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Letteratura dal 1600 al 1800

Appunti lezione 27/03/2019

Argomenti del corso:

  • Paolo Sarpi e Galileo Galilei - Espressione diretta di una cultura di opposizione, contrasti di alto livello con la Chiesa. Per questo sono stati condannati per buona parte nei secoli successivi all'oblio.
  • Prosa illuministica - Cesare Beccaria con "Dei delitti e delle pene".
  • 800 - Alessandro Manzoni e Ippolito Nievo

Esame - Cose trattate a lezione, autori e testi analizzati in classe. Consiste in un colloquio orale (quali sono le caratteristiche della prosa del '700 più dimostrazione concreta nei testi a lezione o viceversa dal testo si arriva alle caratteristiche). 3 domande: una sul 600, una sul 700 e una sull'800.

17 Maggio → 1° appello

Il Seicento Italiano

Contesto storico

  • Supremazia spagnola.
  • Controriforma → 1545: comincia il Concilio di Trento che nasce con l'intento di rispondere alla riforma di Lutero e Calvino in cui c'è stata una progressiva frattura all'interno della cultura europea. Rispetto all'unità culturale dell'Europa medievale e umanistica c'è stata una frattura: rottura dell'unità cristiana. Intento del concilio: rispondere con una riforma cattolica, alcune delle obbiezioni avanzate dai riformati avevano un loro fondamento: quello di attuare una riforma cattolica. In realtà il concilio durò molto infatti si chiuderà nel 1563 con un esito contrario agli obiettivi di partenza: esce la controriforma, ovvero una risposta contro la riforma protestante, quindi anziché essere innovativa finisce per essere conservativa (con Sarpi ne uscirà fuori l'assolutismo papale, potere assoluto del papa).

Questo significa per l'Italia una stretta su tutto ciò che è la cultura: indice dei libri proibiti con cui si bloccavano sia i libri nuovi che quelli vecchi (monarchia di Dante) e il tribunale dell'inquisizione. Quindi tutto ciò che non è conforme, cioè ortodosso, diventa pericoloso.

Italia → Stato della Chiesa che è una potenza religiosa ma anche statale e quindi ciò fa pesare sull'Italia le decisioni del concilio trentino e la Chiesa è appoggiata, c'è un grande legame tra la Spagna che si è progressivamente nel 600 affermata in Italia. In Spagna c'erano gli Asburgo (parte austriaca). Ne restano fuori la repubblica di Venezia e il Ducato di Savoia: unici due stati che tentano di fare una politica indipendente. (Milano Manzoniana è sotto gli spagnoli). I due stati indipendenti sono agli estremi: oriente e occidente del Nord-Italia.

Inoltre la Francia è per gran parte del 600 è in crisi e si riprende verso la fine del secolo. Unità culturale, sociale e religiosa è condizionata da questa situazione. (dopo i primi vent'anni del 600 c'è una crisi economica con guerre, carestie e pestilenze). Anche in Italia tra fine 500 e inizio 600 abbiamo una trasformazione → sistema culturale che era rimasto dal 200 al rinascimento: il pensiero si evolve e supera la situazione precedente tanto che si fa risalire al 600 le origini della modernità. C'è un cambiamento dal punto di vista ideologico-culturale.

Nell'organizzazione della Chiesa che ha il potere religioso ma è contemporaneamente uno stato (contrapposizione interna) → idea che la religione ha il predominio sulla politica. Significa che uno dei problemi moderni sarà se lo stato laico dovrà essere indipendente rispetto alla volontà della Chiesa.

Con la controriforma l'ordine fondamentale sono i gesuiti (importazione scolastica divisa in biennio e triennio) che si pongono il problema di formare una classe dirigente. Molto frequentati sono i collegi dei gesuiti e riproducono l'insegnamento classico grammaticale e filologico perché della tradizione precedente manca la critica. Prendono l'aspetto tecnico e tolgono l'aspetto fondamentale della cultura rinascimentale, ovvero quello della critica. La nuova retorica diventa arte del predicare ovvero creare consenso: società del 600 è una società che si basa sul consenso.

Vi sono delle esistenze di autori tipo Sarpi e Galileo che dimostrano gli elementi contraddittori della società italiana.

Galileo → fa una battaglia culturale: siamo nel momento della rivoluzione scientifica, quindi la scienza guadagna autonomia. Non è più allineata alla filosofia ma con calcoli grazie alla matematica acquista una veste autonoma. Galileo inoltre fa una novità: sceglie di parlare al pubblico più ampio possibile, non scrive più in latino a un certo punto ma usa il volgare, perché non parla più agli specialisti ma a quelli che lui chiama “curiosi” ovvero le persone interessate.

Sarpi → nel 600 vi è lo stato assoluto quindi la necessità di razionalizzare la politica e quindi staccarla dalla morale (Machiavelli). Ovvero prima di tutto viene l'interesse dello stato, cioè dei sudditi e per razionalizzare e quindi adottare un metodo di analisi scientifico delle vicende umane, trovare delle regole di comportamento. Quindi il campo di indagine diventa la storia, le vicende storiche che mi consentono di ricavare delle leggi utili per capire la società umana. C'è quindi una stretta connessione tra l'analisi, la rivoluzione scientifica e un'indagine storica che si fa moderna perché cerca di interpretare e capire gli elementi e dare ai lettori una chiave precisa di lettura. Quindi le vicende storiche diventano elemento di riflessione di argomento. Cambia il metodo di indagine storica: si inizia a fare storia sui documenti, si va alla ricerca di pezzi d'archivio, non c'è più la storia intesa da Cicerone come oratoria ma è la storia che cerca di capire perché in contemporanea vi è un allargamento di un pubblico di lettori. Nel 600 c'è una grande curiosità del pubblico che va alla ricerca di notizie.

Inoltre vi è un grande interesse per la storia contemporanea: si cerca informazione su fatti contemporanei alla stesura del testo. Bisogna far capire alla gente da che parte stare perché sono anni di conflitti: ad esempio per Venezia diventa fondamentale salvaguardare la propria identità: perché la frattura prodotta dalla riforma ha provocato un trauma ovvero le guerre di religione (la Francia, notte di San Bartolomeo), difficoltà di trovare un'unità. Problema che si pone se il sovrano deve essere religiosamente schierato. Vi sono due parti: Blocco protestante e blocco asburgico (Germania, Spagna e Austria) appoggiato dalla Chiesa che sarà quello a vincere: Venezia per un certo periodo è tentata di fare blocco con i protestanti.

Paolo Sarpi

Presentazione

Ha una cultura sterminata e i contemporanei lo definivano un frate enciclopedico. Parte con interessi scientifici (vedi scheda biografica), lavora con Galileo, fa studi di anatomia e ha un taglio scientifico ma riflette anche sui filosofi antichi. Riflessioni che lui scrive a livello privato. Aveva dei quaderni a cui annotava le sue considerazioni sulla scia dei filosofi antichi. Non li ha pubblicati, erano personali ad esempio sul rapporto tra la medicina e il comportamento dell'uomo.

1605 – 1606 → aveva più di 50 anni, data fondamentale, motivo per cui Venezia gli ha fatto il monumento, diventa teologo e canonista della repubblica: da privato diventa un uomo pubblico nella circostanza dell'interdetto: scontro fra la repubblica di Venezia e Chiesa di Roma. La repubblica ha necessità di avere un uomo di legge che le dia una mano dal punto di vista canonico e religioso: utilizzando leggi religiose possa dimostrare che la repubblica aveva ragione contro la Chiesa. Quindi ottiene l'appoggio di una parte dell'aristocrazia veneziana e quindi da quel momento fino alla morte resta a fare questo incarico di consultore. Diventa il detentore della giurisprudenza veneziana. Per le posizioni che sostenne in questo conflitto ebbe intensi contatti epistolari con il mondo inglese, francese e protestante e infatti le sue opere erano tradotte subito in Europa.

Nel 1606 diventò quindi un uomo pubblico. Egli divenne sostenitore del valore della parola: arma più micidiale degli eserciti perché è utilizzata per svelare gli inganni della chiesa, per dimostrare che la Roma papale ha tradito/violato la parola evangelica di Cristo.

Nasce nel 1552 a Venezia con il nome di Pietro. E a 14 anni entra con il nome di Paolo nell'ordine di Servi di Maria, una sorta di francescani. Fa tutto il cursus honorum. Frequenta i vari conventi, va a Verona, Mantova e Milano in cui entra in contatto con Carlo Borromeo che sta sistemando la diocesi milanese e nel frattempo ha imparato il latino greco, ebreo e caldeo e si interessa di matematica, medicina e filosofia. Fa carriera religiosa: si laurea a Padova e va a Roma in cui comincia ad avere qualche difficoltà: l'ambiente romano gli appare estraneo e lontano. Ritorna a Venezia. A Venezia (repubblica molto aperta, grande libertà di pensiero nelle botteghe o ritrovi in cui si trovavano anche i mercanti di passaggio e Sarpi frequenta infatti il salotto dei Morosini e a Padova lavora con gli scienziati dell'epoca tra cui Galileo). Con lui rompe quando Galileo decide di abbandonare Padova e andare in Toscana. Sarpi intraprende poi rapporti con i francesi e olandesi. In Francia nel frattempo si era raggiunta una pacificazione: re detentore di controllo religioso. Venezia: Scontro fra “giovani” che volevano una ripresa attiva della politica veneziana con esponente più grande Leonardo Donà e “vecchi”.

Nel 1606 scoppia la contesa: causa: i possedimenti avevano i loro detentori che avevano benefici ecclesiastici e potevano cederli a qualcuno. Problema Tasse: Venezia si vedeva depurtate le tasse perché chi deteneva i benefici della chiesa dava a Roma e non a Venezia. Avere all'interno dello stato laico un altro potere che riscuote delle tasse. Questa parte delle tasse veniva data alla chiesa di Roma. Quindi Venezia perde potere economico. In più “libertà ecclesiastica” → come dice Sarpi significa libertà dal peccato nel senso teologico del termine man mano libertà ecclesiastica nell'interpretazione di Roma diventa la libertà di giudicare lei i preti o altro ecclesiastico che si responsabile di delitti comuni. Causa: 2 preti delinquenti che Venezia pretendeva di giudicare lei come delinquenti comuni mentre il papa pretendeva di averli lui sottomano in quanto ecclesiastici e quindi liberi dalla legislazione laica. La repubblica ha bisogno di qualcuno bravo in teleologia e quindi nomina consultore Sarpi. Gli chiede dei pareri che mettono in evidenza come la chiesa romana sia lontana da quella evangelica.

Consulti: lui presentava pareri al senato in forma orale e se la cosa era buona la metteva per iscritto. Poi aggiunge a questo materiale degli opuscoli che pubblica a stampa perché avviene la “guerra delle scritture”: si fa una campagna pubblicitaria si cerca di influenzare l'opinione pubblica. Escono libretti pro o contro Venezia che circolano in tutta Europa. In tutte le lingue. Campagna diretta da Sarpi a Venezia. Lo stato non deve tener conto della religione (Sarpi), sono due linee che non si incontrano hanno due fini diversi: la religione mira all'eterno, salvezza dell'anima mentre lo stato al benessere del cittadino quindi hanno 2 prospettive che non si possono mai incontrare. (date a Cesare quel che è di Cesare e a Dio ciò che è di Dio). Lo stato non può tener conto di esigenze religiose che riguardano l'anima dell'individuo non il corpo. Quindi Roma lo individua come suo nemico. A gennaio del 1607 viene scomunicato. E per Venezia invece diventa un punto di onore, ha difeso le teorie di Venezia.

La Francia si offre a fare da mediazione: 1607 si chiude la contesa con una vittoria di Venezia dal punto di vista giurisdizionale e teorico ma per Sarpi una confitta perché non ha portato nessun cambiamento politico e religioso: subisce un attentato. Nel 1607 5 ottobre, mentre sta rientrando di sera subisce un attentato da 5 individui venuti da Roma (mandati dal papa) con un pugnale gli forano l'orecchio e colpiscono il cranio ma poi si riprende.

Prima opera storica: dal 1607 in maniera privata e poi pubblica a richiesta dall'estero comincia a scrivere “L'istoria dell'interdetto”, resoconto in 7 libri di questa vicenda.

Anni successivi: ripensamento: forse non si può arrivare a una riforma religiosa. Tentativi di portare Venezia dalla parte della riforma: in Francia c'è il re che ha il controllo della religione, a Venezia dopo il conflitto con il papa, si pensa la stessa cosa, di dare come era anticamente il potere religioso al doge e svincolare Venezia al contorno papale, riforma francese applicata alla repubblica per svincolarsi al potere di Roma.

Ha uno stretto rapporto con ambasciatore inglese.

Nel 1620 vince il blocco asburgico. Sarpi muore il 15 gennaio 1623. Venezia dice che si è confessato. Passa la voce che si sia congedato dal mondo in pace con la chiesa e con Dio. Il senato dalla cella di Sarpi fa prendere i suoi scritti pubblici, li fa portare ai frari nell'archivio, li fa trascrivere e custodire nell'archivio di stato perché sono testi fondamentali per la repubblica veneziana.

Lezione 28/03/2019

Riepilogo lezione precedente → Italia nel predominio spagnolo e Venezia è circondata tra Spagnoli e Asburgo d'Austria + problema della chiesa cattolica che tende a imporre il predominio politico sull'Italia e anche culturale. A livello di prosa ci mette di fronte alla modernità. Nuova modalità di fare la Storia, mirata alla comprensione degli eventi con analogie strette con la contemporanea rivoluzione scientifica che determina un metodo preciso di analisi bastato sulla questione della matematica.

Metodo storiografico di Sarpi e "L'istoria dell'interdetto"

In genere tutte le produzioni storiche di Sarpi cominciano spiegando il modo in cui ha composto la storia e con una estrema chiarezza il modello stilistico oltre al fine che si propone. (intenti ideologici). Quando Sarpi fa storiografia lo fa con intenzione politica. Quando fa un'opera storica non ha intenzioni di fare un'opera letteraria ma intende intervenire concretamente sulla politica per orientare il pubblico di lettori. Infatti in questo periodo si crea una sorta di opinione pubblica e Sarpi ha ben presente il lettore a cui si rivolge, lui ha di fronte un pubblico europeo, non solo italiano.

All'inizio di un testo storico è utile proporre il modello della trattazione, spiegare come si è operato, quali sono stati gli intenti e qual è stato il modello di informazione (si fa storia sui documenti, non è più fatta leggendo le storie scritte da antichi ma su documenti contemporanei, è una storia che per lui significa ricavare materiale andando all'archivio dei Frari, accesso illimitato alla cancelleria segreta della repubblica). Fatta con fonti contemporanee e inedite.

Ci spiega come agisce: il primo elemento interessante è che paragona l'analisi dei fenomeni naturali a quella dei fenomeni sociali, come si indaga un fenomeno fisico così lo si può indagare un fenomeno sociale, politico. Per esempio i conflitti tra due stati: in entrambi i casi succede quello che Sarpi chiama Mutazione, un cambiamento: un cambiamento può portare delle novità a livello sociale e politico, è segno di una crisi che porta a un nuovo ordine. Le cose umane seguono lo stesso processo naturale per cui dopo uno stato di quiete poi c'è qualche difficoltà, si tratta di intervenire per guidare al cambiamento. La prima conclusione è che la prospettiva e metodo di indagine è identico: Galileo a livello scientifico lo fa Sarpi a livello storico sociale perché è possibile dalla storia degli umani ricavare delle leggi. Il cambiamento di uno stato precedente indica che c'è un qualche problema è indagando nella storia degli uomini, “la curiosità”, gli uomini nuovi sono “curiosi”, in questa accezione siamo in un ambito moderno: prima la curiosità era negativa (ad esempio Ulisse è curioso ma finisce male, perché l'uomo antico doveva accontentarsi delle cose com'erano quindi nella tradizione teologica ed ecclesiastica la curiosità è pericolosa ma nell'età moderna il curioso, la curiosità spinge ad indagare nelle cose con metodo scientifico e quindi caratterizza quello che Galileo chiama il “pubblico degli intendenti”, persone che magari non conoscono il latino ma che vogliono sapere le cose.

La storia deve far capire che cosa i potenti di turno vogliono realmente fare al di là delle parole che usano.

Concetto del 600 → svelare quello che c'è dietro l'apparenza: (questo è il secolo del teatro che è anche la vita stessa dove per salvarsi la pelle bisognava essere conformi e per nascondere la diversità delle idee è necessaria una maschera, bisogna nascondere quello che si è realmente, quindi nella vita sociale bisogna dissimulare e si usa la maschera). Tutto il discorso che fa Pirandello sulla maschera e le varie forme lo ricava da Giordano Bruno (nel fu Mattia Pascal c'è un lanternino piccola luce che ha il singolo, Giordano Bruno scrive il candelaio che è la stessa metafora della luce).

Nel 600 la vita sociale è una finzione perché era rischioso manifestare quello che si pensava ed è necessario usare la maschera: la storia → portare alla luce quello che c'è nelle retrovie, far vedere quello che è il gioco reale. Significa indagare quindi l'intellettuale a storico deve svelare i meccanismi che ci sono dietro le quinte. All'epoca significava un'assoluta novità. A Sarpi interessa ciò che ci sta dietro le quinte, dietro i conflitti.

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-FIL-LET/11 Letteratura italiana contemporanea

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher nora96_96 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Letteratura italiana secoli XVII-XIX e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi Ca' Foscari di Venezia o del prof Vianello Valerio.
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