Tommaso Moro e il pensiero utopico
Tommaso Moro è l'autore che più di altri impersona il pensiero utopico. La sua opera è "Utopia", ed è un classico nell'ambito del pensiero politico.
Questa opera è divisa in due parti:
Destruisce: critica
Qui conduce un'analisi dei mali del suo tempo, opera critiche molto severe alle istituzioni, alle società caratterizzate da gente nobile, e da un clero arrogante e ignorante. In presenza di questi due elementi esiste anche il popolo che vive di stenti, che ricorre a reati e a vagabondaggi. La situazione è così difficile che la criminalità è in continua crescita e nonostante le misure repressive il "fenomeno" è tutt'altro che controllato. (Nel 1764 Cesare Beccaria scrisse "Dei delitti e delle pene", toccando l'argomento "giustizia" in campo internazionale e spostando il problema sulle cause dei reati che sulle pene.) Lo spettacolo dei reati è quello che vive Tommaso Moro.
Costruisce: propone il suo programma
Qui immagina una nuova società. Immagina una comunità su un'isola felice dove tutti lavorano nell'artigianato e nell'agricoltura, non ci sono classi sociali, non ci sono oziosi, l'uguale lavoro porterà ad un uguale uso dei beni prodotti che sono stipati in magazzini e ognuno disporrà di ciò di cui ognuno ha bisogno. Tutta la vita è comunitaria, semplice, austera ma che garantisce l'uguaglianza e non la ricerca del superfluo, infatti è abolita la proprietà privata; vi è una profonda fiducia nell'animo umano e si pone molta attenzione all'educazione, l'argine del governo è superflua e sono poche le regole del governo perché la gestione avviene in modo autonomo. Questa è una popolazione pacifica ma vi è anche una preparazione militare.
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Storia del pensiero politico - la storia italiana
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