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Il contesto

L'altro mi porta una richiesta che non è chiara e va decodificata in termini di bisogni. Gli aspetti che mi consentono di decodificare sono: il contesto di cui mi parla chi ho davanti "il contesto interiorizzato" (quale contesto interiorizzato è saltato?) e l'organizzazione esterna in cui le persone si inseriscono e costruiscono una relazione. A volte ci sono variazioni su entrambi i livelli e a volte solo su uno dei due.

Contesto interiorizzato

Ho bisogno di capire attraverso le parole di chi mi parla a che tipo di relazioni sociali fa riferimento, quali sono i valori, le rappresentazioni di contesto interno che io ho. Fare un lavoro di analisi sui significati che le persone mi portano. Come dovrebbe andare (valore rappresentazionale) e che relazione ho con il contesto a cui appartengo (in che posizione è rispetto al contesto). Posso comprendere la lettura dell’esperienza dal punto di vista di un altro (es: insegnanti). Mi consente di capire qual è l'obiettivo (insegnante) rispetto al suo contesto di appartenenza/istruzione: partecipando a quel contesto capisco quali sono le regole, posso vedere le interazioni e quindi le relazioni. Sono i significati spesso inconsapevolmente comunicati dalla situazione. Indica il rapporto dell’organizzazione con chi entra. Quanta parte della domanda dipende dal contesto e quanto da elementi personali? L'analisi mi permette di capirlo.

Contesto come relazione con l'esterno

Chi appartiene a un certo tipo di contesto non è consapevole delle dinamiche che mette in atto, condividere delle regole implicite. Di conseguenza, alcuni elementi ci appaiono estranei rispetto a certi contesti. La domanda avviene quando qualcosa viene ritenuto inaccettabile nel contesto in cui si colloca. Gestire dei problemi che non hanno un’ontologia di problema in sé, oggettivo, ma è un problema estraneo rispetto a chi ce lo porta. Se viviamo in un contesto in cui si legittima l’estraneo non nasce la domanda psicologica. Ci sono contesti che hanno delle regole del gioco molto rigide e altri dove tollerano di più l’elemento estraneo.

Dinamica possesso – scambio: quanto i contesti hanno bisogno di possedere, ricondurre la persona che arriva alle loro regole o quanto i contesti sono abituati a tollerare un modo diverso, estraneo. (es: i contesti mafiosi: l’estraneo non può esistere, va eliminato assoluto → possesso. Quelli che massimizzano lo scambio non necessitano di un’adesione totale alle regole. Ad es: la scuola altissimo livello di → scambio. Il sistema che ha integrato il diverso).

Ultimo samurai

Film: analizziamo il contesto interno (portato e reso visibile dalle relazioni/interazioni) e relazione con il contesto esterno.

Contesto interno

  • Capo Samurai:
    • Guerra: vittoria del popolo, della cultura; mezzo per salvaguardare l’onore;
    • Morte: salvezza dell’onore; accettata come parte della vita;
    • Tenacia
    • Interesse verso la cultura diversa con cui è confrontato
    • Esercito come insieme di relazioni significative
    • Controllo costante del nemico
  • Popolo Samurai:
    • Fatica ad accettare il nemico
    • Popolo fortemente ancorato alla tradizione
    • Relazioni ancorate a schemi fissi
  • Generale Americano:
    • Esercito come strumento della vittoria e interazioni molto fragili;
    • Spiazzato dall’essere curato dalla famiglia dell’uomo che ha ucciso in battaglia;
    • Rispetto per il contesto estraneo (scena scarpe)

Contesto esterno

  • Villaggio agricolo:
    • Vita sociale organizzata in luoghi precisi;
    • Società divisa in pro occidentalizzazione e tradizionalista;
    • Sottomissione delle donne;
    • Società fondata sulla cultura della guerra;
    • Valore della spiritualità, meditazione e silenzio.

Relazione tra il capo samurai e il generale samurai: il samurai ha più una dinamica di scambio, il generale americano ha una dinamica di estraneità nel contesto in cui si trova, ma fa uno sforzo per andare incontro a questo mondo; non è un’estraneità che chiude ma si adegua. Il samurai si trova in una situazione intermedia tra appartenenza ed estraneità, l’altro è straniero ma anche molto interessante.

Emozioni

Gli aspetti emotivi sono rilevanti perché la dimensione psicologica è specifica grazie ai vissuti. Non ci dice solo in che modo sperimentiamo il nostro stare nel mondo, ma anche come le persone stanno in relazione tra di loro. I vissuti che noi abbiamo in base ai significati che diamo. Gli aspetti emotivi sono il vissuto che abbiamo nei confronti delle cose, è la quota di come noi simbolizziamo le cose; ci dice che valore hanno le cose. L’emozione è diversa dalla percezione, è l’organizzare il contesto nel suo significato cognitivo. Modalità percettiva e emotiva sono i due modi in cui si entra in contatto con il mondo.

Nell’analisi della domanda è importante esplicare l’aspetto emotivo (passare da un “agito emotivo” inconsapevole a “pensiero emotivo” consapevole). Esplorare, conoscere, comprendere, restituire.

Caso 4.3 "Una madre si annoia e vuole che il figlio si diverta"

Individuare le dimensioni emotive agite dalla madre e il loro significato e quindi il loro valore simbolico. Parla a lungo del figlio dicendo che è incapace di farsi degli amici, ragazza, vita sociale normale, amici per casa, gente giovane: queste dimensioni che lei proietta sul figlio sono in realtà un desiderio suo per se stessa infatti dice che vorrebbe gente giovane che stia con lei, invita a casa lo psicologo fingendosi come un amico.

Madre:

  • Dati emotivo-affettivo:
    • Preoccupata, figlio incapace, figlio solo, ricerca di allegria e spensieratezza.
    • Vita sociale normale (vuole che il figlio abbia una vita sociale).
    • Vuole amici del figlio che passino tempo con lei (imporre la propria volontà, vuole gli amici del figlio per lei).
    • Chissà cos’altro (dubitare dello sconosciuto).
    • Figlio ha un problema, deve cambiare stile di vita.
    • Lo psicologo deve convincere il figlio, andare a casa, prendere iniziativa (errata rappresentazione dello psicologo).
    • Fingersi amico (Finzione e amicizia associati – figura professionale che possa fingere di essere amico).
  • Significati:
    • Ha un’idea di normalità e vuole che il figlio si adegui alla sua idea di normalità, il figlio deve adeguarsi allo stile di vita / idea che secondo lei un adolescente dovrebbe avere rispetto alla vita sociale.
    • Lo psicologo come risolutore attivo del problema che accetta le sue idee incondizionatamente.
    • Stile di relazione come possesso (con il figlio e con lo psicologo).
    • Controllo sia sul comportamento del figlio e psicologo (suggerisce le soluzioni).
    • Insoddisfazione e solitudine della madre.
    • Ricerca di un cambiamento.
    • Svalutazione del figlio.
    • Grande coinvolgimento, attaccamento verso il figlio (relazione importante).
    • Si vive come unico genitore (padre?).

Figlio:

  • Dati emotivo-affettivo:
    • Ripete di star bene, relativamente amici, psicologi.
    • Nella sua vita non c’è niente di strano.
    • Non vuole sentire parlare dello psicologo.
    • Esce esclusivamente con la madre (mi dice il rapporto che ha con il mondo).
  • Significati:
    • Rifiuta le proposte della madre.

Il dato è molto ancorato al verbale o al non verbale, all’aspetto fenomenico, si trova nelle parole usate. Il significato è la lettura che io faccio attraverso delle connessioni logiche che possono riunire più dati. Un significato non è un’interpretazione.

Il diavolo veste Prada

Film: Aspetti emotivi e contestuali alla luce di quanto abbiamo visto

Miranda:

  • Dati:
    • Autorità indiscussa.
    • Poca importanza alle relazioni umane (no saluto).
  • Significati:

Andy:

  • Dati:
    • Sicura di sé, orgogliosa del suo curriculum, ribadisce il suo nome e il suo modo di vestire.
    • Brinda allo stipendio.
    • Impacciata nel nuovo contesto lavorativo.
    • Spaesata: non conosce il contesto (non conosce Dolce e Gabbana).
    • Ridicolizza il contesto (es: cinture).
    • Non voglio diventare una persona (non metto le scarpe).
    • Arrabbiata per il contesto (cena).
  • Significati:
    • Andy non appartiene al mondo della moda, è estranea.
    • Devalorizza questo mondo e ha dei valori diversi.
    • Rapporto con il lavoro è utilitaristico.
    • Apertura/interesse tentativo di costruire relazione autentica con il contesto.
    • Convinzione di poter far bene questo lavoro, al di là delle aspettative.
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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/08 Psicologia clinica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher karry di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicologia clinica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università Cattolica del "Sacro Cuore" o del prof Gennari Mario.
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