati e incoraggiati a fini riproduttivi. La riproduzione naturale è assolutamente vietata. In questo laboratorio sono allineate provette contenenti ovuli femminili e spermatozoi maschili che sono tenuti alla temperatura adatta per la loro conservazione e che sono testati e controllati al fine di garantire il maggiore successo possibile del processo di fecondazione.

L'immersione dello spermatozoo maschile nella provetta femminile deve avvenire attraverso modalità e tempi di somministrazione diversi. Poiché questo è il modo per produrre tipi di embrione differenti che corrispondono a quella che è la struttura di classe del mondo nuovo. Ci sono tre caste nel mondo nuovo:

  • Individui alfa: sono concepiti come embrioni per andare ad occupare posizioni di rilievo e di comando nella società;
  • Beta: posizioni di responsabilità amministrativa;
  • Nella terza sezione gli individui sono molto meno qualificati e si divide in tre sottosezioni: Gamma, Delta, Epsilon. Questi tre sono destinati a lavori materiali, meccanici e umili.

Come, a livello produttivo, è garantita la divisione in classi? Nell'incontro tra ovulo e spermatozoo, a modalità e tempi diversi, viene inserito veleno/alcool per generare individui mentalmente e fisicamente minore degli altri (alfa, beta) creando così le ultime tre categorie.

A questi tre ultimi individui, si applica il sistema della produzione in serie: si prende un ovulo che viene sottoposto al processo di clonazione, da questo singolo ovulo si ricavano 96 embrioni tutti identici. Si ricavano uomini e donne tutti eguali.

La tesi di Huxley è che in realtà questa divisione in classe non solo è funzionale alla stabilità sociale ma in più tutte queste tre classi (alfa, beta ecc) sono fondamentali e devono sentirsi tali al fine di realizzare l'obiettivo della società: la stabilità.

Tutte le classi sono fondamentali perché se la società fosse fatta:

  • Da individui solo della terza classe andrebbe in rovina perché mancherebbero quelle intelligenze che portano verso il progresso;
  • Se la società fosse popolata solo da alfa (che sarebbe possibile) sarebbe ingovernabile. Come successe nell'anno 473 nella nuova era ford nell'isola di Cipro: ci fu un esperimento, era popolata solo da alfa, che essendo troppo intelligenti non potevano assolvere a tutte le funzioni più umili di cui la società ha bisogno. Il risultato fu che la società andò incontro a una guerra civile tra alfa.

L'embrione rafforza la sua natura, la sua appartenenza ad una classe specifica, con condizionamenti psico-fisico:

  • Alternazione di riflessi in presenza di oggetti ritenuti socialmente convenienti o sconvenienti. Es. scossa elettrica che viene trasmessa all'individuo che si avvicina a un libro. Così gli individui sono indotti a fuggire da questo oggetto socialmente pericoloso che è il libro. In questo modo ogni individuo alfa, beta ecc, fin da piccolo è educato alla disciplina; è contento della propria classe di appartenenza e del proprio destino. Ciò contribuisce alla stabilità.
  • Tecniche ipnopediche: ipnosi. Nel sonno vengono ripetuti cento, mille volte degli slogan socialmente convenienti, cioè funzionali a quella che è l'organizzazione e stabilità della società. Slogan che si imprimono per sempre nella mente dell'individuo e gli trasmettono un senso di identità con la società a cui appartiene.

Con questi condizionamenti non ci sarà nessuno che si sente insoddisfatto, che vorrà cambiare classe di appartenenza o che pretenderà un mondo diverso o migliore. Fin da piccoli, esempio, ai bimbi beta viene insegnato attraverso tecniche di ipnosi ad ammirare gli alfa e non a invidiarli. Gli alfa intelligenti più dei beta sono chiamati a lavorare di più dei beta. Quindi i beta sanno di essere meno intelligenti ma lavoreranno anche meno. Inoltre, ai beta viene insegnato a non socializzare con chi sta sotto di loro, perché questi ultimi sono stupidi.

Attraverso altri processi ipnotici di comparazione con la propria condizione con quella di un'altra classe si crea una condizione in cui tutti gli individui sono soddisfatti e felici della propria condizione fino al punto da rafforzare, da un lato la stabilità, dall'altro il senso di identità della propria classe e il senso della comunione che lega la propria classe all'ordine complessivo della società.

Nel mondo nuovo non c'è repressione del dissenso perché grazie ai meccanismi di prima non può esserci dissenso. Il mondo nuovo è un mondo piatto, noioso, monotono perché abitato da un'umanità addomesticata. In cui sono state cacciate via le emozioni i sentimenti, passioni che caratterizzano l'era pre fordiana. Ma un mondo in cui, a chi ne fa parte, viene garantita una vita senza sofferenza, senza miseria, in cui non c'è dolore, in cui viene meno la stessa paura della malattia e della morte. La paura della morte naturale per ogni uomo, è eliminata attraverso tecniche di condizionamento che abituano i bambini piccoli a frequentare ospedali per moribondi: in questi ospedali ai bambini vengono offerti dei dolci, in modo tale che il bambino associ alla morte sensazioni piacevoli come il ricevere un dolce.

La felicità si risolve nella soddisfazione dei bisogni che sopravvivono nella nuova struttura sociale del nuovo mondo, ma che sono materiali perché è decaduta l'individualità e la spiritualità.

Il romanzo narra che nel 2540, a fianco del mondo civilizzato, che da più di 600 anni è entrato nell'era ford, sopravvive un mondo vecchio. Sopravvive perché è qualcosa che deve valere agli uomini del mondo nuovo di quello che è stata nel passato la barbarie, il dramma dell'esistenza umana. Sopravvive a fianco del mondo nuovo, un mondo in cui c'è la monogamia, la famiglia, sentimenti, passioni, in cui c'è ancora la riproduzione naturale. Alla scoperta di questo altro mondo, si arriva quando Lenina, il tipico esempio di donna oggetto, compie insieme a Bernardo Marx una gita. Sono individui alfa e Bernardo Marx è anche uno psicologo ed è, per questo, uno dei pochi che può sorpassare la barriera tra mondo nuovo e vecchio. Marx nei suoi caratteri fisici e psicologici (molto basso, deforme, tendenza all'isolamento, poco sicuro di sé) non corrisponde ai caratteri dell'alfa. Questo sembra sia dovuto al fatto che nel momento del suo concepimento fosse stata inserita un po' di alcool nella sua provetta.

Nella riserva in cui si indirizzano Bernardo Marx e Lenina, vivono i selvaggi, che sono uomini e donne che vivono nudi, hanno il viso pitturato, portano una mantella di piume sulle spalle, il viso è percorso da rughe profonde, bocca sdentata, che vivono in miseria e povertà. Quando Lenina si chiede: come è possibile che queste persone si siano ridotte in questo modo? Lenina e Bernardo Marx incontrano un giovane, John il selvaggio, che di aspetto è molto diverso dalle altre creature della riserva: ha nei suoi tratti somatici e intellettuali qualcosa degli abitanti del mondo nuovo, perché? La madre di John si era recata in gita nella riserva e aveva avuto un rapporto non protetto con il suo compagno. La madre casca in un dirupo e sembra morta tanto che viene abbandonata.

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Scienze politiche e sociali SPS/09 Sociologia dei processi economici e del lavoro

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher camillavanni2 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia della cultura politica e organizzativa e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Pisa o del prof Palazzolo Claudio.
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