Estratto del documento

Metodi e strumenti di valutazione in psicopatologia dello

sviluppo

Capitolo 1: Valutazione

e Sviluppo

LA VALUTAZIONE PSICODIAGNOSTICA IN ETÀ

EVOLUTIVA l’American Academy of Child and Adolescent Psychiatry

In una sintesi puntuale, , indica

gli obiettivi specifici della Valutazione in età evolutiva (Developmental Assessment)

come segue:

1. Identificare le ragioni e i fattori che hanno portato il bambino alla valutazione

2. Ottenere un quadro del funzionamento evolutivo del bambino, sia in

riferimento alla natura e al livello delle difficoltà comportamenti o disabilità

funzionali (per es. ha poche amicizie, picchia gli altri bambini, non legge ecc) sia

rispetto alle risorse e ai punti di forza in varie aree dello sviluppo cognitivo,

emotivo, affettivo, relazionale;

3. Comprendere i fattori individuali, familiari e ambientali che possono

influenzare le difficoltà del bambino o supportarle (per.es, la presenza di fattori

psicosociali stressanti specifici, quali lutti o separazioni, o la presenza di una

rete di supporto affettivo-sociale, famiglia, scuola, servizi per l’infanzia

4. Stabilire se è presente una atipia di sviluppo e, nell’eventualità, fare una

diagnosi differenziale

5. Valutare se è necessario un trattamento e, in caso affermativo, sviluppare le

linee guida di un percorso terapeutico. Viene inoltre messo in luce un concetto

assessment

multidimensionale di che collega strettamente il processo

diagnostico al trattamento.

Dal punto di vista operativo la valutazione dello sviluppo orientata alla diagnosi del

bambino in età prescolare e scolare può essere schematizzata nelle fasi seguenti: (De

Zordo, Gilliam, Mayers)

SEGNALAZIONE

a. : rappresenta il primo contatto per cui un

bambino viene ‘’segnalato’’ a un servizio di salute mentale e di riabilitazione

dell’età evolutiva. Il bambino è raramente consapevole del suo disagio e

certamente non sa di poter chiedere aiuto a uno specialista. Generalmente sono

i genitori, il medico di base, gli educatori o gli insegnati che interpretano come

‘’problema’’ i segni di disagio del bambino, o perché preoccupati per il

malessere del bambino, o perché non sono in grado di gestire il suo

segnalazione

comportamento. La costituisce la prima fase di formulazione del

problema che può riguardare il comportamento del bambino, il suo rendimento

scolastico, le sue relazioni con i familiari, gli insegnanti, i compagni ecc. Il

momento della segnalazione costituisce anche l’occasione per lo psicologo

clinico e/o per il neuropsichiatra infantile di fornire le prime informazioni

essenziali su come si articolerà la valutazione. È utile spiegare ai genitori che è

necessario incontrarsi con loro per parlare insieme del bambino, per questa

ragione si propone a entrambi i genitori di essere presenti fin dall’inizio. 1

Metodi e strumenti di valutazione in psicopatologia dello

sviluppo

COLLOQUI CLINICI CON I GENITORI

b. 1

(comprensivi dell’anamnesi ); possibile raccolta di informazioni attraverso

incontri con educatori o insegnanti o lo psicologo che opera nella scuola. Il

colloquio clinico con i genitori costituisce un contributo essenziale per la

valutazione e la diagnosi del bambino in età prescolare e scolare. Primo passo è

la storia dello sviluppo del bambino (ANAMNESI), ma a fianco della

ricostruzione anamnestica, curata dallo psicologo clinico o dal neuropsichiatra

infantile, il colloquio con i genitori si propone altri scopi fondamentali. È utile

riuscire a comprendere il vissuto dei genitori di fronte al problema del figlio:

come i genitori valutano il problema, la loro risonanza emotiva (ansia,

negazione, paura, vergogna, accentuazione, minimizzazione, misconoscenza

ecc.), se e come ciascuno dei genitori è personalmente coinvolto (infastidito dal

problema, irritato e colpevolizzante nei confronti di un bambino che non

soddisfa le aspettative ecc.). E’ importante comprendere come il problema

segnalato si collochi ed eventualmente interferisca con la dinamica del gruppo

familiare e se il ‘’problema’’ del bambino abbia un significato funzionale di

comunicazione all’interno di un disagio psicologico più ampio, che riguarda

l’ambiente familiare. Nella fase diagnostica lo specialista avrà cura nel rilevare

le difficoltà espresse e le difficoltà latenti nelle relazioni familiari, tenendole

presenti per la conclusione della valutazione e per le proposte di intervento.

Il termine ANAMNESI, viene utilizzata nella clinica dell’età evolutiva in senso più

ampio, tenendo in considerazione non solo le fasi dello sviluppo biologico, ma

anche le fasi dello sviluppo psicologico.

(Bisogna prestare attenzione alla RISONANZA EMOTIVA del ricordo e al tono

affettivo che prevale nella narrazione del genitore).

La valutazione psicodiagnostica di un bambino attiva un complesso processo

relazionale che coinvolge tutti i protagonisti: il clinico, il bambino, i genitori.

Entro questa ‘’matrice clinica relazionale’’ emergono narrazioni ricche di

molteplici significati, in quanto il genitore, mentre racconta, ripercorre la storia

del proprio bambino così come si è organizzata nella sua mente. Mentre segue il

racconto del genitore, il clinico accoglie e cerca di comprendere

contemporaneamente due livelli di informazioni: i DATI OGGETTIVI – ovvero

tutto ciò che può essere osservabile come il temperamento, stili interpersonali

del comportamento del bambino e dei genitori, precocità o disturbi evolutivi,

disturbi psichiatrici del genitore – e i DATI SOGGETTIVI – che comprendono gli

stati emotivi e affettivi dei genitori, le rappresentazioni mentali del Sé, del

partner e del figlio, basati sulla propria esperienza affettiva e relazionale

passata, elementi soggetti a cambiamenti e modifiche sulla base

dell’esperienza della genitorialità.

La valutazione clinica comprende l’esame psicologico del bambino,

l’esplorazione delle preoccupazioni e delle aspettative dei genitori sullo sviluppo

del figlio, l’indagine sulle caratteristiche personali e sulle risorse di cui

dispongono i genitori, il sostegno che ricevono dalla famiglia allargata e il

contesto socio-economico in cui vivono. È importante che il clinico disponga sia

funzionamento del sistema

delle informazioni su queste aree ma anche sul

familiare valori culturali sistema di credenze

, sui suoi e sul le quali sono

tutti fattori che influenzano la relazione con il bambino, favorendo o ostacolando

ANAMNESI:

1 è la raccolta dalla voce diretta del paziente e/o dei suoi familiari (per esempio i genitori

nel caso di un lattante o di un bambino), di tutte quelle informazioni, notizie e sensazioni che possono

aiutare il medico a indirizzarsi verso una diagnosi di una certa patologia. 2

Metodi e strumenti di valutazione in psicopatologia dello

sviluppo

le capacità genitoriali. Il fine più importante dei colloqui anamnestico-

diagnostici non è solo quello di ottenere una descrizione del comportamento

problematico del bambino, ma soprattutto comprendere il significato e

l’impatto dei sintomi in relazione al bambino, al suo sviluppo e al suo ambiente

familiare, perché ciò che si ascolta e si osserva nell’interazione con i genitori e

con il bambino non si riduca a una semplice ‘’raccolta’’ di informazioni, ma

divenga una condivisa e compartecipata comprensione del bambino.

Domanda tipo ‘’descrivi una giornata tipo di 24 ore’’ FRAMEWORK

 

(cornice di lavoro, in cui i genitori raccontano spontaneamente e il più naturale

possibile le dinamiche familiari di una giornata tipo).

La capacità del clinico di coinvolgere in modo adeguato i genitori per ottenere la

loro collaborazione, sia ai fini della diagnosi sia per progettare piani di

FONDAMENTALE

intervento successivi, è per favorire il processo di

valutazione.

ESAME PSICODIAGNOSTICO DEL

c. BAMBINO (osservazione del bambino, delle dinamiche interattive

genitori-bambino, colloquio clinico, somministrazione di test psicologici).

Valutazione psicologica dello sviluppo del bambino. In questa fase l’uso del test

è una pratica consolidata nella psicologia clinica per facilitare e approfondire

l’assessment. I test grafici, possono facilitare allo psicologo la possibilità di

entrare in contatto con il bambino in quando il disegno è un’attività piacevole e

conosciuta che spesso il bambino sceglie spontaneamente nella vita di tutti i

giorni per esprimersi. In ambito clinico, la riflessione dello psicologo sul disegno

infantile permette di esplorare il mondo interno del bambino. L’uso clinico dei

test cognitivi può risultate indispensabile per l’accertamento del ritardo

mentale, perché permette di ottenere informazioni sul livello di prestazione

individuale, confrontano la prestazione del bambino con quella della norma di

soggetti con le stesse caratteristiche generali (età, livello di scolarità, livello

PSYCHOLOGICAL TESTING

socio-culturale ecc.). E’ utile differenziare il – che

può essere definito come un insieme di metodi psicologici e di misure

PSYCHOLOGICAL

psicometriche che il clinico applica per effettuare un

ASSESSMENT . Quest’ultimo integra l’intero processo di valutazione

psicologica, in quanto non solo si propone di rilevare le differenze individuali in

riferimento a misure normative, ma ha anche l’obiettivo ultimo di fare una

problema

diagnosi e di comprendere il del bambino in rapporto a tutte le aree

indagate (neuropsicologiche, cognitive, linguistiche, affettive, sociali) e al

contesto delle sue relazioni significative. Pertanto l’assessment psicologico

implica un’identità professionale che non è solo quella del somministratore di

test, ma è anche quella del consulente clinico che, alla fine dell’iter diagnostico,

dovrà offrire delle risposte coerenti ed efficaci per rispondere alla richiesta di

aiuto. Lo psicologo quindi deve integrare gli aspetti psicometrici della

metodologia statistica con le conoscenze teorico-cliniche.

La valutazione clinica è un processo dinamico in continua evoluzione.

ANALISI DELLA VALUTAZIONE ED

d. ELABORAZIONE DELLA DIAGNOSI ; nella fase

analisi interpretazione

conclusiva di e lo psicologo clinico integra i risultati 3

Metodi e strumenti di valutazione in psicopatologia dello

sviluppo

ottenuti dalla somministrazione dei test psicologici, dalle osservazioni e dai

colloqui clinici compiuti con i dati dell’anamnesi; la fase di analisi e di

interpretazione dei risultati emersi dalla valutazione è volta alla comprensione

articolata dei problemi del bambino. Questa fase comprenderà la diagnosi

nosografica del disturbo, sulla base dei sistemi diagnositici più recenti e

maggiormente condivisi dalla comunità scientifica (DSM-IV-TR; ICD -10; DC: 0-

3r), e la formulazione di una diagnosi psicopatologica dello sviluppo.

STESURA DEL REPORT PSICOLOGICO-

e. CLINICO E RESTITUZIONE DEI DATI della

valutazione ai genitori. La stesura di una relaziona finale, da parte del clinico,

metterà in evidenza la diagnosi, l’organizzazione di personalità e il

funzionamento del bambino, la presenza di eventuali problemi di adattamento,

le sue risorse psicologiche, e il progetto terapeutico. Nella fase di

RESTITUZIONE i risultati della valutazione vengono riferiti, condivisi e discussi

con i genitori, nonché con il bambino, se la sua capacità di sviluppo lo consente

e, in misura certamente maggiore, con l’adolescente. In questa fase il clinico si

deve far carico della gestione emotiva della comunicazione ai genitori degli

esisti della valutazione. Successivamente caso per caso si vaglierà che tipo di

invio è necessario fare: psicoterapeutico, psicofarmacologico, riabilitativo, psico-

educativo, di aiuto sociale.

DIAGNOSI E SVILUPPO

Lo psicologo clinico utilizza metodologie e strumenti specifici per conoscere, capire e

descrivere il disagio psichico dei bambini. Tuttavia, fare diagnosi in età evolutiva è

un’operazione complessa poiché il clinico si deve confrontare con un concetto che

LO SVILUPPO

rende il bambino un soggetto di studio particolare: . Infatti quello che

c’è in comune tra un bambino normale e un bambino con difficoltà è che ciascun

CRESCE

bambino ma, se vi è un’atipia, cresce con il bambino anche il disturbo.

Quindi ciascun disturbo si trasforma e cambia in relazione ai passaggi di fase o

ai passaggi d’età: questa TRASFORMAZIONE in rapporto alla crescita è quello che

rende molto difficile l’osservazione e la diagnosi in età evolutiva. Infatti i processi di

maturazione vengono influenzati e modificati dalla presenza di un disturbo.

1.2 DIAGNOSI E SVILUPPO

Descrivere il disagio psichico dei bambini non è un compito facile per gli psicologici

clinici in quanto si devono con un concetto in particolare: lo SVILUPPO infatti

proprio quello che accumuna un bambino NORMALE con un bambino CON DIFFICOLTA’

è la CRESCITA, ma se vi è un’atipia, cresce con il bambino anche il disturbo.

si trasforma e cambia in relazione ai passaggi di fase o ai

Quindi ciascun disturbo

passaggi d’età: questa TRASFORMAZIONE in rapporto alla crescita è quello che

rende molto difficile l’osservazione e le diagnosi in età evolutiva quindi ne deriva che

i processi di maturazione vengono influenzati e modificati dalla presenza di un

disturbo. 4

Metodi e strumenti di valutazione in psicopatologia dello

sviluppo

In un percorso clinico volto alla diagnosi è necessario conoscere:

1. Lo sviluppo normale

2. La psicopatologia dello sviluppo

3. La nosografia – studio puramente descrittivo sui disturbi – dei disturbi.

La domanda che ci si pone è: quando un bambino può essere considerato un ‘’caso

clinico’’? disturbo o semplici variazioni della norma senza significato?

Psi. Clinici e neuropsichiatri dell’infanzia per rispondere a tale esigenza hanno

costruito dei modelli metodologici che potessero essere di aiuto a:

- Distinguere un bambino sano da un bambino con una sofferenza psichica

- Individuare il disturbo e poterlo definire nelle sue caratteristiche particolari (es.

ritardo mentale, ritardo del linguaggio).

- Distinguere un disturbo dall’altro per poter mirare il tipo di intervento: medico,

riabilitativo, psicoterapeutico, educativo.

- Divenire capaci di ricostruire la storia naturale di ogni specifico disturbo

- Capire come il disturbo nel corso della crescita e maturazione del bambino

possa trasformarsi: il bambino di oggi quale adolescente o quale adulto

diventerà?

Pertanto, la diagnosi deve far riferimento:

1. Alla classificazione nosografica

2. Alla struttura di personalità del bambino

3. Alla fase di sviluppo che sta attraversando e a quella che si appresta ad affrontare.

1. PRIMO CRITERIO BASILARE della diagnosi in età evolutiva chiaro

rapporto tra ETA’ CRONOLOGICA ed ETA’ DI SVILUPPO, per cui ogni età ha

una sua configurazione, un bambino di 3 parla e gioca in modo diverso da un

bambino di 4.

Il bambino è diverso dall’adulto, in quanto quest’ultimo presenta

un’organizzazione relativamente stabile del funzionamento personale.

2. SECONDO CRITERIO: riguarda l’uso della classificazione nosografica basata

sui SEGNI e sui SINTOMI. Per questo motivo data la complessità di una diagnosi

in un bambino ci sono dei sistemi diagnostici più recenti che propongono un

sistema di classificazione MULTISERIALE che permettono di prendere in

considerazione aree rilevanti del funzionamento psichico e dei suoi disturbi 

DSM-IV-TR oltre a questo ci sono più specifici costruiti per la diagnosi in età

 CLASSIFICAZIONE DIAGNOSTICA 0-3R – CLASSIFICAZIONE

evolutiva quali:

DEI DISTURBI PSICHICI E COMPORTAMENTALI DELL’ICD-10 (nell’infanzia e

nella adolescenza).

Fra le aree rilevanti della diagnosi infantile occorre considerare i sintomi e i

segni, ovvero i COMPORTAMENTI MANIFESTI, il percorso dello sviluppo, il

funzionamento del sistema familiari, e le caratteristiche individuali dei genitori,

le caratteristiche di relazione adulto-bambino e i pattern di interazione, le

particolari caratteristiche costituzionali e maturazionali nell’affettività, nel

linguaggio, nelle attività cognitive, motorie e sensoriali del bambino (Zero to

three).

Le problematiche che possono insorgere sono:

1. Uno stesso sintomo può far parte di quadri clinici diversi (es. ritardo

linguaggio è presente nel ritardo mentale.

Un sintomo in età evolutive ha caratteristiche AMBIGUE: a due anni la

2.

balbuzia ha un significato a otto anni un altro. 5

Metodi e strumenti di valutazione in psicopatologia dello

sviluppo

3. Un sintomo muta di significato a seconda del contesto ambientale (casa o

scuola mutismo selettivo segnalato dagli insegnanti ma non dai genitori).

4. Un sintomo si trasforma nel tempo.

In sintesi la diagnosi deve confrontarsi con un individuo in pieno sviluppo che cambia

la sua organizzazione psichica, dunque il suo funzionamento cambia in rapporto a:

1. Alla maturità mentale

2. Alle esperienze nell’ambiente reale

3. Alla qualità delle sue relazioni affettive

Il bambino mentre cresce cambia: assetto mentale e assetto psico-affettivo

Modello multidimensionale diagnosi modello interattivo che contempli il rapporto

 

tra DISTURBO-BAMBINO-GENITORI, in modo da inserire il sintomo o il disturbo nella

rete familiare, assumendo una lettura oltre che di sviluppo, anche relazionale.

La valutazione clinica è volta, quindi, a d

Anteprima
Vedrai una selezione di 10 pagine su 96
Appunti per l'esame di Psicologia Dinamica Pag. 1 Appunti per l'esame di Psicologia Dinamica Pag. 2
Anteprima di 10 pagg. su 96.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti per l'esame di Psicologia Dinamica Pag. 6
Anteprima di 10 pagg. su 96.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti per l'esame di Psicologia Dinamica Pag. 11
Anteprima di 10 pagg. su 96.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti per l'esame di Psicologia Dinamica Pag. 16
Anteprima di 10 pagg. su 96.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti per l'esame di Psicologia Dinamica Pag. 21
Anteprima di 10 pagg. su 96.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti per l'esame di Psicologia Dinamica Pag. 26
Anteprima di 10 pagg. su 96.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti per l'esame di Psicologia Dinamica Pag. 31
Anteprima di 10 pagg. su 96.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti per l'esame di Psicologia Dinamica Pag. 36
Anteprima di 10 pagg. su 96.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti per l'esame di Psicologia Dinamica Pag. 41
1 su 96
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi
Dettagli
SSD
Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/07 Psicologia dinamica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher adele.massa di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicologia dinamica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Cagliari o del prof Lucarelli Loredana.
Appunti correlati Invia appunti e guadagna

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community