Economia delle aziende di credito
Appunti per 2° parziale
Sistema finanziario
Un sistema finanziario è un insieme di mercati, autorità di vigilanza e operatori. All'interno di esso vengono scambiate delle attività finanziarie. Le attività finanziarie pesano meno degli immobili all'interno del nostro sistema.
Mercati
Un mercato è un luogo che può essere fisico oppure telematico, sul quale vengono scambiati determinati beni o servizi. In ambito bancario, se compro un titolo in borsa mediante un internet banking, sto lavorando su un mercato telematico. In Piazza Affari c'era la borsa fisica.
Mercato primario: in cui sono scambiati strumenti finanziari di nuova emissione, il cui collocamento consente agli emittenti di reperire fondi da impiegare a fini di investimento. In questi mercati si realizza la funzione di collocamento delle risorse monetarie dalle unità in surplus alle unità in deficit.
Mercato secondario: in cui avviene la negoziazione di strumenti finanziari già in circolazione. Essi offrono ai detentori di strumenti finanziari la possibilità di smobilizzare rapidamente gli investimenti effettuati, assicurandone la trasformazione in liquidità prima della scadenza contrattuale.
Mercati di broker e di dealer
Il broker è un soggetto che passa l'ordine di acquisto o di vendita di uno strumento finanziario ad un certo soggetto; un esempio sono gli agenti di cambio che c'erano in borsa, essi veicolavano il tuo ordine di acquisto in borsa, retribuito con una commissione. Il dealer compra e vende contemporaneamente un determinato strumento, poiché ha il bene in portafoglio. La differenza tra il prezzo di acquisto, quando si compra, e quello di vendita, quando si vende, viene comunicata in borsa; il prezzo di acquisto è minore di quello di vendita. Essi si chiamano bid e ask, e si parla di bid o ask spread, quindi di spread denaro/lettera.
Mercati OTC
OTC (over the counter) è un acronimo che significa non regolamentati. Il mercato di borsa è un mercato regolamentato, con un regolamento. Le operazioni SWAP o arbitraggi, nel caso dei derivati venduti agli enti pubblici. Lo SWAP è OTC, perché non è un mercato regolamentato, quindi sono i soggetti che si accordano su prezzi, quantità e tempi; esso non è un mercato regolamentato da regole di mercato.
Mercati diretti e mercati aperti/indiretti
Un mercato diretto è quando il prezzo viene fissato direttamente tra le parti, le quali si scambiano determinate quantità di attività finanziarie. Normalmente è un mercato fisico, quindi il mercato OTC è solo in parte un mercato diretto, poiché è un mercato di tipo telematico. Tipi di mercati diretti sono quello dei mutui, quello dei prestiti, quello dei conti correnti; questi sono mercati diretti perché il prezzo è fortemente influenzato dalla forza contrattuale delle parti.
Il tasso di interesse varia a seconda dell'importanza e della qualità dell'impresa, che vanno a costituire la forza contrattuale dell'impresa stessa. Maggiore è la forza contrattuale e minore sarà il tasso di interesse sul prestito richiesto dall'impresa. Il prime rate è il tasso di interesse minimo per la banca, che le banche sono disposte ad applicare all'impresa migliore.
Nel caso di FIAT, che era la prima impresa italiana, essa aveva creato un tasso, chiamato tasso FIAT. Esso era il tasso a cui la FIAT era disposta ad ottenere finanziamenti da parte delle banche. Questo tasso era un tasso below prime, ossia al di sotto del prime rate. Esso è il tasso attivo minimo ufficiale, in teoria al di sotto di esso non si poteva andare. La forza contrattuale delle parti, nei mercati diretti, incide molto. La raccolta e l'impiego sono classiche operazioni di mercato diretto.
Nel caso dei mercati aperti, il prezzo è dato ossia scaturisce dall'incontro tra massicce correnti di domanda e di offerta. Quindi non sono io che vado a contrattare, ma vi sono numerose persone, sia da una parte che dall'altra, che vanno a determinare il prezzo. Sui mercati aperti, la forza contrattuale delle parti normalmente non è rilevante. I mercati aperti sono:
- Mercato monetario: è un mercato nel quale vengono scambiate attività finanziarie di breve periodo. Nell'ambito bancario, il breve periodo dura 18 mesi, quindi un anno e mezzo. Per prassi operativa, il mercato monetario è quello in cui vengono scambiate attività finanziarie entro i 12 mesi. Vi sono operatori, che per finalità interne, adottano come breve periodo i 18 mesi. I BOT sono un classico strumento di mercato monetario (possono essere a 3, a 6 o a 12 mesi). Con il termine breve periodo si intende, per prassi, la vita residua.
- Mercato finanziario: è un mercato dove vengono scambiate attività finanziarie aventi una vita residua superiore all'anno, ossia oltre il breve periodo. Esso si suddivide in: obbligazionario, azionario e dei derivati.
- Mercato dei cambi: è il mercato sul quale vengono scambiate delle attività finanziarie che sono denominate in valute diverse dall'euro o dalla valuta domestica.
- Mercato internazionale dei capitali (K): è il mercato nel quale vengono scambiati euro prestiti ed euro obbligazioni.
Inizio anni Settanta
Situazione dei sistemi
Mercato monetario
- Titoli di stato: non c'erano titoli di mercato monetario
Mercato finanziario
- Borsa az.: la borsa aveva pochi titoli. All'inizio degli anni '70 e '80 l'acquisto in borsa non era ben visto, quindi la componente del mercato finanziario non era molto sviluppata
- Obbligazioni entro i 12 mesi emesse da enti pubblici. L'ENEL si finanziava mediante emissione di obbligazioni che derivavano da un emittente pubblico. La presenza pubblica in ENEL c'è ancora ed è significativa. Oltre agli enti pubblici emettevano obbligazioni anche le imprese, quindi soggetti privati di qualsiasi tipologia. Vi erano imprese attinenti a settori molto disparati che si finanziavano non tanto con indebitamento bancario ma ricorrendo al mercato, mettendo titoli di debito sul mercato, che il mercato compra e pagandole aiuta le imprese.
- Obbligazioni emesse dalle imprese. Le banche potevano assumere obbligazioni dalle imprese, che in quel periodo sono andate in crisi, di conseguenza le banche che in quel periodo erano in crisi hanno subito, a loro volta, la crisi delle imprese. Le banche hanno subito problemi nella gestione, ma sono state salvate dall'IRI che ha sopperito ai problemi che le banche avevano. In quegli anni le banche si dice che sono state irizzate, quindi salvate tramite l'intervento dell'IRI. Nel 1936 viene scritta la "Legge Bancaria" che oggi non è più in vigore ed è stata sostituita dalla Legge del 1994. Quest'ultima affermava che le banche, in seguito a ciò che era successo in passato, non potevano più assumere partecipazioni nelle imprese e non potevano nemmeno più concedere credito a medio-lungo termine, che in ambito bancario significa oltre i 18 mesi.
- ICS sono gli istituti di credito speciale: la S speciale indica due livelli di specializzazione di questi istituti. Il primo sulla durata delle operazioni che ponevano in essere, ossia operazioni a medio-lungo termine, ossia oltre i 18 mesi; il secondo era il settore, esistevano istituti di credito in ambito cinematografico e sportivo, queste attività erano finanziate dagli istituti di credito speciale. L'attività di pesca era finanziata da un istituto di credito peschereccio. Gli istituti potevano finanziarsi solo emettendo obbligazioni perché, non avendo gli sportelli come le banche, non potevano effettuare l'operazione di raccolta; inoltre, non si finanziavano in borsa perché non erano quotati. L'unica modalità per finanziarsi erano gli ICS. Alcuni di questi istituti esistono ancora oggi e finanziano alcune attività sportive.
Mercato dei cambi
All'inizio degli anni '70 le banche non avevano valute in cambi; le tenevano solamente per fini transattivi. Il rischio dell'oscillazione del cambio comportava problemi solo a carico di colui che richiedeva il denaro in valuta straniera. La banca aveva solo il ruolo di cambia valute.
Mercato internazionale dei capitali
Non esisteva ancora.
Struttura del sistema finanziario
La struttura del sistema finanziario è complicata ma importante in quanto rimane valida anche per i decenni successivi; solo nell'ultimo decennio perde la sua importanza. Ancora oggi il personale più vecchio delle banche utilizza una terminologia ancorata a questa struttura finanziaria. Il sistema finanziario era articolato in due sottosistemi:
- Il sistema creditizio: era articolato in due sottosistemi in seguito alla "Legge Bancaria" del 1936.
- Sistema bancario: presentata al suo interno autorità di vigilanza e delle banche.
- Sottosistema delle "Autorità di vigilanza": le autorità erano:
- La Banca d'Italia.
- Il CICR: Comitato interministeriale per il credito e il risparmio.
- Il ministero delle finanze (oggi è il ministero dell'economia).
- Non c'era ancora la BCE.
- Sottosistema delle "Banche": le banche appartenevano a delle categorie giuridiche che sono:
- BIN (Banche d'interesse nazionale): erano banche presenti sull'intero territorio nazionale con le loro filiali. Queste banche erano il Credito Italiano (Unicredit), la Banca Nazionale d'Italia (Intesa) e il Banco di Roma (Unicredit). Erano banche pubbliche di interesse nazionale, quindi il capitale di queste banche era in larga parte pubblico.
- Non ci sono più.
- ICDP (Istituti di credito di diritto pubblico): Banco di Napoli, Banco di Sicilia, Banco di Sardegna, Monte dei Paschi di Siena. Sono banche pubbliche.
- Non ci sono più.
- CR (Casse di risparmio): Le casse di risparmio erano banche pubbliche, aventi una finalità pubblica, ossia quella di far crescere il risparmio nel nostro paese. Il 50% dell'utile di queste banche doveva essere devoluto in beneficienza. In un certo momento la Cariplo (Cassa di risparmio delle province lombarde) è stata la cassa di risparmio più grande al mondo.
- Non ci sono più, sono tutte società per azioni di ambito privatistico.
- ACO (Aziende di credito ordinario): non sono banche pubbliche, ma banche commerciali, di natura privatistica.
- Esistono ancora ma si chiamano Banca spa.
- POP (Banche popolari): erano e sono delle banche contraddistinte da un forte spirito cooperativo e dal voto capitario. Voto capitario significa che: se c'è una banca popolare e immaginiamo che di questa banca popolare quotata io ho 100 azioni, un altro ne ha 1000, nel momento in cui si va a votare in assemblea tutti i voti hanno lo stesso peso.
- Esistono ancora oggi, ma le prime dieci banche popolari per totale attivo (Banco Popolare, UBI Banca, Banca Popolare di Sondrio) sono costrette per decreto legge a trasformarsi in società per azioni. Quando una banca popolare non funziona più secondo il meccanismo del voto capitario, l'effetto è che cambia la struttura/linea societaria e che possono essere acquisite da un'altra banca, quindi sono più contendibili. Per questo motivo prima del decreto legge il Credito Valtellinese valeva 0,75, mentre ora 1,24, tutto questo è dovuto al fatto che è più probabile che queste banche vengano comprate o che a loro volta comprano altre banche.
- CRA (Casse rurali e artigiane): sono delle banche piccole a livello dimensionale che hanno una natura fortemente cooperativa, non col voto capitario ma con meccanismi particolari. Esse avevano non più di 10 sportelli che presidiano un territorio di riferimento piccolo, soddisfando le esigenze di base di territori circoscritti. Gli originator delle CRA, ossia quelli che fondavano queste banche, erano spesso imprenditori locali, che cercavano di dar vita ad un intermediario bancario attento alle esigenze di un territorio circoscritto.
- Non ci sono più perché sono chiamate BCC (Banche di credito cooperativo), ma la natura rimane comunque simile alla natura delle CRA. Sono le banche più numerose, su circa 700 banche esistenti più della metà sono BCC.
- BIN (Banche d'interesse nazionale): erano banche presenti sull'intero territorio nazionale con le loro filiali. Queste banche erano il Credito Italiano (Unicredit), la Banca Nazionale d'Italia (Intesa) e il Banco di Roma (Unicredit). Erano banche pubbliche di interesse nazionale, quindi il capitale di queste banche era in larga parte pubblico.
- Sottosistema delle "Autorità di vigilanza": le autorità erano:
- Sistema bancario: presentata al suo interno autorità di vigilanza e delle banche.
- Il sistema bancario italiano era un sistema pubblico, poiché le banche più importanti erano di tipo pubblico. Di conseguenza chi decideva era il pubblico. La scelta dei soggetti che occupavano posti di vertice in queste banche era una scelta politica. Si parlava di banche bianche, espressione in senso lato della democrazia cristiana, e banche rosse, espressione del partito comunista e socialista. Un soggetto che svolgeva attività d'impresa, vicino a ideali cattolici era più facile che ottenesse credito dalle banche bianche, anziché da quelle rosse, e viceversa. Oggi non ha peso, ci sono banche quali il MPS che, inizialmente era una banca rossa, a causa della sua area di insediamento prioritaria, ossia la Toscana, dove la sinistra ha sempre avuto maggior peso, ancora oggi lo è ma non perché esiste una ragione politica (i vertici scelti presentavano una connotazione politica e economica talora disgiunta da livelli di competenza adeguati).
- Oggi, il nostro sistema è in larga parte privatistico. Le categorie di banche esistenti sono tre:
- Le Banche S.P.A.
- Le Banche Popolari: sono le meno numerose
- Le Banche di Credito Cooperativo: sono le più numerose
- Sistema degli ICS
- Il sistema A.I., ossia degli altri intermediari: in questo sistema si avevano degli intermediari finanziari ma non creditizi. Tra di essi figurano le assicurazioni, le società fiduciarie, le società di leasing.
Fenomeni caratterizzanti
I fenomeni caratterizzanti all'inizio degli anni '70 sono:
- Centralità banche: il sistema bancario era un sistema banco centrico perché il sistema delle banche rispetto a quelli degli altri intermediari era più grande. I flussi finanziari provenivano prevalentemente dalle banche.
- Specializzazione: c'erano intermediari che operavano nel breve termine e intermediari ICS che operavano nel lungo termine, in questo caso era una specializzazione temporale; la separazione era dovuta alla legge del '36. Un'altra specializzazione era quella delle banche, specializzate dal punto di vista giuridico. Volterra aveva quote di mercato inferiore rispetto alla CR Volterra perché si lavorava su nicchie di mercato distinte.
- Sistema orientato agli intermediari: le imprese ritraevano le risorse, che loro necessitavano per operare, tipicamente dagli intermediari. La concessione di prestiti da parte delle banche alle imprese era una condizione fondamentale per far sviluppare il sistema economico. La via finanziaria allo sviluppo è il fatto che: se non c'è credito non ci si sviluppa. Nei sistemi anglosassoni, il sistema era prevalentemente orientato ai mercati, quindi se l'impresa voleva finanziarsi doveva quotarsi in borsa.
- Debito basso: negli anni '70 il debito pubblico non c'era.
- Primi shock: i primi shock riguardavano gli shock petroliferi che facevano aumentare l'inflazione. Oggi accade il contrario perché il prezzo del petrolio diminuisce, a sua volta l'inflazione è negativa e questo è alimentato anche dai costi dell'energia che aumentano.
Rischi/gestione
- Rischio di credito: è quello che si verifica quando concedo un prestito e questo non mi viene rimborsato. La modalità prevedeva la richiesta al soggetto finanziato di garanzie di tipo reale, quali l'ipoteca sull'immobile, o personale, come la fideiussione.
- Esempio. Io sono la banca, un individuo è l'impresa, ossia un soggetto che mi chiede soldi; dovrei effettuare valutazioni prospettiche per vedere se in futuro mi potrà rimborsare, se nella valutazione vien fuori che riesce a rimborsarmi io gli do il credito, se non riesce a rimborsarmi non glielo concedo. La copertura del rischio di credito è basata sulla richiesta di garanzie, soprattutto reali, alla clientela, quindi di strumenti utilizzati solitamente per le imprese in liquidazione e non in funzionamento.
- Rischio di tasso e di cambio: per proteggersi dalle oscillazioni dei tassi. All'inizio degli anni '70 il mercato dei derivati era fiorente e il regime dei tassi era prevalentemente fisso. Bisogna vedere se si ragiona in un regime di prestito o di raccolta. Se i tassi di interesse dovessero scendere io traggo dei benefici. Più la posizione è aperta più rischio. Negli anni '70 operavano con posizioni aperte largamente trascurabili. Al contrario più la mia posizione è chiusa e meno rischio. Per certi versi il rischio di cambio e il rischio di tasso rientrano nel market risk, ossia nel rischio di mercato che può derivare dall'oscillazione dei tassi e dei cambi.
- Rischio di commistione: la commistione si ha quando una banca è intrinsecamente legata ad un'impresa; ciò fa sì che il venir meno della solvibilità dell'impresa fa, a sua volta, venir meno anche l'equilibrio nella gestione della banca. La "Legge Bancaria" del '36 aveva sancito il divieto per le banche di comprare partecipazioni nelle imprese. Questo divieto viene meno con l'introduzione del T.U.B., in cui è presente la nuova "Legge Bancaria" del 1993, che entrerà in vigore nel 1994. Essa consentirà alle banche, in maniera disinvolta, di entrare nel capitale delle imprese, e alle imprese di entrare in quello delle banche. Ciò può, però, portare a gravi problemi.
Inizio anni Ottanta
Situazione dei sistemi
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