Le origini della psicologia
Termine psicologia
Il termine psicologia deriva dal greco e significa letteralmente “discorso sull’anima”: psyché -> spirito, anima; logos -> discorso. Nonostante questo termine abbia un'etimologia greca, è stato coniato nel Rinascimento; è un neologismo.
La psicologia si occupa dello studio della mente ma, ad oggi, anche del cervello. Non dobbiamo, però, pensare che l'interesse per lo studio della mente si identifichi con la psicologia, infatti quest'interesse nasce con i filosofi. In particolare con i filosofi pre-socratici (Platone, Aristotele, Cartesio).
Storicamente diventa studio scientifico dopo la seconda metà dell’800, prima di ciò questa tendenza all’interrogarsi sulla mente umana subisce un rallentamento con l’avvenimento del cristianesimo; secondo il quale doveva rientrare tra i temi religiosi e teologici. Fino al 1800 non sussistevano le condizioni per cui la psicologia potesse diventare una scienza: mancava di metodo.
Evoluzione della psicologia come disciplina scientifica
A partire quindi dalla seconda metà del 1800 le condizioni si presentano, a ciò contribuisce Charles Darwin, padre della teoria dell’evoluzione. Con l'idea di evoluzione delle specie, l’uomo viene riportato in una dimensione naturale (prima con il cristianesimo era posto in una dimensione di origine divina) e quindi, come gli altri fenomeni naturali, può essere studiato; ed è così che la psicologia è diventata una disciplina scientifica vera e propria.
Momenti importanti che segnano la nascita della psicologia come disciplina scientifica:
- Elaborazione della legge di Bell (1811) e Magendie (1822) (due fisiologi che scoprono la stessa cosa indipendentemente l'uno dall'altro)
- I due fisiologi hanno scoperto che nel sistema nervoso, le vie sensoriali (ci permettono di ricevere input, dalla periferia fino al cervello, per percepire le sensazioni) e le vie motorie (ci permettono di ricevere input che vanno dal cervello fino alle zone periferiche per permettere una parte del corpo di compiere un’azione) sono separate.
- 1825 -> anno in cui Franz Joseph Gall ripropone l'idea della localizzazione cerebrale: propone l'idea che all'interno del cervello abbiamo delle aree deputate a processi cognitivi differenti, quindi parla dell'ubicazione di una funzione cerebrale in una particolare area del cervello (questo si rivelerà vero).
- Gall divenne famoso non per le idee giuste, ma per le proposte infondate, come quella della frenologia.
(Risonanza magnetica funzionale -> viene utilizzata anche per fare ricerca, viene visto quali aree del cervello si attivano quando una persona svolge un determinato compito durante la risonanza magnetica)
1861 -> un fisiologo francese Broca (brocà) attraverso un’autopsia si accorge del fatto che una lesione nella terza circonvoluzione del lobo frontale nell’emisfero sinistro (poi chiamata area di Broca) ha compromesso l’abilità del paziente in questione di parlare; scoprendo quindi che la “zona del linguaggio” si trova collocata nell’emisfero sinistro e che gli aspetti pragmatici del linguaggio vengono elaborati dall’emisfero destro. Tuttavia, al giorno d'oggi, sappiamo che alcune zone del linguaggio, come gli aspetti pragmatici, sono elaborati da ambo gli emisferi.
Semantica, sintassi e pragmatica del linguaggio
Semantica -> parte del linguaggio che studia il significato; sintassi -> studia in che modo gli elementi di una frase si combinano affinché la frase sia corretta; pragmatica del linguaggio -> ha a che fare con la dimensione inferenziale del linguaggio. Ciò che noi comunichiamo con il linguaggio è molto di più di ciò che comunichiamo implicitamente, è una comunicazione implicita, che non diciamo ma l'interlocutore comunque coglie il significato. I centri che ci permettono di elaborare gli aspetti pragmatici sono bilaterali, sia a destra che a sinistra del nostro cervello.
Contributi di Exner e Donders
Exner (fisiologo austriaco) e Donders (fisiologo olandese) si chiedono come misurare i fenomeni psichici e iniziano delle ricerche sulla cronometria mentale: misurare la durata dei fenomeni psichici, vogliono sviluppare dei metodi di ricerca di strumenti che permettono questo.
1873 da Exner viene coniata l'espressione "tempo di reazione", un concetto tutt'ora in uso. Exner usava misurare il tempo che degli individui impiegano per svolgere un compito (nel caso degli esperimenti intellettivi) o di percepire il dolore (Exner infatti era solito misurare il tempo di reazione delle persone a percepire il dolore dato da scosse elettriche, tale tempo di reazione variava in base al luogo dove venivano date le scosse e in base ad altre variabili della persona come l’età e la salute fisica).
Come si possono misurare i tempi dei processi psichici? Una risposta a questa domanda la diede Donders, il quale elabora il metodo sottrattivo -> ci permette di studiare la durata dei processi psichici, è un metodo che non deve essere fisiologico ma psichico.
Metodo sottrattivo
Immaginiamo di dare un compito ad un partecipante e misuriamo quanto tempo impiega a compiere questo compito, ad esempio accendere un interruttore. Consideriamo che il soggetto impieghi 5 secondi; dopo rendiamo questo compito più complesso: diciamo al partecipante di pigiare l'interruttore solo se si accende una luce verde ad esempio, in questo caso diventano 8 secondi, questo perché il partecipante deve pigiare sulla base della luce che vede, deve fare una valutazione. I tre secondi in più sono la misurazione dell'operazione mentale che il partecipante ha dovuto fare nel decidere se pigiare o meno l'interruttore.
Dunque, Donders capì che il tempo che il soggetto impiega in più a compiere il compito più complesso rispetto al precedente sarà il tempo che il soggetto impiega a svolgere questo compito a livello cerebrale.
Metodo sottrattivo -> si parte da un compito semplice, si complica tale compito e la differenza tra il tempo necessario per svolgere il compito semplice ed il tempo necessario per svolgere il compito complesso ci dà la misura precisa dei processi in gioco nel compito complesso.
- Tempo a – semplice -> ad uno stimolo segue una risposta (premere un pulsante quando si accende una luce).
- Tempo b – composto (discriminazione tra le risposte) -> si presenta uno stimolo scelto da un insieme prestabilito. Il soggetto deve, di volta in volta, scegliere la risposta appropriata rispetto allo stimolo presentato (premere il pulsante A quando si accende la luce verde, il pulsante B quando si accende la rossa).
- Tempo c – composto (discriminazione tra gli stimoli) -> si presenta uno stimolo scelto da un insieme prestabilito. Il soggetto deve rispondere ad uno solo degli stimoli (ad esempio, premere un pulsante quando si accende la luce verde, rimanere fermo quando si accendono la luce rossa e la luce gialla).
Tempo a è il più breve, segue tempo c. Il tempo b è il più lungo. La differenza tra tempo a e tempo c (c-a) ci indica il tempo necessario per discriminare tra gli stimoli. La differenza tra b e c (b-c) ci indica il tempo necessario per discriminare tra le risposte.
Nascita della psicologia come scienza
1879 -> può essere considerata la data di nascita della psicologia. In questa data Wilhelm Wundt fonda il primo laboratorio di psicologia, nel quale si adotta il metodo scientifico sperimentale per lo studio dei processi psichici. Per la prima volta, nel laboratorio di Wundt a Lipsia, i fenomeni mentali vengono studiati attraverso un metodo sperimentale (introspezione: fare studi a livello cognitivo su di sé e misurazione dei tempi di reazione) che si basa sul concetto di variabile dipendente e variabile indipendente. Il metodo di Wundt porta al cosiddetto elementismo (la mente è una struttura composta da tanti elementi: percetti, emozioni, etc).
La storia della psicologia
Scuola della Gestalt
Nasce nel 1912 in Europa, anno in cui Max Wertheimer (fondatore della Gestalt) pubblica i risultati delle sue ricerche sul movimento apparente con Wolfgang Kohler e Kurt Koffka. Nasce anche come una risposta allo strutturalismo (sviluppato soprattutto da un allievo di Wundt, Titchener) e all'elementismo proprio della scuola di Wundt: lo psicologo si osserva e cerca di isolare quei mattoncini che costituiscono la sua vita psichica, per poterli poi studiare. Si occupa prevalentemente dei processi cognitivi della percezione e del pensiero (ma anche psicologia sociale e psicologia della personalità). Lavorano a dei processi cognitivi in cui si procede dall'alto verso il basso (la struttura globale prevale sulle singole parti che la costituiscono).
Gestalt è una totalità percettiva -> il tutto è più della somma delle singole parti. Quando percepiamo, la totalità, l'insieme degli elementi che vediamo, è sempre di più rispetto ai singoli elementi che costituiscono l'immagine che stiamo vedendo.
Leggi della Gestalt
Leggi sulla costituzione delle totalità percettive - Wertheimer: percepire non è registrare degli input, come fare una fotografia, il soggetto non riceve passivamente lo stimolo e procede a registrarlo, ma c'è un'opera valutativa da parte dell'individuo. Gli stimoli vengono registrati, ma vengono poi elaborati e a loro vengono dati vari significati. Le leggi della Gestalt cercano di spiegare i processi che ci permettono di costituire le totalità percettive, partendo dagli elementi che sono nel nostro campo percettivo.
Gli elementi presenti nel nostro campo percettivo costituiscono una Gestalt (ovvero una totalità percettiva) nella misura in cui sono:
- Vicini -> legge della vicinanza: gli elementi che sono vicini tra di loro vengono interpretati come un'unità;
- Simili -> legge della somiglianza: gli elementi simili vengono interpretati come una totalità percettiva (unità);
- Tendono a formare delle forme chiuse -> legge della chiusura: questi elementi tendono ad essere interpretati come una totalità, in particolare noi privilegiamo la forma della chiusura;
- Sono disposti su una stessa linea -> legge della continuazione: elementi che sono posti in continuità tra di loro nello spazio vengono interpretati come una totalità;
- Si muovono all'unisono -> legge del destino o moto comune: elementi che si muovono contemporaneamente, con lo stesso ritmo, vengono percepiti come un'unità. Questa legge riguarda la percezione di figure in movimento;
Legge della pregnanza -> vengono percepiti gli elementi per noi più significativi; legge dell'esperienza passata -> tendiamo a interpretare determinati elementi in base alle nostre conoscenze pregresse, ad esempio riusciamo a completare delle figure incomplete grazie alla nostra esperienza e conoscenza passata. Queste ultime due hanno come presupposto una nostra esperienza pregressa, funzionano partendo da una conoscenza pregressa dell'individuo.
L'insight o intuizione
La scuola della Gestalt non si occupa solo di percezione ma anche di pensiero e soprattutto di problem solving (processi di pensiero che mettiamo in atto per risolvere un problema). Particolarmente rilevanti sono stati degli studi di Kohler sui primati non umani che hanno dimostrato in questi animali una capacità di problem solving basata su una ristrutturazione globale del campo fenomenico (intuizione).
Per la psicologia della Gestalt la totalità è sempre qualcosa di più rilevante rispetto alla singolarità, questo processo viene applicato anche nel problem solving, attraverso l'insight -> intuizione, il problema viene visto in maniera nuova e si riesce a risolverlo.
L'insight (definito anche pensiero produttivo) viene contrapposto al pensiero cieco nel quale l'apprendimento avviene per prove ed errori -> c'è una gradualità, ogni passaggio che noi facciamo ci porta alla soluzione del problema. L'intuizione viene fuori da una ristrutturazione del problema.
Comportamentismo
Nasce nel 1913 negli Stati Uniti, data in cui Watson pubblica "La psicologia dal punto di vista di un comportamentista". In realtà alcuni concetti importanti del comportamentismo vengono individuati ancora prima da alcuni esperimenti fatti da Pavlov, tra cui quello della salivazione del cane: nel momento in cui veniva fornito del cibo (stimolo incondizionato) al cane, la sua risposta era la salivazione (risposta incondizionata). Lo stimolo e la risposta in questo caso non erano manipolati in nessun modo, per questo incondizionati.
Durante l'esperimento Pavlov accompagna la presentazione del cibo con il suono di una campanella (stimolo condizionato): con il passare del tempo in cui il cane vedeva il cibo in contemporanea al suono della campanella, tende per associare il cibo al suono. Così, quando il cane sente la campanella, anche in assenza del cibo, inizia a salivare. In questo caso lo stimolo è condizionato e anche la risposta (salivazione) è condizionata. Questi concetti di stimolo condizionato e incondizionato e risposta condizionata e incondizionata saranno alla base del comportamentismo.
L'obiettivo dei comportamentisti è quello di puntare allo studio dei comportamenti direttamente osservabili (il comportamento è definito da Watson come "insieme delle risposte muscolari e ghiandolari"). Watson sosteneva che si può studiare solo ciò che è direttamente osservabile. Non studia la mente né la conoscenza (black box): dato che non sono osservabili, i comportamentisti sostengono che non si possono studiare.
Il comportamentismo si propone di studiare ciò che ha a che fare con il comportamento e di farlo con un metodo sperimentale -> si basa sull'idea di una variabile dipendente e una variabile indipendente. In questo caso la variabile indipendente sono gli stimoli dati al soggetto, mentre la variabile dipendente sono le risposte date dal soggetto a quel determinato stimolo: stimolazione ambientale -> variabile indipendente; comportamento prodotto -> variabile dipendente.
I comportamentisti criticano l'introspezione (metodo di Wundt) per due fattori:
- Anche l'auto-osservazione (introspezione) implica una modifica, un'interferenza, con l'oggetto osservato.
- Dati non controllabili da altri ricercatori -> critica metodologica: affinché un metodo e una ricerca possano essere considerati scientificamente devono essere replicabili e accessibili da altri. Con l'introspezione si perde questo aspetto, in quanto Wundt realizzava le sue ricerche con il metodo dell'introspezione, ma questo determina che nessun altro poteva accedere e controllare la ricerca.
Inoltre, l'introspezione non permette di studiare processi mentali che non emergono alla coscienza. Il metodo di Wundt, basato sull'introspezione (capacità del soggetto di auto osservarsi) non prevede la possibilità di studiare gli aspetti della vita mentale che sono inconsci. L'inconscio è qualcosa a cui noi non accediamo con la coscienza. L'introspezione per definizione esclude tutto ciò a cui non abbiamo accesso con la coscienza.
Possiamo considerare l'inconscio freudiano oppure l'inconscio cognitivo.
Inconscio freudiano e inconscio cognitivo
Inconscio freudiano -> dove noi poniamo, per vari motivi, ciò che sfugge alla coscienza, ma ci possono essere effetti sulla vita cosciente; Inconscio cognitivo -> ci sono una serie di processi mentali a cui noi non accediamo nel momento in cui si svolgono, ma nonostante ciò contribuiscono al normale svolgimento delle nostre abilità cognitive. Quando diamo vita a un processo, perché esso si realizzi sono necessari altri processi che sfuggono alla nostra coscienza. Ad esempio percezione subliminale o attenzione.
Cognitivismo o psicologia cognitiva
Nasce nella seconda metà degli anni 50 da una critica al comportamentismo: critica l'idea di black box, critica l'idea che la psicologia debba limitarsi a studiare rapporti stimolo (variabile indipendente) - risposta (variabile dipendente). Un momento chiave nella nascita del cognitivismo è il 1959, anno in cui Chomsky (linguista / filosofo del linguaggio) scrive una recensione di un libro "Verbal behaviour" pubblicato da Skinner (importante comportamentista), che spiega il processo di acquisizione del linguaggio sulla base dei principi del comportamentismo.
Sappiamo che una caratteristica centrale del comportamentismo è il condizionamento (esperimenti di Pavlov). Possiamo distinguere diverse forme di condizionamento, tra cui il condizionamento classico (Pavloviano) e condizionamento operante (messo a punto da Skinner). Skinner, con il condizionamento operante introduce la nozione di rinforzo: in questo processo di apprendimento determinato dagli stimoli è possibile rinforzare una risposta. Secondo Skinner l'acquisizione del linguaggio da parte dei bambini avviene attraverso un condizionamento di tipo operante, in cui ricevono dei rinforzi ogni qualvolta dicono una cosa giusta e l'opposto quando dicono qualcosa di sbagliato, così il bambino apprenderà ciò che è giusto e ciò che è sbagliato.
Chomsky, invece, nella sua recensione, stroncherà tutto il libro di Skinner, in quanto, secondo lui, il modo in cui il bambino alla nascita impara a parlare non ha niente a che fare con il condizionamento. Secondo Chomsky il bambino deve avere una predisposizione innata (grammatica universale) per poter acquisire il linguaggio, al contrario di come credeva Skinner. Questo riguarda il linguaggio, ma si può estendere a tutti i processi cognitivi.
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