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Fondamenti di psicologia - Psicologia generale

(Appunti e libro)

Capitolo 1: Che cos’è la psicologia?

Psicologia = studio scientifico del comportamento degli individui e dei loro processi mentali.

L’aspetto scientifico della psicologia richiede che le conclusioni a cui approda siano basate su prove che, a loro volta, si basano su principi del metodo scientifico, quindi queste conclusioni sono basate sui fatti.

Il comportamento è l’insieme delle azioni attraverso cui gli organismi rispondono agli stimoli interni, interagiscono con il loro ambiente (gli psicologi esaminano cosa fa l’individuo e come l’individuo si comporta nel farlo).

L’oggetto dell’analisi psicologica sono gli esseri umani; ciascun individuo può essere studiato nel suo ambiente naturale o nelle condizioni controllate di un laboratorio di ricerca.

Tuttavia non è possibile capire le azioni degli esseri umani senza capire anche i processi mentali, infatti numerosi studiosi partono dal presupposto che i processi mentali rappresentano l’aspetto più importante nell’indagine psicologica.

Le domande degli psicologi sul funzionamento della mente umana sono legate alle teorie e alla ricerca delle scienze informatiche, della filosofia, della linguistica e delle neuroscienze.

Origini della psicologia moderna

  • Orientamento razionalista (idee innate) vs orientamento empirista (la conoscenza avviene attraverso i sensi).
  • Hume: associazioni (processi fondamentali che riguardano l’intelletto).
  • J. Mill: precetto (sensazioni diverse si associano simultaneamente in una unità).

La psicologia come disciplina autonoma è molto giovane, la psicologia come disciplina scientifica nasce alla fine dell’800 grazie a due tradizioni: quella empirista inglese, ovvero l’associazionismo (Hume, Mill) e quella kantiana, ovvero razionalista.

Il termine psicologia si fa risalire a Wolff. Si può studiare il mentale attraverso lo studio delle associazioni, cioè come la mente riesce, entrando in contatto con stimoli, a creare associazioni.

Questo tipo di approccio alla mente serve di stimolo agli studiosi che nell’800 ricominciano a studiare la mente in maniera scientifica [medici, non filosofi] -> filosofi inglesi (studio basato su associazione) + medici (si riferiscono alla mente in modo scientifico).

All’inizio dell’800 si sviluppano due aree della medicina: neurologia e psichiatria. In Germania gli studi di neurologia (fisiologia sperimentale) sono volti a capire come funzionano i nervi.

Galvani è un grande fisiologo sperimentale che fa degli esperimenti sulle rane e nota come uno stimolo applicato a un nervo causa la contrazione del muscolo ad esso collegato (= trasmissione del segnale nervoso).

Da ciò si capisce che i nervi = conduttori biologici che trasmettono un segnale elettrico.

Il ’700 è il secolo dell’elettricità (la pila di Volta, elettromagnetismo) e vengono applicate le conoscenze fisiche all’organismo animale e umano (generatori di elettricità -> es. dinamo della bici).

Due grandi sperimentatori sono Von Helmholtz e J. Muller e sono anche i padri della neurologia e della fisiologia sperimentale.

Dall’incontro di queste due tradizioni nasce la psicofisica, ovvero lo studio in laboratorio dell’esperienza mentale.

Fechner, il fondatore della psicofisica, è uno psicologo e statistico tedesco che partendo dagli studi di Weber arriva alla definizione della legge di Weber-Fechner.

Egli in laboratorio dava una stimolazione elettrica e andava a vedere come si modificava l’esperienza modificando i parametri degli stimoli. Pesi e scosse elettriche.

L’uomo sa cosa manipola, è una modificazione della manipolazione.

Con Fechner emerge la prima idea di sperimentazione psicologica (però psicofisica).

Donders è un olandese che sviluppò ulteriormente il metodo di Fechner; cerca infatti di capire, oltre al resoconto dell’esperienza, come può la reazione.

Tempi di reazione

Tempi di reazione -> metodo sottrattivo: ci sono tre condizioni per il soggetto:

  • Soggetto deve dare una singola risposta.
  • Più stimoli con risposte diverse (casa rossa ha un bottone che ≠ casa blu).
  • Più stimoli, ma solo a una va data risposta.

Quanto tempo ci mette la mente a discriminare:

  • 3-1 -> Discrimino stimoli (chiamo in causa una parte del cervello).
  • 2-3 -> Discrimino risposta (chiamo in causa un’altra parte del cervello).

1 Vedi capitolo 3, la psicofisica.

2 Es. quanto ci metto a rispondere (reazione) alla visione di casa.

Le basi della scienza psicologica

La psicologia scientifica nasce in Europa nella seconda metà dell’800 e si è poi diffusa negli Stati Uniti e in vaste aree del resto del mondo.

Essa ha le sue radici nel pensiero classico dell’Occidente. Tra i filosofi dell’antica Grecia, psychè ha rappresentato una nozione portante, in tale ambito spiccano Platone e il suo allievo più illustre, Aristotele.

Il primo ha teorizzato la netta separazione tra anima/corpo: psychè (= principio di vita) e soma (= materia inanimata) -> inizio concezione dualista.

Platone non fa coincidere l’anima con la componente razionale (l’auriga); in essa gli aspetti irrazionali (i due cavalli) devono essere guidati dall’auriga costantemente.

Il dualismo platonico non fu accettato da Aristotele, il quale, a partire dal suo testo sulla psychè, ritiene che l’anima sia inscindibile dal corpo e che la sua essenza consista in quelle capacità che consentono all’organismo di sopravvivere.

Psychè, per Aristotele, è la forma di un corpo vivente, il principio che è alla base di tutte le attività, in quanto atto primario.

La classicità romana non ha dato contributi significativi alla conoscenza della psychè: Lucrezio dichiara la sua incompetenza sulla natura dell’uomo; Seneca separa l’anima e il corpo e vede la ragione come ratio, logos greco, principio divino che regge il mondo, a cui l’uomo deve ubbidire, oltre che conformarsi alla natura; Marco Aurelio mantiene la distinzione operata da Seneca tra anima e corpo, e nell’intelletto vede la particella divina che accomuna tutti gli individui.

La visione dualistica dell’uomo in origine platonica permane nel Medioevo. Averroè vede l’unità di anima e corpo; alla concezione aristotelica dell’anima si rifanno Alberto Magno e Tommaso d’Aquino, i quali anche se accettano il pensiero aristotelico dell’anima affermano che l’anima umana è anche una forma spirituale, autonoma dal corpo nella sua essenza.

La netta separazione tra anima e corpo sarà riproposta dal dualismo di René Descartes (Cartesio).

Egli sostiene che l’anima (= res cogitas = cosa pensante) e il corpo (= res extensa = cosa estesa, che ha proprietà degli oggetti naturali) sono unite nell’uomo da una fantomatica “ghiandola pineale”, organo di raccordo tra le due sostanze, situato nel cervello.

Cartesio scienziato ha fornito un contributo significativo allo sviluppo della scienza moderna, sviluppo che ha avuto in Copernico, Keplero, Galileo e Newton alcune delle figure di maggior spicco.

Gli esperimenti di Galileo furono da lui condotti con una precisione che è stata definita “sorprendente”. Dal ’600 in poi le ricerche sul sistema nervoso, sull’anatomia e fisiologia, fecero registrare uguali progressi.

Studi pionieristici sulle strutture cerebrali furono condotti dal medico Thomas Willis, le cui ricerche influenzarono a lungo le indagini successive.

Charles Bell e Francois Magendie con i loro lavori dimostrarono che fibre nervose, sensitive e motorie si trovano, le prime nelle radici posteriori, le seconde, in quelle anteriori dei nervi della spina dorsale.

Müller formulò la teoria delle “energie specifiche dei sensi”: per ogni tipo di sensazione esistono differenti e specifici tipi di recettori, nervi e centri nervosi.

Il fisico Hermann Von Helmholtz sostenne invece la sua misurabilità e la quantificò in circa 26,4 metri al secondo nelle sue ricerche sulle fibre nervose della rana.

Egli fece sperimentazioni di rilevanza psicologica sui processi sensopercettivi; il fisiologo e oculista olandese Franciscus Donders fece ricerche importanti sui tempi di reazione e Ernst Weber e Fechner studiarono i rapporti tra le caratteristiche fisiche degli stimoli e corrispondenti sensazioni; infine Ebbinghaus fece lavori sperimentali sulla memoria.

Wundt e l’introspezione

La data convenzionale della nascita della psicologia è il 1879, perché è fondato il primo laboratorio di psicologia sperimentale come ente autonomo; con i propri diritti di ricerca ed è fondato a Lipsia da Wundt.

Ovviamente ci sono stati studi precedenti, come nel 1874 anno in cui Wundt pubblica “Fondamenti di psico-fisiologia” e Franz Brentano pubblica “La psicologia dal punto di vista empirico”, insegnò all’Università di Vienna e tra i suoi studenti ci furono Freud, Steiner e Husserl (fondazione concettuale psicologia 1874).

Wundt era un medico, appassionato di fisiologia e filosofia (la insegna a Lipsia) -> formazione multidisciplinare, è uno sperimentalista, infatti diceva che non poteva insegnare la psicologia.

Metodo Elementista -> ridurre ai minimi termini l’esperienza percettiva, cioè come si costruisce la coscienza dello stimolo a partire dallo stimolo stesso.

Bisogna dividere la coscienza nei suoi elementi, perché poi si assoceranno successivamente. Ma poi come vengono elaborati dai nostri sensi?

La psicologia di Wundt è chiamata anche chimica mentale: fare con la mente quello che i chimici facevano con la materia, tutto molto interessante, se avesse funzionato.

Nel suo laboratorio a Lipsia si formano la maggior parte degli psicologi del periodo.

Titchener, un suo allievo inglese che si sposta in America, teorizzerà a partire dalla psicologia di Wundt lo strutturalismo, le cui caratteristiche sono:

  • Elementismo (scomporre gli elementi primari).
  • Associazionismo (dopo gli elementi, viene fatta una costruzione mosaico mentale).
  • Metodo sperimentale (la sua psicologia solo in laboratorio).

Introspezione

Introspezione -> è il metodo per rilevare nello studio della psicologia l’esperienza diretta o immediata.

Wundt stabilì alcune linee guida per garantire la validità scientifica dell’introspezione: l’osservatore doveva stabilire quando attivare il processo; doveva essere in una condizione di sforzo “attentivo”; doveva essere possibile ripetere la stessa osservazione più volte e infine la condizione sperimentale doveva prendere in considerazione variazioni in termini di intensità e di qualità della stimolazione.

L’introspezione di Wundt e Titchener è altamente controllata, si dava uno stimolo (immagine, colore, suono) e la persona doveva dire come l’aveva vista.

L’introspezione però è standardizzata attraverso il metodo descrittivo che il soggetto deve reagente, studiare e imparare.

Il soggetto, che Titchener chiama, deve essere addestrato e spesso è un ricercatore.

Introspezione = metodo d’indagine storicamente usato per rilevare l’esperienza immediata; consiste nell’analisi o nell’osservazione diretta della propria interiorità.

Strutturalismo

Strutturalismo -> secondo Titchener l’esperienza cosciente è costituita da percezioni, idee, sensazioni, immagini e emozioni o sentimenti, a cui corrispondono 3 componenti fondamentali: stati affettivi, che sono elementi semplici, sulla base dei quali si strutturano rispettivamente percezioni, idee, emozioni o sentimenti.

Wundt focalizza la sua attenzione sulle sensazioni, che possiede le due caratteristiche essenziali (qualità e intensità) identificate per definire le sensazioni stesse; Titchener aggiunge: durata e chiarezza.

Lo strutturalismo si fondava sul presupposto che tutte le esperienze mentali degli esseri umani potessero essere comprese attraverso la combinazione delle componenti di base.

Molti psicologi criticarono lo strutturalismo per 3 ragioni: era riduzionista (riconduce la complessità dell’esperienza umana); era elementarista (concepiva la mente il risultato del combinarsi di elementi semplici, piuttosto che studiare direttamente il comportamento); era mentalista (analizzava solo i resoconti verbali della consapevolezza umana cosciente).

Si occupa della struttura: la mente in quanto tale. Ma non tutti la pensavano in quel modo.

Approccio psicologico fondato sull’elementarismo e sull’introspezione come metodo.

James e il funzionalismo

Perché funzionalismo? James e i colleghi sono interessati alle funzioni psichiche. A che cosa servono queste funzioni? Es. A cosa servono le emozioni?

Prima di dire cosa sono, a cosa servono le funzioni psichiche in una prospettiva evoluzionista: nasce anche la psicocomparativa.

Europa -> i primi attacchi alla scuola strutturalista furono condotti in particolare da Brentano, non condivise l’idea wundtiana secondo cui la psicologia dovesse studiare i contenuti dell’esperienza consapevole e immediata; egli sostiene che i processi psichici sono contraddistinti dall’intenzionalità e che l’oggetto della psicologia sia l’attività mentale.

Per lui la psicologia è una disciplina empirica, si deve basare su una raccolta di dati che non necessariamente deve però avvenire in laboratorio e con metodo galileiano. Osservazione sistematica.

La sua filosofia razionalista si rifà a Kant. Associazionismo su esperienza. Innatismo: non basta l’esperienza, devo conoscere ciò che è innato. Approccio antielementista.

La coscienza si forma sempre a partire da qualcosa di innato. L’esperienza cosciente non può essere divisa, l’esperienza si dà in quanto tale, deve studiare il soggetto non posso toglierla.

Questa è la base della psico-fenomenologia, psichiatria. Psico Brentiana chiamata psicologia dell’atto.

Gestalt si fa risalire a questa tradizione perché l’approccio è lo stesso: approccio olistico.

Funzionalismo = approccio psicologico che interpreta fenomeni psichici come funzioni mediante le quali l’organismo si adatta all’ambiente fisico e sociale.

Stati Uniti -> spicca la figura di William James, a cui si ispirò la psicologia funzionalità; nei Principi di psicologia teorizzò una psicologia sperimentale originale rispetto a quella sorta negli stessi anni in Europa.

Il punto di partenza era la teoria dell’evoluzione e il legame stretto tra individuo e ambiente.

Il funzionalismo attribuì un’importanza sostanziale alle abitudini apprese, che permettevano a un organismo di adattarsi all’ambiente e di funzionare con efficacia.

All’approccio funzionalista aderirono Dewey, Mead e Angell che fu l’autore del manifesto della psicologia funzionalista.

I funzionalisti non danno una descrizione di un metodo preciso, sostengono che deve essere sperimentale. Rinventato il concetto di flusso di coscienza. Usato ancora il concetto di attenzione.

Il funzionalismo sarà la base del comportamentismo. Il funzionalismo nasce in America, contesto statunitense: Chicago e Colombia.

Dewey scrisse “L’arco riflesso in psicologia”, ovvero uno studio dei riflessi, in cui spiega degli studi di neurologia e psicologia, è un concetto neurologico indipendente e incosciente, sono quindi riflessi corporei automatici.

Egli sostiene che non è possibile studiare la percezione senza lo studio dell’azione, non possono essere intesi come due atti separati, essi sono intrinsecamente legati. Critica fortemente lo studio separato delle due concezioni.

Approccio psicodinamico

Secondo l’approccio psicodinamico, il comportamento è guidato da forze interiori. In quest’ottica, le azioni umane sono il risultato di istinti ereditari.

Secondo questo modello l’organismo torna in uno stato di equilibrio quando i bisogni sono soddisfatti. Lo scopo principale dell’agire è la riduzione delle tensioni.

I principi psicodinamici della motivazione furono sviluppati soprattutto dal medico Freud.

Le sue idee derivano dal suo lavoro con pazienti mentalmente disturbati, anche se egli pensava che potessero essere estese anche a persone senza particolari disturbi psichici.

La teoria psicoanalitica di Freud considera quindi la persona in balia di una complessa rete di forze interne ed esterne; fu il suo modello a rilevare che la natura umana non è sempre razionale e che le azioni possono essere la risultante di motivi inconsci.

Scuola austriaca e riflessologia

Scuola austriaca -> scuola di Graz; Benussi è il più grande psicologo italiano di inizio ’900, si trasferisce a Padova e si suicida.

Russia -> si sviluppa la riflessologia, perché riflessologia? Perché tutto è riconducibile alla comprensione di riflessi; la riflessologia è un concetto riduzionistico (più fisico) ovvero si parte dallo studio biologico del cervello, si scende a livello chimico e si scende a uno studio fisico; è un programma che tendeva ad uno studio del particolare.

Vladimir Bekhterev porta lo sviluppo di una psicologia riduzionistica, quindi alla necessità dello studio biologico, sviluppo di una psicologia meno interpretativa e fenomenologica del vissuto patologico.

La sua scuola post mortem non terminò, ci fu Pavlov che capì la necessità dello studio fisiologico per la comprensione neurologica dalle azioni (studio del sistema centrale).

Il cervello trasforma lo stimolo sensoriale in uno stimolo differente, attivando un processo fisiologico, da questa scoperta si inaugura una nuova stagione di studio, ovvero l’apprendimento per condizionamento, cioè a partire da riflessi assimilabili a quelli di base necessari per la sopravvivenza, che stimolano il cervello ad ulteriori comprensioni, esempio udito.

Psicologia in Italia

1923 il decreto Gentile stabilì che la psicologia non dovesse essere più insegnata nelle scuole e quindi

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/01 Psicologia generale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher GinevraLindi di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Fondamenti di psicologia generale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Milano o del prof Lucchiari Claudio.
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