Appunti e rielaborazioni utili per storia dell’arte medievale e civiltà
bizantina su Bibbia, Confessioni cristiane (cattolicesimo,
protestantesimo, chiesa ortodossa, chiesa anglicana) e principali feste
cattoliche utili nell’interpretazioni delle opere.
Bibbia: scritta tra il 1000 a.C. e il 125 d.C. (i “Rotoli del Mar Morto” sono stati datati al 125 d.C.). Fatti
narrati dal 4004 a.C. (data della creazione ipotizzata da Ussher) . Autori: 40 autori circa, molti sono
profeti. Città importanti per la religione ebraica e cristiana: Ur (sud Mesopotamia), Harran (nord della
Mesopotamia), Canaan (Terra Promessa). È divisa in Antico e Nuovo Testamento (entrambi i libri fanno
parte della Bibbia cristiana; il solo Antico Testamento è usato dagli ebrei).
Antico Testamento
In Genesi narrata la creazione di mondo e universo e la storia dei tre patriarchi:
Abramo, Isacco e Giacobbe. Genesi si chiude con la morte di Giuseppe (figlio di
Giacobbe). Dio prima crea il mondo e poi l’uomo, Adamo. Visse nell’Eden per due anni
e diede il nome a tutti gli animali. Nella descrizione dell’Eden si parla di quattro fiumi
tra cui il Tigri e l’Eufrate (i primi due fiumi di ci sono indicati i nomi sono a noi
sconosciuti). Dio crea poi la donna. Sono perfetti. Prima della creazione di Eva Dio
aveva stipulato con Adamo il “Patto Edenico” = responsabilità dell’uomo verso il
creato e divieto del mangiare dell’albero della conoscenza del bene e del male. Dopo
che i due mangiano di quell’albero Dio stipula il “Patto Adamico” = maledizioni contro
l’umanità per via del loro peccato originale, la sentenza di morte per loro che ricadrà
sulla stirpe → tutto il genere umano e la grazia, cioè Dio offre per quel peccato un
rimedio → un Salvatore perfetto che avrebbe ricompensato lo sbaglio di loro due
anch’essi perfetti (Gesù). Adamo ed Eva ebbero vari figli tra cui Caino e Abele; il
primo uccise il secondo per invidia; è il primo omicidio narrato. Genereranno vari figli,
tra cui anche Seth da cui nascerà Enosh, da quest’ultimo abbiamo Kenan e a seguire,
Mahalaleel, Jared, Enoc, Methuselah, Lamek e Noè (Noè è quindi figlio di Lamek). Noè
è per Dio il “fondatore di una nuova umanità” = coloro rimasti fedeli a Dio (e così il suo
clan). L’ambientazione è la Mesopotamia. Noè ebbe per figli Sem, Cam e Jefet. Dove
vivevano c’era troppa corruzione e violenza e per questo si ebbe il Diluvio Universale.
Dio vuole però salvare i giusti e così fa costruire a Noè l’arca per permettere alla vita
di rigenerarsi (c’è posto per Noè, la moglie, i suoi figli e le loro mogli e una coppia
maschio e femmina di ogni animale). Le acque del Diluvio pare venissero dalle piene di
Tigri e Eufrate. Dopo il Diluvio Dio fa il “Patto Eterno” con Noè tra Dio, uomo e animali:
non ci sarebbe più stato un diluvio. Inizia la seconda umanità, ma fallisce e lo stesso
Cam viene ripudiato dal padre che gli prospetta dolori e difficoltà (aveva sbeffeggiato
il padre ubriaco dopo aver bevuto del vino; all’epoca non conoscevano gli effetti del
vino). Gli altri due figli sono benedetti e costruiscono Babilonia. Gli uomini a Babilonia
col tempo dimenticano Dio, creano idoli, fanno sacrifici umani. La Torre di Babele è il
simbolo di questo: volevano arrivare in cielo; sono puniti: Dio cambia la lingua a chi vi
lavorava = caos = non fu mai finita. Noè (rimasto sempre fedele) poi morirà. Dio trova
un altro capostipite per l’umanità: Abramo → viene dalla discendenza di Sem = è di
stirpe semitica (capp 12-50 di Genesi). È il primo personaggio storico nella Bibbia.
Dalla sua discendenza avremo Gesù. I semiti sono pastori nomadi (non stanno nelle
città); si spostano con gli animali. Quando non sono ai pascoli si accampano lungo
l’Eufrate. Sono organizzati in famiglie; chi governa i clan è il patriarca (Abramo è il
primo patriarca della religione ebraica e cristiana; questi clan ebbero precedenti
patriarchi non legati alla religione, tra cui il padre di Abramo Terach). Il patriarca è
padre, giudice, sacerdote. Prima della morte trasmette al primogenito la sua autorità,
le sue ricchezze e la benedizione di prosperità future. Abramo è il primogenito di
Terach. Lui, Abramo e gli altri due figli di Terach non conoscevano il vero Dio ma
onoravano divinità domestiche protettrici che si portano dietro negli spostamenti.
L’imperatore babilonese Hammurabi tenta l‘unificazione di un grande impero ma non
riesce a sottomettere il clan semita di Terach, attendato a Ur che si sposta più a nord
fino a raggiungere Harran. Qui Abramo viene eletto da Dio quale capostipite della
nuova umanità → la chiamata avviene di notte:” Vattene dal tuo paese…dirigiti nel
paese che ti indicherò…farò di te un popolo grande, ti benedirò”. Benedirà lui e la
discendenza. Abramo è sconcertato ma si fida, capendo poi che egli è il vero Dio. Con
la moglie Sara e suo nipote Lot parte l’indomani per Canaan. Questa è la Terra
Promessa. Nel viaggio giunge prima in Egitto, poi si ferma a Betel di Canaan; Abramo e
Sara restano a Betel; Lot parte per Sodoma e Gomorra. Dio promette una ricompensa
ad Abramo ma quest’ultimo lamenta di essere senza discendenza (sono anziani lui e
Sara e non hanno figli). Nel capitolo 13 Dio gli promette la discendenza e la terra così
sarà → “Patto Abramico”; in cambio vuole che da lì in avanti tutti i figli maschi siano
circoncisi. Sara convince Abramo a intrattenersi con la schiava Agar per avere un figlio
(secondo lei Dio poteva intendere anche un figlio ottenuto così) → nasce Ismaele. Tre
uomini successivamente arrivano da Abramo che gli annuncia che Sara avrà un figlio
(lei ride e questi uomini la riprendono). Si dirigono verso Sodoma e Gomorra; Abramo li
accompagna per un pezzo e scopre che stanno andando lì per volere di Dio a
distruggerla perché corrotta; Abramo medi affinché i giusti siano salvi (cioè Lot e la
sua famiglia). I tre avvertono Lot e famiglia dicendo di non voltarsi mai indietro;
durante l’incendio la moglie però si gira e diviene una statua di sale. Abramo in
lontananza vede le fiamme: capisce che Dio odia il male e mantiene le promesse nel
bene e nel male; punisce l’uomo per toglierlo dal male. Nasce poi il figlio di Sara e
Abramo: Isacco (figlio della promessa); viene circonciso. Agar viene allontanata con
Ismaele (rivalità tra le due donne); dalla stirpe di Ismaele discenderà il popolo arabo.
Abramo viene messo alla prova da Dio (fedeltà) e gli viene chiesto l’olocausto di Isacco
= altare sacrificale dove mettere la vittima sgozzata e dissanguata per essere
bruciata. L’angelo ferma Abramo in tempo: Dio ha capito che gli è fedele → viene
benedetto = discendenza numerosa. Isacco diviene pastore. Si sposa con Rebecca,
figlia di suo cugino Betuél. Abramo lo spinge al matrimonio perché si sente prossimo
alla morte (Sara era già morta, sepolta nella grotta di Macpela), lo benedice
rinnovando il Patto di Abramo e poco dopo morirà (Isacco lo seppellisce vicino a Sara);
Isacco è il secondo Patriarca e capo clan. Ebbe come figli gemelli Esaù e Giacobbe
(Esaù nascendo prima era l’erede designato). Però Esaù aveva venduto la
primogenitura e i suoi diritti a Giacobbe per un piatto di lenticchie. Quando si sente
morire (ma morirà molto più tardi) chiama Esaù per benedirlo ma Rebecca fa
trasvestire Giacobbe da Esaù e così viene benedetto Giacobbe. Esaù voleva ucciderlo;
Giacobbe scappa a ad Harran dal fratello di Rebecca: Labano. Dio accetta la
benedizione di Giacobbe perché lui la voleva davvero. Nel viaggio si ferma la notte a
riposarsi in un luogo isolato: usa una pietra per cuscino. Sogna e Dio gli riconferma il
Patto di Abramo → Giacobbe, quindi, erige una stele con la pietra per cuscino e chiama
quel posto Betel (= casa di Dio). Nel viaggio si ferma a un pozzo e conosce Rachele
(figlia di Labano). Va da Labano e la chiede in moglie. Labano acconsente se Giacobbe
avesse lavorato per lui per 7 anni; lo fa, ma Labano dà in sposa la figlia maggiore Lia;
Giacobbe però voleva anche Rachele e quindi lavora per altri 7 anni. Avrà due mogli e
12 figli; gli ultimi due figli (Giuseppe e Beniamino sono di Rachele; Rachele morirà di
parto durante la nascita di Beniamino che avverrà quando entrambi saranno tornati in
Canaan) sono i suoi preferiti. Con mogli e figli lascia Harran per Canaan (glielo dice
Dio). Rebecca (sua madre è morta) e Isacco sta per morire; ma ha paura di Esaù che
ce l’ha ancora con lui. Manda una carovana con dei doni a Esaù. Ma non basta:
Giacobbe ha ancora paura e si affida a Dio: lotta con uno sconosciuto (la lotta è alla
pari) che si rivela essere la personificazione di Dio = così ha coraggio = può lottare
contro Esaù. L’ombra con cui aveva lottato lo benedice chiamandolo “Israele” perché:”
hai combattuto con Dio e con gli uomini e hai vinto”. Giacobbe va prostrato da Esaù, i
due si abbracciano → ognuno dei due gestisce una zona di Canaan → terra stabile di
Giacobbe in Canaan. I figli fanno i pastori, Beniamino è ancora piccolo e sta a casa. Gli
altri fratelli covano rabbia per l’altro fratello Giuseppe (preferito dai genitori: Giacobbe
gli aveva donato una tunica → invidia dagli altri fratelli). Giuseppe aveva poi fatto un
sogno che aveva acceso i rimproveri del padre e la rabbia dei fratelli: lui in piedi e i
covoni dei suoi fratelli prostrati ai suoi piedi. Volevano ucciderlo ma alla fine gli
strappano la tunica e lo gettano in un pozzo (l’idea del pozzo viene a Ruben che non
voleva ucciderlo e sperava che da lì sarebbe poi scappato e tornato da Giacobbe).
Incontrano una carovana diretta in Egitto e decidono di vendere Giuseppe (tramortito
ma non morto) come schiavo per 20 monete d’argento. Prendono la tunica e la
bagnano di sangue animale per far credere a Giacobbe che sia stato ucciso. Giuseppe
in Egitto lo vendono a Potifar. La moglie di Potifar ci prova con lui ma lui si ribella: a lei
però resta in mano un lembo della tunica di lui → convince Potifar di aver subito un
tentativo di stupro = Giuseppe va in prigione. In prigione ci stanno con lui il panettiere
e il coppiere; entrambi fanno dei sogni e lui li interpreta correttamente: ad uno dirà
che sarà graziato, all’altro impiccato. Quando il faraone fa un brutto sogno (7 vacche
grasse e 7 spighe prima e 7 vacche grasse e 7 spighe vuote poi) il coppiere si ricorda
di Giuseppe e lo indica al faraone e anche in questo caso azzecca: le 7 vacche grasse
e spighe erano 7 anni di abbondanza soprattutto di grano, i 7 anni successivi di
carestie; consiglia quindi di fare nei 7 anni le scorte. Fu quella successiva una carestia
importante perché riguardò varie civiltà (dal Nilo all’Eufrate) che si rivolsero all’Egitto
per acquistare grano. Giuseppe divenne importante funzionario, si occupò della
creazione delle scorte, dalla loro distribuzione in Egitto e della vendita esterna. In
questo periodo gli ebrei erano ben visti perché le dinastie che regnarono era degli
Hyksos (di origine semitica). Giacobbe manda i 10 figli (Beniamino era piccolo, rimane
a casa) a fare scorte in Egitto. Giuseppe li riconosce, li accusa di essere spie (loro non
lo riconoscono) e dice di portare il fratello più piccolo mentre loro rimangono
prigionieri; poi trattiene solo Simeone. I fratelli sono prostrati = sogno dei covoni
prostrati realizzato. Ripartono col grano nei sacchi ma scoprono che c’erano solo soldi.
Ruben riparte con Beniamino. Giuseppe riempie i loro sacchi e mette nel sacco di
Beniamino una coppa d’argento a sua insaputa. Vengono fermati per furto. Giuda si
dispera e spiega che Giacobbe ha già perso un figlio e Beniamino è l’altro figlio
preferito. Giuseppe si fa riconoscere e perdona i fratelli; loro non ci credono e lui
ricorda loro la trattativa dei 20 denari d’argento: gli chiedono perdono. Tornano in
Canaan pieni di doni. Dio dice a Giacobbe di andare in Egitto:” Laggiù di te farò un
grande popolo”. Il faraone concede agli ebrei vasti terreni per i pascoli (Gosen).
Giacobbe morirà in Egitto. Con la caduta degli Hyksos e il ritorno dei “veri” faraoni gli
ebrei saranno mal visti e trattati come schiavi perché temuti (erano molti). Si chiude
Genesi con la morte di Giuseppe e si aprono gli altri 4 libri che con Genesi formano il
Pentateuco: Esodo, Levitico, Numeri, Deuteronomio → vita di Mosè. L’Egitto è una
potenza; sul trono c’è Ramses II che teme gli ebrei (alleanza con altri per rovesciare gli
egiziani); conosciamo Giobbe per la sua prova; poi abbiamo Mosè. Mosè nasce da
Amran (padre) e Iochebed (madre). Con Ramses II vengono tolti agli ebrei le libertà →
schiavi. Poi ordine alle levatrici ebree di uccidere i figli maschi appena nati. Miriam e
Aronne sono fratelli di Mosè. La m
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