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Lineamenti di storia greca dalla formazione dei palazzi minoici alla pace di Naupatto

Il presente lavoro è stato realizzato tenendo conto del programma di storia greca del Prof. E. Federico. Consta di 126 pagine totali (INDICE, pp. 120-126).

Introduzione al corso di storia greca

Il corso di storia greca si occuperà della storia greca dal II millennio a.C. alla pace di Naupatto (217 a.C.), ultimo atto politico della grecità prima dell’arrivo dei Romani.

La fine della storia greca secondo gli studiosi

Alcuni studiosi ritengono che la storia greca finisca:

  • Con la battaglia di Cheronea (in Beozia, 338 a.C.) e quindi con la perdita dell’indipendenza delle città greche;
  • Con la distruzione di Corinto (146 a.C.) e dunque con l’affermazione del mondo romano;
  • Nel 31 a.C., l’anno in cui l’Egitto, ultimo grande regno ellenistico, cadde in mano romana;
  • Nel 529 d.C., data in cui l’imperatore Giustiniano fa chiudere le scuole filosofiche ad Atene.

Schema cronologico per orientarsi tra i concetti

Periodo Evento
II millennio a.C. Civiltà palaziali
XII-IX sec. a.C. Medioevo ellenico
VIII-VI sec. a.C. Età arcaica (si concretizza la realtà della polis)
V-IV sec. a.C. Età classica
323-31 a.C. Età ellenistica

Le civiltà palaziali (II millennio a.C.)

Nel II millennio si sviluppano tre civiltà:

  1. Civiltà minoica o cretese (a Creta)
  2. Civiltà cicladica (nelle Cicladi)
  3. Civiltà micenea o achea (nella Grecia centrale)

La civiltà minoica e quella micenea si esprimono attraverso il palazzo e per questo sono dette anche “civiltà palaziali”. Il palazzo è una società gerarchizzata, piramidale e burocratizzata. La società subisce una crisi intorno al 1200 a.C. e non conosciamo la natura di questa crisi (che di certo non fu improvvisa ma che collassa a causa dei sistemi burocratici).

Il medioevo ellenico (Dark Ages) (XII-IX sec. a.C.)

Dal XII al IX sec. a.C. si è soliti parlare di medioevo ellenico (o Dark Ages “età buie”). L’espressione “medioevo ellenico” è fuorviante e deriva dal pregiudizio illuministico secondo cui i secoli XII-IX a.C. erano caratterizzati da arretratezza economica. L’espressione Dark Ages fa invece riferimento all’assenza di scrittura, determinata dalla caduta dei palazzi e, dunque, dal crollo di un sistema burocratico.

L'età della polis (VIII-VI sec. a.C.)

Dal VII al IV sec. a.C. si parla di età della polis, che non è realtà di tutta la Grecia. La polis è una comunità con una classe dirigente maschile, proprietari terrieri e guerrieri che si autofinanziano.

L'età ellenistica (323-31 a.C.)

Dal 323 a.C. al 31 a.C., ossia dalla morte di Alessandro Magno alla riduzione dell’Egitto in provincia romana, si parla di età ellenistica con lo sviluppo delle monarchie.

Cronologia dal manuale di storia greca di Bettalli

Il Bettalli segue una cronologia differente:

  • III-II millennio a.C.: età del bronzo
  • 1200-700 a.C.: Dark Ages
  • 700-479 a.C.: età arcaica
  • 479-336 a.C.: età classica
  • 336-31 a.C.: età ellenistica

Il II millennio a.C.

La Grecia nell'antica età del bronzo (3000 a.C., circa)

Convenzionalmente l’inizio dell’età del bronzo in area egea si pone intorno al 3000 a.C. L’antica età del bronzo (3100-2000 a.C.) è un periodo di grandi innovazioni: si verifica la formazione di nuovi insediamenti e la conseguente crescita demografica, soprattutto nella Grecia centrale e meridionale. Emergono nuovi centri come:

  • Manika nell’isola Eubea
  • Lerna, Micene e Tirinto in Argolide
  • Cnosso nell’isola di Creta
  • Troia nell’Egeo nord-orientale

Si verifica anche l’intensificazione degli scambi a livello interregionale e della circolazione degli oggetti in metallo. Sono state date diverse spiegazioni al perché di tale crescita:

  • Colin Renfrew collega queste trasformazioni all’introduzione della policoltura mediterranea. L’aggiunta di viti e olivo ai cereali e ai legumi dell’agricoltura neolitica avrebbe causato una rivoluzione nell’economia della regione.
  • Andrew Sherrat (1981) riferisce un modello alternativo secondo cui le trasformazioni sarebbero legate all’introduzione dell’aratro e allo sviluppo di una vera e propria attività agricola, che avrebbe determinato lo sviluppo della pastorizia.

Entrambi questi modelli sono stati posti in discussione sulla base dell’assenza di una sufficiente evidenza paleo-ambientale per tutta l’area in questione. Nell’ultima fase dell’età del bronzo (2200-2000 a.C.) la storia delle regioni egee diverge di molto. Distruzioni e ridimensionamenti appaiono caratterizzare gran parte della Grecia centrale e meridionale, l’Egeo nord-orientale e il Vicino Oriente, dalla Mesopotamia all’Egitto. Per spiegare tale fenomeno si ricorrono a vari modelli:

  • Il modello invasionistico: in Egeo sarebbe giunta una popolazione di ceppo indoeuropeo, con predominanti caratteristiche guerriere, proveniente dall’Asia centrale, che avrebbe sostituito la vecchia popolazione neolitica, dedita prevalentemente all’agricoltura. I limiti di questa ipotesi sono numerosi sia dal punto di vista linguistico sia da quello archeologico.
  • Il modello del degrado territoriale: secondo alcuni, il deterioramento del territorio sarebbe stato causato dall’eccessivo sfruttamento verificatosi nel II millennio a.C.; secondo altri, dall’avvento di una fase di clima arido che può aver interessato quest’area.

Tuttavia, la situazione non si dimostra omogenea in tutto l’Egeo: le Cicladi attraversano una fase di stagnazione, mentre a Creta continua lo sviluppo che si manifesta con la formazione dei palazzi.

La periodizzazione della cultura minoica

Periodo Età Evento
2100-1900 a.C. Età pre-palaziale La comunità è organizzata in villaggi sparsi
1900-1700 a.C. Età proto-palaziale “Nascono” i primi palazzi
1700-1650 a.C. Crisi protopalaziale Gli archeologi notano un’interruzione materiale. Si assiste alla crisi dei primi palazzi
1650-1370 a.C. Età neopalaziale Ripresa della civiltà palaziale
Crisi 1370 a.C. Neopalaziale Il 1370 a.C. è una data fissata dalla cronologia egiziana: dal momento che nei documenti egiziani dopo il 1370 non compare più il termine Kephtiù (usato dagli Egiziani per indicare i Minoici) si è pensato che Creta fosse in crisi. È un’ipotesi opinabile.

La Creta protopalaziale (1900-1700 a.C.)

Le fonti di cui disponiamo per la conoscenza della cultura minoica sono principalmente tre:

  1. Fonti archeologiche: sono di certo le più ricche. L’iconografia minoica è ripetitiva: ci sono sempre scene naturalistiche di tauromachia e scene disimpegnate. Per quanto riguarda la scultura le tavolette non superano i 40 cm e sono perlopiù rappresentazioni della Dea dei serpenti.
  2. Scrittura: i Minoici avevano due sistemi scrittori: il geroglifico cretese e la Lineare A (che si diffonde in età neopalaziale). Entrambi i sistemi scrittori sono tutt’oggi indecifrati e forse quello minoico non è indoeuropeo.
  3. Mito: i miti su Creta ci vengono trasmessi dall’epica omerica, messa per iscritto a partire dall’VIII sec. a.C. Se accettassimo una prospettiva evemerista, potremmo trarre elementi storici da essa ma i miti subiscono una rifunzionalizzazione e riflettono la realtà della polis. I miti sono infatti polemici verso le monarchie e le tirannidi, per questo giudicano negativamente Minosse, che da una parte viene considerato giudice dei morti, dall’altra come essere crudele e spietato.

La "nascita" e lo sviluppo dei palazzi

La cultura minoica ha la sua irradiazione a partire dall’isola di Creta, nella cui parte centro-settentrionale sono stati scoperti nel 1900 i resti del Palazzo di Cnosso dall’archeologo inglese Sir Arthur Evans. L’aggettivo “minoico” è stato coniato proprio da Evans, il quale riteneva che Minosse fosse realmente esistito: lo studioso era condizionato dal clima positivista e dalla diffusione dell’evoluzionismo.

Il palazzo secondo Evans

Evans riteneva che Minosse fosse un “re-sacerdote” a capo di una struttura di potere organizzata gerarchicamente e che il palazzo fosse la sua residenza dinastica. Evans ha risentito molto dell’interpretazione di re-mago presente nel “Ramo d’oro” di Frazer, uno studioso vissuto a cavallo tra Ottocento e Novecento.

Il palazzo secondo Renfrew

Secondo Colin Renfrew, il palazzo era invece il centro del potere economico, nucleo primario di un’agenzia centralizzata a carattere territoriale, fondato sul sistema della redistribuzione. I palazzi minoici sono generalmente visti come il centro di piccoli stati territoriali che controllano singole regioni e loro risorse sulla base di un ordinamento politico, sociale ed economico gerarchizzato.

L’amministrazione palaziale sfruttava una sofisticata tecnica di monitoraggio delle attività economiche (in situ vi sono tracce di magazzini e strutture per la produzione e conservazione dei prodotti) fondata sull’apposizione di sigilli sui beni controllati dal palazzo, che era in grado di accumulare un notevole surplus di prodotti agricoli e di produrre beni di prestigio (anche importati da regioni esterne a Creta, tra i quali si devono menzionare sigilli in pietre dure, gioielli e ceramica policroma).

Il palazzo non sarebbe il centro del potere economico: il caso di Mallia

Di recente è stata posta in discussione l’idea del palazzo quale centro di tutte le attività economiche in un dato territorio in quanto:

  • Edifici protopalaziali a corte centrale non sembrano aver esercitato un reale ruolo di controllo sul territorio circostante;
  • Recenti studi archeologici hanno messo in luce strutture architettoniche di prestigio che, pur non avendo la forma e la dimensione dei palazzi, possono aver funzionato come centri in cui si svolgevano attività appannaggio del palazzo.

L’organizzazione del potere a Creta poteva far uso di modelli diversi da quelli palaziali e Mallia, con i suoi edifici di prestigio, ne costituisce la prova: qui le attività primarie per il funzionamento dell’apparato statale appaiono fisicamente distanti dal palazzo, suggerendo l’idea che più gruppi (o individui) potessero accedere alle risorse disponibili.

Su queste basi è stato concluso che la funzione primaria dell’edificio a corte centrale non sarebbe da ravvisare nella centralizzazione delle attività economiche e sociali, ma nell’espletamento di attività di tipo comunitario (che riguardavano una larga parte della comunità).

La gestione del potere nella Creta protopalaziale non sarebbe stata stabile e saldamente accentrata nelle mani di un unico gruppo. Si ipotizza che più soggetti siano in competizione per essa. Va anche sottolineato che manca a Creta un’iconografia di tipo reale, che documenti l’esistenza di un personaggio preminente dal punto di vista sociale. Dunque, manca una chiara evidenza a supporto di un potere individuale di tipo dinastico.

Testimonianze a favore di un potere individuale di tipo dinastico: Omero

Eppure c’è un passo dell’Odissea che va analizzato: in Hom.Od.XIX, Odisseo si finge cretese e dice di venire dall’antica Grecia, megàle pόlis, dove regnava (ebasìleue) Minosse ennèoros (cioè Minosse novennale) ed era hό aristès di Zeus (cioè Minosse era intimo compagno di Zeus).

Eforo di Cuma

Anche Eforo di Cuma (V sec.a.C.) e la tarda tradizione di pseudo-Platone ci dice che Minosse ogni nove anni andava sul Monte Ida per ricevere le leggi da Zeus. Inoltre, dalla cultura ittita sappiamo che anche lì il re doveva riconfermare il suo potere.

Ennèoros fa riferimento al ciclo luno-solare: anche i nomi dei personaggi connessi a Minosse richiamano tale ciclo (Pasifae, moglie di Minosse, si diceva che fosse figlia di Helios –il Sole- e il suo nome significherebbe “colei che splende a tutti”). In una glossa di Esichio di Alessandria (V sec.d.C.) si dice che Talos, figura mitologica connessa a Minosse, era il Sole.

Sulla base di queste osservazioni, quella di Minosse era una regalità divina –non vitalizia- e dipendente dal ciclo luno-solare.

Pseudo-Apollodoro

Ulteriore racconto interessante è il mito del Minotauro, narratoci da pseudo-Apollodoro (II sec.d.C.): Pasifae, insoddisfatta del marito, si era innamorata di un toro e si fece costruire una vacca di legno per potersi unire sessualmente a lui. Si tratta di teriomorfismo, cioè la divinità si trasforma in animale.

Aristotele e la ierogamìa

Nell’Athenaion Politeia, Aristotele racconta che durante gli Anthestèria, l’arconte eponimo presta per una notte sua moglie al dio Dioniso: l’unione della donna col dio avviene in un bucòlion –stalla-. Questo rituale ateniese veniva chiamato ierogamìa “nozze sacre” e consiste nell’unione del re o della regina con la divinità: ciò determina il rafforzamento della coppia regale tramite l’intervento divino.

Il Prof. E. Federico considera il mito del Minotauro poco attendibile e inventato successivamente dai Greci per sminuire i Cretesi.

Principali palazzi della fase protopalaziale

  • Cnosso: è il palazzo più grande dell’isola. Creta centro-settentrionale. Il primo palazzo a Cnosso sembra essere stato aperto a sud del Monte Ioukta, sulla sommità del quale aveva sede un importantissimo santuario. Forse l’edificio aveva una forte connotazione religiosa.
  • Festo: Creta sud-occidentale. Fu messo in luce da una missione italiana agli inizi del ‘900. È inquadrato a nord delle vette del Monte Ida, il più alto dell’isola.
  • Mallia: Creta nord-orientale. Ha avuto una stagione di studi tedeschi. Si tratta di un centro di tipo protourbano in cui, accanto al palazzo, troviamo una serie di edifici di alto livello qualitativo (Quartiere Mu, Villa Alpha, Cripta Ipostila) in cui venivano svolte attività essenziali. A Mallia le attività primarie per il funzionamento dell’apparato statale appaiono fisicamente separate dal palazzo, suggerendo l’idea che più gruppi potessero aver accesso alle risorse disponibili.

La crisi dei primi palazzi (1700-1650 a.C.)

I tre palazzi cretesi sembrano esser stati distrutti violentemente da un cataclisma naturale (forse un episodio di origine sismica), verso la fine del XVIII sec.a.C. A partire dal 1650 a.C., ha inizio il periodo dei secondi palazzi.

Le prime forme di scrittura: il geroglifico cretese e la Lineare A

Le prime forme di scrittura presenti a Creta intorno al 1900 a.C. sono il geroglifico cretese e la Lineare A. Queste sono scritture in parte contemporanee (gli studiosi tendono ad escludere un processo di filiazione) e utilizzate in ambito contabile. La Lineare A non ha antecedenti al di fuori di Creta ed è probabile che si tratti di un’invenzione locale, in parte ispirata ai generali principi di funzionamento dei sistemi grafici vicino-orientali: è un sistema di scrittura sillabico, tutt’ora indecifrato che affonda le sue radici nella Creta protopalaziale ma che si affermerà soprattutto in età neopalaziale (1650-1370 a.C.).

La Creta neopalaziale (1650-1370 a.C.)

Caratteristiche dell'età neopalaziale

Alcuni studiosi hanno messo in evidenza alcune caratteristiche che indicherebbero il passaggio dall’età protopalaziale a quella neopalaziale:

  • Dominio di Cnosso: il palazzo gode di una certa centralità amministrativa (ma non politica) e stabilisce una forte integrazione con l’abitato circostante.
  • Affermazione della Lineare A: usata in maniera massiccia in questo periodo.
  • Sviluppo dell’arte minoica: che evidenzia nella ceramica cospicue differenze fra le due fasi palaziali: la decorazione diventa sempre più ricca e fantasiosa e caratterizzata da temi naturalistici. Si registra anche una certa policromia degli affreschi, che illustrano una società vitale ed organizzata.
  • Irradiazione culturale a partire da Creta: l’isola cretese diventa il raggio d’espansione dell’intera civiltà cretese in ambito egeo, che fu ampio in quanto l’adozione di elementi minoici la si coglie nell’isola di Citera, in alcune isole delle Cicladi e sulla costa anatolica. Si tratta di presenza egea ma non egemonica.

Il problema della talassocrazia minoica

Le fonti letterarie greche parlano di talassocrazia minoica per un uso politico ed economico del mare che la città di Cnosso avrebbe esercitato in età neopalaziale. Tucidide, fonte storica alla base delle fonti letterarie greche, è rappresentata dallo storico ateniese Tucidide (460-370 a.C.), il quale chiarisce che Minosse dominò le isole Cicladi e il mare tutt’intorno per liberarle dai pirati e garantire un afflusso più sicuro di entrate. Dunque, Tucidide crede alla storicità del personaggio di Minosse e non al suo mito.

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-ANT/02 Storia greca

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Kyra90 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia greca e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi di Napoli Federico II o del prof Federico Eduardo.
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