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La psicologia contemporanea e la Teoria

dell’Attaccamento

TEORIA

DELL’ATTACCAMENTO

BOWLBY

DARWNISMO

- il disincanto e lo spirito scientifico si uniscono in un tratto

intellettuale che sembra riassumere i diversi elementi dell’identità sociale, culturale,

psicologica e professionale di Bowlby.

In pratica la sua formazione culturale nella Università di Cambridge è in linea con il

principio scientifico tipico del 900.

- Bowlby vs Freud: non ha mai avuto il bisogno di attaccarlo dato che con i fatti si

esprime molto di più.

La sua trilogia, sembrava venisse da un altro mondo rispetto agli scritti di molti

psicoanalisti. Emerge la fiducia nel confronto democratico del dibattito scientifica,

della riprova empirica e dell’argomentazione logica.

- la devozione all’argomentazione scientifica rimane totale epigono (discepolo) della

rivoluzione culturale e scientifica.

- Si può affermare che nell’adesione alla concezione darwiniana si armonizzano le

propensioni intellettuali di Bowlby che, oltre al disincanto e allo spiriti di ricerca della

verità al di là di ogni tendenza alla speculazione, sono costituite anche dal

pragmatismo e da un ottimismo nella possibilità che la realizzazione della natura

umana sia di giovamento per la società intera e che la tensione verso gli altri e

l’impegno sociale, non più considerati antitetici e contrapposti alle istanza

individualistiche di realizzazione personale, rappresentino null’altro che la tendenza

naturale dell’uomo.

- Nella teoria dell’attaccamento è certamente ravvisabile la presenza di diverse

tradizioni di ricerca, le quali sono: PSICOANALISI, PSICOLOGIA COMPARATA DI MATRICE

DARWINIANA, SCIENZE COGNITIVE (Piaget con lo sviluppo cognitivo). nesso con lo

spirito evoluzionistico essenziale elemento di originalità della teoria dell’attaccamento.

- Fulcro concezione Darwiniana il funzionamento mentale dell’essere umano, in tutti

i suoi aspetti, dai comportamenti osservabili alle rappresentazioni cognitive, dagli

assetti motivazionali ed emozionali alle cosiddette funzioni superiori del pensiero e

dell’intelligenza, della memoria e dell’apprendimento, si sia sviluppato in accordo alle

leggi della selezione naturale, e che pertanto costituisca un aspetto dell’adattamento

che, al pari di altri processi biologici deve essere studiato secondo i metodi delle

scienze naturali.

- Bowlby riprende da Darwin la necessità, l’esigenza di creare una teoria dello

sviluppo emotivo e della personalità più saldamente ancorata ai canoni della

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scienza di cui la teoria dell’evoluzione era considerata imprescindibile riferimento

nell’ambito delle discipline relative alla vita.

BOWLBY E LA PSICOANALISI

- duplice legame, intesa sia nelle formulazioni originali di Freud sia nelle sua

ramificazioni all’interno della psicoanalisi britannica, di cui lo stesso Bowlby fu a lungo

esponente di rilievo. Tendenza centripeta – che lo tiene legato – per l’obiettivo di Freud

e centrifuga per le ipotesi sue e dei suoi seguaci, in particolar modo con gli aspetti

teorici e metodologici della psicoanalisi.

PUNTI DI CONTATTO

- Fece parte della società psicoanalitica per circa 30 anni, in cui fece clinica e ricerca.

‘’ cercò di unificare psicoanalisi con la

Sua analisi personale proprio in questo periodo (

biologia evoluzionista mediante l’etologia cit.suo biografo ’’).

- gli diede la possibilità di osservare i fenomeni psicopatologici e le dinamiche affettive

nasce l’interesse per la psicopatologia infantile.

- nella sua trilogia definisce il suo interesse scaturito da concetti freudiani come quelli

di: amore odio, angoscia e difese, attaccamento e perdita.

PUNTI DI DISTACCO

- Insoddisfazione di Bowlby che provava rispetto alle basi scientifiche della teoria e del

metodo psicoanalitico. La costruzione di una nuova teoria dello sviluppo affettivo si

giustifica, dunque proprio con l’esigenza di fornire all’indagine dei fenomeni mentali,

messi per la prima volta in luce dalla psicoanalisi, una nuova base di concetti e metodi

radicati nella scienza contemporanea scientifica.

- Freud non segue la concezione darwiniana dell’evoluzione del mentale cosa che

Bowlby non accetta proprio, in quanto una teoria non compatibile con tale concezione

esula dall’ambito scientifico di per sé tuttavia non è proprio così che stanno le cose

 prosecuzione della

in quanto lo stesso Freud considera la sua opera come ideale

rivoluzione darwiniana nel processo storico di disvelamento che ha portato a una più

disincanta e realistica visione della natura umana. DETERMINISMO PSICHICO-

PULSIONALE e INCONSCIO sono eredi della rivoluzione darwiniana.

In particolare, possiamo identificare le influenze della psicoanalisi su Bowlby in questi

punti fondamentali:

L’idea che l’eredità psicologia della specie condizioni la vita mentale dell’individuo.

1.

2. L’idea che l’eredità della specie si esprima soprattutto a livello non consapevole

(inconscio) nei comportamenti istintivi e nella sfera emotiva del funzionamento

mentale.

3. L’idea che l’eredità comportamentale della specie si manifesti, soprattutto, nelle

vicende mentali dell’infanzia.

4. L’idea che le vicende della vita infantile abbiano un’influenza duratura sullo

sviluppo psichico e, in particolare, sulla comprensione dei fenomeni psicopatologici.

IL DISTACCO DALLA PSICOANALISI: VERSO UNA NUOVA SCIENZA

PSICOLOGICA

- Bowlby manifestò un’aperta critica alla teoria psicoanalitica proprio in virtù della sua

incongruenza con le concezioni evoluzionistica. 1

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CONCETTI ANTI-DARWINIANI:

1. concetto di pulsione di morte (elaborato da F. e ampiamente rielaborato in ambito

clinico da M. Klein ? ). Chiaramente tale concetto è in contrasto con la teoria

darwiniana, che prevede che gli istinti e le tendenze comportamentali selezionate nel

corso dell’evoluzione abbiano tutte comunque la funzione di promuovere la vita.

2. Freud non compie la distinzione tra SCOPI SPECIFICI e FUNZIONI GENERALI del

comportamento istintivo.

3. La più dissonante contenuti dell’inconscio: in quanto le motivazioni primarie

dell’individuo (o almeno alcune di esse) sono, di fatto, in antitesi con la sopravvivenza

della specie e con la convivenza civile.

Nulla potrebbe essere più in contrasto con lo spirito OTTIMISTA e RIFORMATORE che

segna l’impegno di Bowlby nella sua prassi clinica e sociale.

LE BASI SCIENTIFICHE DELLA TEORIA DELL’ATTACCAMENTO: DALLA

PSICOLOGIA ANIMALE AL COMPORTAMENTISMO

- L’influenza su Bowlby della psicoanalisi cessa alla fine del periodo post-bellico. Da

qui in poi inizia il suo periodo di scoperta i suoi incarichi istituzionali nella salute

pubblica, la constatazione degli effetti devastanti della guerra sui bambini rimasti

orfani, e sugli sfollati, e sulle famiglie di adolescenti con condotte delinquenziali

aprono per Bowlby un nuovo campo di interesse. E ancor di più si rende conto della

suo distacco dalla psicoanalisi recriminando il fatto che non si occupi in modo

efficiente sull’impatto che la realtà ha nello sviluppo emotivo, e le relazioni, legami

affettivi ricollegata ad essa.

- anche contro i kleiniani in quanto riconoscono che il bambino abbia un rapporto

con l’immagine materna che è primario e non derivato dalla gratificazione strumentale

dei bisogni corporei come aveva ipotizzato Freud. Tuttavia, i kleiniani sottolineano

come la qualità di queste immagini mentali definite ‘’oggetti interni’’ siano il prodotto

prevalente di fantasie radicate nell’inconscio pulsionale e solo marginalmente dalle

esperienze con le persone che si prendono cura del bambino.

- il lineamenti della teoria dell’attaccamento vengono concepiti nel 1957. È in questo

periodo di quasi 20 anni, che va dall’inizio della II G. Mondiale alla fine degli anni

cinquanta, che, grazie ai contributi concettuali e metodologici della scienza psicologica

del tempo, si realizza l’anelito di Bowlby a coniugare il rigore scientifico con l’interesse

per i fenomeni dello sviluppo affettivo.

COMPORTAMENTISMO COGNITIVISMO ETOLOGIA ‘900

 

LA PRIMA PSICOLOGIA ANIMALE COMPARATA COMPORTAMENTISMO punto di

 

contatto con Darwin e quindi Bowlby nella metodologia di ricerca obiettiva,

sistematica e osservabile PSICOLOGIA ANIMALE e COMPARATA. Il comportamentismo

nasce in contrapposizione allo strutturalismo di Wundt e Titchener.

Limiti: rilevanza dello studio della coscienza e lo status scientifico dei dati di

provenienza introspettiva.

1913 Watson fa il suo esordio con i principi del comportamentismo importanza

sui nessi causali sugli oggetti di indagine. La psicologia come scienza vera e propria, 2

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deve aderire ai canoni del metodo sperimentale – quindi ripetibilità delle proprie

osservazioni, rendendone indipendenti dal giudizio dell’osservatore e misurabili a

livello quantitativo. STIMOLO-RISPOSTA unici dati a disposizione dal ricercatore.

Per loro la complessità dell’uomo risiede nell’apprendimento di nuovi nessi stimolo-

risposta e la psicologia si risolve nella ricerca di leggi che regolano l’apprendimento di

questi nessi.

- Il comportamentismo ha aiutato Bowlby a rompere con la psicoanalisi, sempre per la

storia della metodologia scientifica.

- Bowlby per fondare la propria teoria sulle osservazioni del comportamento del

bambino significa, come nel modello comportamentista dell’apprendimento,

identificare la relazione tra una situazione ambientale e la risposta fornita dal bambino

grazie al comportamentismo porta Bowlby a considerare l’ambiente e l’esperienza

come fonte determinante per lo sviluppo normale e patologico, collocando la teoria

dell’attaccamento su un versante empirista. A noi ora sembra scontata tale esigenza

ma all’epoca non lo era affatto Bowlby faceva parte del MIDDLE GROUP quindi

impegnato a bilanciare in senso più ambientalista i modelli dello sviluppo sostenuti dai

seguaci di Klein e A. Freud.

ETOLGIA E NUOVA SCIENZA COGNITIVA: NASCITA DELLA TEORIA

DELL’ATTACCAMENTO ALL’OMBRA DELLA RIVOLUZIONE INFORMATICA E

CIBERNETICA .

- La nuova scienza cognitiva e l’etologia sono le più importanti per creare le basi per la

teoria dell’attaccamento.

- dibattiti sugli istinti vi erano almeno 6000 istinti.

- il contributo di Lorenz e dei suoi collaboratori si afferma come modello di

spiegazione del comportamento istintivo. Il contributo di Lorenz consiste di fatto nel

fornire una serie di dimostrazioni empiriche dell’esistenza dei processi di causazione e

della struttura delle condotte finalizzate a uno scopo utile alla sopravvivenza e alla

riproduzione. Attraverso i suoi peculiari metodi, l’etologia mira ad identificare le prove

dell’esistenza di meccanismi causali geneticamente programmati e preposti alla

realizzazione del comportamento istintivo.

In senso generale gli studi di Lorenz e dei suoi successori hanno consentito di

sostanziare a livello scientifico il nesso evolutivo tra funzioni generali di riproduzione

della specie e di conservazione dell’individuo e la produzione di schemi di

comportamento ereditati filogeneticamente e di identificarne in modo distinto le cause

TELEONOMICA

reali del comportamento istintivo. Tale impostazione detta costituisce

il modello concettuale su cui è fondata la teoria dell’attaccamento. Il concetto di

TELEONOMIA consente sia di studiare la ‘’funzione’’ del legame con il genitore nello

sviluppo precoce sia dell’essere umano che delle altre specie, sia di identificane, nella

concretezza del contesto ambientale, le cause attivanti. Tuttavia il modello etologico di

Lorenz presentava diversi limiti.

TEORIA DELL’INFORMAZIONE, CIBERNETICA E IL NUOVO MODELLO DI

COMPORTAMENTO ISTINTIVO

- La teoria di Lorenz venne messa in discussione da diverse osservazioni:

1. Ad esempio a seconda delle situazioni ambientali, un comportamento istintivo può

presentare un certo grado di variazioni e l’ordine con cui le diverse componenti della

sequenza istintiva si presentano può risultare modificato.

2.I dati mostravano cioè che in diverse circostanze una stessa componente di una ben

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determinata sequenza istintiva poteva presentarsi in posizione A o in posizione B, ma

ance che, in determinate situazioni, l’esisto comportamentale veniva raggiunto a

partire da sequenze che integravano comportamenti appresi nel corso dello sviluppo.

- in entrambe queste situazioni il modello della trame istintiva preformata non era in

grado di fornire una spiegazione adeguata di come l’individuo fosse in grado di

organizzare e coordinare flessibilmente sequenze comportamenti in vista del

raggiungimento di uno scopo atteso con funzione adattiva. Il modello idraulico

lorenziano, difatti, stabilendo la fissità della sequenza comportamentale successiva

alla scarica nervosa, non era ovviamente in grado di spiegare gli adattamenti e la

plasticità comportamentale che consentono comunque all’organismo di

raggiungere un determinato obiettivo anche in condizioni ambientali diverse da quelle

in cui il comportamento istintivo si è evoluto.

- E’ proprio in questo momento di crisi dell’etologia che si inserisce il contributo

essenziale della CIBERNETICA.

- nella concezione CIBERNETICA si presuppone che un sistema si mantenga in uno

stato di inattività fino a quando non viene rilevata una discrepanza tra lo stato ideale

del sistema, rappresentando a livello di meccanismo di controllo (che costituisce lo

scopo da raggiungere) e i parametri reali determinati dall’interazione tra il sistema e

l’ambiente. Quando si presenta questa discrepanza vengono prodotti degli

aggiustamenti che servono a modificare lo stato interno del sistema fino a far

coincidere nuovamente i parametri dello stato ideale con quelli dello stato reale.

Tale modello aveva rivelato la sua potenza euristica e applicativa nella messa a punto

dei sistemi di puntamento missilistico durante la II G. Mondiale.

- Era possibile riprodurre le caratteristiche del comportamento intenzionale umano in

una macchina. Con l’avvento della cibernetica cadeva, dunque, la barriera

epistemologica che nelle scienze del comportamento aveva separato le spiegazioni

causali da quelle finalistiche.

IL MODELLO TOTE E IL SISTEMA COMPORTAMENTALE DELL’ATTACCAMENTO

- Il contributo dell’etologia alla teoria dell’attaccamento passa dunque per il ricorso a

modelli cibernetici di spiegazione del comportamento istintivo.

La cibernetica esercita su Bowlby un’attrazione a vari livelli:

1. Settore in pieno sviluppo in Inghilterra negli anni 40. Non solo per la guerra ma

influenza anche la psicologia sperimentale.

2. Grazie alla cibernetica nasce la psicologia cognitiva.

3. Il modello TOTE è forse la più nota applicazione alla psicologia del concetto di

‘’sistema di controllo’’ della cibernetica. Esso prevede l’esistenza di un centro di

programmazione del comportamento che compie un’osservazione continua

dell’avvenuto raggiungimento di uno specifico obiettivo comportamentale,

correggendo il comportamento fino alla realizzazione della meta. L’acronimo TOTE

indica proprio la sequenza di operazioni di verifica, correzione, riverifica e

TEST-OPERATE-TEST-EXIT.

interruzione del comportamento a scopo raggiunto 

Questo concetto si rivela essenziale nella psicologia bowlbiana perché consente di

introdurre il concetto di aspettative all’interno di una cornice esplicativa del

comportamento e della motivazione non finalistica.

- Da questo punto di vista Bowlby intravede la possibilità di coniugare i nuovi modelli

della scienza cognitiva e della cibernetica con l’approccio allo studio del 4

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comportamento istintivo fornito dai nuovi orientamenti etologici (Niko Timbergen etc.).

Tale modello attinge direttamente alla teoria dell’informazione e ridefinisce il

comportamento istintivo nell’ambiento dei sistemi di controllo. Secondo tale nuova

accezione il comportamento istintivo è prodotto da un sistema di controllo che è

orientato al raggiungimento di uno scopo, costituito da una condizione specifica della

relazione tra individuo e ambiente. Nel caso specifico del sistema dell’attaccamento,

ad esempio, lo scopo stabilito del sistema comportamentale è la prossimità ottimale

tra il bambino e chi si prende cura di lui. Quando la condizione ideale non è raggiunta

(ad esempio il genitore si allontana), proprio come nel modello di MILLER,

GALANTER E PRIBRAM (TOTE), il sistema comportamentale viene attivato dando

luogo a una sequenza di comportamenti finalizzati a ristabilire la condizione ideale.

Tuttavia, a differenza del concetto di trama istintiva preformata, questo modello non

prevede la formazione di una sequenza predeterminata e invariante.

- La flessibilità del sistema garantisce anche che nuovi schemi comportamentali

possono entrare a far parte del repertorio di schemi che consentono di pervenire allo

scopo dell’organismo. Tale concezione pone rimedio ai limiti del concetto di trama

istintiva preformata. Essa consente di spiegare come a partire da uno scopo utile alla

sopravvivenza si possa strutturare un comportamento istintivo flessibile e aperto

all’apprendimento.

- La teoria dell&r

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/07 Psicologia dinamica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher adele.massa di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicologia dinamica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Cagliari o del prof Lucarelli Loredana.
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