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L'influenza sociale

Capitolo 1: Che cosa è l'influenza sociale

L'influenza sociale è un fenomeno presente praticamente in ogni aspetto della vita, occupa un posto di rilievo nella teoria e nella ricerca psicologico-sociale. Essa viene usualmente accostata ad altri fenomeni simili come: la persuasione, il cambiamento degli atteggiamenti, il potere – mettendone in luce somiglianze e differenze. Sarà presentata una differenza tra fonti attive e fonti passive di influenza. Infine verranno spiegate le caratteristiche principali che aiutano a definire l'impatto del processo di influenza sociale, come la sua intensità, la sua persistenza nel tempo e la sua resistenza a pressioni contrarie.

Col progredire della ricerca sul tema, risulta sempre più evidente che questo fenomeno si manifesta nei modi più disparati e può produrre effetti estremamente differenzianti, riconducibili con difficoltà sotto l'ombrello di una comune definizione. Ci limitiamo a dare una definizione "aperta" che tiene conto dell'estrema varietà di processi:

Lo studio dell’influenza sociale approfondisce le modalità con cui i processi mentali, le emozioni e i comportamenti degli individui (o dei gruppi) sono modificati dalla presenza (effettiva o simbolica) di altri individui (o gruppi).

Tipi di influenza

  • Influenza della maggioranza: pressione sociale e conformità. Io non sono d'accordo con i riti di iniziazione delle confraternite tuttavia ne faccio parte quindi appena arriva uno nuovo non esprimo la mia opinione e mi conformo con il gruppo.
  • Influenza minoritaria: si riscontra come le minoranze possano produrre profondi cambiamenti nel contesto sociale, così come possono, al contrario, lavorare attivamente per preservare lo status quo delle relazioni sociali. Es. dei pittori illusionisti a Parigi che vennero ignorati dalla mostra più importante, ridicolizzati. Decisero di fare una mostra tutta loro.
  • Influenza della competenza: sentire un qualcosa da un personaggio illustre o esperto ci spinge a seguirlo in qualche modo. Economista dice X io faccio X. Influenza dovuta alla credibilità.
  • Influenza senza messaggio: quando tra due ristoranti scegliamo quello dove sono parcheggiate più macchine e quindi quello con più clienti quindi sinonimo di buona cucina. Influenza involontaria e ignoranza pluralistica.
  • Malattia psicogena di massa: malattie collettive di origine psicologica, sbagliata diagnosi pubblica di un infermiere che ha scaturito il malessere degli altri credendo di essere avvelenati.

Influenza, influsso e suggestione

Influsso non si usa perché essa evoca oggi soprattutto un effetto di carattere generale, spesso arcano e incontrollabile (es. influsso degli astri sull’indole e la sorte degli individui). Per quanto influenzare e influire siano in italiano due sinonimi in quanto derivano entrambe da una matrice comune nel latino influere, i loro significati sono diversi soprattutto per ciò che riguarda appunto l'influenza sociale. Infatti l'influenza agisce a volte in modo nascosto e colpisce persone inconsapevoli, ma, gran parte dei processi di influenza sociale non si basano su risposte irrazionali ma su giudizi e ragionamenti. È forse questo il motivo per cui la parola "influsso", con il suo alone di magia, non è amata dagli attuali ricercatori.

Per la stessa ragione riscuote oggi scarsa simpatia tra gli psicologi sociali il termine suggestione, che costituisce l'antecedente storico dell'influenza e godette di grande fortuna sino agli anni 40. Fu Solomon Asch ad utilizzare tale termine con tale accezione: un processo capace di indurre le persone ad accettare in modo arbitrario opinioni e valutazioni senza tener conto della loro qualità. Restii oggigiorno ad utilizzare tale termine in quanto evoca un’immagine di passività e soggezione che, nell’epoca dell’alta tecnologia, ripugna e spaventa.

Cosa accomuna i processi diversi di influenza?

Un processo di influenza sociale implica che il destinatario (bersaglio) compia un riaggiustamento del proprio comportamento, delle proprie idee o dei propri sentimenti in conseguenza del comportamento, delle idee o dei sentimenti espressi da altri (fonte o agente di influenza). Questo riaggiustamento comporta, nella maggior parte dei casi, un riavvicinamento più o meno esplicito della posizione della fonte.

A volte, tuttavia, non è così. L'influenza può, infatti, provocare anche cambiamenti in altre direzioni o di altro tipo.

  • Innanzitutto esiste la possibilità che l'agente di influenza produca una reazione negativa, di senso opposto a quello auspicato, il cosiddetto effetto boomerang.
  • In secondo luogo, alcuni tipi di fonti, in talune circostanze, possono ottenere un impatto di genere diverso, che non comporta l’assunzione (o il rifiuto) di una determinata posizione. Le persone possono reagire riflettendo di più (o di meno) sul problema in questione, migliorando (o peggiorando) il livello della loro prestazione, diventando più (o meno) creative e così via.
  • Va aggiunto che in certi particolari casi, l’influenza sociale può anche non condurre a un cambiamento, ma agire come freno, impedendo alle persone di cambiare quando lo desidererebbero. Es. mi trovo in sintonia con il mio gruppo, però un giorno cambio idea rispetto a un certo argomento e non riesco, pur volendo, a dichiararlo. In questo caso l'influenza del gruppo ha per effetto un'omissione di cambiamento, poiché mi impedisce di esprimere una mia nuova opinione, di manifestare il mio disaccordo.

Cosa differenzia l'influenza da altri processi?

Vediamo ora quali sono gli aspetti comuni e le diversità che esistono tra l'influenza e alcuni altri fenomeni con cui viene spesso identificata.

Influenza sociale e persuasione

Influenza sociale e persuasione: questa è la sovrapposizione più frequente sia all'esterno che all'interno del mondo scientifico. Tuttavia influenza e persuasione non sono sinonimi, poiché la persuasione costituisce solo uno dei possibili tipi di influenza sociale.

  • Come si è già detto, subire un’influenza di qualcuno non significa necessariamente aderire o avvicinarsi alla sua posizione; cosa che risulta invece fondamentale nel processo di persuasione.
  • Inoltre la persuasione è intesa generalmente come quella particolare forma di influenza che si produce quando le persone sono esposte a un messaggio relativamente complesso in cui il comunicante esprime una posizione e adduce uno o più argomenti a supporto della propria posizione (Eagly e Chaiken). Un processo di influenza invece non necessariamente si basa su messaggi o argomentazioni: possiamo essere influenzati da comportamenti o immagini, non solo da parole.
  • Una ulteriore distinzione (fondamentale) tra i due processi riguarda l’intenzionalità della fonte, sempre presente nel processo di persuasione a differenza dei processi di influenza, che possono invece avvenire anche senza l’intenzione volontaria di modificare i pensieri o le azioni del bersaglio.

Influenza e cambiamento di atteggiamento

Influenza e cambiamento di atteggiamento: rapporto complesso tra influenza e cambiamento di atteggiamento. Nessuno dei due fenomeni comprende interamente l’altro, pur se esistono anche qui numerose sovrapposizioni. Possono essere individuate almeno tre differenze fondamentali:

  • Un cambiamento di atteggiamento (intendendo per atteggiamento la valutazione globale e relativamente durevole di un determinato oggetto) è solo uno dei possibili esiti di un processo di influenza sociale. L’influenza infatti può produrre effetti sul comportamento e sui sentimenti oltre che sulle idee.
  • Un cambiamento di atteggiamento non deriva necessariamente dall’influenza che una persona esercita sull’altra, ma può essere anche attivato dal ragionamento, dal comportamento e da un sentimento della persona stessa; per esempio, secondo la teoria della dissonanza cognitiva, un cambiamento di atteggiamento può avvenire allo scopo di ridurre lo spiacevole stato di tensione in cui si trova un individuo quando agisce in modo marcatamente discrepante rispetto al proprio modo di pensare. Es. animalista che usa una giacca di pelle, per superare la dissonanza cognitiva il soggetto o non usa più giacche di pelle o diventa meno animalista. La possibilità di un cambiamento autoprovocato è suggerita anche dalla teoria dell’autopercezione (Self-perception theory di Bem), per la quale gli atteggiamenti mutano in relazione ai comportamenti assunti anche quando questi ultimi non sono particolarmente contrastanti con le idee iniziali. In pratica, gli individui riaggiusterebbero continuamente i loro atteggiamenti basandosi sull’osservazione del proprio comportamento.
  • Le successive ricerche hanno messo in luce come un cambiamento di atteggiamento possa sopravvenire anche solo per abitudine ('la familiarità porta al gradimento'). È stato rilevato come la mera esposizione a uno stimolo, se ripetuta, sia sufficiente a migliorare il nostro atteggiamento nei confronti dello stimolo stesso (Es. atteggiamento dei francesi nei confronti della tour Eiffel: inizialmente violente critiche e considerata una imperdonabile profanazione. Oggi invece la torre è vista con simpatia, non perché sia reputata più bella, ma perché è entrata a far parte del paesaggio cittadino, è diventata un simbolo e un elemento caratteristico della capitale francese; i parigini si sono abituati ad essa, come ci siamo abituati tutti noi).
  • Infine lo studio degli atteggiamenti è focalizzato sull’analisi dei processi psicologici individuali, mentre lo studio dell’influenza sociale colloca in primo piano il contesto sociale e le relazioni che intercorrono tra sorgente e bersaglio.

Riassumendo, possiamo concludere che, come l’influenza può condurre a esiti diversi tra i quali anche, ma non solo, il cambiamento di un atteggiamento, così il cambiamento di atteggiamento può dipendere da vari fattori tra i quali anche, ma non solo, l’influenza degli altri.

Influenza e potere

Influenza e potere: una terza sovrapposizione che ricorre con frequenza sia nella letteratura scientifica, sia nel linguaggio comune, è quella tra influenza e potere. Già Moscovici sentì la necessità non solo di ricordare come nella società potere e influenza vengono esercitati attraverso canali differenti, ma espresse anche la necessità di mantenere separati anche sul piano teorico tali costrutti. Hollander tentò di effettuare tale operazione definendo il potere: la possibilità di controllare le persone, cose ed eventi. Mentre l'influenza: è basata essenzialmente sulla persuasione. Ciò è stato riportato anche da Turner. Tuttavia, alla luce del discorso precedente sulla relazione tra influenza e persuasione tale distinzione risulta insoddisfacente.

In linea generale si può osservare che il termine potere esprime una relazione, mentre il termine influenza si riferisce a un processo. È vero che spesso una relazione di potere (A su B) comporta svariati processi di influenza (A influenza B), ma è anche vero che B essendo senza potere possa comunque influenzare A. Queste forme di influenza senza potere hanno interessato in modo rilevante la psicologia sociale solo a partire dagli anni ’60 del secolo scorso: si è cominciato allora a studiare gli effetti che un subordinato può produrre sul leader, quando riesce a ingraziarselo, e quelli che una minoranza attiva e determinata può indurre nella maggioranza. Quindi l’influenza può essere esercitata da persone o gruppi di potere ma non solo.

Aspetti, modalità e prerogative di un processo di influenza

Si parlerà di alcuni aspetti generali del processo di influenza:

  • Rapporti tra fonte e bersaglio
  • Tipi di pressione che una fonte può esercitare e un bersaglio subire
  • Dei possibili livelli, intensità e della durata dell’impatto.

Chi influenza, chi è influenzato: complicazioni e semplificazioni

Inizialmente quando il paradigma teorico prevalente in psicologia sociale era il comportamentismo, l’influenza è stata considerata come un processo unidirezionale in base al quale il bersaglio rispondeva in modo quasi meccanico a uno stimolo proveniente dalla fonte.

La ricerca più recente, che superò il troppo semplice modello S-R, tende a vedere l’influenza come un processo di tipo costruttivo, nel quale il bersaglio reagisce alla sollecitazione proveniente dalla fonte sulla base delle informazioni di cui è in possesso, delle emozioni che prova e delle motivazioni che lo muovono. Quindi il processo di influenza non può essere ricondotto a una semplice risposta appresa, ma è l’effetto dell’incontro tra l’esperienza del bersaglio e lo stimolo a cui esso è esposto. Inoltre è apparso sempre più evidente come sia estremamente limitativa una visione unidirezionale dell’influenza: nella normale interazione e nella comunicazione della vita quotidiana, coloro (individui o gruppi) che entrano in rapporto si influenzano reciprocamente.

All’interno di quest’ottica alcuni studiosi hanno definito leader la persona che, all’interno di un gruppo, riesce a influenzare gli altri membri del gruppo più di quanto questi ultimi riescano a influenzare lui o lei. La psicologia sociale ha studiato sia i fenomeni di influenza reciproca sia quelli di influenza asimmetrica o unidirezionale. Si cerca di scindere e frazionare tale interazione solo a scopo di semplificare la comprensione in quanto nella vita quotidiana ciascuno di noi è spesso contemporaneamente fonte e bersaglio di influenza sociale.

La fonte passiva: gli effetti della semplice presenza

Diviene utile distinguere una fonte passiva (coloro i quali esercitano un’influenza in modo inconsapevole es. andare a mangiare in un posto e lasciare la macchina fuori che può suggerire ad altri che quel posto sia buono) e una fonte attiva (coloro i quali esercitano un’influenza intenzionalmente -> es. azienda pubblicitaria che ha proprio lo scopo di influenzare i bersagli i quali saranno spinti ad acquistare quel determinato prodotto) di influenza sociale.

Fonti passive: la semplice presenza degli altri è sufficiente a favorire o a inibire certi comportamenti e certe attività cognitive. Il primo fenomeno, comunemente definito facilitazione sociale, è stato rilevato già nell’800, ossia ben prima che nascesse la psicologia sociale sperimentale. In primis studiato da Allport il quale considerò la facilitazione sociale come uno dei meccanismi esplicativi di comportamenti collettivi estremi. Nella situazione di folla, ad esempio, la singola persona sarebbe spinta a intensificare la propria risposta allo stimolo sociale (si noti approccio comportamentista) del fatto di trovarsi in mezzo ad altri che agiscono nel suo stesso modo e che presumibilmente provano ciò che essa stessa prova.

Ma la presenza degli altri può, non solo facilitare, ma anche inibire i comportamenti e i ragionamenti. È stato definito indolenza o inerzia sociale (social loafing) il calo di motivazione e di impegno che si verifica quando le persone sono coinvolte in un’attività collettiva – o, comunque, si trovano insieme ad altri – rispetto a quando le stesse persone agiscono individualmente (Latané et al). Caso tipico di inerzia sociale riguarda i comportamenti di aiuto mancato: soccorso a una persona in caso di pericolo nonostante ci fosse non una ma diverse persone.

Nel caso dell’omicidio di Kitty Genovese nel Queens a N.Y. la quale fu uccisa a coltellate mentre stava tornando a casa dal lavoro la sera tardi. Ben 38 persone avevano assistito all’evento che durò circa 38 minuti e nessuna di queste persone aveva mosso un dito, neanche per telefonare alla polizia. Latané e Darley hanno sostenuto che uno dei fattori responsabili di questo fenomeno, definito apatia degli astanti, è un meccanismo d’influenza sociale. È proprio il fatto che a un’emergenza assistano molte persone una delle cause della mancata assistenza.

Infatti, nelle situazioni che sono poco chiare e in cui si è incerti sul comportamento da tenere, il comportamento degli altri condiziona la nostra interpretazione della situazione e il nostro comportamento; tale fenomeno è stato definito come influenza informativa o prova sociale. Questo tipo di verifica può, in certi casi, rivelarsi fallace e condurre a un’ignoranza pluralistica, per la quale ciascuno degli astanti è indotto dall’apparente mancanza di coinvolgimento degli altri a sottovalutare la gravità della situazione e a pensare che non si tratti realmente di un’emergenza.

Quando invece la situazione è percepita dagli individui come grave in modo inequivocabile, può subentrare un altro meccanismo, la diffusione di responsabilità. Ancora una volta è il numero degli astanti a provocare questo fenomeno: se numerose persone sono testimoni di un determinato episodio, il senso di responsabilità individuale nel porvi rimedio tende a calare molto sensibilmente e ciascuna delle persone sente meno necessario soccorrere chi è in difficoltà.

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/05 Psicologia sociale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher adele.massa di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicologia dei gruppi e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Cagliari o del prof Fornara Ferdinando.
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