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CORSO MONOGRAFICO STORIA MODERNA 2016/2017 – ANGELO BIANCHI

CORSO MONOGRAFICO: “IN GIRO PER IL MONDO” - In giro per il mondo, nei resoconti

di viaggio e nelle relazioni di viaggiatori, mercanti e missionari (secc. XVI-XVIII).

Tema delle scoperte geografiche e quindi apertura di nuovi percorsi e vie, ma soprattutto l’esito che queste

scoperte ebbero, sia dal punto di vista economico-commerciale, ma soprattutto dal punto di vista culturale

 quale fu l’esito dell’incontro con ciò che era extra europeo, e quindi l’impatto dei navigatori verso oriente

e occidente

Si forma una nuova coscienza europea che viene costruita attraverso l’incontro con ciò che non è Europa.

Libro di metà degli anni ’30, basato sul tema del movimento, Johan Huizinga, autore olandese, che vive e

studia la storia dell’Olanda (repubblica delle province unite), lega questo sviluppo al concetto di movimento

 incontro, uscita che sta alla base di questa nuova civiltà, dello sviluppo della civiltà.

Ci sono esplorazioni sia ad Oriente che Occidenti, e si scoprono realtà totalmente

diverse da quella Europea. Danno l’impressione di una diversità, di una pluralità

delle civiltà. ATTUALITÀ STRAORDINARIA

Incontro con le altre civiltà e società differenti che porta alla rottura di tutte le

conoscenze avute fino a quel momento.

 Che cosa di questi nuovi mondi giunge in Europa? Che cosa producono

queste scoperte? Come reagiscono gli intellettuali, gli uomini di chiesa, le

élite?: Cambiamento del modo di pensare.

“L’EUROPA ALLO SPECCHIO”: il tema dello specchio è uno dei temi più praticati dalla riflessione che è stata

fatta su queste scoperte e dalla storiografia, poiché è evidente che coloro che leggono delle informazioni

provenienti dalle civiltà extra europee sono persone che ragionano. La realtà viene rimandata in uno

specchio. Lo specchio più essere veritiero o deformato: sono gli elementi peculiari della scoperta.

Espansione marittima che va ad Occidente e Oriente, con l’incontro di civiltà nuove.

Si tratta di incontri drammatici civiltà inferiori, incapaci di rimanere al pari. Quindi quasi bisognose di

essere civilizzate secondo il principio degli Europei. Le si vedeva come contenitori vuoti.

Si fa emergere la condizione del selvaggio (Stato di natura).

Incontro anche con popolazioni più antiche di quella romana e greca, che dava esiti culturali e sistemi sociali,

politici e civili avanzatissimi.

L’Europa realizzerà questo incontro attraverso alcune agenzie.

Missionari che partono sia ad Est che a Ovest, i quali mandano relazioni costantemente in Europa. I gesuiti

nascono principalmente per questo scopo (La compagnia di Gesù). Compagnia di professori, di dotti. Coloro

che detenevano la cultura nel grado più elevato. Attraverso loro, abbiamo la possibilità di entrare in contatto

con questa visione.

 Tra 600-700 in Europa si sviluppò una corrente letteraria: la così detta letteratura di pseudo viaggio.

Spesso romanzi epistolari, scritti a partire di questi resoconti e da quello che si conosceva all’epoca.

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CHABOD, Storia dell’idea d’Europa - INTRODUZIONE

Il professore di storia moderna in Statale, decide di dedicare il suo

corso monografico dal 43 al 44 all’idea di Europa, cioè all’identità

europea. È il primo anno dalla liberazione dal fascismo. La

Lombardia, Milano, viene liberata. Parte dell’Italia Settentrionale

viene liberata. Si avvia l’uscita dal fascismo.

Riflette sulla natura dello stato nazionale. Chabod aveva già scritto

un’opera sull’idea di nazione. L’Europa aveva visto la sua origine in

tempi recenti, nel corso dell’800, con l’affermazione del principio di

nazionalità, ha avuto nel corso degli anni la nascita di regimi

totalitari, difronte al fallimento dello stato nazionale. In Italia, ma

non solo.

Egli riprende la riflessione a partire da questo punto: va alla ricerca di questa storia dell’idea di Europa. Per

mettere in luce quali sono gli elementi caratteristici e quali potrebbero esseri per fondare una nuova

coscienza Europea, per superare quel momento tragico e instabile, che corrisponde alla caduta dei regimi

totalitari. 

Aspetto importante che ci porta all’oggi crisi non tanto dell’Europa, ma dell’idea di Europa. Di ciò che

avrebbe potuto costituire un orizzonte nel processo di avanzamento che si trova invece ad essere in un

momento di grave crisi, soprattutto nel definire o ridefinire alcuni elementi cardine della convivenza civile

(principio di cittadinanza, appartenenza, …). Pagina scritta nel 1943.

Si parla di Europa. E cosa si intende? Che

cos’è l’Europa? È una definizione infinita in

cui è possibile scaricare tutto il bene o il

male che si vuole.

Chabod parte dall’inizio, dalla fondazione

del mito di Europa del mito greco. Recupera

il fondamento del principio democratico. Il

fondamento della distinzione rispetto ai

“barbari”, coloro che non sono di questa

terra, che in questo caso non sono greci.

1932: Apoteosi nel regime totalitario.

Maggior affermazione del regime

totalitario in Italia. Si prevedeva già l’esito

dell’elezione nelle elezioni nella repubblica

di Weimar.

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Sottolinea la mediocrità di certi partecipanti

all’incontro. Si parlò del presente e del futuro.

Non fecero riferimenti storici. Non è facile parlare

di ciò che non si sa nulla.

 Sta parlando del secondo convegno, nel 1942. Il fascismo

è in crisi. I risultati militari sono disastrosi, sia dal punto di

vista militare che economico. Elemento intellettuale

importante: all’interno del fascismo dei gruppi universitari, si

sviluppa un movimento radicale, legato al tema del regime,

con venature rivoluzionarie, di superamento anti-borghese.

Egli prende di mira questo tentativo: quest’iniziativa culturale

fu organizzata da Bottai, gerarca e ministro della cultura e

pubblica amministrazione, che avviò questa ultima stagione

del fascismo, venata di idee rivoluzionarie, e si impegnò in

campo culturale. Chabod, consapevole dei presupposti

culturali di questo estremo tentativo di questo regime

morente, mette in discussione le questioni che vengono

dibattute. Questioni che non hanno un metodo storico, una

ricerca storia, ma si pongono per politica, miranti quindi allo

sviluppo futuro.

Per Chabod, il discorso storico prende origine principalmente

dal soggetto che conosce. Il sistema di conoscenza parte dalla

coscienza del soggetto. Stabilisce qual è il soggetto della

ricerca.

(SU) C. Morandi, si fermò ai primi decenni dell’Ottocento:

esperienza dell’organizzazione dell’Europa, a partire dalla

Rivoluzione Francese. Momento fondamentale per la

formazione e sviluppo dell’idea di Europa e istituzioni

europee. Chabod afferma che quella ricerca fosse

insufficiente, cronologicamente limitata. Avrebbe dovuto

allungare i termini di ricerca. (Sensibilità dello storico verso il

tempo presente).

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Conoscenza soggettiva e scientificità

L’interesse è quello di cogliere l’entità di questo nuovo stato liberale, attraverso una politica di potenza coloniale.

Stato che si fonda sul concetto di nazione. Concetto ricco e articolato, che si nutre delle tradizioni, delle civiltà, legate al suolo del

luogo.

All’indomani della caduta del regime totalitario, Chabod ritiene opportuno affrontare il problema dell’Idea di Europa, questa

prospettica che è prima di tutto culturale.

 Il punto di partenza della ricerca storica è la coscienza del soggetto. Soggetto che si pone nei confronti

del suo oggetto di ricerca come l’elemento unitario. Gli storici partono dai fatti.

Interesse costante riguardo questo tema. Ciò che cambia non è l’oggetto della ricerca, ma la prospettiva della

ricerca. Ciò che produce la conoscenza è il soggetto, che si ripropone nel percorsa di conoscenza con nuove

domande e questioni. Domande che permettono di illuminare di diverse angolature il medesimo oggetto.

Che permettono di conoscere quell’oggetto da sfaccettature differenti. POSSIBILITÀ INFINITA. Chi ritorna

sull’oggetto, ha la possibilità di rileggerlo in una prospettiva differente. Non esiste una verità assodata,

definitiva.

“Europa: storia di un’idea” Altre opere

“Europa: storia di un’idea e di un’identità”

 Intento e interesse di Chabod è quello di predisporre uno sviluppo politico.

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La conoscenza storica è costantemente oggetto di revisione, a re interrogare il passato, che magari è già stato

studiato perché l’interesse di quel passato nasce dalla percezione del mio presente che mi porta ad

interrogare il passato in maniera diversa, con differenti domande.

L’affermare il principio della conoscenza soggettiva non significa affermare il principio del soggettivismo

assoluto, ma il primato della coscienza del soggetto in base alla realtà, la ordina e la conosce.

Nel momento in cui procedo nella conoscenza storica

elementi che forniscono la validazione scientifica di ciò che sto conoscendo? Il rigore della validazione

scientifica avviene attraverso l’applicazione dei procedimenti di conoscenza della ricerca storica, elementi di

carattere ad esempio filologico, e applicazione di categorie filologiche, in maniera rigorosa e verificabile.

 L’apparato critico permette di documentare e rendere verificabile ciò che viene narrato. Ed è da

questa verifica che lo storico valuta il rigore e la precisione, la scientificità di un testo.

STORIA DELL’IDEA D’EUROPA

STRUTTURA DEL VOLUME –

Si struttura in 6 capitoli.

L’autore esamina l’idea di Europa a partire dal mito della Grecia classica. Distinzione tra coloro che erano

greci, e quindi partecipavano a quella civiltà che si riconosceva ad esempio nelle istituzioni della polis (città

intesa come aggregato urbano, ma come copro sociale, rappresentazione di un copro sociale), e

organizzazione della democrazia, partecipazione cioè dell’interno corpo sociale alla vita politica; e tra i

barbari. primi due capitoli.

o I primi due capitoli sono utili per l’inquadramento storico e culturale.

o Chabod dedica il terzo e quarto capitolo, ovvero i capitoli centrali, al tema delle scoperte e

dell’incontro con le civiltà ad occidente e ad oriente. Già negli anni 40, vi è la consapevolezza della

straordinaria rilevanza che questo duplice modo di incontro ebbe nello sviluppo nella formazione di

questa idea di Europa.

In questi capitoli prende in considerazioni molte delle esperienze di scoperte e soprattutto di ritorno

del 500-600 -700.

- Capitolo 3 che inizia con una panoramica storiografica. Afferma che gli storici che si sono

occupati delle esplorazioni e delle espansioni ad occidente a cominciare de

- Capitolo 4 dedicato alle scoperte cinese e al rapporto con le culture e civiltà orientali.

o Quinto e sesto capitolo, tratta dell’Ottocento e del Novecento, affrontando il problema dell’incontro

di queste idee seicentesche e settecentesche e con il romanticismo e l’idea di nazione.

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o Prima metà del 500 esplorazioni a ovest

o Fine del 500, nel corso del Seicento esplorazioni ad Oriente.

ESPLORAZIONI AD OCCIDENTE

Egli offre la più alta espressione della polemica antieuropea. Egli tende a rovesciare il pensiero dominante

sui barbari, sui selvaggi.

Giudizio relativo alle popolazioni del nuovo mondo.

1443 poco più di 60 giorno dopo il ritorno di Colombo.

BOLLA INTER COETERAS

Sappiamo bene che voi [...] avete inviato Cristoforo Colombo […] con navi e uomini preparati in maniera adeguata […]

perché in questo modo ricercassero con cura terre ferme e isole lontane, navigando attraverso mari nei quali non si era navigato

prima. Questi infine […] scoprirono alcune isole e anche terre ferme, che finora non erano state scoperte da altri, nelle quali

vivono pacificamente numerose genti che, come dicono, non portano abiti e non si nutrono di carne. Per quanto è dato capire

ai vostri inviati suddetti, questi popoli che vivono nelle isole e terre di cui abbiamo parlato credono che esista nei cieli un solo

Dio creatore, e sembrano abbastanza disposti ad abbracciare la fede cattolica e ad apprendere i costumi retti. […] Perciò,

considerato tutto con attenzione, per l'esaltazione della fede cattolica, come si addice ai re e ai principi cattolici […] vi siete

proposti di sottomettere a voi, con l'aiuto della divina clemenza, le terre ferme e isole suddette, e di condurre i loro abitanti

alla fede cattolica. Noi dunque, lodando moltissimo nel Signore questo vostro sano e lodevole proposito […] doniamo,

concediamo e assegniamo a voi in perpetuo nei termini delle condizioni presenti, a voi e ai vostri eredi e successori […] con

l'autorità di Dio onnipotente a noi concessa nella persona di san Pietro, e del vicariato di Gesù Cristo, che ricopriamo in terra,

tutte le isole e terre ferme scoperte e da scoprire, note e ignote, dalla parte occidentale e meridionale, delimitate da una linea

costituita partendo dal polo Artico, o settentrione, e andando al polo Antartico, o meridione, sia che le terre ferme e le isole

[…] si trovino vicino all’India o in qualsiasi altra direzione: questa linea disti da tutte le isole che sono chiamate correntemente

“de los Azores” e “Caboverte” cento leghe verso occidente e mezzogiorno […].

Patronato: incarico di convertire quelle popolazioni e di svolgere la funzione di conversione religiose e

missionarità nei loro confronti.

VALUTAZIONE POSITIVA. Sono diversi dal popolo europeo. Non mangiano carne e non vestono i loro abiti.

Ma sembrano inclini a convertirsi al cristianesimo e sembrano credere ad un solo dio: cioè in uno stato di

natura orientato verso la religione cristiana.

 Su quale base sono espresse queste valutazioni?

Poiché il cristianesimo è il compimento /realizzazione suprema della natura umana la natura anche di questi

uomini, non può che essere favorevolmente orientata verso ciò che costituisce il compimento naturale.

Orientati alla conversione. VISIONE TEOLOGICA.

Questa idea, almeno in larga parte, viene diffusa e veicolata nel corso del Cinquecento. Si veicola l’idea cioè

di uno stato di natura a cui attingerebbero queste popolazioni che di fatto, coincide con lo stato primitivo, e

quindi con una condizione sostanzialmente buona, positiva.

Chi introduce questa riflessione, in maniere evidente e nota, è un filosofo, che vive nel pieno Cinquecento,

Michel de Montaigne. Ricordiamo un’opera monumentale di saggi, che costituiscono una sorta di riflessione

generale sul mondo.

In quest’opera, di tre volumi, c’è una riflessione sulla storia, mondo, passato e inoltre sviluppa una riflessione

anche sulle popolazioni del nuovo mondo. 6

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Michel de Montaigne, in uno dei suoi saggi, parla di queste

popolazione, descrivendole.

Egli era uno degli esponenti più tipici della piccola nobiltà

francese, che nel corso del Cinquecento, avvia quella che si può

definire una vera e propria trasformazione sociale del tessuto

sociale della nobiltà francese. Era un nobile di provincia sud

occidentale; come gran parte dei suoi soci, intraprese la

carriera della magistratura. percorse i gradi di studio,

frequentò l’università in cui studiò diritto e diventò magistrato

nel parlamento di Bordeaux. Funzionario dell’amministrazione

del territorio francese.

Ciò che ha influenzato Montaigne (per comprendere quali sono le categorie mentali con le quelli egli giudica

la cultura e la civiltà che si trova difronte):

o FORMAZIONE: Formazione giuridica, ma soprattutto letteraria. Secondo la denominazione classica

dell’età moderna, egli era uomo di lettere, che non fa contrasto con il fatto che fosse uomo di diritto.

La formazione dell’uomo di diritto, era sostanzialmente unita alla formazione dell’uomo di lettere.

Era un grande conoscitore, secondo la tradizione umanistica e rinascimentale, dei classici,

soprattutto latini. (Tacito, Svetonio, Cicerone, Seneca, …). Conoscenza del diritto romano, del diritto

comune e della grande tradizione del pensiero politico e filosofico dei classici.

o PERIODO STORICO: Egli è vissuto nell’Europa del pieno Cinquecento, attraversata dalle

profondissime lacerazioni, conseguenti alla riforma protestante e gravi successioni dinastiche

(Soprattutto quelle francesi – “Guerra dei tre Enrichi”. Egli fu inserito nelle vicende durissime,

gravissime delle guerre di religione, da cui riportò impressioni molto severe.

Pubblicazione degli Essay intorno agli anni Ottanta del Cinquecento.

Nel primo libro dei suoi saggi

LETTURA CAPITOLO DEI CANNIBALI, capitolo 31

Ora, per ritornare discorso, io ritengo che non ci sia niente di barbaro e selvaggio in questa nazione, per quanto mi è

stato riferito, se non che si chiama “barbarie” ciò che non è nei nostri costumi; sembra infatti che non abbiamo altro

criterio di verità e di ragione che non sia l'esempio e l'idea delle opinioni e delle abitudini del paese in cui siamo. Là è

sempre la religione perfetta, il governo perfetto, l&#

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-STO/02 Storia moderna

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher sararosalia.cuscione01 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia moderna e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università Cattolica del "Sacro Cuore" o del prof Bianchi Angelo.
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