Estetica e percezione
Taddio, 16.03.20, con Floriana Ferro. Rudolf Arnheim, Arte e percezione, testo classico (per i 9 cfu). Per i non frequentanti: Storia di sei idee (comunque utile). Citerà molti testi, se ci piacciono possiamo concordarlo via mail e sostituire con i testi base. Si può scegliere un percorso (di carattere storico e/o teorico).
Divisione del corso
Corso diviso in due parti. 1: storia estetica da Platone a Nietzsche. 2: fenomenologia della percezione (con problema del corpo).
Postumano e tecnologia
Postumano: ambito di studi che mette a problema relazione tra uomo e tecnologia, a partire da ibridazione interna ed esterna del corpo causata da tecnica e tecnologia. Anche al nostro interno importiamo tecnologia (cuore artificiale, per esempio); ultima frontiera: quando potenzieremo nostre capacità cerebrali.
Filosofia e metodologia
Filosofia non è metodologicamente assimilabile ad altre discipline: non ammette presupposti. Non dà nulla per scontato. Definire il punto di inizio determina sempre lo sviluppo successivo.
Esperienza diretta
Esperienza del qui ed ora (esempio della situazione attuale, distanza tra docente e allievi). Grazie a questa distanza si comprende il concetto di esperienza diretta, quella del docente è diversa dalla nostra, eppure abbiamo qualcosa in comune, altrimenti non potremmo intenderci. Es la sua esperienza immediata di fronte a un oggetto non è la stessa di un greco del V sec a.C.
Origini dell'arte e dell'uomo
Herzog, suono del battito del cuore, qui inizia l’uomo. Oppure 35 mila anni fa, nasce storia dell’arte. Primi battiti dell’uomo. Pitture rupestri, non nasce solo l’arte ma l’uomo. Stiamo tematizzando l’inizio; qual è l’inizio della filosofia? Rapporto tra filosofia ed estetica? Questo è un corso di estetica e di metafisica (altrimenti non la si può comprendere).
Rapporto tra estetica e metafisica
Dobbiamo intendere l’estetica in rapporto alla metafisica. Cioè definire l’apparire di una cosa e la struttura della cosa. Rapporto tra dimensione visibile e una non propriamente visibile. A partire dalla distanza con questi inizi, noi proviamo ancora emozioni (es di fronte alle prime pitture). Il sentimento che proviamo di fronte a queste forme, ha qualcosa in comune con quello provato dai primitivi di fronte alle stesse? Impatto emotivo di queste forme.
Heidegger e la percezione
Saggio, Heidegger. Saggi da anni 50 a 54; saggio “La cosa”, ’50. Tematizzare il titolo: perché la cosa? Perché l’opera d’arte è anche una cosa. Non collima del tutto il significato di un’opera d’arte, ma è anche questo prima di tutto. Però non sono semplici cose; opere d’arte sono in relazione con un’altra cosa: il nostro corpo.
Esperienza cinematografica
Problematico però definirlo solo cosa. Il nostro corpo è anche una cosa, ma per noi prima di tutto è il nostro corpo, il punto di vista sul mondo. Ciò si collega al tema della nostra esperienza immediata = tematizzare la nostra percezione. Saggio di Heidegger: “tutte le distanze nel tempo e nello spazio si accorciano”. Intese per come noi le percepiamo secondo la nostra esperienza diretta, non in senso fisico. Es percezione di un quadro, di un panorama, di un film… in queste esperienze si intrecciano spazio e tempo.
“Ora l’uomo arriva in poco tempo dove prima poteva arrivare solo dopo tante ore di viaggio”: grazie alla tecnologia. Ora è tutto più rapido, veloce. La nostra percezione di comprime, si accorcia. “Notizie che una volta si ricevevano solo dopo anni, ora giungono in un attimo”. Lo dice Heidegger ancor prima di internet, riferendosi alla radio.
Quando vediamo un film, sappiamo che non è vero, eppure cadiamo incantati nell’esperienza cinematografica e seguiamo il film come se quelle cose stessero veramente accadendo, partecipiamo. “Il culmine dell’eliminazione di ogni possibilità di lontananza è raggiunto dalla televisione” Heidegger, per noi oggi è internet, con la realtà virtuale.
Rapporto tra tecnica e percezione
Rapporto tra nostra esperienza diretta in relazione alla tecnica (fenomenologia della percezione). Che rapporto c’è tra cinema e pensiero? Documentario sulle grotte di Lascaux, “The Cave of Forgotten Dreams” pitture rupestri, di Herzog. (c'è sulla RAI)
L’opera d’arte contiene (le è immanente) una forma di pensiero. In che senso i film pensano da soli ed Herzog pensa filosoficamente ma attraverso il mezzo cinematografico? Herzog è attratto da scoperta delle pitture perché hanno questo aspetto della verità estatica, di potenza creativa che si manifesta e si rivela. Lui è interessato alle figure, ma soprattutto sul loro onirico. Chiede quali reazioni quasi inconsce, quali sogni hanno suscitato le pitture a coloro che le hanno scoperte. Incontro con la propria primordialità. Non tanto quindi interesse antropologico e storico, ma si chiede: in che modo la loro potenza agisce ancora oggi su di noi? Qui si scopre l’umano, oltre alle pitture rupestri. Si sente l’uomo primitivo più vicino a noi.
Documentari e film secondo Herzog
Documentario e film, differenza meno forte in Herzog. Realizza documentari come fossero film e viceversa. Es non ha quasi mai usato effetti speciali nei suoi film. Piuttosto realizza imprese ai limiti dell’impossibile. “Anche i nani hanno cominciato da piccoli” (consigli di documentario da prof Damiano Cantone) “Paese del silenzio e dell’oscurità” (sui ciechi e sordi, pone problemi disturbanti) “La conquista dell’inutile” di Herzog, diario anni 70 scritto sul set di Fitzcarraldo.
Temi filosofici e postumanesimo
Tema dell’inutile tipico di Georges Bataille (filosofo francese del 900) “Le cattedrali della preistoria” di Aczel. 18.03.2020 Parte generale è sulla fondazione della metafisica, da Platone a Nietzsche. Viviamo in un’epoca dove tutto è fluido e in divenire. Non esistono momenti di massima stabilità, tutto si muove rapidamente. Una teoria è qualcosa di mobile, non di fisso ed eterno. Viviamo nell’epoca della tecnica, del nichilismo. “La vera profondità sta in superficie” Hoffmannsthal.
La cornice del nostro tempo non è più ovvia quando la mettiamo in discussione. Dobbiamo comprendere la fondazione della metafisica per comprendere il suo tramonto (epoca contemporanea). Il percorso occidentale è un continuo tentativo di fondare la metafisica. Prima fondazione: greci. Seconda fondazione: Cartesio, poi Kant. Infine Nietzsche. Dobbiamo interrogare il passato e costringere questi grandi autori del passato a dialogare con noi, altrimenti è pura erudizione.
Filosofia e pensiero critico
Immagine di Kant: campo di lotta senza fine, tutti dicono il contrario di tutti. Le posizioni sono molteplici, si intendono quando si intende il problema. Molti punti di vista che discutono però su problemi con aspetti comuni, problemi spesso affini. Filosofia: presa di posizione teorica e discussione dei problemi. È così che si rende vivo un testo filosofico. Rapporto tra arte e tecnica, punto fondamentale.
Arnheim e il corpo
Parte monografica, Arnheim, rapporto tra arte e percezione. Parte generale e monografica entreranno in contatto tramite il tema del corpo. Affrontare il tema del corpo significa parlare di teoria della percezione.
Non è l’arte a morire, ma l’uomo come homo sapiens. Ibridandosi con la tecnologia, l’uomo si sta trasformando. Tema del posthuman, ha molte implicazioni di carattere etico, gnoseologico. L’uomo non vuole morire, come ogni forma di vita. È determinato dalla volontà di potenza (citando Nietzsche). Quindi da sempre si accompagna alla tecnica e alla tecnologia, volontà di superare la morte biologica. È portato a modificare la propria soggettività, rapporto tra uomo e tecnica. Uomo deve fare i conti con questa dimensione del post umano.
Scenari futuri e uomo
Negli scenari fantascientifici (ma non solo) ci sono anche altre prospettive: es sviluppo di intelligenza artificiale. Il problema è che questa nuova forma di vita lotta per sopravvivere, vuole conservare sé stessa, quindi se trovare nell’uomo una minaccia alla sua esistenza, gli si rivolterebbe contro, eliminando il suo stesso creatore. Oggi questo è ancora fantascienza, ma non è troppo distante dagli sviluppi della realtà. Molte tecnologie che sono state immaginate nel passato, sono state poi realizzate! Molte asserzioni sono state smentite (uomo non andrà mai sulla Luna, ad es).
Arte e filosofia
Cosa c’entra l’arte? Comprendere l’arte significa comprendere l’umano. L’arte è la nostra espressione di vita. Arte e filosofia accostate. Entrambe non si rivolgono direttamente a un’applicazione pratica. Ma cosa succede quando entrano in contatto con la realtà? Cosa può dirci ora la filosofia sulla realtà? Ci offre una sua visione del mondo. Un sapere utile da spendere per il mondo.
“Fisica e realtà”, Einstein, 1936. “In un’epoca come quella presente, in cui l’esperienza ci obbliga a cercare un nuovo, più solido fondamento [perché siamo davanti a una nuova rivoluzione, nuovi concetti di spazio e di tempo scoperti da Einstein. Ma deve occuparsene il fisico o il filosofo? Einstein dice che il fisico non deve lasciare il compito al filosofo]. Il fisico sa meglio e sente più nettamente dove la scarpa fa male” = conosce meglio degli altri la propria disciplina.
Rapporto tra filosofia e scienza
Toccato il problema del rapporto tra filosofia e scienza. Filosofia necessariamente interagisce con altre discipline. Il perimetro non è ben definito, la filosofia non può essere autonoma rispetto alle altre scienze. Da sempre la filosofia è un taglio trasversale rispetto a tante discipline (storia dell’arte, neuroscienze…). Vicinanza e lontananza, concetti vicini. La tecnologia ad esempio accorcia la distanza.
Concetto di arte, di opera d’arte, di estetica come disciplina autonoma (700) sono concetti recenti, non semplice applicarli all’arte rupestre. Interpretare una singola immagine può essere fuorviante. Ovviamente il significato originario non possiamo saperlo, possiamo solo fare ipotesi. Aczel, Le cattedrali della preistoria – il significato dell’arte rupestre: testo che evidenzia come l’arte rupestre mostri un’unità coerente, non sono singoli esempi, immagini, ma sono immagini che vanno interpretate in un’unità complessiva, un complesso logico e semantico realizzato su una superficie irregolare.
Interpretazione dell'arte rupestre
Commento di una pittura rupestre (bue, cacciatore, scena di caccia). C’è un ordine, il concetto di ordine e di logica è fondamentale per l’opera d’arte, per la raffigurazione, per un’organizzazione di carattere estetico. Per poter veicolare un certo contenuto c’è bisogno di una struttura ordinata. Ordine è alla base del pensiero. Possiamo certamente anche rappresentare il disordine, ma serve un ordine per esprimerlo.
L’interpretazione dell’immagine può essere diversa, ma c’è un ventaglio comunque limitato di interpretazioni. L’uomo primitivo, che noi consideriamo come qualcosa di altro da noi, doveva sopravvivere, cacciare… nonostante questo, si è sottratto tempo per dipingere questa immagine, che è anche curata. A distanza di anni, ancora noi riusciamo a condividere parte di quest’esperienza con l’uomo primitivo.
Arte come narrazione
La scena è narrativa, racconta qualcosa (scena di caccia). Cruda schematicità dell’uomo in questa figura. Attrae il nostro intelletto, non i nostri sensi (Bataille). Attrae il nostro intelletto, non i nostri sensi rispetto ad altre immagini presenti nella grotta che invece impattano su di noi visivamente. Per l’uomo proviamo un senso di “compassione”. Non c’è veramente un cambiamento nella distanza.
Questo discorso di Bataille non si limita a trovare il senso di questa opera d’arte, ma tutti i tipi d’arte. Occhio critico su quest’opera per cogliere il significato dell’arte stessa tramite la problematizzazione del suo inizio. L’arte è strettamente legata alla dimensione della temporalità = del momento in cui abita l’uomo che così esprime il suo modo di intendere il suo tempo, racchiudendo il significato in una forma che in qualche modo di sottrae al tempo, e che quindi ha a che fare con la morte (rapporto arte morte).
Empatia e arte
Bataille dice che la bellezza che suscitano queste pitture rupestri, può essere la stessa che noi cogliamo in un museo. È l’arte stessa che attraverso un sentimento ci restituisce una bellezza che è con lei dall’inizio alla fine. Anche la filosofia ha origine dalla meraviglia. La meraviglia è uno stupore che si prova davanti a qualcosa. Nel caso della filosofia è lo stupore verso i fenomeni che appaiono nella natura. Uomo greco (filosofia nasce in Grecia) guarda al tutto e prova stupore. Anche Galileo parla di meraviglia (fondatore scienza moderna). Ma questo sentimento di meraviglia ha la radice thauma = angoscia, è sia una meraviglia, ma una meraviglia angosciata.
Ontologia e angoscia
Uomo greco ci angoscia davanti al divenire delle cose. Categorie dei Greci, soprattutto ontologiche: essere e nulla. Uomo greco prende coscienza del fatto che egli può morire. Ha le categorie ontologiche di essere e nulla, se può pensare il nulla e il divenir nulla, allora prova angoscia. Uomo comincia a morire con i greci nel senso più profondo del termine. Uomo può diventare nulla.
Legame tra arte e filosofia
L’arte ci racconta l’uomo, e così farà la filosofia, seppur attraverso il logos e la ragione, che scaturiscono dal sentimento che ci lega al mondo e al divenire delle cose. Intimo legame tra arte e filosofia, tra arte e metafisica, tra il fatto che una cosa appare e il suo apparire. Legame tra visibile e invisibile. Dimensione temporale e atemporale (in relazione al significato che l’opera custodisce nel tempo).
Empatia e etica
Concetto di empatia normalmente si applica a fenomeni etici. Cos’è l’empatia? Problema rilevante. In che cosa l’empatia è peculiare? Io sento che l’altro prova qualcosa ma lo sento come un sentimento dell’altro e quindi non mio. Empatia non è la simpatia, ossia il sentire insieme all’altro, né l’immedesimazione.
Noi nei confronti delle pitture rupestri proviamo delle emozioni. Es noi siamo empatici verso l’uomo che è morto, o con il bisonte che è stato trafitto. È un’empatia a distanza, noi siamo lontani, no empatia faccia a faccia. Non conosciamo bene il mondo di chi ha prodotto l’opera, ma siamo comunque accomunati. È sempre un mondo umano. Tramite l’arte, una delle forme più elevate dell’espressione umana, noi arriviamo a provare empatia. Percepiamo la stessa emozione che ha animato chi ha dipinto e chi ne fruiva all’epoca, capendo però che non siamo loro, avendo coscienza della nostra diversità. Teoria che trova corrispondenza nelle visioni sviluppate dai fenomenologi.
Arte primitiva e modernità
Noi non possiamo riprodurre quello che esprimeva un primitivo, siamo molto diversi. Ma per qualcosa siamo simili, anche il primitivo di esprimeva con l’arte. Senso del sacro espresso tramite arte; arte e tecnica nascono insieme (in greco c’è la stessa parola, techné). Concetti che valgono anche per la scienza, sentimento dell’empatia, partecipazione al problema teorico. Probabilmente arte nata da dimensione di gioco (per caso uomo primitivo vede che la superficie della grotta era disegnabile…).
Inutilità di arte e filosofia
20.03.20 (stiamo riflettendo su cosa sia la filosofia, tematizzando il suo inizio e quello dell’arte… il rapporto con la scienza…) Arte e filosofia accomunate dunque dall’inutilità (= no pensate per finalità immediatamente pratica). Assieme alla matematica (anch’essa non pensata subito in relazione alla sua applicazione pratica), però ha sia un alto grado di astrazione, sia ha un grado di concretezza quando si incontra alla dimensione del reale.
Filosofia e applicazioni pratiche
Oggi immagine di filosofo può apparire inattuale rispetto a tempo in cui viviamo. Se necessitiamo di saperi concreti guardiamo alle scienze, alla medicina… Allora cosa può dirci oggi la filosofia sulla realtà? È sufficiente avere una visione del mondo per dirsi filosofi? La differenza sta nel come si giustificano le tesi filosofiche.
Rapporto con le scienze
Differenza filosofia e scienza, rapporto non scontato. Filosofia è una scienza? In che rapporto sta con le scienze? Cosa può dirci sulla realtà? Sicuramente filosofia, così come la matematica, non è immediatamente applicabile. Visione filosofia rispetto ad altre discipline, es fisica. 1936, articolo di Einstein: Fisica e realtà. (vedi appunti precedenti). Einstein grande scienziato e filosofo; fisica era considerata a fine 800 disciplina morta, invece nel 1905 Einstein la rivoluziona. Molti campi vivono rivoluzioni nei primi 50 anni del 900. Biologia, matematica…
Rivoluzioni scientifiche e fondamenti
Rivoluzione che necessita, come scrive E, di un nuovo fondamento. Tempo e spazio ripensati da E, operazione filosofica. E ci mostra la stretta relazione tra spazio e tempo, non sono più scindibili. Perché quando si parla di fondamenti si esce dalle discipline scientifiche e si fa un’operazione filosofica? In questi momenti si ripensa il senso stesso della disciplina, si va oltre la propria disciplina (e di fonda es filosofia della chimica, della fisica…). Si istituiscono nuove categorie… si ripensa il senso stesso della disciplina.
Einstein dice che questo lavoro non deve essere lasciato dai fisici ai filosofi. Il fisico sa meglio dove la scarpa fa male (come già detto). Oss
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