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Storia del pensiero politico

03/10/16

Tre cose importanti da ricordare: contenuti, metodo e modalità d’esame

Contenuti

Cos’è la storia del pensiero politico? Precedentemente si parlava ed era denominato storia delle dottrine, perché insegnano con lo scopo di agire. Sono costruzioni teoriche con fine l’azione, insegnare la politica per metterla in azione. Esempio: Marx e Marxismo, cioè dalla filosofia al socialismo reale, dalla dottrina all’azione e strutturazione di un programma politico  pensiero elaborato ai fini dell’azione e per la formazione di seguaci e la creazione di un’ideologia.

Riferendoci al contenuto della materia, intendiamo concentrarci sulla sistematicità della riflessione politica nella storia. L’oggetto è la politica, la sua prima forma si manifesta nelle poleis dove l’insegnamento urbano gradualmente diventa il luogo di riflessione e l’agire della polis stessa. Quindi, il termine polis indicava la comunità umana come luogo fisico per la riflessione politica. Con la scomparsa del mondo greco, però, scompaiono anche i termini polis e politica (per circa 2000 anni), che vengono sostituiti da civitas.

Paradosso: la riflessione politica manca del suo sostantivo. Questo termine ricompare per la prima volta con Althusius (1600), poi successivamente nel 1800 tutto diventa politica. Nell’Europa odierna solo il mondo anglosassone conserva la differenza terminologica greca tra policy (politiche pubbliche, policy maker), politics (comunità politica), polity (ciò che è politico).

Un altro punto interessante è il legame a doppia corda.

Metodo

Qual è il metodo della disciplina? In Italia conosciamo quello di Mosca e le diverse scuole di pensiero legate alle più famose università del 1900:

  • Torino: Firpo e Bobbio che traducono, classificano, mediano e definiscono tutti i pensatori classici della riflessione politica internazionale;
  • Roma: la più importante per la formazione delle dottrine di Stato durante le due guerre mondiali;
  • Bologna.

A Milano, in Cattolica, vennero chiamati diversi esperti (tipo Miglio e Ornaghi) che cercano di dare un’impronta esaustiva, studiare il passato per comprendere il presente. Si tratta di studiare l’autore ma anche riflettere sulle categorie dei problemi posti e quindi fare un esercizio di riflessione.

Le tematiche della politica

Le tematiche della politica riguardano in primo luogo il potere e la legittimazione, poi anche il comando, l’obbligazione politica (perché e come), qualità del leader, rappresentanza (tema contrapposto all’obbedienza) ed i vari collegamenti storici, cioè la periodizzazione storica dei temi, che sembrano materializzarsi e guidarci  concentrare l’attenzione sul contesto storico delle idee  il Rivolgimento della storia e delle idee. Il tradizionale scontro tra Tradizione e Innovazione. Ogni epoca può essere studiata come il risultato di rivolgimenti storici, ad esempio l’età greca dove le poleis rappresentavano la forma di convivenza politica (piccole entità politiche) non reggono la trasformazione (e l’avanzata) degli Imperi, che a sua volta, come anche San Tommaso sosterrà, non reggerà alle trasformazioni e lascerà il posto agli Stati Particolari.

04/10/16

Mondo greco

Grecia arcaica vs Grecia classica (sviluppo poleis)

La Grecia arcaica (ghénos) vede le prime forme di orientamento politico basate sulla legittimazione della stirpe, oppure esiste un ordinamento gerontocratico che prevede la preminenza degli anziani. Questo è il principio della Monarchia Greca del Basileus, capo della stirpe che predomina ed accorpa a sé tutte le funzioni fondamentali, principalmente sono 3 e si presentano in tutte le società in modo diverso:

  • Funzione militare: il capo militare che dà sicurezza ai propri sudditi;
  • La giudicatura: cioè colui che risolve le dispute;
  • La funzione religiosa.

Questa prima fase greca viene modificata da una questione particolare cioè il problema di accentramento e decentramento (che si ripresenta spesso) e lascia il posto alla Repubblica Nobiliare dove si assiste alla spartizione del potere da parte del basileus, cioè dall’uno il kratos (potere) passa ai molti, gli aristoi che sono i migliori.

Nella storia del pensiero politico si pone il problema del perché i migliori sono tali, quali sono le loro virtù, abbiamo:

  • L’areté: cioè riconoscere qualcuno che è fatto per governare;
  • Timé: inizialmente rappresenta l’onore, ma dopo si evolve anche in ricchezza, cioè il censo che consente un determinato status (concetto ripreso anche da Weber con i notabili);
  • Cùdus: la reputazione, cioè la fama di essere il migliore.

Questi concetti vivranno fino alla rivoluzione francese in modo forte e di fatto fino a noi. Con la proliferazione delle magistrature assistiamo al passaggio del potere, cioè gli uffici che dividono l’esercizio del comando. Gli arcontes sono i vecchi capi famiglia che giravano attorno al basileus e lo spogliano delle sue prerogative assolute. La polis è il nucleo urbano.

Tutte queste informazioni ci derivano dagli scritti di alcuni importanti personaggi e filosofi grechi  Esiodo, che pone l’accento sulla questione delle virtù e del lavoro e scrive “Le opere e i giorni”. Come Omero che prova a spiegare la Repubblica Nobiliare, Esiodo spiega il passaggio alla Repubblica Urbano-Castale, dove il lavoro è una virtù e gli effetti si vedono anche sull’esercizio e la concezione di giustizia.

Prima era solito concepire la giustizia come qualcosa che si basava sulla consuetudine (l’eterno passato-presente), successivamente a essa viene affiancata l’idea che debba essere esercitata nei tribunali a seguito delle prime controversie, da qui compaiono le prime norme scritte. Solone viene ritenuto il legislatore più importante e contribuisce al passaggio tra rep. Nobiliare a Urbano-Castale, viene nominato arconte e assume un ruolo importante nella trasformazione della poleis perché si occupa della distribuzione delle ricchezze, soprattutto le ipoteche che portavano i meno ricchi a stare peggio ed i più ricchi a stare meglio, determinato da un principio castale obsoleto basato sul principio castale.

Solone propone una riforma abbandonando la consuetudine, la riforma riguarda lo scotimento dei pesi che gravavano sui piccoli per riequilibrare l’assetto della polis. La Bulé grazie a Solone riesce a riformare il sistema castale basato sulle tribù gentilizie (4 caste) che avevano la preminenza sulla città, liberare i meno ricchi, aiutare i difficoltosi. La sofistica è il pensiero politico della polis, il sofista è colui che dispone del logòs cioè linguaggio e sapienza può insegnare. I sofisti insegnano l’areté, anche se ad oggi la sofistica ha assunto una connotazione negativa. Loro conoscevano l’arte del discorso ma non scrivevano, abbiamo conoscenza di loro tramite Platone, in qualche modo quindi filtrati da lui. I sofisti sono classificati in 4 correnti a seconda di ciò che hanno interpretato, tutto però si riconduce al primo filone, dove l’intento era quello di dimostrare il falso con il logòs e non con la consuetudine.

Discorso di Pericle  erano cittadini solo gli uomini in grado di portare armi ed ateniesi, no1. donne e bambini, inoltre Schiavo= macchina pensante. I sofisti cercano di abbattere le due più importanti dicotomie istituite dal mondo greco: Liberi/Schiavi – Greci/Barbari. Per loro non esistono schiavi e liberi, ma solo uomini, quindi mettono in discussione anche un’altra dicotomia importantissima della polis cioè greci vs barbari (chi è schiavo e vive con il despota). Propongono come argomentazione due tesi di fondo, una tipica della riflessione greca e cioè che la Diseguaglianza è nella natura e una nuova, cioè la Diseguaglianza è una convenzione che può cambiare nel tempo, cioè la disuguaglianza è una convinzione che può crollare o essere modificata, è una concezione costruita dall’uomo. Un esempio pratico è ciò che succederà quando la Grecia cadrà davanti alla Macedonia e all’impero di Alessandro Magno, che poi unisce le etnie.

  • Glaucone: il fondamento delle istituzioni di giusto e ingiusto è un contratto contro le conseguenze del non avere delle regole, è il principio del contratto politico;
  • Callicle: contrapposizione della natura, dove prevale la forza alla legge contrattuale, cioè i deboli hanno la necessita di accordarsi perché temono i più forti. Fa parte di una corrente della sofistica che influenzerà Tucidide;
  • Trasimaco: legge positiva, il nomos che prevale su ogni concezione anteriore di giusto o ingiusto ed è stabilito dagli uomini, sono gli uomini che stabiliscono le leggi ed il giusto e l’ingiusto.

Socrate è un “sofista’’ e non lascia scritti ma è lui stesso a cercare di confutare le tesi sofiste, anche se tutto è filtrato da Platone.

05/10/16

Socrate e Tucidide rappresentano lo sviluppo dei sofisti

La sofistica apre la strada al dibattito sulla politica, prima di essa i pensatori erano errabondi e vagavano nella varietà delle istituzioni politiche, non si limitano alla verità della polis ma mirano anche alla molteplicità delle strutture, per questo relativizzano la realtà e abbattono anche l’idea delle dicotomie, viste come convinzione. Socrate è il maestro dei migliori rampolli ateniesi ed ha una forte influenza che lo porterà alla pena di morte per reati legati al pensiero. È da considerarsi come un sofista perché usa retorica e maieutica ma anche oppositore di essi.

I sofisti sostengono che la polis potrà essere soppiantata da un altro ordinamento futuro e ritenere essa come la miglior comunità possibile è solo una convinzione, tutto è relativo, infatti ci sono tanti modelli di poleis all’interno della Grecia e tante città che fanno da modello ad una forma di convivenza politica. Socrate però precisa che a tenere tutto insieme c’è il cosmos (ordine), che stabilisce l’ordine, quindi Socrate sostiene che non è tutto relativo se il principio del cosmo e quindi dell’ordine è vero. Socrate si chiede anche perché l’ordinamento dei barbari non è uguale a quello greco, lui non nega la disuguaglianza ma reputa che essa non sia in natura ma si può superare con l’areté

Retorica e maieutica sono gli strumenti per insegnare la politica, ma Socrate li usa anche per distruggere convinzioni comuni, lui afferma che gli dei non esistono ecc.

Apologia di Socrate

Il discorso in difesa dalle accuse che gli vengono mosse ed è diviso in 3 parti, nella prima si autodifende dalle accuse (negare gli dei, sacrilegio, corruzione dei giovani oltre che i costumi e le tradizioni), la seconda parte è una pratica che stabiliva una pena da parte dell’accusatore ed una seconda pena (secondo il costume attico) cioè l’accusato può proporre una pena alternativa e la terza è l’accettazione di Socrate della pena, meglio rinunciare alla vita che alla libertà.

Apologia di Senofonte: incentrata sulla questione politica della condanna di Socrate, la guerra tra fazioni oligarchi (modello spartano) vs democratici che usano in modo strumentale le questioni sulla verità filosofica per scontrarsi.

Aristofane: Le nuvole, Socrate è rappresentato in senso ironico, cioè guarda le nuvole dicendo che gli dei non esistono, versione ironica del Socrate corruttore che demistifica le credenze.

Tucidide: storico

Ripercorre le vicende della guerra che porterà al declino del modello greco ed all’affermazione del modello macedone, imperiale. Ha una serie di fondamenti filosofici soprattutto influenza sofisti, legata alla relatività, supremazia ecc. lui non ne accetta i presupposti di quella radicale di Ippia, ma riconosce che le differenze entrano in conflitto (e i barbari assimilano i greci), sarà influenzato da Callicle che adopera un argomento che riguarda la richiesta di giustizia.

Nel La guerra del Peloponneso dove si vede la contrapposizione di due leghe che esprimono da una parte l’egemonia di Sparta e dall’altra di Atene (rivalità egemonica basata sul modello e cultura e militare e veniva combattuta cercando di esportare il modello) con una costellazione di città che ruotano tra i perni rivali, e che sono importanti per questioni economiche, religiose ecc.

Gli stati sono rivali finché non c’è una minaccia esterna (tipo Persia) altrimenti si tratta di guerre interne combattute con leghe. Vengono costruite delle clausole di alleanza che sono le basi attraverso i due perni esportano il loro modello (accettazione).

Tucidide ci propone una serie di dialoghi tra ambasciatori che espongono delle tesi su giusto/ingiusto, verità/falsità. Le cause sono percepite come riconducibili all’espansione della potenza ateniese che mina l’equilibrio generale, ma Tucidide cerca anche le cause più profonde, l’irreversibilità della spirale che porta ciascuna città ad imperare, ora è Atene dopo sarà un’altra città a cercare di imperare  è come se fosse una Legge Storica (la spirale del dominio). Questo modello sarà soggiogato a seguito nell’inglobamento dell’impero macedone  irreversibilità delle parti, la spirale è irreversibile perché nulla è definitivo. Tutta la storia greca segue il canone talassocratico, cioè il dominio del mare che porta all’espansione dell’impero.

Motivazione ultima verità: timore, onore e utile (che è l’ultima molla). L’influenza di Tucidide si vede in Hobbes, l’uomo è spinto alla rivalità per paura e la teoria del realismo politico nello studio delle relazioni internazionali.

10/10/16

Platone

Le sue opere sono costruite sul dialogo, tenuti quasi sempre da Socrate e altri interlocutori che possono essere persone vere oppure ideali. La sua opera va da La Repubblica fino a Le Leggi. La repubblica è una traduzione italiana da politeia che finisce con l’identificare la costituzione della polis. La politeia riguarda la specializzazione degli uomini, ognuno va verso la propria a seconda delle proprie inclinazioni, quindi la diseguaglianza è data da questo elemento.

Lui distingue 3 funzioni destinate all’uomo e che ne rispecchiano le attitudini:

  • Addetti alla produzione;
  • Soldati (guerrieri);
  • I governanti-filosofi (l’arte della politica deve essere esercitato da chi ha la conoscenza e saggezza).

La giustizia non è distributiva o universale, ma è qualcosa che è da intendersi in modo soggettivo. Platone si occupa anche della distinzione delle forme di governo, il modello ideale è quello dove a governare abbiamo il re-filosofo, le altre forme sono distaccamenti da quello reale: oligarchia (pochi e non migliori), timocrazia (censo), democrazia (tutti liberi e spesso degenera in tirannide), e tirannide. Successivamente produce Il Politico, che è una riflessione sull’uomo di stato che viene visto come il pastore, cioè colui che guida gli uomini verso il bene comune e classifica tra il governo dell’uno (monarchia) che degenera in tirannide e oligarchia che è una degenerazione della aristocrazia. Proponendo qualcosa di nuovo, cioè le costituzioni miste.

Nel suo ultimo dialogo, Le leggi, si riflette sul ruolo/rapporto tra natura e convenzione. La natura appartiene agli uomini ma abbiamo anche le leggi scritte, che sono un prodotto umano. Rapporto con il tiranno Dionisio di Siracusa e la differenza tra filosofo e tiranno, l’opera in cui Platone non solo riflette e spiega la forma di governo tirannica ma cerca di insegnare a Dionisio il modo migliore per governare, fallendo.

Senofonte

È stato sia storico che stratega ed ha scritto molte opere, quelle politiche sono legate alla riflessione sulle forme di governo del suo tempo, ad esempio la Costituzione degli Spartani e Ciropedia (su Ciro il fondatore dell’impero persiano).

Costituzione di Sparta: fornisce un’immagine idealizzata delle istituzioni.

Ciropedia: fondatore impero persiano descritto in analogia con Licurgo il legislatore spartano.

L’opera più interessante dal punto di vista della materia è il Dialogo tra tiranno e Simonide (il poeta), essa spiega che la tirannia viene attivata come forma di governo nelle colonie e mentre la descrive è chiaro che Senofonte non è contrario a questo modello, anzi lo elogia facendo riferimento ad un certo modello di leader.

Al contrario di Platone, egli non vuole insegnare ma farlo riflettere sul enorme potere che sarebbe in grado di esercitare. Questo testo sarà riletto da molti esponenti del pensiero politico che si interrogano sul potere, perché riflette sull’auspicabilità di questa forma di governo, sulle caratteristiche, aspetti positivi e negativi e su come poterlo migliorare. Simonide vuole sapere cosa vuol dire essere il tiranno, in modo da spiegare cos’è la tirannide ed i suoi svantaggi/vantaggi.

Il tiranno Lerone risponde che essa è una condizion...

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Scienze politiche e sociali SPS/02 Storia delle dottrine politiche

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Mirgifra1 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia del pensiero politico e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università Cattolica del "Sacro Cuore" o del prof Cotellessa Silvio.
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